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Il Bambino Felice in ristampa! 11 Luglio 2008

Posted by Giuseppe Ferrari in : Uncategorized , trackback

Con grande piacere volevo ringraziare chi in questo mese ha decretato il successo in libreria e su internet de Il Bambino felice. Mi è stato comunicato che il libro è già in ristampa e che presto sarà di nuovo disponibile anche nelle librerie presso le quali è stato esaurito.

Grazie a tutte le mamme e a tutti  i papà,
a presto 
Giuseppe Ferrari

Commenti»

1. massimo Paturzo - 2 Settembre 2008

Buongiorno,
sono il padre di una bimba di quasi 5 mesi che pesa un pò più di 6 kg. (quando è nata con 2 settimane di anticipo pesava 2,720 kg.). E’ stata sempre alimentata con latte artificiale (Nidina 1) ma circa un mese e mezzo fa ha presentato un calo dell’appetito che ha spinto il pediatra a prescriverle analisi delle urine - che hanno evidenziato una infezione da escherichia coli curata con successo mediante terapia antibiotica - e ad aggiungere al latte un misurino di crema di riso o di mais e tapioca (per rendere il sapore del latte più “Interessante”). Da allora in poi ha rifiutato con forza il biberon (che prima reclamava) anche dopo la fine della terapia antibiotica, e l’unica possibilità di alimentarla è stata quella, e lo è tuttora, di approfittare dei sonnellini, peraltro divenuti durante il giorno più rari e leggeri.
Dopo circa un mese e mezzo di tale situazione, durante il quale siamo riusciti a somministrarle tra i 400 e (talvolta) i 700 ml. al giorno, ora rifiuta il biberon con movimento reopentino del braccino anche durante il sonno, e riusciamo ad alimentarla (con alterne vicende) solo con mille accorgimenti. Aggiungo che di recente intravediamo un puntino bianco e duro sulla gengiva, come di un dentino che inizia a spuntare, che certamente le provoca agitazione, ma si tratta di un evento intervenuto ben dopo l’inizio dell’inappetenza. Abbiamo provato a darle il latte con siringa o cucchiaino, ma con scarso successo. Abbiamo notato che se trascorrono più di 5 ore senza mangiare, è colta da pianto e agitazione (di solito è tranquilla e prodiga di sorrisi) che noi crediamo dovuto ai crampi di fame, che tuttavia non è più capace di alleviare col biberon, che si ostina a rifiutare, tranne casi rarissimi.
Consola vederla allegra, vispa, partecipe, e comunque di armonica corporatura. Cerchiamo comunque, nei rari episodi di non marcato rifiuto del latte durante la veglia, di farne un momento di gioco senza caricarlo di tensione. Speriamo in un miglioramento con l’inizio delle svezzamento (che inizieremo ovviamente solo su indicazione del pediatra che la visiterà tra pochi giorni), anche se sinceramente non sappiamo a cosa attribuire questo circolo vizioso tra fame e incapacità di soddisfarla.
Grazie per un Suo prezioso parere

2. Giuseppe Ferrari - 12 Settembre 2008

Massimo,
Se, come mi dici, la bambina è vispa, allegra, partecipe e di armonica corporatura, il peso mi sembra buono, quanto mi racconti non mi preoccupa molto. Personalmente consiglierei : iniziare subito lo svezzamento con l’introduzione di un pasto diverso dal latte (brodo vegetale + carne + olio+ farina), anche due pasti al giorno da subito, non insistere con tutti gli artifizi per farla mangiare per forza (non serve a nulla e spesso è controproducente). Nessun bambino alla età della tua si lascia “morire di fame”. Non temere, prima o poi per una esigenza naturale i bambini mangiano. Invece mi sembra da non trascurare l’infezione dlle vie urinarie. Fai periodocamente esami di urina.
Giuseppe Ferrari

3. Michela - 4 Ottobre 2008

Complimenti x il libro: molto ben scritto! Però mi permetto di fare un appunto… Infatti fortuntamente ho iniziato a leggerlo quando mio figlio aveva già 3 mesi, altrimenti seguendo le sue indicazioni avrei avuto dubbi sulle informazioni della mia pediatra e del consultorio in cui si sostiene l’allattamento al seno: io ci tengo molto ad allattare e mi piacerebbe farlo fino ai 2 anni, se mio bambino lo gradirà! Mio figlio succhia il latte poco e spesso, purtoppo per me, ma cresce molto bene: fra pochi giorni compie 4 mesi e misura 7,5kg x 67cm. Nel suo libro lei scrive che il neonato dovrebbe succhiare il latte ad intervalli di 2 ore e mezza, massimo 4 ore, altrimenti significa che c’è poco latte, quindi dare l’aggiunta… Infatti purtoppo gia in ospedale gli davano il latte artificiale, ma per fortuna lui non succhiava neppure dal biberon: non si erano accorti che aveva il nasino sporco!!! Basta inondarlo spesso, ancora adesso, con la soluzione fisiologica!
Nel mio caso se spremo il seno c’è ancora latte anche dopo che smette di succhiare! E magari dopo 1ora (dall’inizio della poppata) vuole mangiare di nuovo! Ha sempre fatto così… Anzi, ultimamente anche peggio: spesso si addormenta dopo un paio di minuti, ma se lo stacco piange, infatti ogni tanto si vede che succhia un po’ e sembra che deglutisce, quindi penso sia tipo dormiveglia, perciò lo tengo attaccato finchè non mi dà fastidio: a volte anche 1ora!!! Così mi sembra soddisfatto… Comunque durante la notte dorme tanto da non potergli cambiare il pannolino, ma almeno si sveglia abbastanza da poterlo fare se fa cacca, e passano 3 o 4 ore tra le poppate, molto calme perché è rilassato, mentre durante il giorno è così vorace ed agitato mentre succhia che durante fa anche 2 ruttini!!!
Tutto questo per dire che ogni bambino è diverso, il suo è un bellissimo libro, ma mi sembra più rivolto a mamme che hanno bisogno di essere rassicurate sul fatto di aver smesso di allattare: molto lodevole e giusto alleviare i sensi di colpa, ma forse ci vorrebbe qualche frase in più per spronare ad insistere almeno un pochino con l’allattamento naturale a richiesta, cioè ogni volta che lo richiede il neonato,anche ogni mezz’ora, perché comunque ogni tanto fa pause anche di 3 o 4 ore.
Comunque ancora complimenti e grazie.

