Parola di Ferrari 6 Gennaio 2012
Posted by alessia.moffa in : Educazione, Eventi, I luoghi comuni, Nuove pubblicazioni, Psicologia , 10 commentsPer i molti che non hanno potuto partecipare di persona agli incontri dei mesi scorsi con il Professor Ferrari, pubblichiamo un estratto della presentazione del libro I bambini crescono nonostante gli adulti, che si è tenuta il 17 novembre a Novara.
Ascolterete dalla voce stessa del Professore i princìpi fondanti del suo ultimo libro e, più in generale, di tutta la sua filosofia professionale.
Buona visione.
La redazione
È vero che il succhiotto ed il pollice deformano l’arcata dentale? 16 Giugno 2008
Posted by Giuseppe Ferrari in : Educazione, I luoghi comuni, I si e i no, Le grandi apprensioni, Leggende metropolitante , 69 commentsE’ vero: il succhiotto, specialmente se viene dato pressoché ininterrottamente giorno e notte, deforma temporaneamente l’allineamento dei denti, per cui la linea di chiusura interdentale, fra i denti di sopra e i denti di sotto, non è più orizzontale ma assume un aspetto triangolare con il vertice a livello degli incisivi superiori. E’ però altrettanto vero che, quando viene abbandonato, la posizione dei denti ritorna alla normalità nel giro di poco tempo. Circa la possibilità di interferenza del succhiotto sul corretto sviluppo dei denti permanenti, esistono forti dubbi. Di certo si sa che se viene smesso prima dei 4 anni non si verifica nessuna influenza sull’allineamento dei denti permanenti.
Il problema deformazione dei denti è molto sentito dagli adulti (sembra essere più un loro problema) perché spesso sono preda di informazioni non corrette. E come molti dei problemi che, pur riguardando i bambini, sono gestiti dagli adulti, possono portare ad iniziative che non sono certo le più giuste.
E infatti sull’onda della convinzione che succhiotto e pollice a lungo andare rovinino i denti, in genere, un bel giorno, i genitori si svegliano al mattino e decidono che “Ormai sei grande e quindi è venuta l’ora di abbandonare il ciuccio!” E improvvisamente lo fanno scomparire. Questo è uno di tanti ingiustificati atti di crudeltà che vengono perpetrati per il “bene” del bambino.
E’ una delle purtroppo abituali intrusioni violente che gli adulti fanno nelle vita dei bambini, e spesso chi fa questo tipo di ragionamento e di intervento è proprio quella madre che ha dato al suo bambino nel modo non giusto il succhiotto.
Inizia così un periodo tormentato della vita del bambino e del suo rapporto con i genitori.
Abbiamo visto come il succhiotto sia per il bambino fonte di sicurezza, serenità, benessere e piacere. Eppur un bel giorno i genitori decidono di abolire in un solo colpo tutte queste gratificazioni. Tutto ciò, perché loro pensano che potrebbero venirgli i denti storti! Ed anche fosse così, nella peggiore delle ipotesi, al momento giusto, si applicheranno apparecchi correttivi per raddrizzarli. Del resto fra le generazioni nate e cresciute prima del boom della ortodonzia non si sono riscontrate particolari gravi e diffuse anomalie dei denti dovute al succhiotto. Ed il succhiotto è sempre esistito! Perfino i dentisti oggi non sostengono più questa teoria. Cito il famoso pediatra Americano T. Berry Brazelton che a questo proposito dice che: “In uno studio condotto da dentisti del Children’s Hospital di Boston su bambini con l’abitudine di usare il succhiotto o anche di succhiarsi il pollice e su bambini che invece non hanno preso ne l’uno ne l’altro, è stata riscontrata poca differenza nei due gruppi in merito alla necessità di applicazione successiva di apparecchio per i denti“. Infatti nella maggior parte dei casi è la spinta della lingua a deformare i denti dell’arcata superiore.
La reale causa di malformazioni della arcata dentaria che richiedono la applicazione di apparecchiature correttive dei denti sembra essere di origine genetica e quindi non dovuta a succhiotti o pollici vari. Certamente i bambini che continuano a succhiare anche dopo i cinque o sei anni diventano più a rischio.
