Gli incubi notturni. Il “pavor nocturnus” 31 Ottobre 2007
Posted by Giuseppe Ferrari in : Psicologia , trackback“Il mio bambino da qualche tempo si sveglia di notte improvvisamente urlando e singhiozzando. Perché gli succede questo?”
Questo è un problema che alcuni genitori devono affrontare in quanto il bambino li costringe spesso a fastidiosi risvegli notturni. Il bambino si sveglia improvvisamente gridando e piangendo disperatamente. Ai genitori che accorrono, racconta tra le lacrime il brutto sogno che lo ha spaventato. A volte, invece, non risponde ai genitori e, in preda al terrore, emette frasi sconnesse come se non fosse cosciente. Dopo 5/10 minuti si calma e si addormenta. Di solito si tratta di bambini dai 2/3 ai 6/8 anni di età. Questi incubi notturni rispecchiano le fantasie del bambino e i suoi conflitti interiori che si proiettano nel sonno. Egli ha, a quella età, tanti piccoli problemi. Momenti di conflittualità con i genitori, momenti di separazione, frustrazione da parte di compagni più aggressivi, scoppi di ira di fronte alle contrarietà o alle regole che gli vengono imposte e, parallelamente, sensi di colpa per le proprie “cattiverie” in realtà solo immaginarie o purtroppo insinuate nelle loro mente dagli adulti (”sei cattivo!!” “non ti voglio più bene!!” “ti mando via!”ecc.). Quindi la cosa brutta, il mostro che lo insegue nel sonno è in realtà il suo impulso aggressivo che ritorna e di cui si sente inconsciamente colpevole.
Che cosa fare?
Non esistono molti rimedi, anche perché si tratta di un fenomeno fisiologico, espressione di una normale tappa dell’evoluzione del pensiero infantile.
Consiglio ai genitori di tranquillizzare il bambino aiutandolo ad addormentarsi serenamente. Il giorno dopo sarete un po’ assonnati, ma avrete aiutato il vostro bambino a superare un momento difficile del suo sviluppo.
Con il trascorrere del tempo, il bambino diventerà più sicuro di sé, meno timoroso, più equilibrato e avrà superato questi fenomeni che vengono definiti pavor nocturnus.
Almeno in questo la televisione non c’entra: il pavor nocturnus è sempre esistito!

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Finalmente un sito con dei contenuti di utilità pratica!
Aspetto con interesse nuovi argomenti.
A proposito del sonno, dovendo a breve andare a New York con mio figlio di 4 anni, per i primi giorni, posso dargli un tranquillante prima di dormire per evitare che si svegli troppo presto al mattino con conseguenti disagi per tutta la giornata?
inoltre, volevo dare due consigli tecnici:
- il link “add a comment” è poco visibile. ci ho messo un po’ a trovarlo
- una volta cliccato non è sembrato succedere niente. è necessario andare in fondo alla pagina per trovare la finestra dei commenti.
Ho già letto tutto il libro…
è fantastico e soprattutto… VERO!!
Grazie Prof. Ferrari
vorrei sapere se è normale che la mia bimba dopoavere fatto la poppata al seno ha difficoltà a digerire, alcune volte rigurgita il latte in quantità notevole, dopo poco ha nuovamente fame, devo darle subito il seno, ho paura che rigurgiti nuovamente.nn riesce a prendere bene il seno infatti quando succhia si sente uno schiocco. invece per il bagnetto, ho letto sul sito che posso farlo anche dopo i pasti…ho sempre aspettato 3 ore per la dgestione!quindi posso farlo anche prima di tale tempo.
Ad Imma,
purtroppo non mi hai detto l’età della tua bimba. Presumo che abbia 1 o 2 mesi. Il comportamento segnalato, cioè il rigurgito, non sta a significare che la tua bimba ha problemi di digestione, ma piuttosto di motilità gastroesofagea. In termini semplici i disturbi sono legati ai movimenti dello stomaco.Le reale cattiva digestione modifica l’aspetto delle feci, non fa aumentare di peso la bambina ed è sopratutto rarissima nella alimentazione con latte matero. Valuta con il pediatra : se stai allattando in modo corretto, valuta se nonsyante i rigurgiti ha un normale accrescimento. Se è così non ci sono seri problemi. ci sono se non cresce! Non voglio più sentire parlare delle “3 ore”. i bambini allattati al seno mangiano quando hanno fame!. Quindi se la bimba rigurgita e poi ha fame dagli da mangiare ! Il bagnetto fallo quando ti fà comodo
Sonola mamma di Sebestiano che fra poco meno di un mese avrà 5 anni. da circa un mese dopo un’ora di sonno, si sveglia spaventato sudato, con gli occhi sbarrati tanto che io e mio marito capiamo che sta ancora vivendo l’incubo. Le prime volte urlava in maniera paurosa e quasi sembrava una crisi di convulsioni, poi riuscivamo a calmarlo. Ci siamo accorti che succedeva più frequentemente se il bambino vedeva cartoni poco tranquilli (è successo anche con srek 3) e se frequentava altri bambini che probabilmente lo facevano agitare. Mi hanno consigliato di dargli del magnesio prima della nanna però a volte, nonostante facciamo attenzione, si ripetono comunque. Qualche volta anche alla materna durante il riposino. Abbiamo anche un bambino più grande di 6 anni e non ha mai avuto episodi simili se non che qualche brutto sogno ma probabilmente più controllabile. Vorrei, gentilmente sapere una sua opinioni in merito. Grazie. Antonella
Buongiorno Dottore,
come promesso nel nostro ultimo incontro, lasciamo anche noi un commento a questo suo sito. Finalmente ha messo la foto, anche se francamente un po’ “rossa” di colore…. la sbatte un pochino… dal vivo lei è molto più affascinante. Dobbiamo ancora abituarci alla navigazione del suo sito (strutturato come un blog più che come un sito vero e proprio). Comunque Complimenti, sempre chiaro e coinciso.
Antonella,
il problema del tuo bambino non è assolutamente preoccupante per la sua salute futura , però mi rendo conto che può essere fastidioso nell’immediato. Credo che le cause vadano ricercate in una particolare eccitabilità del bambino che deriva da un carattere molto sveglio , da una spiccata sensibilità agli stimoli ambientali e da una vivacità eccessiva (che non mi sembrano difetti …anzi). Spesso questi bimbi sono nati da parti difficili con una lieve sofferenza neonatale. Il tutto è destinato a scomparire con il passare del tempo ed il risultato finale è che il bambino sarà particolarmente vivace ed intelligente. Non darei farmaci. Cerca di creargli un ambiente sereno sia in casa sia a scuola (mi rendo conto che è facile dirlo ed è più difficile attuarlo, ma prova!).
Il tempo aggiusterà tutto
Giuseppe Ferrari
Gentile professore,
sono la mamma di un adolescente di quasi tredici anni. E’ da circa una settimana (dopo una febbre alta) che mio figlio si sveglia all’improvviso, indossa le ciabatte e comincia a girare la casa; prima entra in bagno, poi va in camera, poi nella sala e così via. Ha gli occhi aperti, trema e il battito cardiaco è fortemente accelerato. Non grida, ma dice cose senza senso. Non suda, ma quando riesco a farlo rimettere a letto è un ghiacciolo. Questi episodi duranto dai 5 ai 10 minuti. Dopo essersi ricoricato, tenta di rialzarsi, ma fino ad ora sono riuscita a farlo rimanere a letto.
A me sembra come se volesse fuggire da uno stato di malessere che lo fa svegliare all’improvviso e che lo agita moltissimo.
Facendo mente locale, mi ricordo che ci sono stati altri due episodi in passato, sempre durante o dopo la febbre. Poi la cosa è scomparsa.
Inutile dire che sono preoccupata, anche perchè a breve dovrà andare al campo scuola e a fare un torneo di calcio con la sua squadra e noi non saremo con lui.
Mara
A Mara
sicuramente il tuo bambino è affetto da un disturbo del sonno. Potrebbe trattarsi di sonnambulismo. Il fenomeno, per quanto raro, viene inquadrato in genere fra le cosidette “paure notturne” dei bambini che costituiscono una tappa quasi obbligata nel loro sviluppo psichico.Alcuni psicologhi dei bambini affermano che questi fenomeni costituscono i primi segnali della comparsa nel bambino di sentimenti più aggressivi con cui il piccolo inizia a mettere alla prova i propri limiti. Sempre gli psicologi affermano che questi sentimenti sono importanti per la formazione della sua personalità e per aumentare la sicurezza in se stessi.
Ti ho detto queste cose per rassicurarti e perchè tu possa affrontare il problema ( mi raccomando insieme al papà) con serenità che è fondamentale per non aggiungere la vostra ansia a quella del bambino. Nel vostro caso è significativo ( e positivo ) che i fenomeni si siano verificati dopo una malattia del bambino , cioè in un momento di debolezza fisica e non in pieno benessere.
Cosa fare? Se gli episodi diventano frequenti oltre che al pediatra forse sarebbe opportuno consultare uno psicologo infantile ed uno specialista del sonno. Allo stato attuale farei un approfondito ripensamento sulla situazione familiare (nervosismi, tensioni, insomma tutti i problemi di una esistenza moderna), sulla situazione scolastica e dell’ambiente in cui vive il bambini. Cercherei di rassicurarlo e di creare serenità intorno a lui. Sul piano pratico potrebbe essere necessario limitarne gli spostamenti bloccando la porta della camera con una catenella. Mi raccomando dicendolo al bambino!!
Nella mia vita professionale ricordo di un bambino che seguivo, che ad un certo momento della notte si alzava ed usciva da una finestra dell’abbaino della sua camera (posta al primo piano di una villetta) e andava a camminare sul tetto ( per fortuna senza mai cadere!). Oggi è un brillante uomo di oltre 30 anni. Per quanto riguarda il “campo scuola2 , non mi preoccuperei , perchè sono sicuro che fuori dall’ambiente famigliare questi feniomeni non accadranno .E se questa ultima mia affermazione si verificherà, dovrebbe farvi meditare sui vostri comportamenti nei suoi riguardi. ( non sarete per caso troppo oppressivi ?? E’ figlio unico??)
Mara mi piacerebbe che mi tenessi informato.
Giuseppe Ferrari
Buongiorno Dottore,
La mia bambina di 2 anni e 4 mesi ha diversi problemi legati al sonno o non so a cosa… Quello che mi spaventa maggiormente é che dopo il riposino pomeridiano che dura solitamente 2 ore si sveglia, io le vado incontro e lei comincia a innervosirsi piangendo e urlando come una “pazza” continuamente e senza sosta per un quarto d’ora circa e non riesco a calmarla con niente, non riesco e parlarle, vuole stare in braccio e si svincola, quando sta in braccio mi indica di andare in un posto e poi urla di andare in un altro..insomma non sa cosa vuole!! Questo problema va a periodi ma é più o meno da un anno che se lo porta dietro e ultimamente é peggiorato (3 settimane) succede tutti i giorni. Una cosa da far notare é che quando si sveglia a casa dei nonni non lo fà oppure piange ( e non urla) per poco tempo chiedendo di me. Abbiamo pensato che fosse legato al mal di pancia perché spesso quando riesco a tenerla in braccio sento che fa aria ma perché con i nonni non reagisce allo stesso modo? Abbiamo pensato che fosse legato al fatto che é nervosa perché sono in cinta e lei é già gelosa oppure perché é da novembre che frequenta l’asilo nido…ma perché questi momenti li aveva anche prima di questi fatti?? Quello che le posso dire caratterialmente é che é una bambina molto sveglia, sensibile, coccolona e paurosa di tante cose. Spero che mi aiuti perché tutti i giorni vedere mia figlia reagire in questo modo mi fà star male anche se penso che non sia niente di grave.
La ringrazio infinitamente per una sua gentile risposta.
Mi scusi l’email giusta é questa sotto non quella che ho segnato precedentemente.
Nicoletta,
non sono solito fare complimenti, ma mi sembra che tu sia una persona intelligente che si è rivolta a me, ma che in realtà ha già capito tutto. Cosa me lo fa credere: la tua giusta osservazione che i comportamenti della tua bambina si attenuano molto con i nonni. Non centra niente il ” mal di pancia” (non ho ancora capito e l’ho scritto più volte , perchè le mamme , e non solo loro, tendono ad attribuire molti disturbi comportamentali dei bambini al ” mal di pancia”) . Raramente i bambini hanno veramente il mal di pancia e se lo hanno, presentano altri sintomi che lo giustificano: diarrea , vomito , stitichezza ecc. Quindi , ritornando a noi, il comportamento della tua bambina è legato ai normali meccansismi del sonno. Sia l’addormentarsi che il risveglio sono due momenti critici per il bambino (ma anche dell’adulto). Se a questo aggiungi la tua situazioni di mamma in attesa ed di aver iniziato l’asilo ecco la spiegazione del comportamento in tua presenza. Insomma sembrerebbe quasi colpa tua. In realtà è un normale e fisiologico comportamento di una bambina sveglia , sensibile, emotiva. Nessuna preoccupazione (anche se potrebbe temporaneamente peggiorare alla nascita del fratellino o della sorellina) quando i suoi comportamenti saranno dettati non più dall’istinto ma dalla ragione,
tutto passerà. Nel frattempo medita se non c’è nei tuoi atteggiamenti nei suoi riguardi un eccesso di ansietà.
A presto
Giuseppe Ferrari
Gentile Professore,
La ringrazio moltissimo della sua risposta. Ora sono più serena. Gli episodi sono continuati, ma saltuariamente. Diciamo una notte si e due no.
Anche la Pediatra ha definito questi disturbi come “pavor notturni”e condivide la sua teoria secondo la quale fuori dal contesto familiare la cosa non dovrebbe accadere. Allora, mio marito ed io, abbiamo deciso di mandarlo al campo scuola.
Grazie, grazie, grazie per la sua comprensione, professionalità e soprattuto per la sua umanità.
La saluto cordialmente anche da parte di mio marito.
Mara
CARISSIMO DOTT.G.FERRARI,HO UN BIMBO DI CIRCA DUE ANNI E MEZZO,LO ABBIAMO ADOTTATO CIRCA UN ANNO FA’,DI NOTTE HA SEMPRE DORMITO SERENAMENTE PER 12 ORE CONSECUTIVE,MA DA QUALCHE TEMPO…….SI SVEGLIA ALMENO UNA VOLTA URLANDO E AGITANDOSI MOLTO,I PRIMI 5 MINUTI NON RIESCO A CALMARLO CON NIENTE,NON RIESCO NEPPURE A CAPIRE SE DORME O E’ SVEGLIO,RISPONDE ALLE DOMANDE CHE GLI FACCIO, MA DICE ANCHE COSE SENZA SENSO……..COME MI DEVO COMPORTARE???LO DEVO SVEGLIARE??O SCUOTERE PER FARGLI CAPIRE CON SICUREZZA CHE IO SONO LI’??MI AIUTI LA PREGO!CORDIALI SALUTI.ALESSANDRA.D.
Alessandra,
hai descritto perfettamente il cosidetto “pavor nocturnus”. Infatti questo fenomeno inizia intorno ai 2/2 anni e mezzo. Come avrai letto è un fenomeno che deve essere considerato fisiologico, espressione di una normale tappa dell’evoluzione del pensiero infantile.
Come comportarsi : vai subito dal bambino, accendi una piccola luce, fagli sentire la tua presenza parlandogli dolcemente e sommessamente, non cercare a tutti i costi di prenderlo in braccio o di svegliarlo (potrebbe essere controproducente) , accarezzalo se
puoi, stai con lui ancora un po di tempo anche quando si è riaddormentato, in breve fargli capire che non è solo ad affrontare le sue paure, dagli sicurezza . La ricetta per i bambini è spesso sempre la stessa : amore amore amore .Non farmaci!!
Mi sembra che tu abbia perfettamente capito il problema. Dormirai un po meno , ma avrai dato un grande aiuto al tuo bambino che ne ha sicuramente bisogno!
Giuseppe Ferrari
carissimo dott. mio figlio di otto anni ha iniziato ad avere questi risvegli che avvengono dopo max un’ora che ha preso sonno. urla, si agita e sembra voler “combattere” contro quallcuno. sono quasi quattro anni che sono separata da mio marito, con il quale i rapporti non sono per nulla sereni e mio figlio lo percepisce. inoltre sente moltissimo il peso scolastico. quando capitano questi crisi all’inozio lo svegliavo ma era peggio, poi ho iniziato a rassicuralo durante le crisi ( al mattino non ricorda nulla). che fare ?
Giuliana,
come spesso capita alle mamme attente la diagnosi l’hai fatta tu. Sicuramente il carico psicologico subito dal tuo bambino non è indifferente. Come non indifferente è il tuo compito, che fra l’altra mi sembra che tu debba affrontare da sola. Oltre a quello che ho consigliato ad altre mamme e che tu avrai certamente letto, nel caso di tuo figlio ti inviterei a minimizzare il peso della scuola, nel senso di non sgridarlo se il suo rendimento scolastico non è ottimale. Parlane con l’insegnante, che se è preparata per il suo ruolo, non solo capirà il problema del bambino , ma ti aiuterà non pretendendo dal bambino cose che un bambino che vive privo di certezze, non può dare. Mi sembra che tu stai facendo bene, cerca di dargli 24 ore su 24 sicurezza con la tua presenza e con molto dolcezza.
Giuseppe Ferrari
Gent.mo,
abbiamo un bimbo di 2 anni e 3 mesi che non ci ha mai dato particolari problemi per dormire, tranne brevi episodi che si sono verificati per qualche giorno, al massimo per una settimana. Lo abbiamo abituato ad addormentarsi da solo con un rituale (lettura libri e ninna nanna) ed è andata sempre abbastanza bene. Adesso, da quasi due settimane dorme le prime 2-3 ore senza interruzioni (di solito si addormenta verso le 21.30) poi inizia a svegliarsi ogni ora/ora e mezza e dice che vuole bere, che vuole essere coperto, ecc. mi vede (la mamma) e subito si rimette a dormire sereno, ma dopo un’oretta ricomincia la routine … Non sono successi eventi particolari, tranne un’influenza conclusa ormai da tempo, va al nido dall’anno scorso, ma trascorre molto tempo anche con me, ed è un bambino sereno, felice a parte il periodo di sfida e opposizione costante (per tutto è NO). Oltretutto al mattino ha iniziato a svegliarsi prestissimo e a volte non riesce ad arrivare al pranzo sveglio, è stanco e di malumore … Ormai sono due settimane che va avanti e io sono sempre più stanca, cosa può essere? Come posso aiutarlo?
Grazie.
Gentile dottore,la mia bimba di 28 mesi ha delle brutte occhiaie, le ha sempre avute, mio marito le ha e penso sia genetico.ma volevo sapere già da questa età? inoltre da un po’ di tempo ha perso l’appettito, e da qualche giorno dissenteria, e di conseguenza vedo più profonde le occhiaie. , non è per un fatto estetico sicuramente, ma sono molto preoccupata pensa che sia il caso di fare qualche analisi? grazie
Deborah,
la tua lettera mi suggerisce di aver a che far con una mamma intelligente , sensibile ed attenta. Ma credimi non voglio farti dei complimenti, anzi temo che siano prorio le tue doti in questo momento ad essere un po la causa dei problemi del tuo bimbo. Cosa me lo ha fatto capire , le tue parole “sono sempre più stanca”. Probabilmente sei tu in un momento un po difficile ed il tuo bambino che sicuramente, avendo una mamma con le doti che ti ho attribuito, è particolarmente legato a te, ne risente e quindi si comporta come tu mi hai descritto. Ha bisogno di sicurezza che avverte istintivamente che gli sta mancando proprio per le tue condizioni.E quindi si spiegano i risvegli e sopratutto la richiesta della tua presenza
Coraggio, tu in questo momento stai facendo bene per il tuo bambino , ma devi essere aiutata. Parlane in famiglie ed eventaualmente rivolgiti ad uno psicologo. Per quanto riguarda il bambino è normale che se dorme male di notte di giorno abbia sonno. Se continua a mangiare con appetito, significa che non ha problemi.Tienimi informato ed auguri
Giuseppe Ferrari
Gent.mo Dott. Ferrari,
mio figlio di 7 anni ha avuto ed ha ancora, anche se raramente ,dei risvegli bruschi durante il sonno in cui incomincia ad urlare terrorizzato con gli occhi sbarrati gridando “aiuto! Mi fai male!”, trema e piange come se di fronte avesse un mostro, non risponde alle nostre sollecitazioni vocali e non ci vede. L’ultima volta che è successo si è messo addirittura a correre per la casa come se dovesse fuggire da qualcuno, come un indemoniato e noi siamo rimasti terrorizzati dal suo “terrore”, dopo alcuni minuti si è calmato e si è riaddormentato. Ho notato che questi rari episodi a volte sono accaduti in seguito ad un risveglio “forzato” a causa nostra, per esempio nel trasportarlo dal nostro letto al suo, circostanza fortunatamente non abituale nella nostra famiglia ma a volte verificatasi. Ho letto il consiglio di parlar delicatamente ai bimbi che hanno queste crisi notturne, ma come possiamo farlo se urla in quella maniera e non possiamo toccarlo altrimenti aggraviamo il suo stato di paura?
La ringraziamo per l’aiuto.
Donatella e Roberto
Gent.mo Dott. Ferrari, la ringrazio molto per la sua risposta, anch’io avevo attribuito i risvegli alla relazione con me, in effetti, pur se lo è sempre stato, negli ultimi tempi è ancora più attaccato a me … io cerco di essere tranquilla, rassicurarlo, coccolarlo, quando devo dire NO (e in questo momento capita di continuo) cerco, comunque, di farlo in modo pacato, rilassato, divertente … Purtroppo tranne l’eccezione di qualche notte i risvegli continuano … speriamo siano un fenomeno transitorio, ormai ci avviamo verso le 3 settimane … La terrò informata. Grazie ancora. Spesso noi genitori abbiamo bisogno di un pò di supporto, come dire, di una pacca sulla spalla, per rasserenarci un pò che stiamo facendo la cosa giusta … d’altronde io sono pedagogista e con i figli degli altri mi sento piuttosto sicura … ma in casa propria le competenze professionali hanno un altro valore.
A presto.
Tatiana,
la tua bambina sicuramente (come capita spesso alle bambine nei primi anni di vita, poi cambiano e diventano più somiglianti alla mamma ) assomigliano al papà, e quidi la tua supposizione è corretta. Ma al di là delle somiglianze, le occhiaie nei bambini sono spesso sintomo di disturbi intestinali e di problemi di acetone. In realtà quello che ti dico potrebbe far arricciare il naso ai pediatri moderni, ma ci sono bambini che ogni tanto presentano occhiaie più accentuate , pallore , scarso appetito, un aumento della sete, alito cattivo, lingua bianca e talvolta anche mal di pancia (che localizzano intorno all’ombelico). In genere dopo 4/5 giorni , se non li si obbliga o si forzano a mangiare a tutti i costi, ma se si lascia che si autoregolino, i sintomi descritti passano ed il bambino riprende a mangiare. Salvo poi ripresentarli dopo un po di tempo. Se per caso hai il libro “il bambino felice” vai a leggere il capitolo “acetone”.
in caso contrario scrivi ancora ed approfondiremo l’argomento
Giuseppe Ferrari
Donatella e Roberto,
mi rendo conto che quello che succede a vostro figlio sembra particolarmente drammatico. Non a caso ho detto “sembra” e non “è” drammatico. Si tratta di una forma di Pavor nocturnus particolarmente accentuata ma del tutto normale, ed in realtà il comportamento da tenere non cambia. Essendo una forma di ipereccitazione, il modo migliore per affrontarla è usare calma e tranquillità.Mi rendo conto che nel vostro caso vi sentite particolarmente impotenti. Non toccatelo e continuate a parlargli con calma anche se urla. In ogni caso si calma da solo. Cosa potete fare? Quando c’è la crisi poco o niente. Importante è invece valutate se durante la giornata ci sono momenti,azioni od episodi che possono in qualche modo generare uno stato di tensione nel bambino o se c’è stato un episodio particolarmente grave . A scuola, in casa, nell’ambiente in cui il bambino vive. Mi spiace di non potervi aiutare di più ma ci troviamo di fronte ad un comportamenteo abbastanze frequente nel bambino destinato scomparire con il passare del tempo. Non aggiungete la vostre ansie alla sua!
tenetemi informato
Giuseppe Ferrari
Gentile Dott. Ferrari,
negli ultimi giorni ho avuto con il mio bambino di 25 mesi problemi simili a quelli descritti negli articoli relativi al pavor nocturnus. Ho già letto le sue risposte agli altri genitori e questo mi ha un pò tranquillizzato, ma comunque vivo con grande difficoltà questi disagi. Nostro figlio si sveglia di notte urlando e quando mi vede mi dice “Vai via” e mi scaccia con le manine, ma se poi mi allontano urla e si agita ancora di più, ci vuole un pò perchè si calmi, poi si riaddormenta, ma il tutto ricomincia poco dopo e a volte si ripete per due o tre ore. La stessa cosa avviene durante il sonnellino pomeridiano: prima dormiva anche più di due ore, adesso si sveglia dopo mezz’ora o poco più, piange e urla e anche dopo che si è calmato rimane estremamente irritabile. Quello che mi riesce più difficile da gestire è che contemporaneamente a questo disturbi “del sonno” ha iniziato a comportarsi diversamente anche di giorno, si irrita per un nonnulla, e una volta che ha iniziato a piangere non c’è modo per farlo smettere. Sembra disperato, si butta per terra, piange fino allo sfinimento, e io non so cosa fare per aiutarlo. E’ un bambino molto vivace e intelligente, va al nido da quando aveva 10 mesi e le insegnanti mi dicono che si distingue per l’attenzione, la creatività, che è molto sensibile, non vorrei che qualcosa lo avesse ferito o colpito senza che noi genitori ce ne accorgessimo. Capirà dalle mie parole che sono molto in ansia, ho la sensazione di non riuscire ad aiutare mio figlio. Tre mesi fa abbiamo traslocato, ma lui sembra non averne risentito. E’ possibile che qualcosa abbia scatenato questa aggressività?