4. Giuseppe Ferrari - 6 Ottobre 2008

Michela,
è tutto vero quello che dice lei. Ed è anche vero che cerco di consolare le mamme che non riescono ad allattare. E’ per salvare i bambini dall’avere mamme frustrate ( che purtroppo non sono l’ideale per una serena crescita dei loro bambini). Lo faccio per i bambini . Come scrivo il valore di una mamma non è dato dai litri di latte che fornisce al suo bambino ma dall’amore , ed aggiungo, dalla serenità con cui lo circonda. Mi complimento con lei e per la sua capacità di capire le cose e per la dedizione e l’impegno che mette nell’allattare al seno il suo bambino. Sicuramente sta facendo una buona cosa. Ma si ricordi la faccia per il bambino e non per se stessa. Lei mi sembra così intelligente da capire cosa intendo dire!!
Allattare al seno è naturale e quindi è la cosa giusta per il bambino. Ma se il latte matero non c’è, che fare?
Giuseppe Ferrari

5. Sabrina - 23 Ottobre 2008

Egr. Dr. Ferrari,
non sapevo dove inserirle questo messaggio tra i vari argomenti del suo blog ed ho scelto questo perchè in realtà questa volta non sono in cerca di un suo prezioso consiglio ma sentivo la necessità di ringraziarla per il suo prezioso aiuto! Sono sicura che con me si assoceranno (almeno virtualmente) tutti gli altri genitori che hanno avuto una risposta da lei!
Grazie per la tempestività delle sue risposte
Grazie per la chiarezza con la quale affronta i vari argomenti
Grazie per la pazienza che ha con tutti noi genitori a volte forse un po’ troppo ansiosi ed apprensivi verso i loro pargoletti
Ma soprattutto grazie per la serenità che riesce a trasmettere! Finalmente un pediatra che non è solo un bravo medico ma anche una persona che si mette nei panni di noi genitori ma soprattutto dei bambini capendone le esigenze e non pretendendo che si comportino tutti come dei soldatini che ad un anno devono fare questo a due quest’altro a tre….. e via dicendo!!!!!
Fossero tutti come lei!!!!!!!!!!!
Detto questo mi sa che continuerò a usufruire della sua professionalità per tanto tempo!!!!!!
Sabrina

6. Giuseppe Ferrari - 23 Ottobre 2008

Sabrina,
grazie!
Giuseppe Ferrari

7. Claudia - 27 Novembre 2008

Gent. Dr Ferrari,
capito per caso su questo blog e non posso fare a meno di rivolgerle un quesito…sono mamma di una bambina di 28 mesi, che fino a un mese fa mangiava ancora papponi(pastina mista a carne o pesce e verdure ben frullate, visto che le davano fastidio i pezzi). Premetto che non è mai stata una mangiona, ma è sempre cresciuta piu’ che bene, mai sottopeso (nata di 3600 gr). Da quando, circa 1 mese fa ha avuto un brutto episodio di vomito-diarrea, la situazione si è ribaltata: non vuole assolutamente piu’ essere imboccata da me ( e questo è un bene!) ma la cosa più starna è che vuol mangiare solo carne arrostita a pezzi o mozzarella…poco pane, mela e lo yoghurt al mattino e pomeriggio.
Rifiuta la pasta, piccola o grande la verdura nemeno a parlarne. Che devo pensare…? E’ una fase? le vitamine possono servire?
La prego di darmi un parere…sono un po’ angosciata!
Ps Dalla prossima settimana inizierà a mangiare al nido: potrebbe cambiare qualcosa?

Grazie infinite
Saluti
Claudia

8. Giuseppe Ferrari - 28 Novembre 2008

Claudia,
se mi seguirai sul blog o se per caso pensi di consultare il mio ultimo libro “Il bambino felice” Ed. De Agostini , capirai il comportamento alimentare della tua bambina. Devi sapere che i bambini (così come i puledrini lasciati liberi in un prato non mangiano sempre la stessa erba) lasciati liberi non mangiano sempre gli stessi alimenti ma mangiano quelli di cui hanno bisogno. Evidentemente dopo l’episodio di vomito e diarrea la tua bimba ha bisogno di ricostruire le sue proteine e quindi preferisce carne, formaggi alla pasta ed al pane. Sempre nel mio libro sostengo che i bambini sono i migliori pediatri si loro stessi e quindi si sanno regolare molto meglio di quanto possano indicare i vari “luminari addetti ai lavori”. Lasciati guidare dalla tua bimba . Non sbaglierai mai. Tieni invece sempre ben presenti quelli che io definisco i “parametri o gli indicatori del benessere”. Quali sono: colorito, crescita regolare per l’età, non variazioni significative dell’appetito, regolari proporzioni corporee., vivacità, umore allegro, sguardo sereno ed attento, capacita di apprendere, attenzione a tutto ciò che lo circonda, forza fisica, tono muscolare, normali acquisizioni psicomotorie, sonno sereno. E per ultimo : la verdura non è assolutamente importante nella alimentazione di un bambino che deve crescere e le vitamine necessarie sono contenute negli alimenti normali
Giuseppe Ferrari

9. claudia - 28 Novembre 2008

Caro dottore,
la ringrazio infinitamente per il suo parere…la sua disponibilità è davvero commovente! di certo consulterò il suo libro e farò prezioso tesoro dei suoi consigli.
Le porgo i miei più cordiali e affettuosi saluti
claudia

10. Lorenzo Massacci - 21 Febbraio 2009

Caro dottore,
mi figlia di 4 mesi e mezzi stà vivendo la stessa esperienza della bambina del signor Massimo Paturzo che ha scritto il primo commento di questa pagina.
Noi stiamo seguendo i suoi consigli e speriamo che tutto si risolva.
Le chiedo se per favore può dirmi l’indirizzo e-mail del signor Paturzo così che possiamo metterci in contatto e sapere se il problema si è risolto.

grazie tante comunque

11. Giuseppe Ferrari - 1 Marzo 2009

Lorenzo , mi dispiace , ma non gestisco personalmente , il blog, mi limito a rispondere alle vostre lettere. Spero che il sig. Paturzo legga quanto mi scrivi e si faccia vivo.
Auguri per la tua bambina. Sono sicuro , ripeto sicuro, che il suo problema si risolverà in modo soddisfacente.
Giuseppe Ferrari

