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Presentazione La mamma felice 16 Settembre 2009

Posted by Giuseppe Ferrari in : Uncategorized , 22 comments

Giovedì 17 Settembre alle 17:30, presso il Circolo dei Lettori in Via Bogino, 9 a Torino verrà presentato La mamma felice, il nuovo libro del Professor Ferrari.

Ne discuteranno con l’autore:

La Fimosi 10 Settembre 2009

Posted by Giuseppe Ferrari in : I luoghi comuni, Le grandi apprensioni, Salute , 34 comments


E’  un problema solo per i maschi.. La fimosi è caratterizzata dalla impossibilità di scoprire completamente il glande ( la parte anteriore del pene) a causa della abbondanza del tessuto del  prepuzio che lo ricopre e, restringendosi, lo chiude. La maggior parte dei bambini, alla nascita hanno “il pisello chiuso”  perché il prepuzio sovrabbondante non riesce a scorrere e quindi rimane adeso al glande rivestendolo completamente. Questa situazione che rientra nella normalità  alla nascita, richiede successivamente di essere modificata. Il glande deve poter essere scoperto per due motivazioni, l’una igienica, legata all’impossibilità di lavare la parte, l’altra per la futura funzione sessuale, legata alla difficoltà di scorrimento del prepuzio. Alcune religioni, o anche abitudini, prevalentemente anglosassoni, prevedono la circoncisione in epoca neonatale, un’operazione che consiste nel tagliare e asportare la parte terminale del prepuzio, consentendo al glande di essere sempre scoperto.

Per quanto riguarda la realtà italiana, in cui non si pratica di routine la circoncisione ai neonati, si può raggiungere lo stesso obiettivo, cioè la scopertura del glande, con semplici e delicate manovre.

Queste manovre sono compito del medico.

 Come si deve procedere?

Si procede in questo modo. Intorno al 3° mese di vita del bambino (in occasione cioè della 2a visita di controllo) il medico deve iniziare a scollare delicatamente il prepuzio, usando una pomata anestetica e preparando la parte con l’applicazione preventiva, per almeno un paio di settimane, di una pomata od un unguento  al cortisone. La manovra deve essere delicata, non violenta e soprattutto non totale, non bisogna cioè scoprire al primo colpo tutto il glande, a meno che la fimosi sia molto modesta.  Fatto il primo scollamento, il medico ha bisogno della collaborazione della mamma che deve ripetere tutti i giorni la stessa operazione. Deve cioè tirare giù la pellicina fino al punto in cui è arrivato il medico e lavare la parte scoperta con acqua e sapone ( in genere in occasione dell’abituale quotidiano bagnetto). Non deve forzare ulteriormente!! Se non si forza, il bambino non prova nessun dolore. In realtà questo rito di apertura va iniziato non il giorno dopo lo scollamento fatto dal medico, ma due giorni dopo. Esso deve essere  praticato poi tutti i giorni, per motivi igienici ed anche perché  si corre il rischio che il prepuzio ritorni ad aderire. (Sarebbe stato un lavoro inutile e un inutile trauma per il bambino).

Un’avvertenza importante: qualche volta nelle ore immediatamente successive alla prima “operazione”, improvvisamente, il bambino si mette a piangere, ciò è dovuto al fatto che quando fa la pipì, sente bruciore. Il pianto è però di breve durata. Rarissimamente si può avere un arrossamento ed un gonfiore della parte che passa con piccoli impacchi freddi e la applicazione di una pomata cortison-antibiotica. In questo caso è però necessario consultare il medico.

A una successiva visita di controllo se il glande non si scopre completamente, il medico procederà a un ulteriore scollamento.  La mamma dovrà poi continuare le sue manovre giornaliere di apertura e lavaggio. In genere in tre volte si riesce ad scoprire completamente il glande. Quando è completamente aperto sarà facile eseguire un corretto lavaggio.

Qualche volta sotto la pelle del prepuzio non ancora aperto, è possibile vedere in trasparenza delle macchie biancastre. Si tratta di accumulo di secrezioni bianche che fuoriescono alla successiva apertura. La presenza di questa secrezioni biancastre  impressiona molto le mamme, ma in realtà è un fatto normale che oltretutto facilita la risoluzione della fimosi.

E’ importante iniziare questa operazione piuttosto precocemente ( come si è detto intorno al 3° mese) in modo da concludere il tutto intorno ai 7/8 mesi prima cioè che il bambino cominci a rendersi conto di cosa gli stia succedendo e quindi ne rimanga traumatizzato e non voglia più farsi toccare (e quindi lavare).

 Quali i luoghi comuni ed errori?

A proposito di questo argomento è più corretto parlare di tabù piuttosto che di luoghi comuni. La mancanza di una corretta educazione sessuale impedisce molte volte di avere idee chiare circa i problemi della sfera genitale. Il primo ostacolo che si incontra nell’affrontare e risolvere il problema fimosi è rappresentato dalla paura delle madri, che spesso si rifiutano di collaborare con il medico perché fa loro “impressione” eseguire questa semplice operazione quotidiana di lavaggio, e temono di far male al bambino. Bisogna che queste madri si convincano che è loro compito accudire nel migliore dei modi i loro bambini. Tra i doveri c’è anche questo, che oltretutto servirà a evitare qualche complesso o trauma nell’età più adulta.

Fra gli errori e i luoghi comuni, vanno anche citati alcuni comportamenti di alcuni “addetti ai lavori”.

Il primo caso da ricordare è quello di chi  dice che non è il caso di applicare la riduzione medica (manuale) della fimosi.  Purtroppo molti bambini, dopo qualche anno, vengono indirizzati al chirurgo per l’intervento di fimosi. Questo intervento invece deve essere la soluzione ultima dopo aver provato la riduzione manuale. Per troppi bambini diventa, ancora oggi , una tappa obbligata nella loro “carriera” sanitaria  (le altre, per la verità in diminuzione, sono le tonsille e l’appendicite). Purtroppo il pericolo non solo è rappresentato dalla difficoltà tecnica, ( infatti sembra un intervento banale ma non lo è) che qualche volta porta a risultati esteticamente non molto apprezzabili ( quindi attenzione alla ricerca del chirurgo giusto), ma anche dalla necessità di ricorre sovente all’anestesia.

Un secondo atteggiamento  è quello di chi dice alla mamma: “Signora il prepuzio deve essere aperto. Lo faccia lei”. Cioè scaricando sulla mamma il problema. A parte la mancanza di esperienza, neppure la madre più coraggiosa ha l’animo di forzare, con relativi pianti ed eventuali  sanguinamenti, una parte così delicata del corpo del suo bambino.

Chi è nemico ( non si capisce perché) dello scollamento manuale sopra descritto dice che questo non serve perché il prepuzio “si riattacca”. E’ vero, ed è per questo che si rende  necessaria assolutamente la collaborazione della mamma che deve aprilo e lavarlo tutti i giorni! Altrimenti si rincolla ed è stato fatto un  lavoro inutile, che oltretutto ha procurato qualche piccolo dolore  al bambino.

E’ difficile immaginare che chi si deve professionalmente occupare della crescita del bambino e quindi anche della sua qualità di vita ignori  fondamenti così importanti di civiltà, di educazione sanitaria e di educazione sessuale.

La riduzione manuale della fimosi è compito del medico; la madre e, poi, il bambino più grandicello devono perfezionarla  per  una corretta igiene quotidiana.

Il bambino deve imparare a lavarsi bene anche dopo aver fatto la pipì!

A presto

Giuseppe Ferrari