La ringrazio infinitamente per un suo, graditissimo, parere.
Tiziana
Tiziana
la chiave del problema (ahimè non della soluzione ) è nelle tue parole ” E’ un bambino molto vivace e intelligente, va al nido da quando aveva 10 mesi e le insegnanti mi dicono che si distingue per l’attenzione, la creatività, che è molto sensibile, non vorrei che qualcosa lo avesse ferito o colpito senza che noi genitori ce ne accorgessimo”. Sicuramente è successo qualcosa in casa (più facilmente) o all’asilo (meno facilmente ) che ha rotto un equilibrio nel tuo bambino, che appunto perchè è intelligente , sensibilie ecc. è un bambino più a rischio. Posso solo assicurarti che , anche se tu vivi questi comportamenti con molta ansia, sono fenomeni temporanei e passeggeri. Questo non ti non ti solleva , perchè mi dirai :”per intanto ci sono, ed io li devo sopportare” Perchè li devi sopportare da sola? ed il papà? Se non riesci a trovare soluzioni interne, per esempio cercando di essere più calma e meno ansiosa, approfondendo con il papà se ci sono momenti difficile nella vita di coppia, se per caso lavori e qualcosa non va sul lavoro…. Rivolgiti ad uno o una psicologa infantile e fatti aiutare. Un bel giorno questi comportamenti passeranno e se per caso quel giorno hai fatto qualcosa con e per il tuo bambino…. sarai convinta che sono passati per quella qualcosa.In realtà dovevano passare!! Non dico questo per sminuire il lavoro degli psicologi. Ma i bambini sono fatti così! Gli psicologi comunque ti avranno aiutato in un momento difficile e saranno stati indispensabili per ristabilire un equilibrio in te, nella famiglia e nel bambino che avrà comtribuito a risolvere il problema.
Giuseppe Ferrari
Gent.mo dott. Ferrari
il mio bimbo di 8 anni e mezzo già da un anno circa ha risvegli notturni con caratteristiche simili a quelle descritti nelle varie lettere di altri genitori che hanno chiesto a Lei un consiglio: sudorazione profusa, tremore, senso di angoscia e paura per una durata di circa 5 /10 minuti. Il tutto è sempre accompagnato da forte tosse provocata da conati che solo in pochissimi casi sono stati seguiti da vomito( in modesta quantità). Sottoposto ad un elettroencefalogramma - anche se non della migliore qualità - che non ha evidenziato nulla di preoccupante ed a visita neurologica (con ipotesi di diagnosi di pavor nocturnus, anche supportata da filmati girati da noi genitori duranti detti risvegli per meglio rappresentarne le modalità ) ci è stato consigliato di far assumere al bimbo la melatonina per un periodo di circa tre mesi . Il risultato è stato decisamente buono ma dopo una interruzione di circa 4 mesi sta di nuovo ricominciando il tutto .
Ora il bimbo, a differenza degli episodi precedenti, si rende più conto di quanto gli succede e la mattina si ricorda di questo malessere che si presenta sempre nelle prime due ore del sonno serale.
Interpellato di nuovo il neurologo ci ha detto di fargli riprendere la melotanina (cosa che abbiamo fatto da una settimana) e che se si fosse ripresentato il problema avremmo dovuto sottoporlo a nuova visita ed accertamenti. Siamo preoccupati perchè sono tre notti di seguito che, puntuale, ha i risvegli e non ci sembra che la melatonina stia facendo l’effetto sperato. Attendiamo, con impazienza un suo commento. Grazie.
Sara,
anche se per i bambini ed in generale in medicina, non si possono porre limiti temporali rigorosamenet esatti ai sintomi, tuttavia il tuo bambino ha una età in cui i fenomeni che presenta vanno diminuendo fino a scomparire definitivamente. Del resto tu stessa hai notato che comincia a rendersi conto di quello che gli succede e questo è un segno positivo perchè presuppone la possibilità che cominci ad esercitare a breve una sorta di auto controllo.
Come sai, il pavor nocturnus può essere un modo utilizzato involontariamente dal bambino per liberarsi di tutto lo stress accumulato durante la giornata. Ma se comincia a rendersene conto, penso che sia sulla strada “buona” per utilizzare altre alternative. Mi porrei il problema di fargli accumulare meno “Stress”. E qui bisognerebbe approfondire tutta la situazione psicologica ambientale(famiglia , scuola, casa ecc,) , il suo atteggiamento caratteriale, eventauali traumi da parto. tutte cose che avrete sicuramente affrontato con gli specialisti consultati. Sono piacevolmente stupito dal “miracolo” melatonina…… ma non sempre i miracoli si ripetono.
Azzardo un pronostico, con le vacanze estive i disturbi cesseranno, ma se non diminuiamo l’accumulo di stress potrebbe comparire altri problemi. Te li cito , ma non ve li auguro. Tics, mali vari, ansie, paure. Tutti problemi di gioventù che purtroppo scompariranno con … la maturità.
Giuseppe Ferrari
Gent.Professore La ringrazio sinceramente del suo consiglio che d’ora in avanti terremo senz’altro nella dovuta considerazione.
Buongiorno dottore, io ho un bambino di quasi 14 mesi e da tre noti nn vuole piu dormire nel suo letto , nn so proprio come comportarmi perche sia di giorno che di notte quando si accorgere di essere nella sua culla piange a scuarciagola. E quando riesco a calmarlo basta che lo rimetto a letto e ricomincia. il primo giorno ho provato a spiegargli che nn deve avere paura, poi il secondo giorno l’ho fatto piangere finche nn si è addormentato ma nn so se ho fatto la cosa giusta. Volevo sapere se a quest’età puo’ gia avere degli incubi o se sono solo capricci? La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità.
Gentilissimo dott. Ferrari sono Marta madre di Riccardo di 7 anni e mezzo e le volevo chiedere un consiglio. Mio figlio da qualche mese si lamenta di “mal di pancia” iniziato da una influenza intestinale con solo vomito. Non so perchè ma da quella volta continua a lementarsi di questo mal di pancia tanto che a volte gli impedisce di fare alcune attività, sembra quasi sia rimasto terrorizzato dal fatto del vomito avuto a ottobre e purtroppo ripetutosi a febbraio con un’altra influenza intestinale. Stiamo facendo una serie di esami sia del sangue sia delle feci per capire se ci possono essere dei problemi magari legati alla ciliachia (è alto 116 cm: e pesa 18,5 Kg.) ma dai risultati che ho avuto fin’ora sembra che non ci sia niente, anzi sono tutti nella norma. Può essere che abbia solo paura di star male? In questo periodo poi è attaccato a me in maniera così morbosa che non lo riconosco, lui un bambino così autonomo, spavaldo, vivace si ma non incontenibile , adesso non mi vorrebbe più lasciare. Tragedie succedono poi alla sera quando è l’ora di mandarlo a letto ….. non ne vuole sapere a meno che non vada con lui e se insisto che vada da solo allora si tiene la pancia lamentandosi e quasi fa sforzi di vomito. Fino a poco tempo fa andava a letto tranquillamente (protestando ma tranquillamente) con suo fratello più grande (quasi 13 anni). Cosa posso fare? Sembra quasi che gli siano crollate tutte le sue sicurezze e che si faccia sopraffare dalla paura di vomitare e di stare male. Come posso aiutarlo e secondo Lei può essere un reale mal di pancia? Sono veramente confusa anche perchè non so più se tenere la linea dura e ferma nel non cedere a questi episodi o se invee sto facendo peggio nel non assecondarlo.Mi può aiutare? Grazie Grazie Grazie
Desirè
non si tratta di pavor nocturnus, ma di un inizio di “vizietti”. Non sentirti in colpa per questo. Personalmente non vedo tutto questo aspetto negativo nel comportamento del bambino. Non sarei severo. Se il tuo bambino ti chiama durante la notte è perchè in un certo senso ha bisogno di te. E non mi sembra una cosa negativa che un bimbo abbia bisogno della sua mamma. Cosa fare? Dipende da te, se tu pensi che siam meglio rispondere alle sue richieste, fallo tranquillamente. Naturalmente questo comporterà di doverlo poi fare sempre per chissà quantom tempo. Se ritieni di essere “dura”, lascialo piangere. Ti sarai risparmiata qualche problema per il futuro.
Vuoi il mio giudizio? Sceglerei la prima soluzione. Penso che ad un bambino che chiama (il pianto è un modo di chiamare ad “alta voce”) la mamma abbia il dovere di rispondere e se mai di porsi il problema del perchè si è messo ad aver bisogno di lei.
Giuseppe Ferrari
Marta,
comincio subito con il tranquillizzarti. Il comportamento del tuo bambino si riscontra abbastanza frequentemente. Ci sono tutti gli ingredienti noti. L’età del bambino , il periodo dell’anno , la malattia vera con mal di pancia e vomito . Elementi per lui nuovi e che hanno suscitato in te , senza che te ne accorgessi ( ma se ne è accorto lui) apprensione ed aumento della attenzione verso il bambino.Sicuramente la malattia lo ha spaventato ed ecco il cambio di comportamento. E’ in parte vero che ha paura che si ripresenti , ma è ancora più vero che vuole attrarre la tua attenzione. Probabilmente nelle sua mente è scattato qualcosa (forse anche per la somma di altri motivi nella scuola o nella famiglia ) che gli ha fatto perdere sicurezza. Tutti i suoi comportamenti sono conseguenti a quanto ti ho detto. Io credo che un bambino che domanda aiuto in questo modo non vada trattato duramente , ma rassicurato. Sarà per te impegnativo , ma l’essere “duri” non risolve sicuramente il problema interiore del tuo bambino . Può talvolta risolvere quello esteriore perchè aggiunge una paura più forte (quella del tuo atteggiamento ) alle sue. Non avresti certo dato al tuo bambino un buon aiuto. Anzi!
Dagli sicurezza e tutto passerà. Del resto tutti gli esami fatti sono negativi e stanno a dimostrare ciò che cerco di dirti. E’ un problema psicologico. Se non ce la fai , rivolgiti ad unom psicologo. Preferirei che , con l’aiuto del papà, ci riuscissi da sola.
Giuseppe Ferrari
Caro dott. Ferrari, grazie per l’immediatezza della risposta e per le parole che ha usato, mi metterò d’impegno nel cercare di capire cosa sta succedendo al mio piccolo e cosa posso aver fatto io per scatenare una reazione così. Come dice Lei però non devo essere da sola ma coinvolgerò anche il papà. La ringrazio per aver accolto la mia richiesta di aiuto. Marta
Caro Prof. Ferrari, sono Antonella la mamma di uno splendido bambino di 14 mesi che non è mai stato un grosso dormiglione, ultimamente però, oltre a non voler più dormire nel suo lettino e sta nel lettone Solo con me, ha 2 0 3 risvegli notturni seguiti da un pianto disperato. Sinceramente non so più cosa pensare, le segnalo inoltre che è stato allattato al seno fino a 12 mesi e fino ad un mese fa cercava il biberon notturno adesso non più e che qualche volta lo porto al nido dove sembra si trovi benissimo anche perchè è un bambino molto allegro e giocoso. Un saluto
Antonella,
letta la tua lettera , mi è venuto spontaneo di pensare : “ma che mamma fortunata e forse lei non se ne accorge”
Hai un bambino che probabilmente si sente un po”trascurato ” da te e quindi ha modificato un comportamento per “richiamarti all’ordine”. Cosa è cambiato nel tuo comportamento nei suoi riguardi? per esempio hai per caso ricominciato a lavorare? hai qualche preoccupazione? Sicuramente il tuo è un bambino vivace ed intelligente ed ha captato qualcosa. Rifletti e rasserenati. Il tuo bambino vuole farti capire che ha molto bisogno di te . Ubbidiscigli!!
Giuseppe Ferrari
Salve Dr. Ferarri, sono Anna, una mamma di due figlie ormai grandi, convivente con un uomo che ha a sua volta un figlio di 11 anni, che però vive con la madre e il nuovo compagno di lei.
Il ragazzo passa con noi quasi tutti i fine settimana e si trova bene tanto che ultimamente chiede spesso al papà di venire a vivere con noi, tengo a precisare che ci frequentiamo e viviamo insieme da un anno circa. Ultimamente però il ragazzo sta avendo un crollo a scuola (dove non è mai andato benissimo ma non ci sono mai stati gravi problemi come ora in cui invece rischia la bocciatura ), ha rubato un paoi di oggetti a conoscenti della madre non vuole più andare a ripetizione non fa più i compiti e in casa con lei ha un atteggiamento di totale indifferenza verso tutto….tv, plai station, amici sorellina (da parte di madre)che ha 3 anni,ecc… un mese fa circa lui ha rubato dal borsellino del compagno della madre 50€ e lei furente lo ha messo fuori dalla porta con la valigia e poi ha chiesto a noi se lo potevamo tenere qualche giorno….così abbiamo fatto, lui era sconvolto e abbiamo cercato di rassicurarlo (l’abbiamo anche ripreso per il furto )e di tranquillizzarlo, la madre si è informata e lo voleva mandare in collegio….. però poi parlando con il padre del ragazzo il quale non voleva ha accettato di cambiare idea (per ora) naturalmente so che sono situazioni difficili ma in mezzo a tutto questo dopo la settimana passata con noi a casa ha migliorato a scuola e sembra aver ritrovato un minimo interesse nelle cose di tutti i giorni…però non vuole più tornare a casa, ogni domenica cerca sempre di prendere tempo per tornare sempre più tardi, e ultimamente sono comparsi incubi notturni ora anche 4-5 volte per notte si sveglia e grida”mamma mamma no basta”…. cosa dobbiamo pensare o cosa dobbiamo fare per poterlo aiutare?
Anna,
purtroppo mi hai descritto una situazione abbastanza difficile e tuttavia non infrequente che può capitare nel complesso intreccio delle famiglie di oggi, dove spesso le vittime sono i bambini. Essendo la vicenda che tu mi riferisci difficile non voglio commettere l’errore di ergermi a giudice e di dare soluzioni semplici ed affrettate, tuttavia penso che il problema sia il rapporto del bambino con la madre. Di solito tento di risolvere i problemi che mi pongono in modo diretto ma in questo caso mi sembra indispensabile rivolgersi ad uno psicologo o ad un neuropsichiatra infantile per approfondire la situazione tra mamma e figlio e figlio con la nuova famiglia. Questo ragazzo ha bisogno di aiuto, diamoglielo fino a quando siamo ancora in tempo. Da quello che mi hai raccontato, mi sembra che tu hai voglia di farlo e che sopratutto hai la capacità di farlo. Apprezzo molto la tua disponibilità in un mondo in cui gli egoismi degli adulti spesso colpiscono i bambini in modo irrecuperabile. Auguri.
Giuseppe Ferrari
Gentile dottor Ferrari sono la mamma di Lorenzo di 5 anni.
Nel secondo anno di asilo mio figlio ha cominciato ad avere
sia di notte che di giorno delle crisi di pavor nocturnus.
Erano crisi molto brutte e mi spaventavano molto.
La prima l’ha avuta durante un giorno che aveva la febbre.
Poi come sono arrivate se ne sono andate.
Ultimamente abbiamo scoperto che nostro figlio ha avuto problemi di acetone e guarda caso sono tornate le crisi nel sonno però meno forti delle altre.
Potrebbeesserci un collegamento tra le crisi di pavor nocturnus e acetone.Grazie anticipatamente
Marina,
parlare di acetone ai pediatri moderni, fa arricciare loro il naso. Salvo poi scoprire che di qualche problema è responsabile. L’acetone crea uno stato di malessere nel bambino che può renderlo più vulnerabile nei riguardi di molti problemi. Penso che sia più che accettabile questo tuo accostamento tra Pavor nocturnus ed acetone. Condivido in pieno . Sei stata più attenta di molti pediatri. Anche le crisi precedenti , io penso che fossero sostenute dall’acetone (che non può essere uscito così improvvisamente a 5 anni), solo che nessuno lo aveva diagnosticato o non ci aveva pensato.
A consolazione che sia l’unom che latro problema tenderanno a sparire nei prossimi 2/3 anni
Giuseppe Ferrari
Gentile Dott. Ferrari,
sono il padre di una bimba di 21 mesi che soffre di disturbi del sonno.
Dopo aver letto le sue risposte ad altri genitori sul tema, mi pare di individuare nel comportamento notturno di mia figlia le caratteristiche del pavur nocturnus.
Piu’ volte a notte (2-4) inizia a chiamare la madre piangendo e la troviamo normalmente seduta, presumo ad occhi chiusi ma sicuramente non completamente sveglia.
Una volta presa in braccio (solo da parte della madre, ma a questo l’abbiamo purtroppo abituata noi), dopo circa 10-15 minuti si calma e puo’ essere rimessa a letto.
Ci sono eccezioni positive e negative, nel senso che qualche notte dorme di filato per 10 ore senza mai lamentarsi o altre notti, ma molto piu’ raramente e forse complici altri fattori, ce ne vuole prima che si riaddormenti.
Inizialmente pensavamo che questo comportamento potesse derivare da un’alimentazione troppo pesante la sera (pur non essendo nostra figlia una mangiona e’ ghiotta di alcuni alimenti tipo i formaggi) e quindi abbiamo provato ad eliminare la sera i latticini o la pasta ma senza alcun successo. Poi abbiamo evitato per qualche sera di farle guardare i 20 minuti di innocui cartoni animati abituali, ma anche in questo caso senza nessun effetto sul sonno.
Lei passa buona parte delle sue giornate con i nonni al parco giocando con altri bimbi della sua età o comunque fuori di casa, è una bambina diciamo “dinamica”, curiosa ed è quasi sempre sorridente e sembra contenta. Qualche mattina esterna molto chiaramente il suo disappunto per il fatto di dover lasciare la madre, ma poi le passa.
Pensiamo che questi cambiamenti del sonno possano essere la sua evoluzione naturale ma ci domandiamo se il periodo di tempo da cui durano questi disturbi – ormai qualche mese senza soluzione di continuità – possa essere considerato normale o se sia da prendere in considerazione qualche consulto specialistico. La cosa comincia a preoccuparci anche perchè dalla nascita a prima dell’attuale periodo di disturbi ha sempre dormito molto e tranquillamente.
Lei cosa ci suggerisce?
La ringrazio per il suo tempo e la saluto cordialmente.
Massimiliano
Egr. Dott. Ferrari,
la mia bimba di 8 mesi da qualche tempo ha il sonno irrequieto e da circa 3 giorni si sveglia piangendo e fa molta fatica a tranquillizzarsi, l’unico modo è darle il dito che stringe forte forte e non vuole lasciarlo. Se ci riesce a riaddormentarsi e ci allontaniamo dalla stanza capita che si risvegli e non riesca più ad addormentarsi, come se avesse paura di essere abbandonata.
Inizialmente pensavo fossero i dentini, poi ho riscontrato che la situazione è peggiorata dopo una mia trasferta (la prima dalla sua nascita), seguita da una trasferta di mio marito (molto più frequenti). Quest’ultima, di 4 gg, ha coinciso con un periodo in cui io non ho lavorato quindi ho avuto modo di stare con la bimba tutto il tempo. Non appena sono rientrata al lavoro sono apparsi gli episodi più “gravi”. Ora, dopo alcuni risvegli che tranquillizziamo con il ciuccio verso le 4.30-5 comincia a piangere fintanto che, stremati, cediamo al biberon di latte veros le 6.00 così si addormenta, ma sono quasi convinta che il problema non sia fame.
La cosa strana è che la bimba non piange mai quando di giorno la lascio con i nonni o la tata per recarmi al lavoro, e sembra sempre molto curiosa, contenta e vivace, fintanto che non arriva la cena, dove dimostra inappetenza (cosa mai verificatasi prima) e la notte. Forse, un’altro dettaglio importante per capire il quadro è legato allo svezzamento: la bimba fino a prima della mia partenza prendeva ancora il latte al seno la sera e la mattina. Avevo predisposto la quantità giusta di biberon di mio latte per i 3 giorni di assenza e via ho continuato a tirarmi il latte per poter continuare ad allattare. Quando sono rientrata e ho attaccato la bimba non ne ha voluto sapere, sebbene abbia insistito per 3-4 gg, così ora prende solo il latte dal biberon.
Anche se non sono più di 10-15 gg, la situazione ci preoccupa un po’, forse anche perchè non avevamo avuto problemi per farla dormire fino ad ora, infatti prima la bimba dormiva per lo più tranquilla dalle 21.30 alle 6.30 del mattino, faceva la poppata e poi si riaddormentava fino alle 8.30.
Cosa ci suggerisce? come possiamo rassicurare la bimba, di giorno e di notte, perchè questi episodi vadano svanendo?
Sento alcune amiche, colleghe, che dopo lunghi periodi sono dovute intervenire con antistaminici che danno sonnolenza e fanno dormire più tranquilli i bambini, ma sinceramente, vorrei riuscire ad arginare il problema prima e senza dover ricorrere a farmaci.
La ringrazio anticipatamente per il suo aiuto
cordialmente
Massimiliano,
permettimi di farti i complimenti .Ecco un papà moderno che si fa carico dei problemi della sua bambina. penso anch’io che quanto mi deesscrivi sia da attribuire ad una forma precoce di “pavor nocturnus”. I bambini svegli , intelligenti e sensibili (le tre cose vanno di solito insieme) spesso presentano in anticipo i problemi psicologici.
Non possiamo nasconderci dietro ad un dito, ma i comportamenti della tua bambina sono normali comportamenti di una bambinba che viene lasciata per tutto il giorno dai suoi genitori, ed in particolare dalla mamma. E ne risente anche se sta volentieri con i nonni e sembra serena durante la giornata. Non sottovalutate le capacità mentali dei bambini, sereni di giorno ma alla sera e di notte vengono fuori i problemi accumulati durante il giorno. Queste crisi ormai fanno parte del nomale processo di crescita psicologica dei nostri bambini. E’ normale, vivetelo normalmente (passerà fra qualche mese , sarà motivo di divertenti racconti quando sarà più grande) ma sopratutto , vi prego, non aggiugete la vostra tensione alla sua!!!!! Mi dirai , è facile per lei “pontificare” ma di notte siamo noi ad essere qui ed al mattino dobbiamo andare a lavorare ed dobbiamo essere svegli ed efficienti. Del resto i figli si fanno alla vostra età e non alla mia. Non voglio sottovalutare il vostro problema, ma , pur avendo una ottima considerazione degli specialisti, non fate attaccare una etichetta di “patologia mentale” alla vostra bambina!! E’ una bella, normale e moderna bambina che vive in una bella, normale e moderna famiglia e che subisce gli apetti negativi , ma gode anche degli aspetti positivi ( e non sono pochi) della socierà attuale.
Giuseppe Ferrari
Cecilia,
per alcuni aspetti generali ti invito a leggere la mia risposta a Massimiliano. Per il tuo caso specifico ho l’impressione che tu sia vittima della mancanza di una equilibrata guida e di adeguati suggerimenti di buon senso di un ” addetto ai lavori”. Anche ad uno vecchio come me risulta talvolta difficile a distanza dare giudizi, ma un piccolo campanello, mi è suonato per : 1) perchè di notte dare il latte quando siete stremati e non subito visto che funziona (e vero non sarà appetito e una pacificazione, ma funziona) 2) la storia di avere predisposto i biberon di latte materno in tua assenza. Avrai il pieno ed entusiastico consenso degli esasperati sostenitori del allattamento al seno, mentre io sarò bollato di non so quali ignominie per quello che starò per dirti (ma per il bene dei bambini mi assumo le mie responsabilità). Io penso che il latte materno sia in assoluto il miglior alimento per il bambino ( e come si potrebbe dire altrimenti) specie per i primi mesi di vita. Ma non credo che sia il caso di esasperare questo fino ad arrivare ad una specie di ossesione, perchè tutte le ossesioni comportano atteggiamenti psicologici pericolosi. Io ritengo l’allattamento al seno un momento meravigliosamente magico, se è naturale. Cosa c’è di naturale e di magico nel togliersi il latte (non voglio usare una altra espressione più corretta , ma sgradevole) per 3 giorni metterlo in frigo ecc. ecc. E poi quella straordinario essere che è la tua bambina, al tuo ritorno non ha più voluto attaccarsi!! Forse lo sai che io sostengo che i bambini sono i migliori pediatri di se stessi . E la tua bambina lo ha dimostrato. Se le mamme dessero più retta ai loro bambini piuttosto che ai protocolli degli scienziati o delle loro istituzioni forse i nostri bambini avrebbero meno problemi. Ed il mio, credimi, non è un discorso “qualunquistico”. Mi sono dilungato proprio perchè, come dicevo all’inizio, mi sembra di avere capito che sei vittima di una eccessiva intelletualizzazione del naturale problema di come allevare un bambino. Penso che non sia colpa tua ma forse della mancanza di consigli equilibrati e di buon senso. Vivi in modo sereno il tuo ruolo di mamma. Non aggiungere la tue tensioni a quelle comprensibili e naturali della tua bambina. Ed infine ricorda che il pianto è sempre e sola una richiesta ad alta voce di attenzione , non bisogna lasciare inascoltata una richiesta di attenzione da parte dei nostri bambini. I farmaci , ti faccio un paragone, è come prendere un analgesico se si ha mal di denti, può temporaneamente servire, ma bisogna curare il dente! Spero che quanto ti ho detto ti faccia meditare. Rivolgiti ad un buon pediatra e…… solo a lui!