12. elena - 2 Dicembre 2009

Caro dottore,
ho un bambino di 4 mesi che pesa kg 8.800 a cui è stato diagnosticato rge.
IL bambino ha fatto per un mese cura con antra 10mg e abbiamo risolto i problemi dei pianti post-prandiali e del dormire (praticamente non dormiva mai più di due ore di notte e mai di giorno).
Ora da 3 settimane abbiamo sospeso il medicinale e Andrea di notte dopo aver mangiato alle 9 si sveglia piangendo e scuotendo il capo a dx e sx ogni mezz’ora fino ad arrivare alle 8.30 che si sveglia per mangiare.
Inoltre da 3 settimane non fà più la cacca.
Secondo lei devo iniziare nuovamente con la terapia?
Grazie

13. Giuseppe Ferrari - 3 Dicembre 2009

Elena,
bisogna riprendere subito l’omeprazolo (Antra). Mi raccomando!!
Giuseppe Ferrari

14. Fabiana - 6 Maggio 2010

Dott. Ferrari,

la ringrazio molto per la sua disponibilità. Al mioValerio, quando aveva 7 mesi, è stata diagnosticata tramite ecografia ernia iatale da scivolamento. Il gastroenterologo dal quale lo avevo portato e che gli aveva prescritto il gastrotuss, mi disse che non esiste ernia iatale nei bambini. Vorrei conoscere il suo parere in merito. Secondo lei. è corretto dire che non esiste? perchè? la ringrazion ancora molto.

15. Giuseppe Ferrari - 6 Maggio 2010

Fabiana , non farmi entrare nelle diatribe fra medici. Illustrami i sintomi del tuo bimbo e proverò a darti dei consigli. Non sono molto convinto del farmaco che ti è stato prescritto . Ma oggi è molto di moda. Di moda preferisco i vestiti e non i farmaci.
Giuseppe Ferrari

16. Eleonora - 19 Maggio 2010

Dott. Ferrari innanzitutto complimenti per la semplicità con cui risponde ai molti quesiti del blog.
Ho un piccolo problema con mio figlio di 4 mesi circa il cui peso è 7 kg ed è allattato con biberon di latte materno (non si alimenta al seno da circa 2 mesi)! La pediatra ci ha detto che la razione giornaliera è di 950 ml. Abbiamo però notato che da circa 1 settimana non mangia più con appetito e nell’arco della giornata assume circa 800ml in più battute (anche 8) al dì! La ns pediatra dice che è una situazione normale considerata la crescita ma rispetto ad altri neonati che assumono anche biberon di 240ml questo non lo è! E’ il caso di iniziare lo svezzamento o che altro? Che posso fare?
Grazie anticipatamente

17. Giuseppe Ferrari - 22 Maggio 2010

Eleonora,
i bambini sanno autoregolersi molto benbe , Non stare a a calcolare con il bilancino quello che mangia . Valuta il benessere del bambino e la sua crescita. Se non sono daccordo sull’iniziare lo svezzameneto . Spero lo sia anche la tua pediatra e non segua rigide regole che io ritengo sbagliato applicare da un essere umano (per giunta piccolo ed indifeso).
GFiuseppe Ferrari

18. margherita - 15 Giugno 2010

Gentile dottore la mia bimba che farà 5 mesi il prossimo 5 luglio non evaqua da tre giorni, in effetti da un mesetto non lo fà con la regolarità di prima, io le sto dando un pò di frutta grattiggiata tipo mela pera e banana ieri ho dato un omogenizzato di prugna e mela, la allatto io cosa fare? la biba non si lamenta, ha solo un pò di aria.
la ringrazio molto.
margherita.

19. Giuseppe Ferrari - 17 Giugno 2010

Margherita,
con la stitichezza la tua bimba ti sta dicendo :” mamma il tuo latte è ancora OK, ma ai limiti, infatti mangio dormo e cresco, ma fra un poco forse dovrai darmi qualcosa in più” in sostanza continua ancora per qualche giorno come fai (la frutta è inutile , ma male non le fa’) , poi se persiste la stipsi, che peraltro non crea nessun disturbo alla bambina, io continuerei con il latte materno , ma aggiungerei un pasto completo diverso dal latte (brodo vegetale + farina di riso + omogeneizzato carne + olio).Parlane con il tuo pediatra.
Giuseppe Ferrari

20. Valerio, Messina - 21 Luglio 2010

Vorrei semplicemente esprimere il mio più sincero ringraziamento al Professor Ferrari per la partecipata consulenza che ha dedicato al mio bambino.
E’ straordinario come medicina e filantropia siano germogliate nell’animo di questa bella persona dispensando frutti generosi a tutti coloro i quali abbiano bisogno di un esperto consiglio o anche più semplicemente di un conforto.
Un esempio, ormai raro, della genuina applicazione dei dettami di Ippocrate.
Grazie Professore Ferrari.

21. Agata LIala Olga Sanacuore - 21 Luglio 2010

Gentile dott. Ferrari
sono una nonna disperata, la mia nipotina, oggi ha nove mesi, alla nascita è statacontagiata dallo streptococco, conconseguente meningite, i medici se ne sono accorti in ritardo, la bimba in stato convulsivo è arriavta in rianimazione dopo tre girni dalla nascita, è stata ricoverata in rianimazione per due lunghi mesi, poi è rientrata acasa, non sapeva nemmeno ciuciare. Come le ho detto adesso ha nove mesi e pesa solo Kg 6,900, ha cominciato da poco lo svezzamento, ha sempre un rantolio alla gola, no riesce a stare seduta e con la testa diritta, soffre di crisi tonico-cloniche tenute a bada con i barbiturici. Adesso io le chiedo che speranze di vita normale ha questq bimba che è bellissima,sorride sempre, e segue i movimenti di tutti noi. Ci sono cure che poassiamo fare? La prego io guardo mio figlio e mia nuora che vivono tutti gli attimi della loro vita in uno stato di apprensione continua, senaza lasciare mai la bimba nemmeno per un attimo. Io non riesco più a capacitarmi a capire cosa possiamo fare per lei, la prego se può midia una risposta, mi aiuti. Grazie per avermi ascoltata. fiduciosamente
nonna Olga

22. Giuseppe Ferrari - 22 Luglio 2010

Nonna Olga,
detto a distanza potrei anche sbagliarmi , ma non posso nasconderti che il problema mi sembra serio. Io mi preoccuperei di rivolgermi ad un centro di riabilitazione per bambini di alto livello. Mi conforta che sorrida . Se lo fa in modo mirato e giustificato è un ottimo segno (significa che sa comunicare ). Non penso che il rantolino sia un problema e neppure la scarsa crescita. Il problema è il recupero delle sua funzioni fisiologiche ed il suo sviluppo psiconeuromotorio, quindi , e mi ripeto, riabilitativo. Non so dove abiti e quindi non posso indicarti un riferimento.Ma non avete un buon pediatra di riferimento ( è fondamentale) che possa aiutarvi e guidarvi in questo delicato momento ?
Giuseppe Ferrari