In ogni caso, lasciate che sia il bambino a non volere più il succhiotto, perché altrimenti si possono avere come conseguenza grossi squilibri psicologici ed emozionali. Infatti il bambino privato del succhiotto spesso non riesce più ad autogestirsi, gli risulta difficile addormentarsi, si gira e rigira nel lettino in una specie di lotta, spesso rabbiosa con se stesso; durante il giorno può essere più irritato o più triste, talvolta può presentare momenti di regressione. Mi chiedo se i genitori non si inteneriscono e non riflettono quando vedono la gioia immensa e la ritrovata serenità del loro bambino quando ritrova il ciuccio che, secondo le bugie dei genitori, “un uomo nero ha portato via, è passato un cagnolino lo ha mangiato oppure è andato perduto ecc. ecc.” secondo la varia capacità di mentire degli adulti! Perché raccontare al proprio bambino delle bugie? E’ un comportamento poco etico e poco amorevole!
Normalmente, verso tra i due ed i tre anni il bambino smette il succhiotto, spontaneamente, abbandonandolo gradualmente, in genere ricorrendovi solo per addormentarsi. E, se questo bambino persiste nell’uso del ciuccio oltre i 4 anni, i genitori, piuttosto che rimproveralo o castigarlo, dovrebbero fare un esame di coscienza per chiedersi se hanno saputo costruire intorno al proprio bambino un ambiente adatto per serenità, tranquillità ed amore e non, invece, una situazione nevrotica carica solo di tensione ed ansia
Molti genitori, a proposito di danni da suzione, avversano ancora di più il pollice, ritenendolo ancora più dannoso.
Ricordando anche angosciose esperienze personali o di fratelli nelle quali veniva imposto di non succhiare il pollice con minaccia di castighi, per cui un atto che aveva funzioni di consolare e rilassare il bambino veniva vissuto come un atto di cui vergognarsi e da fare di nascosto. I motivi di questa avversione sono: ” il pollice può essere sporco o può macerarsi e quindi infettarsi”. Ma soprattutto anche per il pollice la ragione più sostenuta è quella che vale anche per il succhiotto: si rovinano i denti. La risposta a questi timori è la stessa data per il succhiotto
Il problema anche in questi casi però, sta non nella suzione ma nell’ambiente psicologico in cui vive il bambino.
Del resto, ad avvalorare la “naturalità” dell’atto della suzione del pollice, bisogna ricordare che il neonato possiede un riflesso istintiva e naturale che viene definito ” Riflesso mano - bocca” o riflesso di Babkin che consiste nel portarsi la mano verso la bocca. Questo riflesso il neonato lo mette in atto quando ha un fabbisogno, per esempio quando ha fame, e costituisce un primo rudimentale atto di autoconsolazione.
Anche per quanto riguarda la suzione del pollice, non bisogna commettere l’errore di costringere il bambino a smettere. Non bisogna assolutamente usare quegli accorgimenti vecchi e un po’ crudeli quali mettere sostanze amare, cerotti, scotch, guantini. Chi scrive ricorda un bambino che diceva che il suo pollice aveva un buon gusto di arancio. E’ facile pensare quale delusione sarebbe stata per lui trovarsi un dito incerottato e di gusto sgradevole.
E’ meraviglioso osservare come i succhiatori di pollice si ficchino immediatamente in bocca il dito alla comparsa della più piccola controversia o quando sentono arrivare il sonno.
Alcuni bambini usano perfino due succhiotti. Uno in bocca l’altro per strofinarsi il naso, altri il dito in bocca e la mano che attorciglia l’angolo del cuscino, altri ancora succhiano tutte le dita della mano, altri vogliono sempre la stessa coperta o lo stesso pupazzo, altra ancora si accarezzano i capelli senza tralasciare di tenere il dito in bocca. Di fronte a questo imperioso bisogno di succhiare e, soprattutto in considerazione della grande gratificazione e sicurezza che ne traggono, diventa un atto di crudeltà verso i bambini impedire loro di usare questi innocui mezzi di autoconsolazione.
Nel prossimo post tireremo le somme su quanto detto fin qua sull’uso del succhiotto.
A presto
Giuseppe Ferrari
Il corretto utilizzo del succhiotto 6 Giugno 2008
Posted by Giuseppe Ferrari in : Educazione, I luoghi comuni, Le grandi apprensioni, Leggende metropolitante , add a commentTorniamo a parlare del succhiotto, come abbiamo fatto nel post precedente.
Nel momento in cui i genitori scelgono di dare al proprio bambino il succhiotto è opportuno osservare qualche precauzione, ma senza esagerare. Prendiamo ad esempio l’aspetto igienico. Sicuramente non è sufficiente lavare sotto l’acqua del rubinetto un succhiotto caduto per terra. Ancora peggio è quello che vedo fare da alcune madri, che lo raccolgono, lo mettono in bocca, lo lavano con la loro saliva e lo rificcano in bocca al bambino. Per avere un comportamento igienico più sicuro è necessario ricorrere alla immersione in soluzioni antisettiche o addirittura alla bollitura. Ma mi chiedo: è proprio necessario ricorrere a metodi così rigorosi?