Giuseppe Ferrari
Gent.mo Dott. Ferrari,
ho un bimbo di 14 mesi che mi sembra abbia degli episodi di pavor nocturnus…So che è un fenomeno che si manifesta più avanti, però tutto coincide: si sveglia di colpo piangendo e urlando, seduto nel lettino, a volte basta rimettergli il ciuccio (amatissimo!), tranquillizzarlo un po’ e si riaddormenta da solo, altre volte tende le braccia per farsi prendere e non si calma subito… ci vuole qualche minuto, io gli parlo, lo tranquillizzo e sembra proprio che non mi senta, ma poi il problema è che non riesco a rimetterlo nel lettino!! Non appena sente che lo sto per rimettere giù si sveglia!
Inoltre, ha un attaccamento morboso ai miei capelli, se li strofina sul viso per dormire, li odora e li tira forte, quasi con scatti nervosi… Non sono preoccupata, per il resto è un bel bimbo sempre, sempre sorridente, ha sempre riso tanto sin da piccolissimo (2/3 mesi) !! Vorrei poter fare di più per farlo dormire bene… aspetto una sua risposta e intanto la ringrazio.
Giovanna.
Gioivanna,
in effetti potrebbe trattarsi di un precoce “pavor nocturnus ” del tuo bambino, ma penso, da quello che mi dici, che anche il tuo bambino sia precoce nelle acquisizioni. E non è un male. Alcuni disturbi comportamentali sono più evidenti in bambini intelligenti. Anche l’attaccamento verso di te dimostra una particolare sensibilità del bambino, ma è sicuramente determinato da un tuo involontario e forse eccessivo atteggiamento di possesso nei suoi riguardi. Ed anche questo non è un male, ma comporta qualche piccolo inconveniente che dovrai con pazienza sopportare. Per quanto riguarda il suo sonno , per lui non è un problema . Se mai lo è per te, ma fa parte dei piccoli incovenienti di cui ti dicevo. Per rispondere in modo corretto a domande come la tua bisognerebbe conoscere meglio la situazione famigliare e sopratutto quella della mamm . Per esempio la tua età. Spesso comportamenti di questo genere si hanno in figli di mamme non giovanissime. Goditi il tuo meraviglioso bambino, vivi in modo naturale il rapporto con lui e non porti nessun problema.
Giuseppe Ferrari
Grazie Dott. Ferrari, seguiro’ il Suo consiglio… è importante per una mamma sapere che sta facendo bene il suo “mestiere”…. Giovanna
Gentile Dott. Ferrari,
sono Serena mamma di Alberto che ha 21 mesi volevo un suo consiglio: durante una febbre elevata notturna 39,5°C all’improvviso piange disperato con un’espressione di terrore ad occhi a volte aperti a volte chiusi fa degli scossoni, spalanca improvvisamente le braccia anche quando lo prendiamo in braccio sia io che mio marito nonostante il ciuccio non riusciamo a calmarlo. Sembra sveglio ma si guarda intorno terrorizzato. E’ accaduto diverse volte e sempre in concomitanza di febbre. In genere succede nella seconda parte della notte. Quando sta bene dorme tranquillo nella sua cameretta e quando si sveglia mi chiama e difficilmente piange. Potrebbero essere incubi da febbre?
Questo comportamento ci provoca ansia sia a me che a mio marito.
La ringrazio per il suo aiuto.
GENTILE DOTT. FERRARI,
SONO GIOVANNA LA MAMMA DEL BIMBO DI 14 MESI CHE LE HA SCRITTO IL 18 MAGGIO SCORSO… SO CHE FINO A QUALCHE ANNO FA I PEDIATRI PRATICAVANO L’”APERTURA” DEL PISELLINO (NON SO COME ESPRIMERMI MEGLIO…), PROVOCANDO SUPPONGO UN DOLORE SCIOCCANTE !!! ECCO, FORTUNATAMENTE LA MIA PEDIATRA MI HA DETTO CHE NON SI FA PIU’ E CHE IL TUTTO AVVIENE “NATURALMENTE” (almeno così ho capito io…) SI, MA COME E QUANDO ? E’ IL BIMBO CHE CONOSCENDO IL SUO CORPO METTE TUTTO A POSTO ?? GRAZIE.
Giovanna,
ancora oggi i pediatri attenti praticano ” l’apertura del pisellino” , che, fatta in modo corretto (età e tecnica giusta), non provoca nè dolore nè traumi psicologici.
L’argomento è un po lungo e complesso per cui sono costretto ( e mi dispiace perchè non lo faccio mai) a rimandarti al capitolo “Fimosi” del mio libro “Il bambino felice” in cui tratto a lungo il problema di cui mi hai scritto, sottolineando anche gli errori e i luoghi comuni che vengono commessi.
Giuseppe Ferrari
caro dottore avrei proprio bisogno di un consiglio xchè sinceramente non sò più come prendere mio figlio; ha 8 anni appena compiuti e ha un carattere molto permaloso(del resto un pò simile al mio), lui gioca al calcio ed io (dato che sembra portato) cerco di insegnargli sempre quel qualcosa in più ma lui non è molto predisposto ad ascoltare, si innervosisce subito se non si fà quello che più piace a lui, questo però accade solo con mè, se si allena con qualcun’altro questo non accade(prendo l’esempio del calcio ma accade in qualsiasi altra cosa), devo comunque rendergli atto che ora non più, ma per circa 1 anna e mezzo ho forse preteso troppo da lui e mi sà che gli ho fatto pesare questa cosa con continui giudizi su come giocava o non;
ora vorrei tanto rimediare, ma non per me, per lui, così da renderlo più sicuro delle sue capacità e non avere sempre paura di sbagliare(forse per paura di deludere qualcuno).
Voglio comunque precisare che tra me e lui c’è sempre stato un bel rapporto anche di amicizia
Distinti saluti
Alessandro
Gentilissimo dottore,la mia bambina di dieci mesi sue volte nel giro di 5 giorni si è svegliata dopo una ventina di minuti di sonnellino pomeridiano piangendo disperatamente e agitando le gambine e tremando ,adesso ,senza inutili allarmismi Le chiedo è il caso di preoccuparsi per una forma di epilessia,o piu’ semplicemente la bambina ha dei brutti sogni????
grazie
Alessandro,
certo che ne ha fatti di errori!! Ma il tenore della sua lettera mi fa sperare bene per il suo bambino, perchè lei mi sembra una persona intelligente e sensibile che ha capito tutto e che ha una grande volontà di rimediare. Lei ha creato nel bambino un grande senso di insicurezza. Come rimediare? facendo tutto l’opposto. Non volendogli insegnare , ma chiedendogli di voler imparare da lui. Lei mi ha scritto ed io ho il dovere di essere oggettivo. Normalmente non approvo i padri che mi dicono di avere un rapporto di amicizia con i figli.Ci mancherebbe altro che non ce l’avessero. Ma i figli non vogliono nel padre un amico , ma un modello , una sicurezza … un padre! Mi spiace di essere duro, ma l’ho fatto perchè sento che è già avvenuta in lei una svolta determinante nei rapporti con suo figlio, che darà sicuramente i frutti da lei desiderati e che suo figlio merita
Giuseppe Ferrari
Monia,
ma come può pensare a cose così drammatiche per due risvegli pomeridiani ?!?. Sai cosa penso , non sarai per caso una mamma eccessivamente apprensiva che determina uno stato di tensione nei rapporti con la bambina che crescendo comincia ad accorgersene? Una alternativa , a cui non credo molto, non avrà avuto dei rigurgiti?
Se si ripetono i risvegli, parlane con il tuo pediatra, ricordando la mia prima ipotesi
Giuseppe Ferrari
Gentile Dott Ferrari,
sono la felice mamma di Giulia una bimba di 2 anni e sette mesi apparentemente serena, vivace e socievole, che da circa due mesi costantemente si sveglia intorno alle 2 di notte (va a dormire intorno alle 22) urlando terrorizzata e chiedendomi di tenerle la manina per riaddormentarsi (fase che può durare anche ore)
Giulia dorme nel suo lettino, nella sua camera dall’età di tre mesi, non ha mai avuto disturbi così sistematici, ultimamente il suo risveglio e più prolungato, sta peggiorando rimanendo sveglia anche per due ore e se anche si addormenta dopo un’oretta siamo da capo.
Il mio atteggiamento è forse troppo protettivo, la consolo , la assecondo soprattutto se il papà è fuori la porto a dormire con me e in questo caso dorme serena.
Mio marito (che è però spesso fuori per lavoro) all’opposto non le permette di alzarsi dal letto e lascia che pianga e gridi anche per ore.
Non le nascondo che questo crea problemi anche tra noi visto le posizioni assolutamente antitetiche.
Cosa posso fare? Come posso aiutare Giulia, me stessa e il papà
Grazie
Caro dottore, avrei bisogno del suo consiglio. La nostra bambina ha 10 mesi, da ca. 1 mese si verifica, quasi tutte le notti, che si sveglio inzia a piangere disperatamente e si agita. Tutto cio’durante il sonno, poiche’ gli occhi sono chiusi. La prendiamo in braccio, la coccoliamo le parliamo ma senza risulati. Si calma solo dopo un po’ di tempo. Cosa dobbiamo fare, dobbiamo cercare di svegliarla?
Da cosa puo dipendere?
Grazie per il suo consiglio. Graziella
Maria Grazia,
come spesso capita alle mamme attente, la risposta ai loro problemi la danno loro stesse. Ed anche tu lo hai fatto. Cito le tue parole :”Il mio atteggiamento è forse troppo protettivo, la consolo , la assecondo soprattutto se il papà è fuori la porto a dormire con me e in questo caso dorme serena.”
Non voglio rimproverarti , perchè capisco che stai vivendo una situazione in cui ti senti sola e ti “appoggi” alla tua bambina. Atteggiamento comprensibile e che approvo, tuttavia bisogna accettare anche gli aspetti negativi. Quando viene rimandata nel suo lettino la bimba si “vendica”. Sono situazioni che mi fanno tenerezza , pensando ad una giovane coppia come la vostra alle prese con i problemi della vita moderna. Non condivido solamente il fatto di dover lasciare la bambina piangere e gridare per ore. Non bisogna farlo perchè, anche se sembra a lungo funzionare, può a lungo andare traumi psicologici. La vostra bambina non riesce a capire perchè delle volte pùò dormire nel “lettone” ed altre volte , no. Non vorrei che crescendo attribuisca alla presenza del padre questa sua esclusione. Devi essere più decisa e sopratutto matura nel gestire tutta la situazione! siete una famiglia composta da tre persone!
Giuseppe Ferrari
Buonasera,
ho letto approfonditamente tutte le conversazioni tra lei e i genitori che hanno un problema analogo a quello di nostro figlio, di 7 anni e mezzo. Il nostro è un caso di pavor nocturnis dai 4 anni e mezzo, coincidente con l’arrivo della sorellina. Ogni anno, ormai, ogni mese, il nostro bambino, che è molto sensibile, poco violento e che tiene ogni suo sentimento di rabbia dentro di sè, diventa più forte e più consapevole del suo io. So di certo che un giorno o l’altro, non so quando, passarà un mese poi ancora un altro mese e poi ancora un altro e nostro figlio non si risveglierà. Per ora posso soltanto raccontare della scorsa estate passata da maggio a fine luglio con risvegli tutte le notti, corse per tutta la casa, urla, conati di vomito a secco. Insomma. Noi aspettiamo, fiduciosi, che cresca. D’altronde ogni bambino, ogni essere umano ha i suoi problemi, e questi sono quelli del nostro bimbo. Spero soltanto che non rimangano anche da adulto. Ho portato la mia testimonianza perché leggere di casi analoghi rassicura molto noi genitori inesperti. Mi sono sempre chiesta: questo sintomo, è sempre esistito o è aumentato durante gli ultimi anni? Un saluto. Un grazie a tutti. Portate pazienza. Mamma Anna
PER MAMMA ANNA….
…un abbraccio come gesto di solidarietà… Mamma Giovanna.
Dott.Ferrari buongiorno,
la nostra bambina di circa 50 giorni da alcuni giorni non riposa nella maniera a cui eravamo abituati.
Fa fatica ad addormentarsi e si sveglia dopo pochi minuti (quasi sempre prima di 30 minuti) con occhi sbarrati, braccia larghe e urla che sembrano di sincero terrore.
Lo stesso atteggiamento lo abbiamo osservato 2 volte da sveglia, durante un cambio pannolino e durante una poppata.
La reazione della piccola sembrerebbe di vero e proprio sgomento… anche se naturalmente non riusciamo a capire la natura della eventuale ansia e insofferenza della piccola Cecilia.
Può aiutarci a comprendere?
Grazie in anticipo e sinceri complimenti per la gestione di questa rubrica… utilissima per “primi genitori”.
Raffaele e francesca
Annalaura,
la ringrazio per la sua testimonianza. E’ vero la condivisione aiuta a superare i problemi confortati anche dalla certezza che prima o ……poi finiranno. Il “pavor nocturnus ” è sempre esistito , ma certamente lo stile di vita dei nostri giorni che porta più ad un affaticamento mentale che fisico, aumenta i problemi legati alla psiche. E’ difficile oggi mantenere un ambiente sereno e privo di tensione . Purtroppo non possiamo “vaccinare” le nostre menti contro lo stress, come riusciamo contro le malattie infettive (che in larga parte sono quasi scomparse!).
Auguri
Giuseppe Ferrari
Raffaele e Francesca,
mi servirebbero altri elementi. Decorso gravidanza, modalità del parto, Apgar alla nascita, peso alla nascita, tipo di allattamento, crescita, presenza di rigurgiti. Dal poco che mi dite e con tutti i limiti di una diagnosi a distanza, mi verrebbe da pensare ad un problema di reflusso gatroesofageo. Ma parlatene con il vostro pediatra e tenetemi informato.
Giuseppe Ferrari
Buongiorno Dr. Ferrari,
mio figlio ha 2 anni e mezzo. E’ un bambino sereno, vivace ed espressivo, ma è un po’ timido e timoroso e sensibile ed impiega un po’ di tempo a prendere confidenza con adulti e bambini e cerca molto ancora il mio supporto quando si trova in situazioni in cui si sente insicuro. Credo che sia caratteriale . Io e mio marito lo invitiamo a socializzare e non siamo persone chiuse, ma siamo caratterialmente calmi e (soprattutto io) sensibili.
Insomma non siamo i tipi che si approfittano degli altri o che cercano di sgomitare nel mondo a discapito degli altri, perciò immagino che questo atteggiamento (secondo me positivo) lo abbiamo trasmesso anche a lui che non è un bambino che sa tanto farsi valere, ma cerca molto di essere difeso da noi ed aitutato. Un po’ mi dispiace, perchè ad essere bonaccioni un po’ ci si rimette e si fa più fatica degli altri, ma non posso forzare la sua indole (così come non riesco a forzare la mia!). Vengo al punto. Matteo frequenta l’asilo nido da un anno. L’inserimento è andato benissimo, si è ambientato molto bene e finalmente verso aprile/maggio di quest’anno ha fatto molti progressi nella socializzazione con i bambini, attaccandosi ad un paio di loro. Tre settimane fa la scuola ha pensato fosse pronto per passare alla classe dei più grandi. Per i primi 15 gg sembrava andasse tutto bene. Poi è mancato una settimana perchè siamo andati in vacanza. Al ritorno, non sappiamo se sia successo qualche episodio spiacevole con qualche bambino che possa averlo spaventato, fatto sta che non partecipava più alle attività, non giocava più e stava sempre attaccato alle educatrici. E’ stato così riportato nella sua prima classe dove invece ha ritrovato il sorriso ed è tornato quello di prima. Abbiamo quindi pensato di posticipare il passaggio a Settembre quando anche gli altri due amichetti saranno spostati. In autunno dovrò scegliere la scuola materna per l’anno successivo. Nel suo asilo c’è una sola sezione con bambini dai 3 ai 6 anni tutti insieme. Io preferirei tenerlo lì perchè mi fido della scuola e perchè ormai lui conosce l’ambiente, ma non vorrei che per lui stare a 3anni e mezzo a contatto con bambini di 5/6 anni possa diventare stressante…Cosa mi consiglia di fare? Ed inoltre può darmi qualche consiglio per aiutarlo ad aprirsi agli altri e ad avere maggior fiducia nel mondo esterno? All’interno della nostra faniglia è molto solare, simpatico e sereno. Ma quando gli si avvicina un bambino è sempre diffidente. Con gli adulti va meglio anche se ha bisogno sempre di un po’ di tempo. La prego di rispondermi perchè non voglio che mio figlio fatichi come ho fatto io da piccola che ero tanto timida…! Grazie in anticipo!!!Sonia
Salve Dott. Ferrari,
Ho due figlie di dieci e sei anni, il problema delle paure notturne si manifesta in quella + grande, ormai da 5-6 anni, quindi anche quando non aveva la sorellina.
Quasi tutte le notti lei si presenta in camera nostra manifestando uno stato di agitazione che non ha eguali, ha il cuore che gli batte a mille, gli gira la testa, gli viene sensi di nausea e va spesso al bagno, insomma non riesce ad affrontare il fatto di andare a letto, pur avendo la sorellina vicino nello stesso , la quale dorme come un ghiro.
Dice che non ha sonno ma non è vero perché se la si mette a letto o con me o con la madre, si addormenta in un secondo, per lei avere un’ adulto vicino gli dà sicurezza (parole sue).
Siamo stati da due psicologhe, la prima mi diceva di avere (io padre) un comportamento forte e deciso, forse interpretando queste esigenze della bimba come un capriccio, risultato positivo per un breve periodo poi le crisi sono ricominciate.
La seconda, psicologa, non ha fatto altro che dire alla fine le stesse cose che gli dicevo io, però forse il fatto che fosse una persona estranea all’ambito famigliare a dire come affrontare le paure gli ha dato sicurezza tanto è vero che è stata la bimba a voler interrompere i colloqui da quanto si sentiva certa di superare “l’esame”.Risultato positivo per alcuni mesi poi ricaduta, tanto che vuole ritornare dalla dottoressa.
Lei mi dice che ha paura dei ladri (mai stati a casa nostra), infatti quando è ora di andare a nanna chiude tutto le finestre, abbassa le persiane, le porte delle camere vicine e illumina a giorno corridoi e camera da letto, ciò nonostante va in crisi lo stesso, si agita in maniera convulsiva.
Quella volta che ci va bene e si addormenta, poi dopo 4-5 ore si sveglia e comincia con la solita tiritera, tanto è vero che ormai possiamo definirci alla mercè di questa situazione perché non riusciamo a venirne fuori, essere troppo duri non serve a niente, forse si fa peggio, in quanto vado ad isolare la bimba con il suo problema, che già stà male di suo.
Di una cosa sono certo, non è un capriccio, deve essere una specie di fobia o panico nei confronti della situazione.
Cosa posso fare, ora io e mia moglie non dormiamo praticamente mai assieme e la bimba si rende perfettamente conto del disagio che porta, sentendosi in colpa, lo dice espressamente, ma tutto ciò è più forte di lei sembra che l’arrivo del buio la trasformi, non riesce + a reagire, diventa schiava della sua paura.
Ringrazio anticipatamente
Paolo (Padova)
Salve dott. Ferrari mi chiamo Pierpaola e sono la mamma di Alessio che ha 21 mesi. Ho letto attentamente le mail delle mamme che le hanno scritto e le sue risposte. Devo farle i complimenti per la sua competenza e il modo esauriente con cui sa rispondere alle varie problematiche infantili. Sono giunta comunque alla conclusione che il mio bambino e affetto in questo momento da pavor nocturnus.Difatti anch’egli e un bambino iperattivo molto intelligente a volte molto capriccioso ed allo stesso tempo permaloso se viene rimproverato per qualcosa che non deve fare. E’ anche reduce da un inverno e primavera funestate da influenze otiti e malattie varie e quindi ha sofferto un pochino ma e’ stato sempre molto coccolato da me e da mio marito a cui e’ attaccato in maniera morbosa. quello che le chiedo come mai questi attacchi gli prendono anche in pieno giorno anche solo negandogli piccole cose, lui non ascolta ed inizia ad urlare e dibattersi proprio come di notte. E’ possibile che succeda anche di giorno ed ha qualche consiglio in più di quello già detto? La ringrazio anticipatamente. Pierpaola
Sonia,
ho letto attentamente quanto mi scrivi. Ho provato grande simpatia per quello che mi dici di tuo figlio, anche perchè sento che involontariamente stai esercitando su du lui una pressione che deriva dalle tue esperienze di bambina e ragazzina e donna timida. Anche se la tua intelligenza ti fa giustamente dire :” non posso forzare la sua indole” ma dici anche :”come non posso forzare la mia” . Il problema è tuo e tu lo sai. Cosa deve dirti il pediatra. La timidezza è forse in parte “genetica” ma è sicuramente “ambientale”. E lui cresce in un ambiente di timidi. Non mi sembra un fatto negativo. Ci si può fare strada in ambienti moralmente sani più con la timidezza che con l’arroganza! Sarà compito vostro scegliergli gli ambienti moralmente sani.
Per quanto riguarda il nido o la scuola materna, un aspetto che molti psicologi ritengono negativo è sicuramente la possibilità di frustrazioni che il bambino riceve da parte di compagni più grandi, più robusti o semplicemente più aggressivi di lui.
Non lo considererei totalmente negativo, ma una scuola di vita. Infatti, prima o poi ogni bambino si troverà a fronteggiare momenti negativi, incontrerà persone amiche e comprensive e altre, invece, egoiste e di animo duro; dovrà imparare a destreggiarsi tra le une e le altre senza soccombere né aggredire. L’asilo anticipa solo il momento.
Il bambino che viene tenuto a casa fino ai 3 anni lo affronterà alla scuola materna. Forse a quell’età sarà meno vulnerabile ma le frustrazioni potrebbero essere maggiori, dato che la scuola materna è frequentata da bambini di differenti età. Un bimbo di 3 anni accanto a uno di 5 e 1/2 potrà ricevere maggiori stimoli , ma può anche sentirsi indifeso e soccombere alla sua aggressività. Del resto, nei casi in cui l’ingresso in comunità viene rinviato addirittura alla scuola elementare, il problema si pone in un’età in cui il bambino ne viene maggiormente traumatizzato, essendo ormai il suo carattere e la sua personalità meno duttili che nei primi anni di vita.
Il pediatra di buon senso a questo punto si potrebbe chiedere: queste esperienze amare purtroppo inevitabili nella vita, che spesso rimangono impresse in modo indelebile nella memoria, sono veramente utili per plasmare il carattere oppure no? Anche questa, come già altre che riguardano la psiche del bambino, rimane una domanda aperta.
Giuseppe Ferrari
Paolo ,
mi sembra che tu abbia compreso veramente il problema (quindi non devi meravigliarti che la seconda psicologa abbia detto le stesse cose che gli dicevi tu) Ripeto anch’io le tue parole. “ Di una cosa sono certo, non è un capriccio, deve essere una specie di fobia o panico nei confronti della situazione.”. Non vorrei deluderti, ma non c’è niente da fare. Questi sono disturbi che finiranno con la crescita. Oggi nella mente della tua bambina prevale ancora l’irrazionalità (quindi le paure immotivate), quando comincerà a prevalere la razionalità passeranno i disturbi. Voglio fare un pronostico che non apprezzerai molto : ci vogliono ancora 2 anni! ( mi auguro di sbagliarmi in eccesso, ma temo sia così) Nel frattempo continua a fare controlli periodici con la psicologa che piace a tua figlia per evitare che possano emergere e, quindi essere trascurati, eventuali comportamenti psichici “rischio” (che personalmente escludo , ma chi visita una bambina ha maggiori possibilità diagnostiche delle mie ). Per il resto pazienza, comprensione e sopratutto non durezza.