23. Monica - 27 Luglio 2010

Buongiorno Dottor Ferrari,
da qualche settimana ho scoperto il Suo sito e mi sono affrettata ad acquistare il Suo libro “Il bambino felice”, che sto leggendo con molto interesse. Spero di aver capito come funzioni un blog, perché l’ultimo mio post si è smarrito nell’etere…
Sono la mamma di Milena, una bellissima bimba vispa ed instancabile, che venerdì compirà un anno. Quando venne al mondo, dopo ore ed ore di corsi pre-parto dedicati all’allattamento al seno, ebbi un momento di depressione di fronte al fatto che sapevo tutto su come allattare bene, ma nulla su cosa e come fare in caso di assenza quasi totale di latte materno. Sia al nido in ospedale, che poi al consultorio, tutti si ostinavano a farmi coraggio e a dirmi che dovevo lottare, che è impossibile che il latte materno non si formi in abbondanza, che è solo questione di volontà, di serenità, di pazienza, di insistenza, di integratori… Ho tentato di tutto nell’attesa di una montata lattea che mai è arrivata e purtroppo in quel circolo vizioso, più tentativi facevo, meno successo avevo. Per fortuna la pediatra di quel tempo (purtroppo in undici mesi ce ne hanno già cambiati ben 3!) mi disse fin da subito: “Mamma, guardi che lei non è né la prima, né l’ultima. Si metta il cuore in pace”. E così fu, anche perché non c’era molto altro da fare di fronte ad una bimba indifesa che ha fame!! … oltre che di fronte ad una neo mamma che ha bisogno di tutte le energie possibili e soprattutto di serenità per dedicarsi alla creatura appena venuta al mondo… Avrei voluto leggere allora le Sue parole e capire fin da subito che “una mamma che non può allattare al seno non è una mamma di serie B e non deve assolutamente avere sensi di colpa, poiché la qualità del suo rapporto con il bambino non è data dai litri di latte che gli fornisce, ma dall’amore con cui lo circonda”!!
So che probabilmente siamo fortunatamente una minoranza, ma sarebbe bene almeno dire nei corsi di preparazione al parto, che esiste l’ipotesi che per una qualsiasi ragione il latte materno possa essere scarso o anche assente…
Ad ogni modo, avrei una miriade di domande da farle sui punti che mano a mano sto leggendo nel Suo libro e Le confesso che se da un lato quanto apprendo è per me fonte di consolazione, perché combacia con quanto ho sempre istintivamente creduto fosse giusto come mamma, dall’altro sono un po’ sconcertata di fronte alla così netta diversità di risposte tra lei ed i pediatri con i quali ho avuto un confronto negli ultimi 12 mesi.
Le sottopongo un primo quesito riguardante la vitamina D, di cui non avevo purtroppo sentito mai parlare fino ad oggi. Com’è possibile? Ho scoperto che a Merano (BZ), da dove io vengo e dove vive tutt’ora tutta la mia famiglia, a mio nipote nato in aprile 2009, è stata prescritta fin da subito dal primo pediatra che l’ha visitato e l’ha assunta fino all’anno di età. Qui a Bologna, dove io vivo da cinque anni ormai, non ne ho sentito mai parlare. Ora che la bimba ha un anno immagino non sia più necessaria, oltretutto viste le sue buone condizioni generali di salute. Lo chiederò al nuovo o alla nuova pediatra che verrà nominato entro la visita prevista per il 15 mese… Nel Suo libro Lei parla di casi in cui viene prescritta successivamente, ma solo quando se ne determina la carenza, è corretto? E come si determina l’eventuale carenza?
E’ possibile che forse per questioni climatiche diverse tra le due regioni, più a nord si dia più attenzione alla cosa? Mi riferisco al fatto che in Alto Adige, per quanto bello possa essere il tempo ed anche il clima, di fatto l’inverno dura pur sempre molto più a lungo e dunque l’esposizione al sole dei bimbi immagino sia minore rispetto ad altre realtà come quella in cui vivo oggi.
Grazie per l’attenzione e per tutti i buoni consigli.
Un cordiale saluto
Monica

24. Giuseppe Ferrari - 31 Luglio 2010

Monica,
1) La vit D in genere io la somministro nel primo anno dI vita. Vedo che altri non lo fanno. Salvo poi darla in ritardo e con meno efficacia quando rilevano segni di sua mancanza sulla struttura fisica del bambini . In realtà i segni sono molto sfumati e solo un occhio attento li può rilevare.
2) mi chiedo cosa ci stanno a fare i pediatri se non sono in grado di prevenire od individuare eventuali carenze , dal momento che oggi i bambini sono quasi tutti sani e le condizioni socio economiche della nostra popolazione consente a loro di crescere sani. Io penso però che un bravo e moderno pediatra deve occuparsi sopratutto della qualità della vita . La vit. D è la vitamina della bellezza fisica (spalle larghe, torace ampio, bacino stretto, muscoli più sviluppati e tonici ecc,) perchè non far crescere i nostri bimbi nel migliore dei modi?? (bastano poche goccine al giorno). Me lo chiedo io , ma bisognerebbe chiederlo a chi non la prescrive. Sto scrivendo un libro in cui parlerò sia teoricamente sia praticamente di tutte queste cose. Per esempio un capitolo è dedicato alla genitorialita “Tutto quello che i genitori devono sapere prime che nasca il figlio e non solo quelle spesso inutili banalità che vi dicono in alcuni corsi di prepararzione al parto”. Purtroppo mi sono fatto prendere dallo spirito polemico, ma è in parte colpa tua , perchè quando trovo mamme come te che solo basandosi sull’isitito sentono di condividere quello che io penso, allora mi sfogo contro tanti che dovrebbero essere “esperti di bambini ” è purtroppo non lo sono (almeno per le esigenze dell’infanzia attuale)
Giuseppe Ferrari

25. Monica - 6 Settembre 2010

Gentile Dottor Ferrari,
attendo di conoscere il nuovo pediatra che verrà nominato in questi giorni. Chiederò anche a lui il perché nessuno fino ad oggi ci abbia mai parlato della vitamina D e confido nella sua preparazione per verificare l’eventuale necessità di prescriverla, seppur in ritardo, a Milena.