Nelle normali tappe dello sviluppo e della crescita del bambino è prevista anche l’acquisizione della immunità, cioè dalle capacità di difendersi dai comuni germi. Ed il metodo migliore per acquisirla è venire a contatto con questi germi. Consiglierei quindi di non esagerare. Se cade il succhiotto, lavatelo con l’acqua del rubinetto. Vi suggerisco una certa attenzione in caso di mughetto al cavo orale. In questo caso dopo averlo lavato e bollito, ponete il succhiotto a bagno in acqua bollita con l’aggiunta di bicarbonato.
Un errore da evitare è invece quello di intingere il succhiotto nello zucchero o nel miele, ciò non è assolutamente richiesto dal bambino ma è un vizio indotto dai genitori che hanno dato il succhiotto nel modo sbagliato.
Il succhiotto è stato messo sotto accusa come fonte di alcuni guai per i bambini quali
- infezioni al cavo orale, alla gola ed alle orecchie
- deformazioni dell’arcata dentale
Qualche ricercatore sta conducendo studi per verificare se succhiare tutto il giorno il succhiotto può essere causa di infezioni all’apparato orofaringeo (bocca, naso, gola ed orecchie). Non conosco il metodo utilizzato per questo ricerche, per cui posso solo dirvi: attendiamo l’esito di questi studi. Sicuramente la persistenza di un oggetto estraneo a lungo in bocca potrebbe favorire la colonizzazione e le moltiplicazione di germi. Personalmente ho il timore che, ma non mi riferisco a questo caso di cui non conosco il metodo utilizzato, che sui bambini vengano condotte ricerche per ottenere i risultati che si è prefissato di ottenere. L’importante che queste ricerche non siano invasive per i bambini, e questa sui succhiotti non mi sembra certamente invasiva.
Ritorneremo presto sull’argomento succhiotto, occupandoci della paura diffusa che crei delle deformazioni all’arcata dentaria.
A presto
Giuseppe Ferrari
E’ giusto dare il succhiotto al bambino oppure no? 3 Giugno 2008
Posted by Giuseppe Ferrari in : Educazione, I luoghi comuni, Leggende metropolitante , 132 commentsIl titolo di questo post corrisponde a una delle domande che mi vengono fatte più frequentemente dai genitori.
La risposta è: ” Può essere giusto e può essere sbagliato!”
Vediamo insieme come affrontare il problema e soprattutto come spiegare perché una stessa cosa può essere giusta ed anche sbagliata.
Comincerò col raccontarvi il modo giusto
Per questo devo anzitutto fare qualche premessa:
- il riflesso della suzione è certamente uno dei più importanti riflessi automatici del neonato. Alla sua presenza è legata la possibilità di alimentarsi e quindi della possibilità di sopravvivenza e della crescita. Non a caso uno dei più frequenti sintomi di una grave malattia del neonato o del lattante è rappresentato dalla diminuzione o dalla scomparsa di questo riflesso.
- l’atto della suzione ( il succhiare), consentendogli di soddisfare la sgradevole sensazione della fame, dà al bambino un senso di tranquillità e di sicurezza di conseguenza gli procura una sensazione piacevole. Il procurare una sensazione piacevole è legato al disegno naturale di favorire la propagazione della specie, perché se il succhiare provocasse una sensazione sgradevole o addirittura dolorosa il bambino non succhierebbe e quindi non potrebbe sopravvivere.
- Ogni bambino, durante la giornata, ha bisogno di esercitare l’atto della suzione per un certo periodo di tempo, variabile da bambino a bambino. Per questo motivo è frequente osservare che alcuni bambini compiono, al di fuori della poppata, movimenti ed atti di suzione a vuoto, persino durante il sonno, accompagnati a volte da un piacevole e divertente rumore di schiocco.
Molti bambini riescono a soddisfare il loro bisogno di suzione col tempo che dedicano alla loro alimentazione. In genere le poppate al seno che durano più a lungo e spesso richiedono un maggior sforzo si suzione, sono in grado di placare questa esigenza. Altri ( e più facilmente quelli allattati artificialmente) non riescono a soddisfare questo loro bisogno di suzione col tempo che dedicano alla loro alimentazione. Non sempre questi bambini hanno fame, semplicemente provano piacere a succhiare. La brevità della poppata (10-15 minuti) non è sufficiente a soddisfare il desiderio di suzione, per cui ne deriva una maggior necessità di succhiare.