Giuseppe Ferrari
Pierpaola
Non credo che sia pavor nocturnus. Il tuo bambino è nelle meravigliosa età dei capricci. Meravigliosa per un pediatra come me che vede nelle manifestazione dei capricci il delinearsi di una personalità. Un po’ meno meravigliosa per i genitori che hanno a che fare tutto il giorno con un bambino che spesso definiscono “terribile”. Purtroppo io amo i bambini “terribili”. Ed i bambini non nascono “terribili” ma lo diventano in determinate situazioni ambientali. Probabilmente ha contribuito l’inverno passato con influenze ed otiti che, se mi permetti, sono banali e comuni a quasi tutti i bambini, specie se iniziano a frequentare gli asili. Purtroppo spesso, se questi piccoli e ripeto banali disturbi vengono ingigantiti e non gestiti con buonsenso ed equilibrio (da genitori e, anche devo dirlo, talvolta da noi pediatri), generano nell’ambito famigliare stati di tensioni che inevitabilmente fanno sentire la loro influenza negativa sui bambini che allora reagiscono diventando “terribili”. Che consiglio darti? Sii (siate tutte e due) più serena meno ansiosa e vedrai che il tuo bambino diventerà meno aggressivo e capriccioso. I bambini “terribili” diventano bambini più intelligenti. Giuseppe Ferrari
gentile dott.ferrari, le scrivo perchè sono preoccupata per la scarsa crescita di mia figlia di 9 mesi. La bimba soffre di reflusso gastroesofageo curata con diversi farmaci (ranidil prima, lansoprazolo ora). Ho anticipato lo svezzamento a 5mesi per problemi di crescita, ma la situazione non è molto migliorata. E’nata di 2,920kg e 48cm. Ora a 9 mesi è 6,7kg ,68cm e 42,5cm di circonferenza. Devo dire che la bimba non ha mai avuto uno scarso appetito, prima con solo il mio latte alternava momenti in cui mangiava vigorosamente e rapidamente ad altri in cui faceva fatica ad attaccarsi poi con lo svezzamento le pappe sono state da subito gradite, meno la frutta a metà giornata. Continuo ad allattarla (diverse volte di notte visto che ha continui risvegli e l’unico modo per calmarla è attaccarla)anche se non so quanto latte avrò ancora, poi di giorno mangia qualche cucchiaio di frutta o yogurt mattina e pomeriggio e le due pappe con 200ml di brodo, passato, carne liofilizzata, creme varie. Eppure anche dall’ultimo controllo in 15 giorni è cresciuta 50 gr. Per il resto mi pare stia bene, è sempre molto agitata e sicuramente il fatto che dorma molto poco (1h30 di giorno nei due sonnellini; risvegli ogni ora di notte) forse non aiuta… grazie, federica
Buona sera Dott. Ferrari sono Pierpaola grazie per avermi risposto subito e in maniera molto esauriente, ma volevo aggiungere che gli attacchi di panico gli vengono sopratutto di notte ove Alessio si sveglia con gli occhi sbarrati urlando dimenandosi contorcendosi e allungando le braccia a destra e sinistra , proprio come i sintomi delle altre mail. Abbiamo provato come ha detto a lasciarlo stare a malincuore e difatti dopo circa venti minuti mezz’ora si calma e riprende a dormire come se niente fosse ed e’ tutto sudato. Penso come le avevo detto nell’altra mail che si tratti di pavor nocturnus forse scatenato dal fatto che circa 10 giorni fa ci siamo assentati per una breve vacanza lsciandolo dai nonni paterni ove gli ultimi giorni aveva avuto un attacco simile.(mai prima di quella volta) Cosa ne pensa Dott. Ferrari. Grazie Pierpaola
Grazie Dr. Ferrari,
grazie per la Sua risposta. Volevo anche chiederle se ha avuto esperienza di bambini terrorizzati dai medici…Matteo purtroppo ha anche questa paura. Qui però io non c’entro! Non ho mai avuto paura dei medici nè ho mai presentato il pediatra al bambino come un orco cattivo…anzi la nostra pediatra è molto dolce e affettuosa ed è molto più simile a una mamma che ad una dr.ssa. Ciò nonostante Matteo ogni volta fa una tragedia. Questo da quando ha compiuto un anno circa. Non ci sono stati traumi particolari che possano giustificare questa cosa. In generale ha sempre rifiutato di essere “maneggiato” da altri che non fossi io, mia madre o successivamente le educatrici dell’asilo anche per il cambio del pannolino. Poi intorno ai 18 mesi la fobia dei medici è aumentata perchè è stato spesso male e quindi si è sottoposto spesso a visite mediche.Ha avuto anche un’otite con febbre altissima che ha indotto l’ospedale a cui ci eravamo rivolti a ricoverarlo per 3 giorni (ovviamente io ero con lui). Lì ovviamente la sua paura ha raggiunto il culmine. Tutt’ora cerco di farlo visitare proprio quando non posso farne a meno perchè per lui è uno strazio e per i medici davvero difficile…Ho difficoltà anche a curarlo…mettergli le gocce nell’orecchio è un dramma (dobbiamo essere in due almeno perchè si dimena troppo!), con il collirio non sono mai riuscita, ogni volta per mettere la supposta è veramente difficile. Anche provare la febbre a volte è complicato, ma cerco di distrarlo leggendo un libro insieme…Insomma è davvero impegnativo quando sta male!!! Come posso aiutarlo a superare questa paura e soprattutto come faccio a somministrargli i medicinali in questo modo? Grazie per un Suo conforto! Sonia
Sonia,
mi permetto di scherzare con te . Ma spesso scherzando….. si dicono delle verità. Per fortuna il tuo bambino ha paura di noi pediatri, per fortuna risulta molto difficile dargli medicine . Questi sono comportamenti da bambini sani. Quei poveri bambini (e purtroppo ne ho visti molti ) che hanno delle malattie serie e gravi sono bravissimi, si fanno visitare bene , prendono ogni tipi di medicine , si sottopongono a tutti gli esami. Se hai difficoltà a curarlo con gocce nelle orecchie con colliri e supposte : non curarlo, se ritieni che quelle medicine lo guariscano, credi a me : sarebbe guarito anche senza!!
Giuseppe Ferrari
Pierpaola,
hai ragione, a quanto mi dici nella seconda e mail si tratta di un precoce “pavor nocturnus” ed è plausibile anche la motivazione che mi riferisci. Dal punto di vista pediatrico, come avrai constatato dalle lettere non è un problema. Sul “pavor nocturnus” credo di aver detto ormai tutto. Non ricordo se ho detto che più precoce è l’insorgenza ed in genere ( ma non è una regola assoluta) più intelligenti sono i bambini.
Giuseppe Ferrari
Grazie dottore, forse ha ragione Lei… A volte noi mamme abbiamo paura di non fare tutto il possibile per far stare bene i nostri bambini. Molte volte sentendo tossire mio figlio ( e quest’anno è successo davvero spesso) mi dicevo: ” presto gli passerà da sola…” poi pensavo:”e se per non averlo portato dalla pediatra in tempo gli causassi delle complicazioni che potevano essere evitate?”. Per gli ultimi malanni non l’ho portato, è bastato un po’ di aerosol e per fortuna con il tempo è guarito da solo! (che poi è la stessa cosa che mi avrebbe detto di fare la pediatra che mi dice sempre che la tosse non va curata…) Però ci si mettono anche gli altri a renderti insicura:”Che brutta tosse che ha questo bambino!Con cosa lo stai curando? Lo hai portato dal medico? Lo sai che il bambino della vicina di casa di tizo e caio aveva la bronchite ma non se ne sono accorti…alla fine lo hanno dovuto ricoverare…” . E per altri intendo: nonne, zie, amiche, conoscenti…Nessuno che si fa i fatti suoi!!!
gentile dottore, complimenti per il sito interessante e bello. Sono la mamma di una bimba di 15 mesi, sveglia, entusiasta, che dice gia’ molte parole in due lingue e che da poco cammina. La notte e’ sempre stata un po’ burrascosa per lei e io ho sempre pensato che fosse dovuto al fatto che io sono tornata al lavoro che la piccola non aveva nemmeno 12 settimane. Visto che la vedevo poco di giorno (anche se mi tiravo il latte e quindi e’ sempre stata allattata con latte di mamma) la tenevo con me nel lettone a lungo alla notte, anche per allattarla con facilita’ e tenere alta la produzione di latte. Bene,,,, la bimba cresce e ora si addormeta di solito con una coccola e va tranquilla nel suo lettino, certe volte dorme di fila fino alle 5 di mattina, altre volte, e capita almeno un paio di volte alla settimana, si sveglia dopo 3 -4 ore di sonno urlando e ripete le urla ogni 2-3 ore. L’urlo dura un minuto al massimo, poi si riaddormenta, alcune volte vuole stare attaccata a me, e finisce per dormire con la testa sul mio cuore…e’ una cosa tenerissima, ma mi chiedo se abbia incubi? Oppure puo’ essere legato a quello che mangia? lei alla mattina si sveglia comunque sempre contenta… cosa posso fare per capire di piu’ di cosa si tratta? cosa devo osservare? grazie! Emanuela
Emnuela,
perchè , benedette mamme, vedete problemi e vi preoccupate per comportamenti che dimostrano la straordinaria e meravigliosa capacità di provare ed esprimere sentimenti dei bambini, anche di 15 mesi!! Oltretutto più siete brave e fatte tutto bene e più vi preeoccupate! Che tu faccia tutto bene lo dimostra che la tfua bambina si addormenta con una coccola e va tranquilla nel suo lettino e si sempre contenta. Cosa possiamom farci se di notte emergono le ansie di una giornata passata lontano dalla mamma?
Del resto oggi la vita moderna impone alle mamme di lavorare, il comportamento della tua bambina è un piccolo scotto che deve pagare per avere una mamma realizzata sul lavoro e
brava nel altro “lavoro ” di mamma. Vedi, alla mia età, dopo anni di professione, anche senza guardarle negli occhi, capisco da come mi scrivono, gli atteggiamenti ed i comportamenti positivi o negativi delle mamme. Tu, continua così e non preoccuparti.
Giuseppe Ferrari
Buon giorno Dott.Ferrari,
ho un bimbo di 3 anni, che non ha mai avuto un buon rapporto con il sonno. Mentre per il passato (sotto l’anno e mezzo di età) i risvegli e i pianti notturni erano stati attribuiti ad un malessere fisico (i dentini, l’otite, raffreddore.etc.) ora il pediatra mi ha consigliato di andare da uno spicologo infantile. Cosa che ho fatto, ma è servito solo a me per tranquillizzarmi (tra l’altro mio marito non ha voluto partecipare perchè la considerava una cosa inutile), di fatti lo specialista mi ha confermato il quadro di un bambino normalissimo.
Il bimbo durante il giorno sta con i nonni (da quando aveva 9 mesi) è vivace, parla tantissimo e spesso mi dicono da come si esprime, sembra un bambino molto più grande della sua età, inoltre è tranquillo solo se è impegnato nel fare qualche attività, altrimenti non si ferma un minuto.
Durante la seconda metà della notte (intorno alle 3-4) si sveglia ripetutamente, piangendo e pestando i piedini nel letto, quasi a fare un capriccio, esattamente come fa di giorno quando vuole e non ottiene qualcosa. Infatti mi chiede al risveglio le cose più assurde, vuole uscire, vuole il giocattolo. Durante le vacanze estive gli episodi si sono moltiplicati, 3 o 4 volte a notte, si figuri che in 15 giorni ha dormito solo una notte per intero.
Inoltre quando era più piccolo spesso e volentieri quando non otteneva attenzione, picchiava la testa contro i muri, cosa che fortunatamente ha smesso di fare. Ora invece tenta l’approccio con altri bambini dicendo “cattivo!Ti picchio!” fortunatamente non è mai passato al lato pratico ed è rivolto esclusivamente a quei bambini non in grado di interagire con lui perchè troppo piccoli. Con i bambini della sua età oppure più grandi invece interagisce in armonia senza alcun problema.
Ultimamente poi per ogni rifiuto diventa irritabile e scoppia in lacrime. Io non so se preoccuparmi seriamente, per i risvegli e il suo comportamento. Mi rispondo per rincuorarmi che è un periodo che passerà, di avere pazienza, ma ogni tanto anche quella se ne va.
Ho il timore di essere io a sbagliare in qualcosa, spesso e volentieri ai suoi capricci rispondo con un castigo (es. niente cartoni, al mare niente sala giochi) ma sembra non servire a nulla.
Le chiedo un consiglio o semplicemente una parola di conforto.
Grazie mille
Buongiorno dottor Ferrari, ho letto tutti i messaggi ad oggi sul sito e le scrivo per chiederle l’ennesimo consiglio circa il pavor nocturnus. Sara, ha 3 anni e mezzo e da un mese e mezzo ormai non dorme più serenamente. quasi ogni notte e sempre nelle stesse ore, si risveglia urlando e sbattendo piedi e braccia sul leto. non la si può toccare a volte neanche parlarle per rassicurarla tanta è la rabbia che esprime. all’inizio con mio marito ci siamo docmentati su internet per capire cosa stesse accadendo e ci siamo ritrovati in pieno nelle descrizioni del pavor. quello che ci chiediamo è se veramente sia solo un momento di crescita o se per Sara abbiano contribuito due elementi che le racconto. sia io che mio marito lavoriamo e a fine giugno, con la fine delle scuole, frequenta l’asilo, ci siamo trasferiti al mare dai miei genitori, in modo da non doverla spedire in qualche campo estivo. con l’occasione di alcuni giorni insieme e tempo da dedicarle le abbiamo tolto il ciuccio, che usava solo per dormire. abbiamo deciso di farlo perchè ad inizio settembre avremo un’altra bambina e non volevamo che il distacco dal ciuccio fosse vicino all’arrivo della sorellina e all’inizio della scuola, che credevamo essere fonti di troppo stress per chiederle anche di abbandonare il ciuccio. ovviamente il distacco c’è stato e molto forte, non credevamo sinceramente così forte. e a distanza di un mese e mezzo ci chiediamo se questi episodi notturni siano di diretta derivazone proprio di questo distacco e del fatto che arriverà la sorellina e quindi oltre a sentirsi minacciata da questo arrivo non abbia più neanche la consolazione del suo ciuccio. a volte lo sconforto nel vederla in quello stato la notte ci porta a chiederci se non sarebbe più giusto per lei ridarle il suo ciuccio e lasciarla crescere più piano, ma allo stesso tempo abbiamo paura di fare peggio ridandoglielo, di crearle ancora più insicurezze. è una bambina da sempre indipendente, tutti ci dicono che la vedono molto serena, e ci spaventa non capire le sue esigenze e non saper rispondere nel modo più giusto per non farle perdere la sua serenità.
grazie. Federica
Gentile Dottore, i miei complimenti per questo sito molto interessante e davvero utile.
Sono la mamma di due bimbi, uno di 4 anni e l’altro di 16 mesi.
Da circa due mesi abbiamo un problemino con il bimbo di 4 anni, che di notte si sveglia continuamente e vuol venire nel lettone.
I suoi risvegli sono molto tranquilli, ma la sua paura sta nella cameretta…non vuole essere lasciato solo..(anche se il fratellino di 16 mesi dorme nella stessa stanza, nel lettino accanto!), dice che in cameretta ci sono delle “cose brutte”, e così per fargli capire che non c’è nulla di cui aver paura, lo riportiamo nel suo lettino.Si riaddormenta, ma dopo poco si risveglia con le stesse esigenze e con la stessa lamentela che non vuol star solo!
Ma non è solo! Il suo fratellino dorme con lui..mai nel lettone!!
Non vi dico che incubo diventi la notte per me e mio marito…
Può essere attribuito eventualmente alla visione di un cartone animato che l’ha molto colpito?
Com’è possibile fargli passare queste paure, e tornare ad una vita tranquilla…?
Buongiorno Dott. Ferrari
sono la mamma di 2 adorabili bambine una di 3 anni e mezzo l’altra di uno.
Mia figlia più grande, Gloria, è più di un anno che durante la notte manifesta incubi notturni normalmente sempre alla stessa ora verso le 4 del mattino. Si sveglia piangendo, mi chiama per essere rassicurata. Vuole bere un goccino di acqua e mi chiede una sua bambola (che comunque è lì vicino a lei).Dopo qualche minuto che passo sdraiata con lei nel suo letto lei si tranquillizza e io ritorno nella mia camera. Lei si riaddormenta.
Al mattino mi dice che ha sognato i bimbi che la svegliano. Questo sogno si manifesta ormai da diverso tempo ed è sempre lo stesso. Nel senso che non è che una notte sogna una cosa e l’altra un’altra …..il suo incubo sono i bambini che la svegliano.
Altre volte si sveglia senza piangere (sempre alla stessa ora) e mi chiama per chiedermi l’acqua e la sua bambolina (che sono entrambe vicino a lei basta allungare il braccio) ma lei ci chiama come volesse una conferma che noi ci siamo.
Premetto che mia figlia è una bambina molto tranquilla, socievole e che nonostante non abbia ancora iniziato a frequentare la scuola materna (inizierà questo settembre) è una bambina che al parchetto o in altri luoghi frequentati da bambini viene spesso cercata per giocare, anche da bambini più grandi di lei.
Per quanto riguarda la gelosia con la sorella credo che rientri nella normalità ci sono dei momenti in cui giocano insieme, ridono e scherzano affettuosamente ad altri che bisticciano strappandosi i giochi l’una con l’altra.
Mia figlia più piccola, Aurora, un anno adesso a settembre, soffre di “pavor nocturnus” da quando aveva 3 mesi. Ora si sono abbastanza attenuati le capita una volta ogni 10 giorni all’incirca ma dura parecchio circa 1-2 ore.
Non c’è verso di tranquillizzarla lei piange, anche se la prendo in braccio è disperata. Poi di punto in bianco vedo che si rilassa e si rimette a dormire come se non fosse successo niente.Nel frattempo Io e mio marito siamo esausti.
Altre volte si sveglia alle 2-3 di notte perchè secondo lei è giorno e vuole alzarsi e venire nel lettone con noi (all’inizio cedevamo perchè esausti adesso non ci frega più, la lasciamo piangere nella sua cameretta e ad intervalli di 5 minuti torniamo da lei per rassicurarla poi ce ne torniamo in camera nostra. Alla fine, dopo 1/2 ora 1 ora circa si rassegna e si riaddormenta). Faremo bene???
Per ora chi mi preoccupa di più è mia figlia Gloria, la più grande, perchè comunque negli ultimi tempi è quella che ha subito più cambiamenti all’interno della famiglia: l’arrivo della sorellina, l’abbandono del ciuccio, l’inizio dell’asilo a settembre.
Non so come comportarmi…nè con l’una nè con l’altra.
Mettiamoci poi anche che sia io che mio marito siamo veramente stanchi, non ci ricordiamo più neanche quando è stata l’ultima volta che abbiamo dormito 6 ore di filato…..
Mi tranquillizzi per favore e mi dia dei consigli su come comportarmi in entrambi i casi con le mie figlie quando capitano questi episodi.
GRAZIE!!
Caro Dottore, complimenti per il suo sito che è davvero ben fatto e grazie per l’aiuto che sta fornendo.
La mia bimba ha 15 mesi e mezzo e ha sempre avuto un rapporto con il sonno difficilissimo. L’ho allattata al seno fino a 10 mesi e per un periodo intorno agli 8 mesi voleva attaccarsi continuamente. Quella fase è passata ma ogni notte si sveglia piangendo, occhi chiusi e urla e un paio di volte è successo che avesse la mani strette e non era possibile separargliele.
Questa ultime notti i pianti sono durati anche un’ora e mezza.
Di solito io la prendo in braccio, la porto nel lettone e se canto o l’accarezzo e se non si calma le do il latte (da 2 mesi latte vaccino) e così si riaddormenta per un po’ magari anche 3-4 ore.
Queste ultime notti è infastidita dalle mie carezze ma se non la prendo il pianto aumenta.
Secondo lei ci sono delle paure improvvise? può avere ancora fame di notte? Il fatto che non apra gli occhi può far pensare a degli episodi di sonnambilismo?
Grazie per l’aiuto se me ne potrà dare.
PS l’ho portata oggi dal pediatra e non ha nulla e nessuno riesce a dirmi quali possono essere i motivi.
Io mi sento assolutamente impotente!
Gentile dottore,
siamo i genitori di una bambina di 20 mesi che da 4 mesi, dopo la vaccinazione obbligatoria della trivalente, ha iniziato ad avere dei risvegli notturni. Ovviamente prima di tale evento la bambina dormiva tutta la notte. Da maggio la piccola ha avuto dei frequenti risvegli notturni senza pianto ma solo risveglio con grandi difficoltà di riaddormentamento (circa 2 ore). Oggi ha mediamente due risvegli per notte ma si riaddormenta quasi subito ma vuole farlo solo nel passeggino.
Abbiamo provato a somministrare per una settimana il nopron ma non abbiamo riscontrato effetti.
Pensa che il fenomeno possa essere temporaneo o persisterà per molto tempo?
Restiamo in attesa di una Sua gentile risposta
Buongiorno dottore,
il mio bambino di quattro anni e mezzo è un bambino tranquillo,sereno,vivace come tanti altri bambini della sua età.
La notte si addormenta tranquillamente ma alcune volte durante il sonno comincia a tremare molto agitato, il tutto dura un po’ di minuti.Lui rimane addormentato e non si accorge di niente…Prima gli succedeva quando aveva la febbre alta ma adesso gli succede anche quando sta bene.Dobbiamo preoccuparci?
Resto in attesa di una risposta.La ringrazio infinitamente.
Antonella,
Hai la “sfortuna ” di avere un bambino particolarmente intelligente, con tutti i difetti di un individuo intelligente (sensiblità spiccatissima, grande reattività agli stimoli esterni, egoismo ecc.). A questo aggiungi una mamma sicuramente “nervosa”, forse impaziente, forse perfezionista, probabilmente che ha avuto un parto un po complicato. Tutte cose che non mi dici ma che tento di dedurre sulla base dell’esperienza. Come ho scritto più volte i problemi di sonno del bambino non sono problemi suoi ma problemi dei genitori. Non esistono ricette per risolverli. Non si tratta se metterlo a dormire qui piuttosto che lì. Bisogna tentare di farlo vivere in un ambiente non “nevrotizzato”, ma mi rendo conto che è facile scriverlo qui alla mia scrivania, molto più difficile metterlo in pratica. Impara a convivere , smettila di combattere per farlo finire , intanto non ci riuscirai. Lascia perdere gli specialisti (per altro utilissimi per altri problemi molto più seri) cerca di essere serena. Dico a te , perchè la mamma è fondamentale per la serenità dei figli. Il tempo sarà l’unica terapia efficace. Mi dispiace di non poter essere stato di aiuto.
Auguri
Giuseppe Ferrari
Gentile Dottore, sono la mamma di un bambino di otto anni, allegro, estroverso ,tranquillo e felice. E’ sereno e molto socievole . E’ affettuoso e dolce con tutta la famiglia e in particolar modo attaccato a me ,insomma il classico bambino “d ‘oro” seppur con i suoi naturali vizietti e capriccetti tipici di un bambino.II PROBLEMA E’ LA SERA.Ha sempre fatto fatica ad addormentarsi da solo,anche se è in camera con sua sorella di 15 anni e, spesso vuole infilarsi nel lettone e… spesso ci riesce!Ho sempre cercato di insistere affinchè si addormentasse da solo e insomma ,o da solo o in compagnia mia, non ha mai avuto particolari problemi.
Da due settimane circa però ha il TERRORE E L’ANSIA di addormentarsi (anche con me ,nel suo letto,) per la paura di sognare mostri e cose brutte.
Una volta ha sognato che ero morta accoltellata nel mio letto e si è logicamente svegliato terrorizzato. Da allora va a letto con l’ansia trema x la paura, e ,quando finalmente dopo un’ora riesce ad addormentarsi, si sveglia nel panico dopo 10 minuti. Quando poi ,stanco si addormenta profondamente ,è tranquillo per tutta la notte senza problemi.Lui vorrebbe dormire nel lettone per sentirsi sicuro e protetto ma…è giusto assecondarlo? Ho paura diventi un brutto vizio .A volte cedo x stanchezza ma non credo di fare la cosa giusta.Cosa devo fare? Essere rigorosa enon cedere ? E’ furbo? Devo avere pazienza?Le ho provate un po’ tutte,mi creda.Non vorrei viziarlo ma però mi intenerisce perchè lo vedo spaventato.Cosa posso fare per lui? Mi può dare un consiglio? La ringrazio tanto e aspetto una sua gentile risposta.
Simona,
se segui la mia rubrica , sai che parlo sempre molto chiaro. Il tuo bambino (me lo hai detto tu) ha bisogno di sentirsi “sicuro e protetto”, mi chiedo perchè ti poni la domanda se devi assecondarlo. Certo che devi assecondarlo!!! Non diventarà mai un brutto vizio, ma sarà un atto di amore e di aiuto che dai al tuo bambino che ne ha bisogno.Se una mammma non offre aiuto al suo bambino che lo chiede, io mi domando se ha capito il suo ruolo di mamma. Segui il tuo istinto che mi sembra ti dica di accoglierlo nel lettone. Fallo e non dare retta a chi ti mette in testa tutte queste sciocche idee del viziarlo ecc. ecc. Vedrai che quando sarà maturato e si sentirà sicuro, sarà lui che vorrà andare a dormire nel suo letto. Sono strato chiaro??
Giuseppe Ferrari
Anna ,
non devi preoccuparti . Il comportamento del tuo bambino dimostra che presenta una forma lieve di pavor nocturnus (potrebbe anche diventare più evidente, ma è sempre una cosa non preoccupante). se aumenta molto, parlane con il tuo pediatra che, conoscendo il bambino, potrà rassicurarti meglio di me.
Giuseppe Ferrari
Domenico, penso che la trivalente non centri assolutamente. Questi lievi disturbi del sonno sono piuttosto frequenti all’età della tua bambina e sono attribuibili all’aumento degli stimoli esterni che agiscono su una bambina, penso, particolarmente sveglia e recettiva. Assecondate i suoi rituali per l’addormentamento (per esempio il fatto di preferire il passeggino ) e create un ambiente sereno circa mezzora prime di metterla a dormire (non televisione, non rumori eccessivi, parlare a bassa voce, diminuire l’intensità luminosa).