Capisco il suo spirito polemico. Io non posso esserlo, perché nonostante mamma, ammetto di non essere esperta in praticamente nulla. Mano a mano che imparo le cose (spero non troppo a discapito della mia piccola bimba) confesso però che qualche volta provo un po’ di rammarico e forse rabbia, perché, anche se capisco che i pediatri oggi abbiano a che fare con molti pazienti, io però da tredici mesi mi affido totalmente a loro per avere una guida e loro invece sembra che non vogliano intromettersi troppo nel dare consigli o suggerimenti, se non input arbitrari su niente latte vaccino fino all’anno di età, niente uova, ecc. Forse il sistema fatto oggi di genitori che credono di saperne sempre una più del medico li avrà portati ad agire così? Non voglio credere che sia negligenza o poca passione per il proprio lavoro, anche se in effetti cosa gli costava dirmi di dare un po’ di vitamina D alla mia bimba? … Ecco, ora ha fatto diventare polemica anche me. ;-)

In realtà quando leggo come Lei si pone nei confronti dei genitori, gli aspetti che analizza prima di dare loro un consiglio, ecco… mi sembra un altro pianeta. Non ho avuto modo di provare nulla di tutto ciò fino ad oggi.

Non vedo l’ora di leggere il Suo nuovo libro e mi ripeto, vorrei avere letto “Il Bambino Felice” prima di concepire Milena. Anche se ho letto diversi libri, ammetto che il Suo mi sarebbe stato più utile degli altri. Lo sto rileggendo, perché sono talmente tanti i consigli sensati ed intelligenti, che una prima lettura non è sufficiente per coglierli tutti.

Per ora La ringrazio anche per un consiglio che nessuno mi aveva ancora mai dato nonostante la stitichezza di Milena sin dai primi mesi di vita (per quanto forse banale): la crusca!! Funziona che è una meraviglia!! Da quando Milena la mangia nelle pappe liquide non siamo ancora mai ricorsi al clisterino, unica cosa che invece mi era stata detta fino ad oggi di utilizzare (oltre alla prugna).

Approfitto per farLe la prossima domanda. A proposito di alimentazione… Ho seguito e sto seguendo i consigli letti nel Suo libro sia per il latte vaccino, che per le uova, anche se ho fatto attendere Milena più del dovuto per questi alimenti (vedi i divieti che mi erano stati imposti). Tutto bene, anche da quando abbiamo eliminato la pappa con il formaggino alla sera (anche qui abbiamo inizialmente seguito le istruzioni del pediatra senza pensare che in effetti si tornava indietro nel processo alimentare aggiungendo un pasto latteo che in precedenza era stato tolto… ).
Mi resta un dubbio sul latte, che non ho capito per quanto tempo dovrà essere diluito con l’acqua?

Grazie ancora e alla prossima!
Monica

26. Giuseppe Ferrari - 8 Settembre 2010

Monica ,
sono le lettere come le tue che mi incoraggiano a proseguire nella mia battaglia per la difesa della qualità della vita dei bambini. E sono le persone come te che mi convincono che bisogna insistere nell’informare le mamme su cosa dovrebbero pretendere dalla cultura dei pediatri. Non so che professione o che impegno lavorativo hai, ma io ho bisogno dell’aiuto di mamme come te. Ti ringrazio per tutte le cose lusinghiere che dici del mio libro . I propri libri per gli autori sono un po’ come i figli. Si è molto contenti quando qualcuno ne parla bene.
Il latte vaccino deve essere diluito con acqua fino nall’anno di vita , poi si può dare intero.
Giuseppe Ferrari

27. Monica - 20 Settembre 2010

Ora che sono mamma credo che Lei abbia scelto la missione più bella e al contempo più difficile di questo mondo e continuo a farle i miei complimenti ed a ringraziarla. Mi rende felice l’idea di poterle dare un aiuto in questa battaglia per la difesa della qualità della vita dei bambini, anche se non saprei come, se non ponendo le domande giuste all’ennesimo nuovo pediatra (di cui ancora non ci è stato comunicato il nome…) e soprattutto pretendendo le risposte e diffondendo il sapere dei Suoi libri nella mia cerchia di conoscenti. Ultimamente la cito come mio pediatra di fiducia! :-) Con tutti gli errori che ho fatto e sto facendo, anche se in buona fede e purtroppo guidata proprio da chi ne sa più di me in materia, c’è di buono che mi sto riscattando giorno per giorno, mettendo in pratica le preziose informazioni che apprendo. A volte basta davvero così poco. Sembrerà banale, ma ascoltare i nostri bambini è la cosa più elementare e semplice da fare, eppur ahimè così poco scontata!! Si pensa sempre a tutt’altro, quando la risposta a tutte le nostre domande è sempre lì, chiara e nitida e sta solo a noi darle ascolto. Grazie anche per questo grande insegnamento, che nel Suo libro ha spiegato così bene in tutti gli aspetti della vita dei bambini. A volte si tratta anche solo di essere un po’ più disposti ad accettare il fatto che spesso siamo proprio noi genitori i responsabili di tanti piccoli problemi che in fondo scopriamo essere solo nostri e non dei nostri bambini. Loro però sono il nostro specchio, di fronte al quale non abbiamo scusanti e se riusciremo a guardarlo con serenità e umiltà, vi troveremo l’amore necessario per continuare il nostro cammino senza più inciampare.

Il mio impegno lavorativo di oggi mi vede impiegata part-time per un’azienda vicino a casa, che mi ha offerto un posto di lavoro al secondo mese di gravidanza (e poi dicono che gli angeli custodi non esistono!), dopo che ero stata “messa a casa” proprio per i miei progetti di maternità da un’azienda alla quale ho dedicato molto, senza sapere quanto poco mi sarebbe servito tutto quel lavoro per svolgere al meglio quello più importante che mi aspettava: quello di mamma ovviamente. Concilio così al meglio la necessità di lavorare con quella di stare vicino a Milena e farla crescere nel migliore dei modi, visto che mio marito “fa i turni” e possiamo in questo modo occuparci di Milena alternandoci al lavoro.