Dare il succhiotto a questi bambini è giusto, ma, a mio personale giudizio, è ancora più giusto (ed anche naturale) che succhino il pollice. Non c’è immagine più dolce e più poetica di vedere un bambino che succhia il suo pollice. Tra l’altro è anche indice di una precoce capacità di autogestione dei propri comportamenti.
Infatti i pediatri attenti agli aspetti della qualità della vita dei neonati alla prima visita chiedono se per caso, il neonato si mette già il pollice in bocca e se riesce quindi a consolarsi da solo.
Il modo sbagliato di dare il succhiotto si ha quando lo si usa per tacitare il bambino che con il suo comportamento, ed in genere usa il pianto, cerca di esprimere un suo fabbisogno non soddisfatto..
E” molto più comodo ficcargli il succhiotto in bocca piuttosto che porsi il problema del perché piange e per quale motivo cerca con il pianto di attirare l’attenzione della mamma. Ma non è il modo migliore per occuparsi del proprio bambino (che non dimentichiamo è totalmente dipendente dalla sua mamma)
Quindi in definitiva il modo sbagliato di dare il succhiotto è quello delle mamma che lo dà per tacitare il bambino. Quello giusto è quello di darlo per assecondare il suo desiderio di suzione.
Ma a questo punto, come forse avrete capito, ho una preferenza e mi chiedo e vi chiedo perché non lasciarlo libero nella scelta di succhiare quello che vuole lui (per esempio il pollice)?
Nei prossimi post continueremo a trattare di questo argomento.
A presto
Giuseppe Ferrari
Il bagnetto 27 Marzo 2008
Posted by Giuseppe Ferrari in : Educazione, Le grandi apprensioni , 44 comments
Spesso molte mamme si chiedono quando è il momento adatto per iniziare a fare il bagnetto e ogni quanto tempo va ripetuto. A tutte loro voglio ricordare che il bagno deve essere iniziato il più presto possibile e deve essere fatto tutti i giorni:
- Iniziato il più presto, perché per il suo benessere e soprattutto la sua salute il bambino deve essere tenuto pulito ( non dimenticate che il bambino fa i suoi bisogni addosso e purtroppo spesso suda abbondantemente perché viene vestito troppo)
- Tutti i giorni, perché il bambino, come del resto l’adulto, è un essere abitudinario e quindi preferisce fare ogni giorno le stesse cose.
Il bagnetto nelle giornata del bambino deve diventare una piacevole abitudine e per essere tale deve essere fatto quotidianamente. Il bambino abituato si diverte nell’acqua, non piange mai e, dopo il bagno, è certamente rilassato.
A presto
Giuseppe Ferrari
Viaggi e abbigliamento 26 Febbraio 2008
Posted by Giuseppe Ferrari in : Educazione, I luoghi comuni, Le grandi apprensioni, Leggende metropolitante , 75 commentsPrendendo spunto da alcune domande che frequentemente mi vengono poste dalle mamme, vorrei affrontare oggi il tema degli spostamenti del neonato e di come vestirlo. Proprio questi due sono tra gli argomenti preferiti dai cosiddetti “esperti di famiglia”, ma spesso i consigli che vengono dati sono delle vere e proprie leggende metropolitane. Vediamo oggi come comportarci in maniera corretta, rispettando come sempre i bisogni del bambino.
- Quando è consigliabile iniziare la passeggiata quotidiana?
Potete iniziare anche subito, appena tornate a casa, naturalmente se il fare la passeggiata non vi crea grossi problemi di organizzazione! Se li crea, basta aprire le finestre e far prendere ai vostri bambini un po’ di aria fresca. Questo è possibile in qualunque stagione, anche se ovviamente in inverno è consigliabile coprirli adeguatamente ma senza mai esagerare, controllando sempre che non sudino.
- Dopo quanto tempo dalla nascita è possibile portarlo con sè in viaggio?
Anche questo è possibile fin da subito. Più il bambino è piccolo e meno risente dei cambiamenti di ambiente e di clima. Mare, montagna, in auto, in treno, in aereo, va tutto bene. Vi consiglio comunque di usare il mezzo di locomozione più adatto in rapporto alla lunghezza del viaggio. Nei primi due mesi di vita è preferibile, sia per motivi organizzativi sia per altri bisogni, che il viaggio duri non più di tre ore.
- Come devo vestirlo? E’ vero che soffrono più il freddo degli adulti?
A presto
Giuseppe Ferrari