Giuseppe Ferrari
Valeria,
non sentirti assolutamente impotente. Non lo sei, anzi mi sembra che tu stia facendo del tuo meglio per cercare di venire in aiuto alla tua bambina che con il suo comportamento te lo sta chiedendo. Non sempre con i bambini si riescono ad ottenere i risultati che si vorrebbero ottenere. Quello che conta per la tua bambina è di avvertire una mamma che non la sta abbandonando , ma che anzi sta facendo di tutto per aiutarla (ed i bambini , per quanto piccoli , queste cose le avvertono). Adesso azzardo una ipotesi che mi scatenerà contro i sostenitori dell’allattamento materno protatto. Io penso che una piccola colpa del comportamentro della tua bambina sia da attribuire all’allattamento materno protratto. Il seno col passare del tempo perde in parte la sua funzione primaria “alimentare” e ne acquisisce una psicoaffettiva. Ma ormai è cosa fatta! saranno contenti i sostenitori dell’allattamnto protratto. Continua così , stai facendo bene per la tua bambina.
Giuseppe Ferrari
Barbara,
Ho apprezzato al tua dettagliata lettera, che potrebbe essere un capitolo di un manuale per specializzandi in pediatria. Capisco lo stato di esurimento fisico di voi genitori, ma certo questo non aiuta a superare il problema anzi lo aggrava. Cosa fare , organizzatevi per avere voi adulti il minor disagio possibile. Se è il caso vengano pure a dormire nel lettone. Una coppia di genitori di bambini che seguo io , persone sveglie e all’avanguardia, hanno fatto fare un letto a quattro piazze e ora dormono tutti tranquilli. Hanno cioè trovato una soluzione non convenzionale ed hanno risolto il problema. Andiamo pure contro le tradizioni se serve. A proposito , ma per quale motivo la più grande ha dovuto rinunciare al succhiotto. Scrivo da annni contro questa cattiva “tradizionale” abitudine. Non capisco perchè ad un certo puto gli adulti decidono che i bambini sono grandi e non devono più prendere il “ciuccio”!! ed allora giustamente vengono puniti perchè cominciano o si ingigantiscono i problemi del sonno! Giusta punizione! tra l’altro non è vero che il “ciuccio” rovina i denti , li deforma temporaneamente , ma una volta smesso (ma quando lo deve decidere il bambino) i denti vanno a posto.
Mi spiace, non so dirti altro. Maggiore serenità da parte vostra e comprensione per le bambine (che mi sembra non abbiano tante colpe, non siete voi forse troppo esigenti? - la storia del ciuccio me lo fa temere) e consolatevi di avere due adorabili bambine. Questo è quello che conta, le turbe del sonno passeranno e saranno oggetto di divertenti racconti per loro quando saranno più grandi.
Giuseppe Ferrari
Ivana,
come ho detto più volte i problemi di sonno dei bambini , sono in realtà problemi dei genitori. I bambini hanno bisogno di sentirsi sicuri. Se si comportano in un certo modo di notte, è perchè non si sentono tali. Il sonno, sopratutto il passaggio dalla veglia al sonno è un momento difficile a qualunque età ma in particolare nei bambini. La non sicurezza loro deriva sempre dai comporatmenti dell’adulto. Anche involontari, per esempio l’abbandonarli per tutto il giorno per andare a lavorare. Io sono molto favorevole al lettone. E’ una soluzione pratica che in genere risolve il problema e non significa affatto viziare il bambino, ma anzi significa aiutarlo in un momento di bisogno.
Giuseppe Ferrari
Federica,
quando leggo lettere come la tua vengo preso dallo sconforto . Se anche una mamma attenta, intelligente e premurosa come te commette il gravissimo errore di togliere il ciuccio alla sua bambina , con elocubrazioni pseudo psicologiche, allora non so più cosa fare e cosa dire. Ridagli subito il ciuccio e che sia lei ad abbandonarlo quando vuole. Il pavor nocturnus è la vita quotidiana che affiora con le sue paure, perchè togliere un oggetto di consolazione e sicurezza.
Insomma da come mi scrivi, mi sembri una mamma molto affidabile per cui non ti dico altro se non che devi lasciarti guidare dai comporamenti della bambina e dal tuo buon senso che mi pare ti stia suggerendo di cominciare a fare la cosa giusta(ridare il ciuccio).
Giuseppe Ferrari
Gentile Dott. Ferrari, volevo innanzitutto ringraziarla per avere risposto alla mia e-mail e per avermi fatto riflettere.
In effetti ammetto che a volte sia io che mio marito risultiamo essere troppo esigenti con le nostre figlie.
Purtroppo non tutti i pediatri la pensano allo stesso modo: il nostro per esempio ci consigliò vivamente di iniziare a farle abbandonare il ciuccio perchè secondo lui avrebbe rovinato l’arcata dentaria della bambina.
Purtroppo come tutti sanno non esiste un manuale del perfetto genitore. Ognuno di noi cerca, anche seguendo ciò che ti consigliano persone esperte come i pediatri, di fare del proprio meglio con i figli, e a volte ciò non basta e si sbaglia.
Nella sua e-mail di risposta (n. 90 del 16/09/2008), parla di andare contro le “tradizioni” se serve.
Lei mi parla di una coppia di genitori che segue e che per risolvere il problema dei continui risvegli notturni dei figli hanno fatto fare un letto a 4 piazze e ora dormono come dice lei tutti tranquilli.
Mi chiedo a questo punto se ciò sia giusto per la coppia.
Così facendo non si rischia di compromettere il rapporto anche intimo della coppia? La serenità non dipende forse anche da questo?
Io non so le altre famiglie come vivono, ma a casa mia non esiste un momento della giornata in cui io e mio marito riusciamo a parlare della nostra giornata, a farci delle coccole……se non alla sera quando ci ritroviamo a letto da soli in silenzio.
Perciò concludo: è vero che forse noi genitori pretendiamo troppo dai nostri bambini, però credo anche che sia importante dare poche ma giuste regole.Nel nostro caso non sono tante ma ci sono e devono essere rispettate da tutti:
- Si mangia a tavola e non ci si alza finchè non si è finito tutti
- Si dorme ognuno nel proprio letto
- Non si dicono le parolacce
- Si sistemano i giochi quando si finisce di giocare
- etc…
…..Insomma credo che sia o che comunque dovrebbe essere la normalità.
Abbiamo comunque capito il “succo” della sua risposta che ci ha aiutato molto a vedere il “bicchiere mezzo pieno anzichè mezzo vuoto”.
Rassegnamoci che prima o poi cresceranno e impareranno a dormire tutta la notte.
Grazie!
Gentile Dr. Ferrari,
ho un bimbo di 11 mesi che fin dalla nascita non ci ha mai fatto passare una notte in bianco! Una bella fortuna…
Da sempre però si addormenta con difficoltà: il seno, il passeggino, la ninnananna tutte tecniche che vengono messe in atto ogni sera per un’ora e anche più. Il piccolo cade dal sonno ma non vuole dormire.
La cosa diventa ancora più difficoltosa di giorno per il sonnellino pomeridiano.
Attualmente il bimbo si addormenta in linea di massima intorno alle 21,30/22,00 e dorme fino alle 6,00/6,30 del mattino con un paio di risvegli notturni in occasione dei quali prende il latte dal seno e si addormenta di nuovo. Talvolta dorme un’oretta all’asilo ma non sempre e, alle 13,00 quando lo vado a prendere non ne vuole più sapere benchè sia palesemente assonnato.
Spesso finisce che sta irrequieto tutto il pomeriggio per poi addormentarsi verso le 17,30/18,00 cosicché mangia tardi e non ha più sonno fino alle 22.30 e oltre.
La cosa più sorprendente è che all’asilo non ha nessun problema ad addormentarsi, semplicemente viene adagiato nel suo lettino e dorme.
Sto cercando una soluzione per dare degli orari più regolari al bambino che mi sembra sempre in guerra con il sonno. E’ un bimbo molto molto vivace e adesso che cammina si muove in continuazione senza sosta…
Vorrei evitare di prolungare il tempo all’asilo per farlo dormire li perché ho la fortuna di lavorare mezza giornata e vorrei stare più possibile con mio figlio.
Barbara,
mi sembra , a quanto mi dici, che il tuo bambino sia un “ottimo dormitore”. Prova a chiederlo a molte altre mamme che si trovano in ben diverse situazioni!! Ho l’impressione (scusami la franchezza) che tu stia facendo di tutto per rovinare questa sua straordinaria capacità di gestire il SUO sonno. Lo dimostra tutta quella serie di rituali che deve mettere in atto per addormentarsi a casa e che non utilizza al nido. Non riesco a capire perchè vuoi modificare un comportamento che a me sembra perfetto! Penso che tu stia sbagliando perchè misuri una esigenza naturale quale è il sonno con il metro dell’adulto e non con quello di un bambino. Nessun bambino che ha veramente sonno non si addormenta!! Non dimenticare poi che il passaggio dalla veglia al sonno è un momento delicato (che si carica anche di angoscia) a qualunque età. Ti consiglio di essere meno invasiva e di lasciare libero il tuo bambino di comportarsi come desidera e non come desideri tu. La qualità della sua vita è SUA!!
Giuseppe Ferrari
Dr. Ferrari,
la ringrazio di cuore per la risposta e farò tesoro dei suoi consigli. Forse sono davvero troppo invasiva, vorrei però precisare che tutte le strategie adottate a casa vengono messe in atto perché il bambino piange, ha palesemente sonno (si strofina continuamente gli occhi) ma quando provo a metterlo nel suo lettino inizia a strillare e se non lo prendo in braccio e gli do il latte dal seno è capace di andare avanti anche per un’ora. Forse io ho sempre sbagliato ad addormentarlo in braccio a me e ora non vede il suo letto come il luogo dove abbandonarsi al sonno e mi chiedo se lo farà mai… Inoltre la sera, è lui che “chiede” il seno (ci sta attaccato anche x un’ora!) e mi sembra che il passaggio dalla veglia al sonno sia abbastanza sereno in quanto lo sento rilassarsi….
Vorrei chiederle: perchè all’asilo quando le educatrici vedono che ha sonno lo mettono nel letto e lui dorme e a casa si ribella con tutte le sue forze? Eppure il suo lettino a casa dovrebbe essergli più familiare…
E poi perchè a casa è sempre così sovraeccitato da non sentire mai la necessità di dormire?
Mi creda mi dispiace davvero tanto svegliarlo alle 7 del mattino quando dorme così bene, sapendo che a volte ha dormito appena 8 ore….
Grazie
Barbara
Gentile Dr. Ferrari,
il nostro bambino ha 20 mesi e non è mai stato un gran dormitore. Tuttavia negli ultimi mesi, in cui ha trascorso alcune tranquille notti dai nonni, aveva cominciato a dormire senza risvegli per tutta la notte o quasi, e ci sentivamo molto sollevati dal momento che nel frattempo sono rimasta incinta.
Nelle ultime 3-4 settimane, ahinoi, ha ricominciato a svegliarsi più volte durante la notte, ma ora è spesso molto agitato, piange, urla, si contorce, ci vuole parecchio tempo perchè si calmi e si riaddormenti, e cerca soprattutto la mamma.
Benchè fisicamente io sia piuttosto affaticata, cerco di non fargli mancare affetto e attenzioni, anche se va detto che da circa 5-6 settimane ho smesso di allattare. Insomma, mi rendo conto che lui avverta il mio cambiamento “fisico”, ma dal punto di vista affettivo non mi sembra che sia cambiato nulla da parte mia. E’ comunque possibile che l’agitazione nel sonno rifletta qualche tensione da parte di mio figlio? Come posso aiutarlo a superare questo momento?
Grazie mille della sua attenzione.
gentilissimo dott.ferrari,
ho molto apprezzato le sue risposte in merito al pavor nocturnus che ha dato a dei genitori preoccupati così come lo sono io. Sono la mamma di un bimbo di 7 anni e di una bimba di 2 e le scrivo in merito al bimbo. Dalle descrizioni che ho letto e che combaciano con la nostra esperienza il mio ragazzino ha avuto il primo episodio nello scorso mese di gennaio, poi un episodio nel mese di febbraio e poi niente altro fino alla settimana scorsa e ancora ieri notte. Si sveglia dopo circa 1 ora dall’essersi addormentato con gli occhi sbarrati e sembra piangere. Dice alcune cose ma mi rendo conto che non è sveglio. Cerco di rincuorarlo, di coccolarlo ed anche mio marito mi è vicino in questi momenti che per me sono molto duri da superare. Il bambino frequenta la seconda elementare, è molto amato, si fa volere bene, è socievole, allegro, sorridente. Mi chiedo se questo disagio notturno possa essere la trasposizione del suo desiderio di fare sempre bene a scuola, di essere sempre tra i primi a consegnare i compiti, di voler sapere tante cose. A casa gioca sereno con la sorellina e da noi genitori è seguito e molto molto amato. Lei dice che questi disturbi con il tempo passano, ma mi chiedo se non siano la spia di qualche problema quando sarà grande. Grazie di una sua risposta.
saluti
lorenza
Carissimo Dr. Giuseppe Ferrari, sono un collega di Medicina Generale. Ho letto con molto interesse le Tue risposte alle mamme. Ne farò tesoro, sia per le signore che si rivolgono alla Continuità Assistenziale dove lavoro, sia per quello che riguarda mio figlio Gennaro: ha quasi 9 anni ed è molto sensibile e un pò autoritario! Infatti ci sono delle notti che ha delle manifestazioni di pavor notturno.Vorrei sapere che tipo di consulenza e/o cura psicologica ci potrebbe aiutare. Ti ringrazio anche da parte di mia moglie (mamma brava, ma piuttosto ansiosa!) Cordiali saluti e buon lavoro.
Gentile Dott. Ferrari,
ho letto la Sua rubrica sul “pavor nocturnus” e fin d’ora farò tesoro dei Suoi preziosissimi commenti e consigli.
Le dò qualche notizia per inquadrare la nostra situazione.
Mio figlio Luca ha 18 mesi, è sempre stato un bimbo allegro e solare, pacioso e concentrato nelle sue attività e quindi credo - come dice Lei - anche particolarmente sveglio data l’età (comincia a parlottare, e nel suo vocabolario riconosco almeno una cinquantina di parole di senso compiuto - ma chissà quante altre ne dice!).
E’ nato dopo un parto breve e senza complicazioni (3 ore totali) e l’ho allattato per circa nove mesi. E’ sempre stato un gran mangione e mostra curiosità verso tutto ciò che c’è di nuovo che possa stimolare i suoi spiccati sensi (cibo, suoni, odori, etc.).
Va al nido da quando aveva sei mesi, io sono tornata presto al lavoro, ma devo dire che ci siamo trovati sempre benissimo, e lui di conseguenza (dopo un breve periodo di inserimento in cui piangeva un po’). Conosco la struttura e le educatrici da molti anni e mi fido. Non direi che siamo dei genitori particolarmente ansiosi o apprensivi. Semmai attenti, ma preferiamo lasciargli fare le sue scoperte in libertà, finchè non corre rischi. E devo dire che mi sembra tuttora un bimbo sereno.
Anche con il rientro al nido a settembre, è andato tutto liscio e non ha pianto neppure una volta. QUando lo andiamo a riprendere è sempre sorridente e saluta tutti. Infatti le maestre decantano le sue lodi di bimbo socievole, allegro e positivo per tutta la classe.
Da marzo io sono incinta e ai primi di dicembre arriverà una sorellina. Il papà è sempre stato molto presente (lavora da casa) e quindi ci siamo sempre alternati nell’accudirlo, a seconda delle esigenze.
C’è da dire che Luca ha sempre dormito bene e a lungo (circa 11 ore/notte e due-tre ore/pomeriggio). Qualche risveglio brevissimo per aver perso il ciuccio, o per bere, ma nulla di più, in mezzo minuto era di nuovo nelle braccia di Morfeo. Dorme sereno nel suo lettino, in camera sua, da quando aveva nove mesi e la modalità del sonno, come anche il suo comportamento diurno non sono mai cambiati.
E finalmente arrivo al punto, anzi mi scusi se mi sono dilungata.
Abbiamo trascorso tutto il mese di agosto in ferie, sempre insieme a lui, tra mare e montagna, ma abbiamo riscontrato che proprio in quel periodo Luca ha cominciato ad avere delle crisi di pavor nocturnus, inizialmente confuse con il dolore dovuto all’arrivo dei molari - che in effetti gli hanno dato non pochi disturbi. Tuttavia le crisi hanno continuato a ripresentarsi anche dopo che i molari sono scesi del tutto e quindi non c’erano più dubbi. Per quanto sporadiche, per fortuna, ogni tanto ritornano, della durata variabile dai dieci minuti fino anche ad una o due ore. Abbiamo capito che c’è ben poco da fare, alla fine quando si calma è pronto per tornare a dormire. E infatti, al risveglio, bello riposato (lo lasciamo sempre dormire finchè vuole, visto che il papà lo porta al nido ma non ha orari da cartellino!) è di nuovo il bimbo di sempre.
Ma in nessun caso siamo riusciti a riscostruire il possibile motivo scatenante, o l’episodio durante il giorno che le possa aver generate.
Ovviamente non pretendiamo di avere tutta la situazione sotto mano, visto che buona parte della giornata la trascorre al nido, tuttavia ci tenevo a ribadire che queste crisi si son presentate in una fase in cui il bimbo era accudito da entrambi i genitori, tutto il giorno, e quando io ancora risucivo a prenderlo in braccio, cullarlo e ninnarlo (ora questo accade sempre meno per via della pancia che cresce).
Le crisi ci sono ancora adesso che la situazione è lievemente cambiata e per assurdo avrei anche potuto capire una sua reazione in questo periodo in cui, con qualche contrazione in più e qualche relativa mia preoccupazione per l’arrivo della sorellina, non lo prendo più in braccio, e non lo riesco ad addormentare se non sdraiata sul divano o sul lettone, o anche per il rientro al nido.
Il pediatra ci ha detto che è normale e di stare tranquilli che passerà.
Lei che cosa ci suggerisce?
Grazie, a presto.
Alessandra
Barbara, non è una questione di lettino , ma di ambiente psicologico!!
Ma tu sei suufficiente intelligente per capirlo, ma non vuoi ammetterlo. La “colpa” , se si vuole parlare di colpa è tua, ma io interpreto queste apparenti difficoltà come momenti bellissimi e straordinariamente veri e naturali di un rapporto fra una mamma dalle grandi capacità affettive ed un bimbo che le apprezza molto e che le pretenderebbe sempre
Giuseppe Ferrari
Federica ,
certo che il tuo bambino avverte i profondi cambiamenti che ti riguardano. E non sei contenta. Tutte le sue manifestazione sono il segnale del suo grande e naturale amore per la sua mamma. Affronta questo periodo con serenità e non con il timore di non essere all’altezza del tuo ruolo di madre. Lo sei… e come , per questo lui fa tutte quelle scene. Ma anche questi comportamenti hanno un profondo significato per la sua crescita. Sii contenta della tua nuova gravidanza e quando sarà nato ilo secondogenito/a LUI sarà ancora più arrabbiato e geloso. Ma così è la vita. Vivila con serenità. Tra un po’ non sarete più in tre ma in quattro e sarà ancora più bello.
Giuseppe Ferrari
Caro Marco, non vorrei sembrarti superficiale, ma detto tra noi “dagli specialisti mi guardi Iddio…..”. Io sono ormai vecchio e da poche parole capisco di che pasta sono fatte le persone. Mi sembra che tuo figlio sia in buone mani .. le vostre mani , anche se quelle della moglie sono un po’ ansiose!! Il pavor nocturnus sono le ansie della vita che affiorano di notte ed io lo interpreto in modo positivo perchè sono reazioni che dimostrano la non passività del bambino nei riguardi della vita. Non a caso il pavor nocturnus è più frequente nei bambini più sensibili ed intelligenti.
Spero di sentirti ancora ed auguri.
Giuseppe Ferrari
Lorenza,
no il pavor nocturnus non è la spia di nessun problema da grande, ma la quasi certezza che sarà una persona intelligente. Non è detto che questo non sia un problema!!?? Dalle tue parole, istintivamente, mi sembra che tu sia una mamma molto dolce. Continua così anche con l’aiuto di tuo marito. Brava.
Giuseppe Ferrari
Alessandra,
non posso che suggerire quello che ti ha detto la pediatra. Ma vorrei soffermarmi sulla tua lettera che mi sembra scritta da una donna straordinariamente serena e consapevole. Quando vedo delle lettere lunghe confesso di affrontarle con un po di timore, invece ho letto la tua con piacere per la sua scorrevolezza, per la semplicità del modo di esporre e per l’equilibrio con cui hai affrontato gli argomenti. Il tuo bimbo cresce ed è anche attento; reagisce alla vita con qualche risveglio notturno , ma è naturale. E quando nascerà il secondo genito questi suoi comportamenti si accentueranno, ma lo capisco, gli sarà difficile condividere con un intruso una mamma ed un papà così dolci ed attenti al loro ruolo di genitori.
Giuseppe Ferrari
caro dottore, sono una mamma spaventatissima per quello che sta accadendo a mio figlio lorenzo di 11 anni. Tutto è iniziato questa estate con un mal di pancia e diarrea avuta da mia figlio una notte, da allora a iniziato ad avere paura della sera in quanto era convinto che non avrebbe dormito per il mal di pancia. Poi dopo un pò di giorni diceva di sentirsi agitato e a volte gli veniva da piangere(specie se io non c’ero) senza alcun motivo apparente. Io e mio marito parlandoci abbiamo creduto che fosse spaventato da un esame che doveva fare per entrare al conservatori, in quanto lui diceva di sentirsi cosi quando appunto pensava a questo esame, perchè aveva paura di non prendere un bel voto (cosa che lui voleva) mentre il papà gli spiegava che non importava quale voto avesse preso, ma che doveva stare tranquillo perchè comunque fosse andata non era nulla di grave. Fatto l’esame (superato) speravo si tranquilizzasse, infatti per un pò sembrava più tranquillo però quando arrivava si risentiva un po agitato e voleva stare con me.Ora con l’inizio della scuola media, con stare con i suoi vecchi amici io speravo che ritornasse sereno e che queste paure passassero, invece lui ha paura di andare a scuola perchè ha il terrore che quando torni io e il papà non ci siamo e lui non saprebbe che fare. Le premetto che io e mio marito non lo abbiamo mai lasciato solo. Interrogando mio figlio per cercare di capire sono venuta a conoscenza che la prima volta che si è sentito così agitato è stato quando è andato al campo scuola in primavera, lui mi ha raccontato che il giorno stava bene ma la notte non è riuscito a dormire e aveva paura che quando tornava a casa io e il padre non c’eravamo più. In più l’ultimo giorno di campo scuola è stato per lui traumatizzante in quanto è stato punito insieme ai suoi compagni dalla maestra per un qualcosa che lui non aveva fatto, in più è stato mortificato e impaurito dalla maestra con minacce tanto da fare il viaggio di tre ore tutto piangendo di continuo, quando è sceso dal pulman io mi sono accorta che era sconvolto, la sera mi ha spiegato tutto e dopo aver pianto ancora ho dovuto fargli una camomilla perchè diceva di sentirsi un peso alla bocca dello stomaco e la notte ha voluto dormire nel lettone con me e mio marito, le premetto che lui non ha mai avuto problemi nel dormire nel suo letto. Dopo un po di giorni sembrava essere tutto passato. Però adesso mi chiedo se tutte queste paure di stare lontano da noi non siano dovute a questa esperienza. Io ho tanta paura perchè mio figlio prima non era per niente cosi insicuro e impaurito e adesso si sta chiudendo, vedo che comincia ad essere a disagio in qualsiasi cosa, anche stare con qli amici e andare a scuola è per lui uno stress emotivo, in quanto quando è da solo non riesce a dominare queste ansie ed in più dice che ha paura che questo malessere non gli passi. Io a differenza di mio marito sono molto spaventata(anche se al bambino non lo faccio vedere) e non so come fare ad aiutarlo, quando piange a me si spezza il cuore perchè non voglio che mio figli si senta così impaurito, ho tanta paura cosa devo fare? io dico a mio figlio di non avere paura, che è normale alla sua età avere delle paure, che io e il papà riusciremo ad aiutarlo e che crescendo riuscirà a diventare più forte,ma adesso come devo fare ad aiutarlo, anch’io mi rendo conto che da sola non c’è la faccio ho bisogno di un suo consiglio.
Gentilissimo Dr. Ferrari,
La ringrazio di cuore della Sua risposta che mi ha dato un po’ una scrollata. Ora che è finito il terzo mese di gravidanza e mi sento fisicamente meglio, ho recuperato energie fisiche e mentali e soprattutto serenità, come scrive giustamente Lei, ed effettivamente il bambino dorme meglio.
Mi rendo conto che non giova a nulla la paura di non essere più all’altezza della situazione con l’arrivo del secondogenito, giustamente sarà un momento di crescita per mamma, papà e primogenito.