Per “agganciarmi” anche a quanto scrive Elena in un altro post, proprio in questi giorni anche noi stiamo facendo l’inserimento al nido, dove Milena, che compirà i 14 mesi alla fine di settembre, trascorrerà presumibilmente le sue mattinate nel prossimo futuro. Dopo la prima settimana comprendo perfettamente anch’io che l’inserimento “graduale” è cosa degli adulti (e per gli adulti). Ho riletto diverse volte il capitolo del Suo libro “A chi affidarlo” e sono giunta alla conclusione che tutte le motivazioni che ci hanno spinto a portare Milena al nido sono valide e corrette e che Milena è una bimba che probabilmente riuscirà a trarne anche dei vantaggi, nonostante il piccolo dramma del distacco che sta vivendo (assieme alla sua mamma…). Anche in questo mi sono dovuta affidare all’auto-analisi ed ai Suoi consigli dottore, ma mi sarebbe piaciuto godere dell’assistenza di un pediatra che conosce bene la mia situazione familiare, sia per prendere la decisione migliore per Milena, che per affrontarla nel migliore dei modi. Purtroppo sono convinta che sarebbe stato meglio per lei proseguire la sua crescita almeno ancora per un paio di anni, senza essere portata tutte le mattine in un luogo dove dover condividere spazi, giochi, tempo e la presenza di due soli adulti con altri 16 bambini a cui manca la mamma! E so che questo lo sente anche la bimba, ma cerco di non pensarci e di concentrarmi invece sul momento in cui la vado a riprendere e su tutte le cose che facciamo insieme nell’arco del resto della giornata. Confermo che è diventata particolarmente possessiva nei miei confronti, vuole che la tenga per mano, che la prenda in braccio, fa qualche capriccio, qualche volta si addormenta con difficoltà. In compenso ora abbiamo modo di stare insieme tutti i giorni per tutto il pomeriggio e la serata e questo sta giovando ad entrambe.

Ho un quesito molto importante da farle anche su questo tema, alla luce di quello che mi hanno detto le tate al nido sull’atteggiamento di Milena e su come dovrei comportarmi a casa con lei, ma non voglio dilungarmi troppo in un solo post e soprattutto voglio attendere ancora qualche giorno per approfondire anche le mie considerazioni e porle dunque la domanda in modo completo.

A presto, un caro saluto
Monica

28. Giuseppe Ferrari - 24 Settembre 2010

Monica ,
grazie. Ricordati che : ” Si diventa bravi genitori apprendendo dai propri errori e non dai prorpi successi”".
A presto
Giuseppe Ferrari

29. Monica - 6 Ottobre 2010

Salve Dottor Ferrari,

a proposito di quanto Le accennavo sull’esperienza del nido, Milena si trova anzitutto in piena fase di “socializzazione immunologica”, come la chiama Lei … Raffreddore, catarro, tosse, gola e orecchie “infiammate”. Manca solo la febbre, ma da quando è a casa dal nido (su indicazioni del pediatra di turno), nonostante il suo stato di salute, che immagino sia quantomeno fastidioso per lei, è di buon umore, più serena e meno tesa.

Il quesito importante che avevo da porle riguarda il comportamento che le insegnanti del nido mi hanno detto di assumere a casa con la bimba, che inizialmente ha avuto la stessa reazione normale di tutti gli altri bimbi, ma che dopo qualche giorno è diventata, secondo loro, atipica e “difficilmente gestibile”.

Per cercare di fare una panoramica, siamo giunti ormai alla quarta settimana di “inserimento” e va decisamente meglio rispetto all’inizio, per quanto Milena pianga ancora molto al momento del distacco da me; anzi, a dire il vero incomincia a piangere già qualche curva prima del nido, quando capisce che ci stiamo dirigendo proprio lì … ed ha fatto esattamente così anche le tre volte che l’ha accompagnata il papà. Mi hanno detto che i bambini in realtà non soffrono davvero così come sembrerebbe, ma che “lo fanno a posta” per far sentire in colpa le mamme e per agire in questo modo su questo sentimento, tentando di farsi riportare a casa. Mah… io guardo Milena e vedo una bimba che piange, perché non vuole andare al nido e vuole continuare a restare con la sua mamma… Mi domando se voglia comunicarmi semplicemente che soffre, perché sa che si deve staccare da me, oppure se voglia comunicarmi che al nido non si trova bene per qualsiasi ragione. E poi mi domando se sia davvero rilevante la differenza tra queste due ipotesi …

Comunque, quando la vado a riprendere a pranzo, non scoppia più in lacrime e singhiozzi come i primi giorni, anche se la trovo sempre come se avesse fatto una gran corsa nonostante sia seduta: arrossata, con il respiro “corto”, in tensione; stato questo che permane per almeno un’oretta dall’uscita. Poi tende a rilassarsi un po’, ma in generale è passata da una prima fase di “incremento della possessività/affettuosità nei miei confronti”, ad una fase che definirei più di irritazione/nervosismo, per non dire quasi di arrabbiatura. E’ lei che vuole comunicarmi il suo disappunto, o sono io che involontariamente le sto trasmettendo i miei dubbi sull’effettiva positività di questa esperienza per lei? Io e mio marito riusciamo senza dubbio ad essere positivi, incoraggianti e anche “fermi” agli occhi della nostra bimba in tutte le circostanze, ma se abbiamo qualche dubbio, lei immagino lo percepisca e non credo sia possibile evitarlo.

Sia l’ambiente, che le insegnanti sembrano ottimali, anche se per il momento i bimbi non vengono mai portati all’aperto per questioni di organizzazione della sicurezza dei più piccoli e forse Milena soffre un pochino anche per questo, essendo abituata ad uscire sempre sia al mattino che al pomeriggio. Sono 16 bimbi in tutto tra i 12 ed i 36 mesi con due insegnanti. Inizialmente ci hanno detto che fondamentale era far diventare le due insegnanti come figure di fiducia e di riferimento nella realtà dei bimbi e così abbiamo fatto, giocando insieme e facendo partecipare sempre più queste due nuove figure alle varie fasi della mattinata con i nostri bimbi.

Iniziati i primi distacchi e trascorso qualche giorno di confusione dove tutti i bimbi piangevano e dove le insegnanti si sono preoccupate di confortare anche noi mamme, rassicurandoci sul fatto che sarebbe andata sempre meglio e che l’importante era stare sereni ed avere costanza + pazienza, come Le accennavo prima, siamo passati a valutazioni più personalizzate e mirate rispetto alle reazioni dei singoli bimbi.