Cordiali saluti,
Federica
Buongiorno Dott. mi chiamo Vanessa sono una mamma di un bimbo di 2 anni e 5 mesi. Da 10 giorni il bimbo si sveglia la notte piangendo spaventato e non vuole essere avvicinato ne toccato, e non so come calmarlo fino a quando in qualche modo non si clama da solo e si avvicina a me, ma questo accade dopo circa un’ora di prove estenuanti a stargli vicino… chiede l’acqua e non la beve, vuole me ma non vuole essere toccato, poi mi dice che sono brutta e devo andare via… non so se rirelabora le cose che gli accadono il giorno e la notte le tira fuori con questa aggressività… eppure lo rimprovero come farebbe ogni madre credo… vorrei avere consigli su come calmarlo, come placare questi suoi incubi…grazie infinite Vanessa
Tiziana,
hai la “fortuna/sfortuna “di avere un figlio molto intelligente, molto sensibile , molto responsabile ……. e molto figlio unico (non me lo dici ma penso che sia così ). Purtroppo per la ennesima volta deve dire che mi sembra che la “colpa” di questo stato di cose sia la mamma, quindi TU (perdonami , ma io sono solito parlare chiaro, senza mezzi termini). Perché TU continui a dirgli di non avere paura?? Mi sembra quasi che tu tema che la smetta di “avere paura” e quindi non debba più” avere bisogno di te”. Per fortuna tuo marito mi sembra più sereno . Mentre tu dici di essere spaventata , ma che non lo fai vedere al bambino e poi continui a dirgli di non avere paura. Insomma il problema sei tu. Medita su quanto ti ho detto ed esamina, se riesci a farlo, serenamente il tuo comportamento. Se, come temo, purtroppo questa mia risposta non ti soddisferà, anzi forse ti farà arrabbiare, rivolgiti ad un bravo neuropsichiatra infantile che ti saprà aiutare e che, se le cose stanno veramente come mi hai narrato, penso non possa darti un parere molto diverso dal mio. Se invece concordi con me , scrivimi pure, sarò ben lieto di aiutarti
Giuseppe Ferrari
Gentilissimo dottor Ferrari, la ringrazio della sua risposta, non sono arrabbiata di quanto lei ha detto, perchè anch’io mi sono posta il problema se la colpa fosse mia, devo raccontarle che quattro anni fa mio figlio Lorenzo ha avuto un incidente stradale e da allora io l’ho forse protetto un pò troppo e gli ho trasmesso le mie paure. Lui non è figlio unico, ha un fratello di 16 anni che stravede per lui, sono molto uniti ma anche molto diversi, Luca è stato un bambino vivace e giocherellone, mentre Lorenzo è stato sempre un piccolo ometto, anche se vivace come il fratello. Ora, ha paura di andare a scuola, tutti i giorni mi chiama che stà male ed io e mio marito stiamo cercando di aiutarlo a superare queste paure. Ma spesso dobbiamo riprenderlo prima perchè lui non ci riesce. Domani abbiamo il primo appuntamento con il neuropsichiatra infantile e spero che aiuti mio figlio a tornare il bambino sereno che era. Il nostro amico psicologo mi ha detto le sue stesse parole, e cioè che stò pagando il fatto di avere un figlio più inteligente e sensibile del solito.Io VOGLIO che mio figlio smetta di avere paura perchè voglio che si stacchi da me e viva la sua vita serenamente. Io lo amo molto, come del resto entrambi i miei figli e farei qualsiasi cosa per loro, e quello che voglio di più e che loro siano liberi e felici di vivere la loro vita, però è vero che sono stata una mamma ansiosa e paurosa, perchè se loro stanno bene e sono felici io sto bene, altrimenti entro in panico.
La ringrazio della sua risposta che mi ha chiarito alcune cose.
Tiziana
Gentilissimo dottor Ferrari
oggi io e mio marito con mio figlio Lorenzo siamo stati ad un primo colloquio con il neuropsichiatra infantile, le devo dire che l’incontro non ci ha per niente soddisfatto, in quanto si è limitato ha farci un sacco di domande e non ci ha chiarito nulla. Ci ha detto che ne discuteremo con altri dottori e dopo aver parlato con noi decideranno il da farsi, ma quello che spaventa di più sia me che mio marito, che se necessario potrebbero prescrivere a nostro figlio un antidepressivo per calmare questa ansia, che non gli permette di stare tranquillo a scuola, per rafforzarlo. Io non vorrei dare a mio figlio dei farmaci, e vorrei sapere il suo parere ed avere un suo aiuto.
Mio figlio non vuole più tornarci perchè ha detto che dopo questo colloquio si sentiva male come quando è a scuola, e che gli piace parlare di più con un nostro amico psicologo, perchè lo mette più a suo agio. Ora io e mio marito non sappiamo cosa fare, se dare retta al nostro medico di famiglia e continuare ad andare avanti con il neuro psichiatra infantile, o continuare a farlo parlare con lo psicologo una volta a settimana senza dare medicinali e cercando di fargli passare le sue paure affrontandole. Aspetto con ansia il suo aiuto. Mi sono scordata di
dirle che il psicologo e anche il neuropsichiatra mi hanno detto che mio figlio non ha la depressione, ma è depresso perchè l’ansia e le paure non lo fanno vivere sereno.
Volevo anche chiederle, se per lei il problema sono io, cosa devo fare e modificare nel mio comportamento per aiutare mio figlio?
Aspetto con ansia il suo parere.
Gent. professore,
buongiorno, sono Stefania,mamma di un bimbo di quattro anni e sette mesi,Andrea.
Andrea non e’ mai stato un gran dormiglione,ed anche il pisolino pomeridiano,l’ha abbandonato prestino….sui due anni appena passati circa…Ora abbiamo anche problemi notturni.
Premetto che l’errore iniziale e’ stato mio…Quando era neonato ha sempre dormito in camera nostra….fino a circa i tre anni,nel lettone con noi,ora,da un anno a questa parte,piu’ o meno,stiamo cercando di abituarlo in camera sua ma,non c’e’ una notte che passi tranquilla…Si sveglia almeno due volte a notte,una dopo le tre sonno (pochissime volte e’ capiato anche prima) e una verso le cinque…comincia prima a lamentarsi un pochino,poi a piangere,infine a chiamare la mamma continuamente….abbiamo provato in tutte le maniere,metodi dolci e comprensivi,andando da lui,consolarlo, farlo riaddormentare….ma appena torno in camera mia…zac lui si risveglia e ricomincia….sia con metodi un po’ piu’ duri…lasciandolo piangere e ascoltandolo senza andare da lui…le sue frasi tipiche sono:voglio la mamma,non voglio star da solo,HO PAURA,non riesco dormire….Andrea in camera sua,come pure in camera nostra e nel bagno (la nostra casa e’ molto piccola quindi le camere sono molto vicine)ci sono lucine che illuminano,lui ha torcia e faretto,pupazzo di peluche,e tutto ci’ che ne consegue….continuo a parlarne con lui arassicurarlo…ultimamente mio marito ha voluto metterlo in castigo,quindi vietata tv….ma nulla da fare….ogni notte e’ sempre lo stesso….
Come devo comportarmi?Dolcemente o in maniera piu’ dura?
Ho il terrore che tutto cio’ gravi sulla sua psyche…Aggiungo che Andrea e’ un bambino un po’ chiuso,nel senso lui ha bisogno dei sui tempi, anche con gli altri bimbi,lui osserva molto prima,studia..e poi si lascia andare…all’asilo e’ tranquillo,anche se dice che continua a non piacergli molto,ed e’ un bimbo molto sensibile..
La ringrazio infinitamente.
Cordiali saluti
Stefania
Stefania ,
apprezzo molto le mamme che hanno il coraggio e l’onestà intellettuale di ammettere che hanno sbagliato. Brava. Tuttavia questo piccolo errore che hai commesso, anche se io non lo considero un errore , ma anzi una bella dimostrazione di amore verso vostro figlio, porta alle conseguenze che mi descrivi. Purtroppo hai commesso il secondo errore di mandarlo a dormire da solo (soprattutto se è un bambino sensibile). Il terzo errore è pensare che noi adulti abbiamo il diritto di imporre ai bambini le nostre scelte , non è così!! A questo punto la soluzione sarebbe di riportalo a dormire con voi. Non saprei cosa altro consigliare (assolutamente non dare farmaci!!!), quando sarà lui a decidere di dormire da solo ( penso verso i 6 anni) tutto ritornerà tranquillo.
Giuseppe Ferrari
Tiziana,
sono contento che tu mi abbia risposto. Perdonami la presunzione , ma penso che abbiamo cominciato a fare i primi passi nella direzione giusta. Lasciamo perdere il neuropsichiatra infantile ( non è sempre facile trovarne uno giusto). Invece mi piace lo psicologo (che è anche professionalmente più idoneo). Il tuo giovanotto (siamo alle soglie dalla adolescenza) ha bisogno di grande sicurezza e serenità, quindi non complichiamogli ulteriormente la vita. Purtroppo personalmente non posso esserti molto utile , dati i limiti di una rubrica come questa, infatti bisognerebbe guardare negli occhi le persone quando si parla di problemi psicologici, tuttavia essendo ormai vecchio del mestiere riesco ad intuire le situazioni dalle parole che mi scrivono la mamme. Tienimi informato
Giuseppe Ferrari
Vanessa ,
se segui questa rubrica avrai visto che il tuo bambino presenta il fenomeno del tutto normale di un “pavor nocturnus”. Anzi è talmente precisio nei suoi sintomi che direi che si potrebbe utilizzare quanto mi scrivi per illustrare agli studenti di medicina questo comportamento di un bambino. Come avrai letto è un indice di progresso intellettuale del bambino. Come ti comporti va benissimo, continua a farlo ma sappi che lui continuerà a comportarsi come sta facendo. Io penso che questo fenomeno sia più evidente nei bambni più inelligenti e sensibili
Giuseppe Ferrari
Gentile dr. Ferrari,
mi faccio di nuovo sentire perchè ho seguito i suoi consigli (vedi ns corrispondenza del 22/23 settembre) e vorrei raccontarle cosa è successo in questo mese.
Quando le scrissi gli orari di sonno erano quelli che io cercavo di favorire e, anche se ogni tanto forzavo un po’ la mano (il pomeriggio), alla fine il bimbo era abbastanza regolare.
Adesso la giornata tipo è la seguente: il bimbo si sveglia più volte durante la notte (anche probabilmente a causa della tosse che lo sta assillando da circa 10 giorni) e per addormentarsi di nuovo reclama il seno. Fin qui tutto bene se non fosse che per addormentarsi impiega circa un’ora: il bimbo durante questo tempo dorme (russa anche!) ma come provo a staccarlo dal seno si sveglia e piange. Ho provato con il biberon di camomilla o a cullarlo in braccio ma lui piange disperato fino a che io non lo attacco al mio seno.
La mattina lo sveglio intorno alle 7,30 per andare all’asilo e mi dispiace enormemente perché so che, come me, non ha dormito molto. All’asilo le educatrici mi assicurano che non dorme più di 20 minuti appena arrivato e che quando arriva alle 13 crolla dal sonno.
Alle 13,00 torno dal lavoro e passo a prenderlo all’asilo dove lui ha già mangiato e lo porto a casa dove in genere io pranzo. Dovrei dire che “vorrei pranzare” perché 9 volte su 10 non riesco a farlo in quanto il bambino comincia a lamentarsi perché vuole il seno per addormentarsi e inizia la stessa tiritera della notte: sta attaccato per un’ora a volte anche di più prima che riesca a staccarlo e spesso come provo a metterlo a letto si sveglia e reclama nuovamente il seno…
Ho provato a distrarlo con giochi di tutti i generi, ho perfino portato in casa un triciclo per farlo giocare ma niente: dopo un quarto d’ora lui vuole il seno nuovamente. Ho provato anche a lasciarlo piangere ma diventa impossibile fare qualsiasi cosa perchè lui mi si attacca alle gambe impedendomi anche di camminare. Quando è bel tempo cerco di portarlo fuori e per un po’ riesco a tamponare la situazione, a volte capita che si addormenta nel passeggino ma quando si torna a casa per la cena sono costretta a lasciarlo piangere per preparare la sua pappa.
Dopo cena si trastulla un po’ con suo padre che torna a casa alle otto e che spesso mangia con lui in braccio.
Per addormentarsi reclama il seno e come al solito sta attaccato dai 45 minuti all’ora intera.
Sicuramente le sembrerà un problema inesistente rispetto a qualli che si sarà trovato ad affrontare durante la sua carriera, ma io vorrei chiederle ugualmente consiglio.
Io sono veramente sfinita da questa situazione, ho anche dolore e ipersensibilità al seno visto che il bimbo più che succhiare mastica.
Inoltre non riesco a dormire più di 3 ore per notte, la mattina devo lavorare e non ho aiuti durante il giorno tranne che una volta alla settimana quando vengono i miei genitori.
La cosa strana è che quando il bimbo è con mia madre o con altre persone è tranquillo e gioca anche se deve essere preso in braccio molto spesso altrimenti piange; ma quando vede me sembra che vada in crisi d’astinenza e inizia a strofinarsi a me e a lamentarsi fino a quando non lo attacco al seno.
La prego, mi dia un consiglio, non sono una che si da per vinta tanto facilmente ma adesso non so veramente più che fare e ho paura di fare qualcosa che possa peggiorare la situazione.
Mi scuso della lunghezza della lettera e attendo la sua risposta.
Grazie
Barbara
Buongiorno prof. Ferrari
sono Stefania,la ringrazio per la cortese risposta.Non si preoccupi,non avevo nessuna intenzione di afidarmi ai farmaci,sono nettamente contraria…ero solo un po’ confusa…..
Da un paio di giorni,sto’ provando una nuova chiamiamola “strategia”.Ho parlato (cosa che comunque ho sempre fatto) con Andrea….insieme abbiamo stabilito che,quando si sveglia durante la notte,prende la sua piletta,senza problemi o pianti,viene dalla mamma ed insieme torniamo nel suo lettino e ci riaddormentiamo….poi anche al mattino presto,se si sveglia ancora viene nel lettone…
La cosa sembrerebbe funzionare e cosa piu’ importante,lui e’ molto piu’ sereno nell’affrontare il momento dell’andare a dormire…
Cosa ne pensa?
Grazie ancora e cordiali saluti.
Stefania
…volevo scrivere affidarmi!!!!!
Bocciata!Saluti a tutti.Stefania
Stefania,
brava (ma non ne avevo dubbi) Hai scelto la strategia giusta. Hai dato al tuo bimbo la possibilità di esercitare la sua autonomia. E stai ottenendo dei risultati. I nostri bambini non sono dei rompiscatole, vogliono solo essere coinvolti e vogliono giustamente poter esprimere la loro volontà. Di nuovo brava.
Giuseppe Ferrari
Barbara
“La cosa strana è che quando il bimbo è con mia madre o con altre persone è tranquillo e gioca anche se deve essere preso in braccio molto spesso altrimenti piange; ma quando vede me sembra che vada in crisi d’astinenza e inizia a strofinarsi a me e a lamentarsi fino a quando non lo attacco al seno.”
Ho copiato integralmente le tue parole. Barbara tu non hai nessuna colpa, sei anche tu una delle vittime dell’allattamento al seno protratto. (che peraltro ha molti estimatori e che io non osteggio , ma che è necessario si sappia che può causare qualche problemino – quasi sempre il cattivo uso di tecniche o scoperte utili qualche guaio lo può causare) Più l’allattamento al seno viene protratto, più perde la sua funzione nutritiva e più acquista la funzione consolatoria. Non vorrei essere polemico, ma mi verrebbe voglia di dirti di rivolgerti a chi ti ha condotto fino a questo punto. Io non saprei cosa dirti, quando il seno diventa un meccanismo consolatorio diventa difficile toglierlo. Questa situazione era compatibile nei tempi passati, quando la donna non lavorava e poteva essere a disposizione del suo bambino 24 ore al giorno e per anni. Ma i tempi sono cambiati eppure ci sono ancora addetti ai lavori (e sono tanti) che non se ne sono accorti ed insistono per gli allattamenti al seno protratti. Mi spiace Barbara, non saprei dirti altro
Giuseppe Ferrari
Gentile Dr. Ferrari ,
grazie per la sua risposta. Purtroppo posso dare la colpa solo a me stessa. Ho avuto mio figlio a 40 anni dopo tanti anni di tentativi e quando è arrivato avevo grandi aspettative riguardo l’allattamento. Quando mio figlio è nato il latte non è arrivato subito e io ho lottato moltissimo per poter allattare in modo esclusivo sapendo l’importanza del latte materno. Ho iniziato con un’aggiunta di artificiale ma per mesi ho usato il tiralatte tra una poppata e l’altra, persino la notte quando il mio angioletto dormiva 8 ore di fila senza svegliarsi, io mi alzavo per tirarmi il latte che poi conservavo per la sera quando il mio latte scarseggiava. Tutto questo con tanto di quell’orgoglio che non sentivo la fatica. Ho sempre avuto nei suoi confronti la sensazione di poter fare di più e per questo forse sono stata, e sono anche ora, molto permissiva con lui: semplicemente non riesco a negargli la poppata.
Adesso però capisco che si tratta di “vizietto” e vorrei liberarmi ma non so in che modo. Alcuni mi suggeriscono di mettere del sale sul seno per disabituare il piccolo senza grossi traumi altri mi dicono di lasciarlo piangere anche per ore se necessario. Io vorrei solo che il distacco fosse il più naturale e meno traumatico possibile… sono disposta a mantenere la poppata della sera che rappresenta per lui un mezzo di rilassamento molto efficace, ma durante il giorno cosa faccio?
Grazie ancora per la sua grande disponibilità.
Barbara
Gent.mo Dott. Ferrari,
sono la mamma di Sofia (2 anni e mezzo); una mamma fortunata, perchè la mia meravigliosa bimba è sana, allegra, vivace ed intelligente. Le scrivo per ringraziarla di mettere a disposizione di noi genitori la sua esperienza e saggezza. Sofia ha sempre dormito poco e dall’età di 2 anni, quando sembrava iniziare a dormire un po’ di più, ha iniziato ad avere problemi di pavor. Dopo l’ennesima crisi, alle 3 di notte, sono venuta al computer in cerca di risposte.. e finalmente le ho trovate. Parole semplici, chiare ma ricche di affetto, che mi hanno dato una nuova carica per affrontare i molti risvegli notturni della piccola, con la consapevolezza che insieme (lei, io ed il papà) possiamo risolvere questa difficoltà, che non è soltanto sua. Ho sofferto molto per quei “vai via !!” notturni, un rifiuto che mi ha angosciato e mi ha fatto sentire colpevole di non sapergli stare accanto, di non saperla aiutare. Rifiuto che mi aveva reso via via più distaccata, ed un po’ arrabbiata, frustrata. Non le nascondo (anche se forse sembrerò matta - o forse un po’ lo sono ! ) che mi sono stampata tutte le pagine delle sue risposte, evidenziando i passaggi nei quali riconosco un “messaggio” per noi, e le uso come “aiuto” per affrontare i momenti più difficili, quando mi sento un po’ scoraggiata. Quello che più mi colpisce nelle sue parole (franche, dirette, precise) è sopratutto che sono guidate dall’amore che traspare per i nostri figli. Tutti. Lei, prima di essere un favoloso pediatra, è veramente una persona di cuore. Grazie ancora. Saluti. Lisa
Barbara,
lascia perdere le varie “crudeltà” che ti hanno suggerito. Ora che mi hai raccontato bene la tua storia, ti consiglio di continuare come stai facendo. Ho capito lo spirito e l’amore per il tuo bambino che ti ha portato fino a questo punto. Apprezzo molto le mamme come te , apprezzo di meno chi ti ha condotto fino a questo punto. Ma ormai ci siamo e dobbiamo continuare. Non durerà ancora a lungo. Ma deve essere tuo figlio a darti il segnale di finirla. Ma deve essere lui a deciderlo, altrimenti complicheremo di più la situazione. Pazienza ed amore. Ma mi sembra che a te queste cose non manchino. Auguri .
Giuseppe Ferrari
Lisa,
grazie per le tue belle parole. Parole come le tue mi sono di molto aiuto nel portare avanti questa mia rubrica.
Di nuovo grazie
Giuseppe Ferrari
Caro dott.Ferrari,
abbiamo un bambino che compie 5 anni a gennaio.
Da un anno circa, quando ha la febbre alta ( 39 - 39,5 ), alcune volte, gli viene un tremore che coinvolge tutto il corpo: dura circa 30 secondi e poi passa. Ne abbiamo parlato con la pdf e ci ha sempre detto che era una cosa del tutto normale ( quando si ha la febbre può capitare ).
E fin qui tutto ok.
Una volta a giugno e una volta a settembre, invece, gli stessi tremori gli sono venuti in assenza di febbre durante il sonno. In questo caso la pdf ci ha consigliato un ECG da addormentato. L’ ha fatto! Le conclusioni del referto dicono che ci sono anomalie epilettiformi sulle regioni temporali di sinistra e perciò sarebbe stata necessaria anche una visita neuropsichiatrica.
Gli abbiamo fatto fare anche quella! ( Anche se l’ hanno fatta più a noi genitori che al bambino ). Alla fine, gli episodi descritti non sembrano di chiara natura epilettica, tuttavia le anomalie ECG nelle regioni temporali di sinistra suggeriscono di approfondire gli accertamenti con l’ esecuzione di una risonanza magnetica encefalo sotto anestesia.
Il bambino è uno come tanti altri della sua età: vivace, tranquillo, allegro, intelligente, forse un po’ troppo sensibile per la sua età.
I tempi di attesa per la RM sono lunghi, si parla per gennaio, ma noi stiamo facendo in modo per fargliela fare prima.
Ci hanno anche detto che gli episodi di tremore potrebbero anche non avere alcuna attinenza con l’ epilessia ma il bambino potrebbe essere predisposto. Non ci hanno detto niente di più perchè vogliono vederci chiaro con la RM.
Lei cosa ne pensa?
Caro dott. Ferrari mi risponda, siamo tanto preoccupati per il nostro amato bimbo.
La ringrazio infinitamente.
Gentilissimo dottor Ferrari, sono la mamma di una bimba di tredici mesi. Da circa un mese, e più precisamente dal 29 settembre (giorno in cui abbiamo fatto la terza dose di esavalente e il vaccino morbillo-rosolia-parotite), la mia bimba si sveglia una o due volte per notte, piangendo come una disperata (cosa che non ha mai fatto). La prendiamo in braccio, la coccoliamo un po’….a volte basta, altre volte continua a piangere. Quando cerchiamo di rimetterla nel lettino urla e si aggrappa che non vuole staccarsi. Questo succede nel peggiore dei casi…Altre volte invece, la rimettiamo nel lettino, rugna un po’ per riaddormentarsi ma poi ce l’ha fà!
Non sappiamo cosa possa turbarla…frequenta il nido al mattino da inizio settembre, ma va molto volentieri e raramente piange quando la lasciamo (è successo una sola settimana che non stava troppo bene, aveva un po’ di influenza intestinale). Al pomeriggio sta col nonno o col papà. E’ una bimba che mangia volentieri e piange molto poco…è coccolona e molto dolce.
Lei cosa ne pensa? Cosa c’è che può turbarla?
Non sappiamo proprio come aiutarla…
Tonia,
temo di non esserti di grande aiuto, dal momento che per alcune situazioni bisogna approfondire conoscendo (per esempio come è stato il parto ? che Apgar – il voto- ha avuto?) e vedendo il bambino. Tuttavia posso dirti alcune cose : 1) la lettura di un EEG non è sempre facile e quindi sicura , specie se si tratta di un bambino 2) non devi meravigliarti se i neuropsichiatri infantili si sono più occupati di voi genitori. La loro preparazione professionale è in genere più “psichiatrica”che “neurologica” 3) è giusto nella incertezza eseguire la Risonanza 4) a Risonanza eseguita, rivolgiti ad un neurologo. 5) molto volte le anomalie riscontrate all’EEG in un bambino non sono significative (anche se nel vostro caso è giusto tenere in considerazione i sintomi che il bambino presenta)
Tienimi informato
Giuseppe Ferrari
Isabella ,
la vostra bambina non ha bisogno di nessun aiuto, sta semplicemente crescendo e sta entrando nella vita ; in altre parole non è più una bambolina che dove la mettevi, stava. Come state facendo voi , va molto bene , circondatela di affetto e dolcezza , coccolatela. Ha la fortuna di avere due bravi genitori che hanno solo il “piccolo difetto” di non avere realizzato che ogni giorno che passa la loro bambina è impegnata nella grande sfida di conoscere il mondo , e questo rappresenta per lei come per tutti i bambini un impegno notevole, pieno di soddisfazioni ma anche di frustrazioni. Quando le hanno “bucato ” il sederino o quando la lasciate al nido (nonostante quello che pensate voi) o quando la mamma scompare per tutto il giorno, per la bimba sono momenti e motivi di frustrazione. Ma questa è la vita. E’ dover degli adulti addolcire queste inevitabili contrarietà, dandogli sicurezza ed affetto. E mi sembra che questo voi lo state facendo.
Giuseppe Ferrari
Gentile Dott.Ferrari, sono Mariangela, mamma di Nicolò di 2 anni. Sospetto che mio figlio soffra di pavor nocturnus ma i sintomi sono un pò particolari per cui sono qui a chiederle cortesemente conferma.
Da un paio di mesi, pur in perfetta salute, ogni due o tre settimane, si sveglia una volta nella notte piangendo e tossendo, seduto sul lettino. Mi avvicino a lui per capire che succede e offrendogli il ciuccio, che usa che prendere sonno, ma lo rifiuta e continua a tossire quasi come se avesse bisogno di vomitare. Allora lo prendo in braccio, ogni volta convinta che veramente sia sul punto di vomitare, perchè si contrae e si sforza di tossire come se avesse dei conati di vomito. Gli parlo ma non mi dice molto perchè piange e contrae lo stomaco. Mi allontano dalla sua camera, tenendolo in braccio, per vedere se è vomito o cosa. Giro un pò per la casa nella penombra ma non si calma, a volte si dimena a tale punto che ho difficoltà persino a tenerlo in braccio. Solo dopo circa dieci minuti, parlandogli un pochino con calma all’orecchio, camminando e tenendolo stretto, capisco che tutto questo non ha nulla a che vedere con un problema di stomaco, perchè lentamente si tranquillizza, smette di simulare quegli sforzi di tosse, accetta il ciuccio e si addormenta sulla mia spalla in un minuto.
Dottore, per favore mi dica cosa ne pensa e se c’è qualcosa che posso fare.
Grazie di cuore
Gent.le Dott. Ferrari,
ho letto i suo libro che tengo vicino al comodino e ogni tanto sfoglio in cerca di qualche consiglio…e mi è molto utile. So che Lei è contrario a togliere il ciuccio al bambino se non è lui stesso a dimostrare di essere pronto a farlo, ma io Le chiedo ugualmente un parere su mio figlio. Matteo ha 2 anni e 10 mesi e contrariamente a quanto si dice (ossia che intorno ai 3 anni tendenzialmente i bimbi abbandonano il ciuccio spontaneamente), lui ci si sta attaccando ancora di più. Prima lo prendeva solo per dormire, ma da quando siamo tornati dalle ferie estive e lui è tornato all’asilo nido (dove va volentieri) ha iniziato a chiedere il ciuccio ogni volta che torna a casa da scuola, non lo molla neanche per mangiare. Ci rinuncia solo quando giochiamo insieme o usciamo tutti e tre insieme. Da una parte l’ho assecondato perchè mi rendo conto che per lui deve essere comunque dura stare lontano dai genitori così tante ore al giorno (è al nido dalle 9.15 alle 18.00) e che cerca un po’ di conforto. Inoltre come può ben immaginare, al ritorno a casa ci sono così tante cose da fare: preparare la cena, stendere i panni etc e per un po’ si accontenta di vedere un cartone fino a quando non ceniamo tutti insieme. Perciò io mi rendo assolutamente conto che togliergli il ciuccio sarebbe una crudeltà, ma d’altra parte temo che la sua bocca si rovini e che crescendo non riuscirà più a staccarsi…Che metodo mi consiglia di usare per tornare almeno a farglielo usare solo la notte per dormire?Io per quanto mi è possibile cerco di essere presente, di fare cose insieme a lui, di giocare, di coccolarlo, tanto che sto vicino a lui fino a quando non si addormenta e sacrifico tutte le mie serate (non posso mai vedere un film o mettermi a chiacchierare con mio marito) così visto che c’impiega anche un’ora ad addormentarsi e non vuole andare a letto prima delle 10.00! (perciò si addormenata alle 11.00!!!) Mi dia per piacere un consiglio! Grazie 1000 in anticipo.
Sonia
Mariangela,
le lettere come la tua mi riempiono di gioia per due motivi :
1) hai fatto una diagnosi giusta 2) e più importante, hai assunto il giusto comportamento.
Sei molto brava continua così. Non si potrebbe fare di meglio. Il tempo farà passare tutto.
Giuseppe Ferrari
Sonia,
inizio a risponderti citando le tue parole” Ci rinuncia solo quando giochiamo insieme o usciamo tutti e tre insieme.” E’ molto significativo quello che dici! Tu mi sembri una mamma molto attenta , equilibrata, serena e disponibile ( pur con tutti i normali problemi di una mamma che lavora), per quale motivo vuoi diventare una mamma prevaricatrice? Perché vorresti che prenda solo il ciuccio di notte , se ha bisogno di consolazione anche durante il giorno? Perché di giorno deve rinunciare alla sua pacificazione e di notte invece deve averla (forse perché se dorme puoi dormire anche tu? Non ti sembra un involontario atteggiamento egoistico?). Lascia che sia lui ad abbandonare il ciuccio. Lo farà quando non ne avrà più bisogno. E poi ha incominciato ad andare all’asilo!! Per finire, se conosci il mio libro sai cosa ne penso della leggenda metropolitana sulle eventuali temporanee modificazioni dell’arcata dentale (ne parlo anche nel mio blog)!!!
Giuseppe Ferrari
Gentile Dottor Ferrari. abbiamo un bambino di 8 anni, che e’ molto impegnato sia a livello sportivo che scolastico, ( vorrebbe essere sempre il migliore, il primo )e’ capitato nell’ultimo anno solo due o tre volte di svegliarsi nella prima fase del sonno con terrore agitazione parole confuse ed urlare terrorizzato .Abbiamo constatato che e’ capitato in occasione di leggeri stati febbrili o di catarro, comunque non in condizioni fisiche perfette. Le premetto che mia moglie e’ molto esigente a livello scolastico e vorrebbe che il bambino vada sempre bene e lo assilla con i compiti alcune volte esagerando.potrebbero essere queste situazioni entrambi responsabili di tale comportamento?
grazie per la risposta cordiali saluti
Giancarlo,
di solito sono totalmente dalla parte dei bambini, ma in questo caso non mi sento di criticare il comportamento di tua moglie. Educare un bambino oggi inculcandogli il senso del dovere mi sembra un atto degno di grande rispetto e stima. Forse si paga ora un piccolo ed insignificante tributo (il pavor nocturnuss- peraltro molto raro ed in genere, se ho capito bene, secondario a momenti di malessere fisico) per avere domani un uomo di eccellenti qualità. Ho solo un piccolo timore :la “sindrome del figlio unico”. E’ lunga da spiegare , se vi interessa vi invito a leggere il capitolo relativo sul mio manuale “Il bambino felice” De Agostini.
Di voi penso che siate degli ottimi genitori. Bravi!
Giuseppe Ferrari
Gentilissimo Dott. Ferrari, sono la mamma di un bimbo di 8 mesi, nato dopo un parto rapido ma complicato (cordone corto e lieve sproporzione feto-pelvica), che non sono riuscita ahimè ad allattare al seno (avevo latte ma lui non si attaccava) e che soffre da sempre di reflusso (è in cura con lansoprazolo). Recentemente gli è stata diagnosticata una probabile (non risulta dalle analisi ma diciamo dal quadro clinico) intolleranza alle proteine del latte vaccino, per cui niente formaggi e beve latte d’asina (che gradisce moltissimo contrariamente a quei latti idrolisati di origine chimica che detestava e rifiutava nettamente). Ha avuto proprio nei giorni passati l’influenza virale nuova (la c.d. australiana), dalla quale è appena guarito. In questo quadro, curiosamente, proprio dopo la guarigione ha cominciato a svegliarsi 4-5 volte la notte urlando disperato. Se lo prende mio marito non si calma, se lo prendo io si calma ma non sempre e comunque vorrebbe sempre che io camminassi e se mi fermo con lui in braccio piange di nuovo. A volte riusciamo a farlo riaddormentare nel suo lettino, a volte piange di nuovo disperato appena lo mettiamo giù. Mangia ancora almeno una volta la notte.
A parte questo periodo post-influenzale anche in passato c’erano stati episodi di risvegli con grida disperate, che erano stati però attribuiti al reflusso (da cui l’eliminazione dei latticini), ma che curiosamente non rispondono a terapie rinforzate. Inoltre stanotte, che l’ho tenuto in braccio un’ora mentre dormiva, ho sentito che prima di scoppiare in un pianto dirotto ha cominciato come a singhiozzare. Possibile siano brutti sogni?
Io sono stata (e sono tuttora!) una gran sognatrice e spesso facevo orribili incubi. Potrebbe essere anche questo tratto ereditario?
Le aggiungo che è il mio primo figlio e non sono proprio una ragazzina (37 anni) e in più di recente in casa c’è stato un clima piuttosto teso per via di divergenze proprio circa la “gestione” del bimbo (cui io ritengo che mio marito collabori in modo superficiale). Il bimbo va al nido e pare molto contento (ora chiaramente manca da diversi giorni causa influenza).
Di giorno è allegro, vispo, parlotta molto, gattona e si tira persino in piedi, dimostrando di essere piuttosto “avanti” per la sua età.
Come immaginerà è straziante vederlo piangere così senza poter fare nulla per aiutarlo.
Grazie fin d’ora e saluti!
Gent.le Dott.Ferrari,
grazie per la Sua risposta. Farò sicuramente come mi consiglia Lei e aspetterò che si senta pronto ad abbandonare il ciuccio.
Lo sa anche cosa ho notato di nuovo in mio figlio? Prima mangiava da solo sia a scuola che a casa (mangia da solo già dai 16 mesi, per sua volontà non perchè lo abbia spinto io), mentre ora a casa vuole essere imboccato (invece a scuola continua a mangiare da solo). E’ come se a casa volesse essere coccolato di più forse perchè a scuola “deve” essere un bimbo grande mentre a casa può essere se stesso, cioè il nostro piccolino.
Che dice faccio bene ad assecondarlo? Inotre quest’estate ho fatto il tentativo di toglere il pannolino ma lui si è rifiutato categoricamente perciò ho lasciato perdere, perchè non volevo forzarlo. Ormai dovrò aspettare la prossima estate perchè con il caldo, si sa, è meglio. Avrà circa 3 anni e mezzo. Ritiene che vada bene come età? Non me la sento di costringerlo a farlo quando ancora non è pronto. Infatti a scuola alcuni bambini già fanno i bisognini nel water, ma lui mi dice: “io no, io nel pannolino!” Mi dica cosa ne pensa. grazie mille.
Sonia
Dolcissimo professore
vorrei prima di tutto ringraziarla per avermi reso la giornata più serena!
Ho letto tutti i suoi consigli in merito al pavor nocturnus e devo dire con grande sollievo che mi hanno rassicurato molto.
Ho un bimbo di 3 anni che da qualche settimana ha incubi notturni.
In due settimane è successo fortunatamente solo 2 volte e in concomitanza con un suo malessere, la prima volta aveva un infezione gengivale e la seconda era caduto tagliandosi sul mento.
E possibile che lo spavento e il malessere possano influire sul sonno e sul risveglio notturno?
Le manifestazioni notturne sono state simili in tutti e due i casi, pianto, occhi sbarrati, frasi farfugliate e sicuramente paura.
Inoltre, proprio in concomitanza con l’infezione del cavo orale ha abbandonato il ciuccio ricercandolo dopo qualche giorno.
Chiaramente io e il papà abbiamo approfittato del momento e non abbiamo ritenuto opportuno ridarglielo…..forse è stato un errore!!
Forse, e lei me lo confermerà, anche l’abbandono del ciuccio può aver causato gli incubi?
Sono una mamma ansiosa, e non le nascondo che quando si è verificato il primo episodio di “pavor”, ho cercato di trasmettere tranquillità e calma al mio tesoro per farlo riaddormentare, ma dopo ,per la MIA paura sono rimasta sveglia per più di 4 ore ad accarezzarlo e vegliare il suo sonno.
Grazie mille per aver messo a disposizione la sua esperienza a favore di mamme e papà…in “pena”!
Veronica
Gentilissimo Dottore
Mi chiamo Michela e sono la mamma di Aurora una bimba splendida che ha appena compiuto 2.
Ho letto le sue risposte alle lettere di mamme preoccupate come me e sono sicura che potrebbe essermi di grande aiuto.
Aurora è nata con un cesareo un pò in sofferenza attorcigliata al cordone ombelicale e priva di liquido amniotico.
Per i primi 4 mesi ha pianto tassimo giorno e notte, poi col tempo e con la conoscienza abbiamo imparato a capire meglio le sue neccessità (Problema di tutti i genitori inesperti).
E’ molto attaccata sia a me che al papà….. con lui riesce anche a fare la nanna…..Lo Adora nel vero senso della parola!
A giugno per esigenze lavorative ho iscritto la mia piccola all’asilo e insieme alle maestre abbiamo portato avanti un inserimento difficilissimo durato quasi 2 mesi per via delle sue reazioni( Arrivava a volte anche a vomitare dal pianto ) . La maestra mi aveva consigliato di andare via serena dall’asilo anche se la bimba urlava , avrebbero provveduto loro atranquillizzarla … diceva che era l’unico modo per staccarla dall’attaccamento che si era creato con me, forse un pò per via del fatto che la stavo ancora allattando. Dopo questo periodo un giorno improvvisamente Aurora è entrata all’asilo mi ha baciato e mi ha detto : ciao ciao mamma lavoro, Aurora asilo giocare ciao ciao
Le lascio immagginare la mia reazione e quella delle maestre che si erano ormai quasi rassegnate ad un’inserimento impossibile.
Poco meno di due mesi fà dopo vari tentativi graduali inutili ho allontanato la mia bimba dal mio seno con un NO categorico e non l’ha presa benissimo, o meglio ha pianto il primo giorno , anche il secondo ma poi pian piano le ho spiegato che la tettina della sua mamma aveva la bua e insieme abbiamo applicato dei cerottini sui cappezzoli. Così col cuore in mano sono riuscita ad allontanarla da questo suo pensiero fisso però non sono convinta di aver agito nel miglior modo. Ogni giorno mi coccolava il seno dicendo : ” Cara Cara mamma bua tetta no succhiare “e mi sorrideva intimidita.
Da allora ritengo sia trascorso molto tempo ma lei ha costantemente l’esigenza “CREDO” di avere il contatto … lo cerca e me lo chiede espressamente avvicinandosi e infilandomi la manina per accarezzarmi e appoggiando il suo viso al mio petto chiedendomi di abbracciarla così può posare nasino e bocca per baciarmi il petto.
E’ un periodo che stà poco bene sempre Virus dice il pediatra.
Forse un pò questo star male frequentemente la bimba reagisce con irrequitezza , tutto la infastidisce perfino giocare a volte.
La notte si sveglia spessissimo e vuole venire nel nostro letto così che infila subito le mani dentro la mia maglietta e rimane ore mentre dorme a palparmi, in alternativa ho notato che sempre mentre dorme si infila la manina sotto la sua ascella e si fruga da sola.
Già da un pò certe notti si sveglia all’improvviso urlando e si sbatte faciamo davvero fatica a tranquillizzarla.
Qualche giorno fà durante uno di questi episodi ma stavolta era sveglia mi ha quardato negli occhi con le mani sulla sua faccina e ha iniziato a sbattersi nel mio petto, ho provato a calmarla ma inutilmente le ho chiesto se sentiva qualche dolorino …. se era arrabbiata ma non mi ha risposto in merito. Dopo 15 minuti circa ha iniziato a calmarsi un pochino.
Questa mattina si è svegliata a urla e si sbatteva l’ho abbracciata forte rassicurandola che era con la sua mamma di stare tranquilla e ha risposto positivamente con la testa alla mia domanda “hai fatto un brutto sogno”, si è calmata dopo mezz’ora ed è rimasta irrecuieta tutta la mattina …… e oggi febbre non ne ha.
Mi scuso per essermi dilungata così tanto ma ho preferito descrivere accuratamente i particolari che forse pottrebbero essere utili per dare risposte più precise al caso.
Ringraziandola fin d’ora per la sua ttenzione la saluto cordialmente
Sarah,
sei stata abbastanza prodiga di informazioni , ma non mi hai detto se hai ripreso a lavorare. In assenza di questo particolare, ho l’impressione che tu sia piuttosto sola nella gestione del tuo bimbo. Non solo a causa dell’ apparente scarsa collaborazione del marito , ma anche degli “addetti ai lavori” (mi perdoni il tuo pediatra , ma personalmente considero con molto sospetto le diagnosi di intolleranze non documentate) non tanto perché incidono sulla salute del bambino (all’età del tuo bambino va bene anche il latte di asina) ma perché generano ansia nell’ambito famigliare, quando invece c’è bisogno di serenità. I disturbi che mi segnali sono attribuibili al reflusso (cosa c’entrano i latticini??) che si sommano al tuo stato di tensione . Il reflusso lo state curando, lo stato di tensione mi sembra che lo stiate alimentando.
Mi spiace di non poterti dire di più, ma siccome mi sembri una persona intelligente , spero che tu abbia capito cosa voglio dirti. Sei tu che hai bisogno di sentirti sicura e serena. Forza e coraggio1 Quando il tuo bimbo sarà più grande sorriderai al ricordo di questi problemi che ora ti sembrano irrisolvibili , ma che sono invece uno straordinario momento di crescita e di responsabilizzazione di una mamma di 37 anni e di un meraviglioso bambino. .
Giuseppe Ferrari
Veronica,
brava, sembri una mia allieva. Hai descritto chiaramente tutto quanto succede in caso di pavor nocturnus. Sei anche una mamma tenera e questo è uno straordinario regalo che fai quotidianamente al tuo bambino, ma perchè gli hai tolto il ciuccio????. Se conosci i miei scritti e la mia filosofia , saprai che considero un grave errore togliere il ciuccio ai bambini. Ridaglielo . Ne ha bisogno.Cerca di essere anche meno ansiosa (è più facile dirlo che farlo), ma prova . Pensando che non fai una cosa giusta per il tuo bimbo.
Giuseppe Ferrari
Sonia.
ho voluto trascrivere le tue parole “E’ come se a casa volesse esser
e coccolato di più forse perchè a scuola “deve” essere un bimbo grande mentre a casa può essere se stesso, cioè il nostro piccolino.” E’ così , forse qualche mio collega non sarà daccordo , ma io penso che i bambini nell’ambito dellaq famiglia abbain o diritto di sentirsi “i nostri piccolini”. A 3 anni e mezzo può essere l’età giusta per togliere ilo pannolino, ma non è obbligatorio che lo faccia.
Giuseppe Ferrari
La mia lettera è sparita ? Avrei voluto che la leggesse mio marito
Gentile Professore Ferrari,
ho letto tutti i messaggi precendenti sul pavor nocturnus e la ringrazio per le sue spiegazioni chiare e rassicuranti.
Le scrivo perché il mio bambino Jacopo di 10 mesi ha avuto un episodio molto simile a quello più volte descritto: dopo 2 ore dall’addormentamento ha cominciato a piangere disperatamente nel sonno, mantenendo gli occhi chiusi e contraendo i muscoli. Purtroppo nella mia inesperienza l’ho preso in braccio, cercando di svegliarlo per rassicurarlo. Ma nonostante i miei tentativi non apriva gli occhi e non interagiva con me nè con il babbo. Dopo circa 5 minuti si è svegliato ed era molto confuso e spaesato. Con dolcezza gli abbiamo parlato, lo abbiamo cullato e quindi nel giro di 10-15 minuti si è calmato e finalmente è riuscito a riaddormentarsi. La mattina successiva era il solito bimbo di sempre, sereno e tranquillo, come se non fosse successo niente.
Jacopo è un bimbo molto curioso e attento agli stimoli esterni e devo dire che la giornata precedente all’episodio era stata molto piena e probabilmente molto faticosa per lui.
Il sonno di Jacopo è sempre stato tranquillo, di solito si addormenta verso le 21.30-22 e dorme fino verso le 7-7.30. Se si sveglia durante la notte , bastano poche coccole per riaddormentarsi, mentre il risveglio del mattino è sempre molto tranquillo e gioioso e spesso lo troviamo nel suo lettino sveglio che gioca o che esplora con lo sguardo la sua cameretta, senza che ci abbiamo “chiamato”.
Leggendo le sue risposte, ho notato come il pavor fosse descritto in bambini un po’ più grandi e mi sono chiesta se l’episodio non avesse qualche altra origine. E’ possibile? Oppure può essere già una manifestazione di pavor?
Mi sono permessa di disturbarla perché come può immaginare io e mio marito ci siamo spaventati moltissimo.
Grazie mille fin da ora per l’attenzione e l’estrema disponibiltà.
Cordiali saluti e tanti auguri per questo Natale alle porte.
Laura
Gent.le Dott. Ferrari, mi chiamo Maria e ho una bimba di 21 mesi, da quando l’ abbiamo inscritta all’ asilo cioè ad ottobre 2008 sono iniziati i problemi la notte. Sarà forse una coincidenza, la bimba solo per una settimana si è fermata fino alle16.00 all’ asilo, ma poi le maestre mi hanno detto che la bimba non riusciva a dormire anche se era stanchissima così la settimana dopo ha iniziato a uscire subito dopo pranzo. La notte è una tragedia perchè appena si addormenta iniziano le crisi, inizia ad irrigidirsi tutta, sbatte le gambe , muove le braccia e le mani ed ora ha iniziato anche ad alzarsi sopra il letto, poi ha gli occhi sbarrati e alla fine di queste crisi piange e poi si riaddormenta subito. Ma durante la notte sono frequenti tipo 5/6 volte. L ho portata da un dottore all’ ospedale di Lucca specializzato in pediatria e neoropsichiatria infantile e ci ha consigliato di farle un elettroencefalogramma per escludere il peggio (crisi di epilessia), sto aspettando con pazienza il giorno dell’ esame. Dottore le volevo chiedere queste crisi da cosa sono causate e se c’è speranza che possano passare presto. La bimba è molto vivace, sta volentieri insieme agli altri bimbi, abbiamo anche un cane e giocano insieme a rincorrersi. La ringrazio e spero in una sua risposta.
Gentile dott. Ferrari
ho appena conosciuto questo sito e mi sembra davvero utile. Veramente lodevole la sua disponibilità.
La mia bambina di 5 anni e mezzo non ha problemi di pavor, ma di incubi verso le ore del mattino. E’ una cosa molto ricorrente: nelle ultime 3 notti è sempre successo; sogna sempre qualche mostro che la rincorre. Credo che dietro questi incubi ci sia qualche turbamento: si tratta di una bambina molto intelligente, sensibile, una grande osservatrice che viene molto colpita dalle cose che vede.
Mi chiedo se posso fare qualcosa per lei….sa com è dietro ai turbamenti di una figlia, c’è sempre anche il senso di colpa della mamma! siamo una famiglia serena e lei ha un fratello più piccolo che ha 3 anni e mezzo con il quale apparentemente non ha gravi problemi di gelosia.
Grazie e saluti
Gent. Dott. Ferrari,
Le chiedo di aiutarmi a risolvere il nostro problema. Chiara ha 14 mesi. I primi mesi ha avuto problemi di reflusso ma oggi l’abbiamo risolto brillantemente. Il quesito è questo: la notte..
Lei si addormenta prendendo la melatonina e una dose di nopron da 3 ml (consigliato dai mille pediatri visitati in questi mesi). Di solito cio’ avviene intorno alle 9 e mezza. Tra le dodici e mezza e le due inizia il calvario: alle volte pianti appena percettibili (io li sento lo stesso); alle volte veri e propri pianti con urla e disperazione. Tutto cio’ fino alle 8 del mattino. L’ho portata persino al Gaslini ai disturbi del sonno i quali mi hanno consigliato la terapia del “fate la nanna” ma la prego non mi chieda di fare questo perche’ ogni volta che abbiamo provato ho perso 5 anni di vita. Ora, dopo 14 mesi di notti in bianco, sono veramente a pezzi. Lavoro, e faccio un lavoro impegnativo che mi occupa la testa per almeno tre quarti della giornata. Vado avanti prendendo xanax perche’ ormai la mia ansia è alle stelle. Le chiedo: possibile che in tutto questo i denti non c’entrano proprio niente? Visto che tutti me lo escludono, ma Chiara ha delle gengive gonfissime e la vedo soffrire.
Aspetto un suo parere in merito e soprattutto un consiglio prezioso.
grazie di cuore. Nadia
Laura,
non è un pavor nocturnus classico , ma è un comportamento che denota una grande capacità del vostro bimbo nel recepire gli stimoli esterni ricevuti durante la giornata. Non preoccupatevi assolutamente , ma compiacetevi di avere un bambino particolarmente attento all’ambiente esterno e sicuramente molto avanti con lo sviluppo intellettivo.
complimenti
Giuseppe Ferrari
Maria,
fai pure fare l’esame consigliato (così abbiamo accontentato lo specialista) intanto non è particolarmente invasivo. Ma io sono sicuro al 100% che sarà tutto normale. Il comportamento che mi hai segnalato denota una bambina particolarmente sensibile che ha sofferto dell’inserimento all’asilo. Personalmente sono molto favorevole all’asilo , ma nel tuo caso mi sento di consigliarti (se non ci sono ragioni di forza maggiore, per esempio il tuo lavoro ) di ritirarla dall’asilo e di ritentare fra qualche mese.
Giuseppe Ferrari
Claudia ,
voglio usare le tue parole : “si tratta di una bambina molto intelligente, sensibile, una grande osservatrice che viene molto colpita dalle cose che vede.” In questa frase sono racchiuse tutte la motivazioni che sono alla base del comportamento della tua bimba. Se hai letto qualcosa di mio , saprai che io sostengo che i bambini che hanno questi atteggiamenti sono bambini particolarmente intelligentie e sensibili . Nel vostro caso aggiungerei che non è
estranea anche la presenza del fratellino. Sono cose normali che danno valore ed interesse alla vita di una famiglia. Non preoccupatevi , ma anzi compiacetevi
Giuseppe Ferrari
Nadia,
Ti sento disperata, ma perdonami, sarò duro. Purtroppo come dico da sempre i problemi del sonno dei bambini sono in realtà problemi dei genitori. Personalmente sono contrario ai farmaci che peraltro non mi sembra che funzionino ( infatti non mi avresti scritto). Le ragioni del comportamento della tua bimba sono dovute:
1) al problema del reflusso che ha richiesto da parte tua un notevole impegno psicofisico e comportamentale (stare all’erta e preoccupata perchè non rigurgitasse di notte , accorrere spesso a controllarla ecc.)