Per Milena mi è stato consigliato appunto di “non darle troppo retta quando mi cerca e vuole giocare con me e di farla piangere anche a casa così come sono costrette a fare le insegnanti al nido quando non hanno tempo per dedicarsi alle sue richieste di attenzione”. Mi hanno detto che se non avessi fatto così, al nido non sarebbero riuscite a seguirla nel migliore dei modi, in quanto pare lei cercasse molto il contatto fisico con la figura di un adulto e per ragioni numeriche questo contatto fisico non le sarebbe potuto essere ovviamente concesso “in esclusiva”. Mi è stato quindi detto che probabilmente, visto che Milena è figlia unica e che evidentemente è molto seguita dai genitori a casa, avrebbe fatto più fatica degli altri ad adattarsi al nido, ma ci sarebbe riuscita solo modificando così come detto il nostro comportamento a casa.

Il mio iniziale stato di perplessità è stato determinato anzitutto da un’analisi così precisa a distanza di così pochi giorni dai primi distacchi e anche dal fatto che Milena a casa non mi ha mai cercato “fisicamente” in modo così importante come negli ultimi tempi e non è mai stata così possessiva nei miei confronti (probabilmente perché sono sempre stata lì con lei!!), ma mi è sembrato un controsenso negarmi proprio nel momento in cui sentivo di doverle dimostrare più che mai che ci sono e che non la abbandono di certo. In effetti così ho fatto, dedicandole forse ancor maggiore attenzione, forse sbagliando, ma con il risultato che ora Milena al nido è migliorata moltissimo. Le insegnanti dicono di non riconoscerla quasi più, che non le cerca più come all’inizio (non è che ora sia arrabbiata e si senta tradita da loro? …), che sta seduta e mangia insieme agli altri. Dicono che gioca da sola con la sua palla andando di qua e di là per tutto lo spazio che ha a disposizione e, contrariamente al principio, senza più cercare il contatto fisico con loro. Loro ne sono contente e dicono che è “buffissima”. Io mi domando se non sia una reazione di arrabbiatura e vorrei capire come si sente.

Lei che ne pensa? E’ una delle fasi transitorie che accompagnano inevitabilmente questa esperienza, oppure è sensato fermarsi ad analizzare questo comportamento e cercare di interpretarne il significato? Io ho l’impressione che Milena soffra inevitabilmente molto il distacco da me quando la porto al nido… figlia unica - almeno per ora - adorata da mamma e papà sempre presenti, solare e ben disposta nei riguardi di tutti coloro che incontriamo, soprattutto i bimbi, ma con i quali fino ad ora non era abituata a stare per molto tempo, se non al parco. Forse ha solo bisogno di un po’ di tempo per familiarizzare con persone e bimbi che tutto sommato fino a poche settimane fa neppure conosceva e che tutto ad un tratto sono diventati i suoi compagni di gioco “forzati”. Alla luce di tutte queste considerazioni (spero non troppo confuse… mi dispiace, sono proprio prolissa …), pensa che sia presto per fare valutazioni e soprattutto cosa pensa in merito all’ipotesi di eventualmente interrompere ora l’esperienza nido per riproporla a Milena quando avrà compiuto il secondo anno di vita? E’ vero che potrebbe trarre da questo ipotetico “dietro-front” un errato insegnamento, ovvero che in qualsiasi situazione che non le piacerà in futuro, saprebbe come “doversi comportare” per evitarla a priori?

Per concludere, ho tentato di coinvolgere il nostro attuale pediatra nelle valutazioni del caso. Purtroppo ci conosce da poco, visto che è stato nominato (oltretutto temporaneamente) in sostituzione di quello precedente, ma a suo avviso l’esperienza nido non può se non fortificare il carattere di qualsiasi bimbo, anche se sarebbe meglio aspettare fino ai 3 anni per le continue malattie che inevitabilmente vanno a segnare negativamente la qualità della vita dei bambini così piccoli.

Grazie per l’attenzione e buon proseguimento.

Monica

30. Monica - 6 Ottobre 2010

A proposito della somministrazione del fluoro, leggo nel Suo libro che si incomincia tra i sei mesi e l’anno di vita. Come per la vitamina D, anche l’argomento “fluoro” è cosa nuova e mai affrontata fino ad ora … e questa eventuale necessità per Milena, con i suoi attuali 10 dentini, non è mai stata presa in considerazione da nessuno … Appena spuntati i primi dentini io stessa chiesi sia al pediatra, che in farmacia, cosa era necessario fare per l’igiene ed il benessere della bimba sotto questo aspetto. Il pediatra di allora disse: nulla di particolare. In farmacia dissero che era sufficiente detergerli di tanto in tanto con una garza sterile. Io nel frattempo ho acquistato anche uno spazzolino per bimbi e Milena ci gioca come le ho insegnato mentre io stessa mi lavo i denti. Mi domando come mai questo argomento non sia ancora stato trattato nella serie di aspetti affrontati e da affrontare con una bambina che si affaccia alla vita e dovrebbe poterlo fare oggi al meglio del meglio con tutti gli strumenti e le conoscenze disponibili. Anche in questo caso devo fare un bel “mea culpa”, visto che ricordo che da piccolina lo davano anche a me, anche se ero più grandicella di Milena.
Affronterò l’argomento con il pediatra che vedrò proprio stamattina per l’otite di Milena e Le farò sapere.
Grazie ancora.
Monica

31. Monica - 7 Ottobre 2010

A proposito del fluoro, il pediatra mi ha detto che “se voglio lo posso somministrare tranquillamente a Milena”. Gli ho quindi chiesto se ritenesse il caso di farlo o meno, perchè io non sono in grado di giudicare l’eventuale necessità. Lui sostiene che non fa differenza, che non fa male somministrarlo, ma che non cambia niente se non lo faccio. E comunque è una decisione che spetta solo a me e non a lui.
Che dire … Continuerò a leggere i libri e a cercare informazioni in internet… Forse è il caso che mi metta anche alla ricerca di un buon pediatra che operi in privato. Non mi piace l’idea di dover spendere soldi in più per un servizio che in teoria pago già, ma sento oggi forte più che mai l’esigenza di un punto di riferimento e di fiducia che possa essere tale sia per me, che per la mia bimba.
Un caro saluto
Monica

32. Giuseppe Ferrari - 7 Ottobre 2010

Monica ,
che dire, le tue lettere potrei, se mi autorizzi il copyright , inserirle nei miei libri. Compreso il fatto che, come sostengo io , il distacco del bambino al nido non è un problema del bambino , ma DELLA MAMMA e tutto questo emerge dalla tua prima lettera. Beata la tua bimba che ha una madre ( e credo anche un padre) così straordinariamente attenta. Per il resto ho già alcini nemici fra i pediatri di base, non aggiungermene altri.
Giuseppe Ferrari

33. Monica - 12 Ottobre 2010

E’ bastata una sola riga del Suo pensiero per rasserenarmi ulteriormente sull’argomento nido e per farmi capire ancora una volta quanto importante possa essere per una mamma avere un punto di riferimento valido a cui affidarsi. Basta così poco… e noi mamme siamo così brave da un lato e così insicure dall’altro! In effetti la mia prima lettera sul tema esprime bene quanto avessi (e un po’ ancora abbia) le idee non molto chiare in proposito … prima sostengo che per Milena è la cosa migliore, poi subito dopo dico di sapere che per lei sarebbe meglio stare a casa assieme alla mamma … mi è servito anche solo scriverle per capire alcuni “meccanismi” nei miei ragionamenti … e la ringrazio per la conferma che mi ha dato il Suo punto di vista.

A proposito delle mie lettere, La autorizzo a farne tutto ciò che vuole. Sono anzi lusingata dal fatto che Le possano in qualche modo essere utili per il Suo progetto e soprattutto mi rincuora che possa percepire dai miei pensieri il fatto che sia una mamma attenta e che questo sia positivo per la mia bimba. Sul papà posso confermare che non si sbaglia. E’ un uomo meraviglioso e un padre presente e attento, amorevole, paziente e straordinariamente positivo. Anche mia suocera contribuisce in modo rilevante alla crescita serena di Milena. E’ una donna anziana con problemi di salute, ma il suo spirito solleva tante volte anche le situazioni più critiche e questa ritengo sia una risorsa preziosissima a cui possiamo attingere. Viviamo tutti e quattro sotto lo stesso tetto e per quanto ciò possa essere difficile ai nostri giorni, sono felice che Milena abbia la possibilità di godere di un’esperienza d’altri tempi, ovvero di vivere quotidianamente a contatto anche con la nonna, che compensa la lontananza e l’assenza dei miei genitori e che nonostante non passi giorno senza che faccia notare il fatto che non va bene che Milena scorrazzi per casa a piedi nudi, oppure che si consumerà a forza di farle il bagnetto tutte le sere, oppure che andrebbe visitata dall’ortopedico perché corre talvolta sulle punte dei piedi … lascia poi meravigliosamente in silenzio che siano i genitori a decidere come fare e non fare, magari anche sbagliando (ed ora che ho letto il Suo libro so anche che il più delle volte non sbagliamo!! grazie ancora …).

A proposito del Suo libro, sto “sguazzando” tra i luoghi comuni sull’alimentazione dal 1° anno di vita (la terra di nessuno…) ed ho letto con moltissimo interesse quanto scrive sui fritti e sulla tossicità dei grassi in relazione al loro “punto di fumo”. Davvero interessante e soprattutto Milena la ringrazia, perché grazie a questo tipo di cottura domenica ha potuto gustare compiaciuta anche il cavolfiore, che fino a quel giorno aveva rigorosamente rifiutato!

Mi sono messa alla ricerca di altri Suoi libri, che però risultano esauriti: Bambino 2000, Il Bambino dalla A alla Z. Vorrei ordinare La Mamma Felice, che oltre al titolo, ha anche una copertina meravigliosa e non ho dubbi sulla preziosità dei contenuti, che se non direttamente a Milena, mi auguro potranno recare beneficio alla sorellina o al fratellino che speriamo arriverà in futuro. Le volevo prima chiedere (perdoni la mia ignoranza) se ha scritto sempre Lei i libri che vedo con coautore Sinibaldi Fabio.

Restiamo d’accordo così sui pediatri di base … niente ulteriori nemici, promesso! Aspetto solo di conoscere quello nuovo ormai nominato, anche se non ha ancora iniziato ufficialmente. Questione di poche settimane … poi decideremo il da farsi per il futuro.

Grazie, a presto.
Monica

34. Monica - 25 Ottobre 2010

Nel frattempo ho colmato le mie lacune e Le chiedo ancora scusa, ma in un primo momento di fronte alla lista dei libri dell’autore Giuseppe Ferrari, mi sono smarrita tra i suoi omonimi, elencati come se foste tutti lo stesso autore … Ordinerò La Mamma Felice in attesa del Suo nuovo libro e continuerò a rileggere Il Bambino Felice per affrontare la nuova fase che stiamo vivendo: ora con Milena siamo infatti alle prese con le prime malattie infettive e grazie ai suoi consigli stiamo affrontando tanti aspetti in modo più preparato. Sul tema della misurazione della temperatura Lei è l’unico che sia riuscito a fare chiarezza sull’argomento! Anche questo è un aspetto importante che mai avevamo affrontato, e ora sono certa che almeno un paio di volte in passato abbiamo erroneamente misurato la febbre a Milena, febbre che in realtà non aveva …
Un saluto, alla prossima.
Monica

35. Erika - 22 Febbraio 2012

Gentile Dottore,da un paio di giorni ho dei problemi legati all’asdunzione del latte artificiale col mio piccolo Lorenzo.È un bimbo nato in 34 settimane con peso di 1,84kg.ha sempre avuto un gran appetito!oggi infatti all’arrivo dei 4mesi la prossima settimana pesa 7 kg! Due notti fa ha avuto un episodio di vomito con latte digerito e da allora rifiuta il biberon,mangiando solo 30ml per pasto,per un totale di 300 ml al giorno!mentre prima dell’episodio ha sempre mangiato 800 ml circa. Anche se ha una gran fame e si mette le manine in bocca,appena sente il biberon vicino la bicca lo rifiuta.se lo sforzo e lo introduco io in bocca mangia velocemente i primi 30 e poi respinge con la lingua e nei tentativi successivi lo rifiuta.Inizio ad essere molto preoccupata Perché temo che la situazione non si risolvi. Il primo giorno ha sempre dormito e il giorno successivo ha iniziato ad essere più attivo ma non ha voluto lo stesso saperne del biberon. Cosa devo fare perché non abbia più paura di mettere il biberon in bocca e di superare i 30 ml?
La ringrazio Dottore
Distinti saluti

36. Giuseppe Ferrari - 24 Febbraio 2012

Erika ,
penso che il bambino abbia sete e non fame (causatadalla leggera indigestione . Farei 4 pasti consucutivi di sola camomilla livemente zuccherate (stesse dosi del latte - mangi quello che vuole) e riprenderei il latte più diluito (1 misurino ogni 60 acqua) per 24 ore. Poi ritorna al normale .Vedrai che riprenderà a mangiare
Giuseppe Ferrari