2) alla tua stanchezza (e quindi nervosismo, sensazione di non farcela, sensazione di inadeguatezza) che ti rende particolarmente tesa e che trasferisce sulla bambina insicurezza ed ansia.
3) (azzardo) probabilmente , ed in misura minore, anche forse un parto un po’ difficile che può avere creato una temporanea maggiore eccitabilità nervosa nella bambina.
La scusa dei denti lasciamola alle nonne. Possono sì dare un po’ di fastido ma non tutto il corredo di comportamenti della tua bimba. Ed allora che fare? E’ sempre stato facile da parte mia pontificare al di quà della scrivania . Intanto poi le povere mamme se ne andavano ed il problema ce lo avevano loro a casa.
Ipotesi terapeutiche :1) buttare i farmaci 2) Supportare psicologicamente la mamma 3) Se possibile, mandare la bambina a dormire dai nonni? . Ma la migliore terapia è e sarà il tempo fra 1 anno i disturbi passeranno. Sei in grado di reggere.?? Io penso di sì. Purtroppo nella vita di una mamma ci possono essere momenti ben peggiori del tuo. Forza, perchè hai la fortuna di avere una bambina bella e sana.sono veramente dispiaciuto di non poterti aiutare. Ma credo che nessuno lo possa fare.
Giuseppe Ferrari
Michela mamma di Aurora,
mi spiace per il ritardo con cui rispondo, non so come possa essere successo. Il problema che tu mi sottoponi non è particolarmente grave , ma purtroppo di non facile soluzione. Da ciò che mi scrivi, penso che forse l’errore iniziale sia stato quello di avere instaurato con la tua bambina un rapporto affettivo molto stretto (mi pare che tu l’abbia allattata per molto tempo) da cui diventa difficile staccarsi. Tra l’altro ne devi essere convinta anche tu. Di solito sono restio a consigliare di rivolgersi a psicologhi o neuropsichiatri infantili, ma in questo caso penso che un consiglio da uno di questi sprofessionisti lo chiederCon un colloquio diretto si possono avere indicazioni più precise e sensazioni più immediate. Auguri.
Giuseppe Ferrari
Egregio Dottor Ferrari,
sono la mamma di Sofia una bimba di 2 anni e mezzo, molto vivace e furbetta.
Mia figlia frequenta il nido da quando aveva 9 mesi senza particolari problemi è sempre andata volentieri a parte qualche giornata no, le dico questo per cercare di farle un minimo quadro della situazione prima di esporle il “problema”, ho messo la parola volutamente tra virgolette perchè sinceramente secondo me con i bambini i problemi sono ben altri, ma trovo comunque utile e rassicurante avere ugualmente il suo parere anche su quanto sta accadendo da un po’ di notti a questa parte alla mia piccolina!
In pratica, è qualche notte che mia figlia ha un sonno molto agitato, si muove molto spesso nel letto, a volte si sveglia urlando ma subito dopo si mette giù e si riaddormenta da sola oppure piagnucola sempre dormendo!
Non penso che si tatti di pavor nocturnus, perchè dalla descrizione che lei fa i sintomi sembrano essere altri, piuttosto mi sembrano i primi incubi (a volte quando è sveglia mi parla di mostri)
Ora la mia domanda è questa: è normale per l’età di mia figlia cominciare ad avere qualche incubo notturno?
Possono essere fini a se stessi oppure essere collegati a qualche cosa che durante il giorno ha disturbato la bimba o qualche situazione che è costretta a vivere (esempio nido)
Devo fare qualcosa o aspettare che passino da soli?
La ringrazio fin d’ora per la sua risposta che come sempre sarà più che efficace!!!
Cordialmente
Sabrina
Gentile Dr. Ferrari, abbiamo già parlato di Matteo, 3 anni, del suo attaccamento al ciuccio e delle coccole in più che vuole a casa ultimamente. Durante le vacanze di Natale è stato un po’ più nervoso del solito soprattutto la notte, infatti si svegliava più di una volta. Matteo ha avuto vari episodi di pavor nocturnus tra i 2 e i 2 anni e mezzo, che sono riuscita a gestire abbastanza bene dopo aver letto le sue risposte sull’argomento. Era da Settembre che non si presentavano più. Durante le vacanze ha avuto un paio di episodi, ma di lieve entità. Poi è tornato a scuola il 7 gennaio, e, come fa di solito dopo le vacanze, è stato nervoso per un po’ di giorni. Matteo infatti ha difficoltà a cambiare le sue abitudini, che per lui sono delle sicurezze importanti ed ogni volta che le cambia entra un po’ in crisi. Sapevo che il nervosismo era dovuto a questo perciò non mi sono preoccupata più di tanto. Questa notte però mi sono davvero spaventata ed angosciata. Premetto che all’asilo era stato benissimo, aveva giocato tanto con i bimbi e le educatrici mi hanno detto che si è divertito molto. Infatti ieri sera era davvero di buon umore. Durante la notte, intorno alle 2, ha iniziato ad urlare. Gli sono stata vicina come faccio in questi casi, accarezzandolo e sussurando. Ma invece di calmarsi si agitava ancora di più. Per farla breve ha urlato per 1 ora e un quarto ed io le ho provate tutte per calmarlo, anche perchè alla fine non era più incosciente, ma rispondeva anche ai miei gesti perciò capiva benissimo cosa stava succedendo. Lo abbiamo calmato con un paio di biscotti. Improvvisamente si è rasserenato ed ha iniziato a ridere, però era comunque molto scosso…e noi più di lui! Gli ho chiesto perchè urlasse, se era arrabbiato e lui mi ha detto : “sì, con te”. Io non so spiegarmi questo atteggiamento e questa crisi così forte. Mi semra un bambino sereno, e noi, mi scusi per la presunzione, siamo davvero dei bravi genitori, sempre attenti anche alle sfumature…Certo, siamo genitori che lavorano tutto il giorno e magari questo può comportare delle carenze nel nostro rapporto con lui, però quando ci siamo, siamo presenti e partecipi. Cosa dobbiamo fare? Mi devo preoccupare? Io oggi mi sento sotto sopra…mi sento davvero male…non posso vedere mio figlio in questo stato. La prego di aiutarmi. Grazie in anticipo. Sonia
Gentile Dott. Ferrari,
sono il papà di un bambino di 9 anni che ha iniziato a svegliarsi nel cuore della notte e ad infilarsi nel nostro letto come non faceva da un po’ di tempo. Alla richiesta mia e di mia moglie di spiegazioni lui ha raccontato che, dopo aver visto il film “Io sono leggenda” con il fratello di 12 anni (purtroppo in un sabato mattina in cui noi genitori eravamo un po’ colpevolmente ancora a poltrire a letto), ha iniziato ad avere paura di svegliarsi nel buio (nel film c’erano degli uomini che a causa di un virus subivano una trasformazione, assumendo un aspetto belluino e vivendo solo di notte - la pelle diventava fotosensibile) e, una volta sveglio, di “sentirsi solo”.
Successivamente ha cominciato a mostrare segni di insofferenza nell’andare a letto, chiedendo di potersi addormentare con noi. Dopo quasi 2 mesi dall’episodio siamo arrivati al punto che ogni sera piange disperato perché non vuole dormire senza un genitore vicino.. nemmeno la vicinanza del fratello (dormono nella stessa camera) lo tranquillizza. Gli abbiamo parlato tanto, spiegandogli che l’origine delle sue paure è dovuta a una finzione, ad una storia fantastica, e che è normalissimo per un bambino come lui aver paura, che tutti i bambini hanno le stesse paure e che le abbiamo avute anche noi quando eravamo bambini.. ed il rimedio era, molto spesso, quello di rannicchiarci nel letto, protetti dalle coperte, ascoltando magari il respiro rassicurante del fratello o della sorella.
Purtroppo ogni sera il problema si ripete e, leggendo le precedenti risposte, non abbiamo assunto del tutto i comportamenti suggeriti ma, solo ultimamente abbiamo mostrato una certa fermezza nel dirgli che, almeno per le prime ore, doveva stare nel suo letto.
Confido in una risposta da parte Sua.
Grazie
Paolo
Gentilissimo Dott. Ferrari, la ringrazio molto per le sue parole.
Io sono rientrata in ufficio e per questo mio figlio va al nido fino alle 14.30 (almeno finché posso usufruire delle ore di allattamento).
In quanto alle sospette intolleranze, anche io ero dubbiosa, ma posso dire che da quando abbiamo eliminato dalla sua dieta ogni traccia di latticino di origine vaccina in effetti il mio bimbo non si sveglia più gridando, si sveglia si, ma per mangiare o per essere un po’ coccolato.
In effetti mi sento un po’ sola nella gestione di questo bimbo ma soprattutto dal punto di vista decisionale, mi sembra che mio marito sia colpito da una sorta di immobilismo ad ogni problema nuovo semplicemente…non fa nulla.
Lui dice che io sono troppo ansiosa e troppo interventista, probabilmente la verità sta nel mezzo.
La ringrazio ancora molto delle sue parole. Spero che con la crescita tanti problemi si minimizzino e davvero io possa ripensare a questo periodo con allegra spensieratezza.
Nel frattempo la vorrei ringraziare per il suo libro. mi tiene compagnia e mi consola in tanti momenti anche se, devo dire mi chiedo sempre il perché, averlo letto mi conferma che la pediatria non è una scienza certa e che ogni pediatra che ho avuto modo di incontrare sulla mia strada (molti, ahimè!) ha le sue personali teorie, alcune delle quali (e non è certo alle sue che mi riferisco), alquanto strampalate.
Grazie ancora del conforto!
Sabrina , a 2 anni e mezzo una bimba intelligente e sensibile, sicuramente può avere degli incubi che sono sempre originati da esperienze vissute durante la giornata. Cosa puoi fare . Ma quello che stai facendo : accompagnare con amore e presenza rassicurante una bimba che sta entrando nel mondo. Sei spettatrice ed attrice di un momento straordinario della vita della tua bambina. Continua così con nserenità e senza timori. Stai facendo bene.
Giuseppe Ferrari
Sonia,
non è il caso di sentirsi “scossa ” e (anche se non me lo hai detto )”in colpa”. Continua a lavorare serenamente ed a ….subire le scenate di “”gelosia” del tuo bambino. Hai un bambino sensibile , intelligente , innamorato dei propri genitori (e sopratutto della mamma ,come è naturale) cosa vuoi di più. Pazienza, quando sarà più grande apprezzarà i sacrifici dei suoi genitori che gli hanno consentito di vivere una vita migliore. Non dare segni di debolezza!! Continua a dargli amore e sicurezza. Il tempo (la sua crescita ) diminuiranno questi comportamenti e …..ne riderete insieme!
Giuseppe Ferrari
Paolo, non è certo colpa del film, che può al massimo essere stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso o (e questa è la mia ipotesi) l’alibi usato dal bambino per lanciare un “avviso ” ai propri genitori. Non vorrei che ve ne aveste a male, ma mi sto chiedendo se avete svolto in modo corretto il vostro ruolo di genitori (sia pure in perfetta buona fede). Non vi conosco bene, ma conosco i bambini. Vorrei che meditaste su queste mie parole. Parlatene con il vostro pediatra che conoscerà sicuramente il bambino , voi e la storia della vostra famiglia ( sono sicuro che un bravo pediatra di famiglia queste cose le dovrebbe sapere).
Giuseppe Ferrari
Paolo, non è certo colpa del film, che può al massimo essere stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso o (e questa è la mia ipotesi) l’alibi usato dal bambino per lanciare un “avviso ” ai propri genitori. Non vorrei che ve ne aveste a male, ma mi sto chiedendo se avete svolto in modo corretto il vostro ruolo di genitori (sia pure in perfetta buona fede). Non vi conosco bene e quindi potrei prendere una cantonata, ma conosco i bambini. Vorrei che meditaste su queste mie parole. Parlatene con il vostro pediatra che conoscerà sicuramente il bambino , voi e la storia della vostra famiglia ( sono sicuro che un bravo pediatra di famiglia queste cose le dovrebbe sapere).
Giuseppe Ferrari
Sarah, grazie per la stima. La puericultura non è certo una scienza esatta perchè si riferisce a quello straordinario essere che è il bambino che diventa uomo. Purtroppo quasi tutti gli scienziati che insegnano all’Università tengono in poco conto questa disciplina per cui i poveri pediatri a questo proposito sono spesso costretti al “fai da te”. E qualcuno esagera. Io penso che il miglior pediatra del bambino sia il bambino stesso che sa comunicare tutti i suoi fabbisogni , purtoppo usando un suo linguaggio (fatto sopratutto di comportamenti) che ben pochi conoscono e sanno interpretare in modo corretto (di qui tante cose strane!!)Se al bambino aggiungiamo una mamma attenta ed equilibrata ecco che si raggiunge l’optimum per il bambino. Come vedi non ho fatto cenno a Pediatri. Se poi si trova anche un bravo pediatra, siamo alla perfezione
Giuseppe FerrariI
Sono la mamma di M. Vittoria, una bambina di nove anni. Mia figlia, in seguito ad un leggero episodio febbrile (37,5°C), ha avuto durante il sonno notturno diversi episodi di risveglio improvviso. La bambina era molto spaventata, parlava in modo sconnesso, aveva gli occhi sbarrati e sembrava assente anche se rispondeva alle mie domande. Aveva una leggera sudorazione ed una lieve tachicardia. Questa cosa è già successa un anno fa in seguito ad un altro episodio febbrile. Sintomi simili, oggi scomparsi, sono capitati qualche anno fa ad un’altra mia figlia, oggi sedicenne, ma senza la presenza della paura.
Le chiedo un chiarimento in merito, perché sono molto preoccupata per lo stato di salute futuro di mia figlia. Grazie infinite per la sua gentile risposta.
Buonasera, sono Angela,ho una bambina di tre anni e due mesi,Sofia.
Sofia ha un ritardo motorio e logopedico di circa sei mesi. La stiamo facendo seguire da un psichiatra infantile il quale ci sta facendo fare una serie di terapie (psicomotricità e logopedia) con una frequenza di sei ore settimanali,tre più tre. Ultimamente, con più frequenza si sveglia piangendo,oppure piange nel sonno, si calma se ,da svegila la porto nel lettone o addormentata con le mani trova lo scialle di lana con cui si addormenta,anche in estate. Secondo lei è tutto collegato? Perche mia figlia dorme con uno scialle di lana? Il pavor, se di pavor si tratta,nel contesto di mia figlia ha una valenza diversa? Ma poi le terapie bastano affinchè Sofia recuperi? C’è qualcosaltro che possiamo fare per lei? Mi consiglia qualcosa da leggere per poterla aiutare oltre le terapie, anche a casa. GRAZIE
Buongiorno
sono Giancarlo, ho un bimbo di quattro anni compiuti a novembre, Marco, è un bimbo estremamente vivace, non sta un attimo fermo, si diletta a fare dispetti a tutti e fa ogni cosa che gli passa per la testa senza riflettere minimamente sulle conseguenze è capriccioso sia in casa che fuori, pretente sempre qualcosa da comprare o da avere ad ogni costo, un autentico ribelle, probabilmente la sua spiccata intelligenza (conosce già i numeri e diverse lettere de”alfabeto riesce a riconoscerele a leggerle, parla correttamente e a volte ci stupisce per i ragionamenti che fà e la perspicacia che dimostra). Questo comportamento ci sta sfinendo, non riusciamo a trovare una soluzione, siamo al contrasto perpetuo non ascolta ragioni, abbiamo provato con le buone parlando cercando di farlo ragionare con calma e ponendolo di fronte a guai che combina o a negargli cio che pretende con i capricci, abbiamo provato ad essere più risoluti, alzando la voce, castigandolo e li per li sembra funzionare, ma non appena avverte che la situazione rientra nella normalità (pochi minuti) ricomincia come se nulla fosse. A volte lui avverte la nostra esasperazione e frustrazione ma finge di non sentirla e continua fino a limite. Marco soffre ( fin dal primo anno di vita) sicuramente di pavor notturni e spesso anche diurni durante il pisolino pomeriadiano, gli episodi sono frequenti ma non di eccessiva entità è come se nel sonno stesse litigando con qualcuno, ma siccome dorme (anche quando dorme non sta fermo, spesso si agita, si scopre sbatte contro i bordi del letto con i pedi) nella nostra stanza nel suo lettino basta la voce della mamma o la mia che dice ssshhh o un sorso d’acqua che si rimette a dormire tranquillamente, a volte mia moglie lo prende e lo mette nel lettone vicino a lei e comunque si tranquillizza subito.
Solo da un mese ha raggiunto il completo controllo dello sfintere anale, mentre di notte, quando dorme e talvolta anche di pomeriggio fa ancora la pipi nel pannolino, metre di giorno non ha problemi.
La pediatra ci ha consigliato un consulto con un neuropsichiatra infantile il quale dopo aver visto e visitato il bambino ci ha confortato dicendo che non ravvisa nessuna problematica particolare e che in futuro ci potrebbe essere bisogno di un elettroencefalogramma nel sonno per escludere episodi di eplilessia, e che comunque è presto per parlare di enuresi.
Io e mia moglie lavoriamo entrambi e Marco ha frequentato l’asilo nido dall’età di 12 mesi, mentre ora frequenta la scuola materna dove anche li lamentano un comportamento “talvolta estremamente vivace” anche se in maniera molto meno accentuata rispetto a casa.
A casa bisognerebbe tenerlo costantemente impegnato con disegni giochi, adora le macchinie e i libri specie se glieli leggo io, ma sempre con la compagnia mia o di mia moglie, purtroppo non sempre possiamo assisterlo come lui pretende e così Marco impazza…….
nel ringraziarla per ogni consiglio che vorrà darci
la saluto cordialmente
Grazie.
Egregio professore, ho letto con attenzione le diverse lettere e le sue risposte sul problema dei risvegli notturni dei bimbi.
Cionostante vorrei esporLe il mio problema.
Mia figlia Marta, una prima figlia abbastanza viziata, di quasi quattro anni, da un poco di tempo ha difficoltà a dormire sola.
Fino alla nascita del suo fratellino, Marta ha dormito nel lettone con me e mio marito; poi, per ovvi motivi, è stata spostata nella sua stanzetta e dopo un periodo in cui ha dormito con lei anche il papà, ha iniziato a dormire da sola.
Attualmente, fa fatica ad addormentarsi, sia perchè di sera è come se “esplodesse”, tanto che è agitata; sia perchè esplicitamente chiede di non stare da sola, perchè ha paura.
In ogni caso, dopo circa un paio di ore dall’addormentamento si risveglia, inizia a piangere , anzi a piagnucolare, ad occhi aperti ma non mi sembra cosciente, giacchè non risponde alle mie domande.
Poi si riaddormenta, ma durante la notte si agita assai: o si siede in mezzo al letto guardandosi attorno; oppure mi chiama a voce alta per farmi correre da lei.
Le devo precisare che Marta ha un fratellino di dieci mesi e, da quando è nato lei è molto cambiata.
La ringrazio dell’attenzione,
Valeria
Concetta Sarracini.
nessuna paura e nessuna preoccupazione per la salute futura delle tua ragazze. Può succedere nell’infanzia che durante qualche piccola malattia si abbiano nei bambini episodi come quelli che tu mi hai segnalato. Goditi le tue belle figlie
Giuseppe Ferrari
Angela Giangregorio,
mi sembra che la tua bimba sia molto ben seguita e soprqtutto che abbia due genitori straordinari. Quando ho seguito bambini con ritardi psicomotori, dicevo ai genitori che andavano benissimo le cure degli specialisti , ma che fondamentale è il loro contributo di amore, attenzione e presenza. Questi bimbi hanno bisogno di sicurezze .Mi sembra molto bello che voi prendiate nel lettone la vostra bimba ed anche significativo di una maturazione intellettiva il fatto dello “scialle”. che siano legati al lieve ritardo, e se così fosse, li interpreterei in senso positivo.Tenetemi informato
Giuseppe Ferrari
Giancarlo Sarzi Puttini,
alla tua bella e dettagliata lettera, una risposta breve ma chiara. Avete la fortuna di avere un bambino iperattivo. Ora vi da notevoli fastidi, ma sarete compensati più avanti quando la istintività sarà sostituita dalla razionalità ed allora avrete un bambino intelligente e straordinariamente capace. Quando questo ? Domanda difficile : a 10/12 anni. Perchè è così? Pur non avendo visto il bambino e sfidando anche pareri di chi lo ha visto, penso che il vostro bambino , anche se nessuno ve lo ha detto, ha avuto una lieve sofferenza nervosa neonatale che lo rende ipereccitabile e che lentamente rientrerà. Con questo mio parere sono pronto a sfidare chiunque.Tra qualche anno mi darete ragione. Che fare ? assisterlo con grande amore, serenità e pazienza, è inutile sgridarlo , anzi controproducente (non lo fa apposta , è così !!) dategli sicurezza e sopratutto l’esempio!!
I suoi miglioramenti dipendono solo ed esclusivamente da voi , non mollate. Sono sicuro che potreste fare di vostro figlio un capolavoro. Spero di essermi spiegato.
Giuseppe Ferrari
Buonasera dott. Ferrari volevo ringraziarla per la sua risposta.Pultroppo sono una mamma che lavora, troppo spesso delego la crescita di mia figlia ad altri, il senso di non fare abbastanza é sempre annidato nei miei pensieri. Il suo parere ha servito a placare i miei rimorsi per un pò. Volevo chiederle un’altra cosa di minore importanza, abbiamo regalato a Sofia una macchinina elettrica,vista la sua passione per la guida, ma lei ne ha paura perchè si muove da sola che mi consiglia di fare? Aspetto che si avvicini lei o tento di approciarla piano piano anche se non vuole?. Potrebbe sembrarle sciocco ma questo è solo uno dei casi,ha paura anche di altre cose innocue , per questo motivo le chiedo un parere.
grazie mille.
Gentile Professore,
mi chiamo Valeria Orlando e Le ho inviato una lettera esponendo il caso della mia bambina, ieri 28 c.m.
Purtroppo non capisco come mai dopo aver viasualizza la suddetta insieme lettere alle altre sul Suo blog, è scomparsa ed rimasta priva di riscontro.
La ringrazio della disponibilità ed attendo fiduciosa.
Valeria Orlando
Angela ,
non è sciocco quello che mi chiedi. Non sono mai sciocche le domande che riguardano il come comportarsi con i bambini (spesso purtroppo sciocche sono le risposte). Nel caso “automobilina” lascerei l’iniziativa alla bambina. Non farei nulla contro la sua volontà. La tua bambina ha bisogno di serenità, calma e sicurezza non di conflittualità (per quanto dolce). A proposito dei sensi di colpa, ricorda : non è la quantità del tempo ma la qualità che conta per la tua bimba e penso (lo deduco da come mi scrivi) che in te c’è molta qualità
Giuseppe Ferrari
Buongiorno
sono Anna, ho una bambina di 27 mesi. Premetto che, da quando è nata, è sempre stata una dormigliona. Ha sempre dormito da sola, nella sua culla, posta nella ns. stanza da letto. E, quando ha iniziato a parlare, andava lei stesso vicino la culla, per essere messa a letto e chiedeva di dormire. E’ purtroppo dal 31 dicembre 2008 che non vuole più saperne di dormire da sola. Con noi, ha questo comportamento sia al riposino pomeridiano che a quello della sera. Con la baby-sitter (siamo noi a portarla a casa sua dalle 08.00 alle 17.00), tutto normale per il sonnellino pomeridiano fino a due giorni fa. Poi ha iniziato a fare la stessa cosa anche da lei. Quando viene messa a letto piange disperatamente. Basta poi accarezzarle i capelli o la schiena e dopo un po’ si addormenta. Purtroppo ieri e oggi neanche le carezze sono servite. Al pomeriggio non ha propio dormito. Di sera continua a richiedere la presenza di un genitore nella stanza, poi si addormenta anche senza essere accarezzata. Quando è sveglia è sempre allegra, vuole sempre giocare, non mostra segni di alcuna insofferenza. Da due giorni ha abbandonato spontaneamente anche il ciuccio, valido aiuto per noi in caso di capricci. Non ne vuole sapere. Dice che puzza. E’ ovvio che non ci dispiace, dal momento che altri genitori non riescono a togliere il ciuccio ai loro bambini, ma sono preoccupata che tale atteggiamento insieme al fatto che non vuole dormire possa mostrare un disagio. Noi a dire il vero pensavamo ai botti di capodanno - la bimba si svegliò impaurita quella notte. Poi è sopraggiunta la visione di una pubblicità di una nota marca di chewing-gum, che l’ha spaventata, al punto che quando è accesa la televisione la guarda terrorizzata, pensando che prima o poi trasmetteranno la pubblicità, punto in cui siamo costretti a cambiare subito canale, altrimenti inizia la disperazione. Noi cerchiamo di rassicurala sempre. Lei crede, che possano essere state queste paure o la voglia di indipendenza e di essere grande che spiegherebbe anche l’abbandono spontaneo del ciuccio, a non farla più dormire da sola come prima?
La ringrazio per l’attenzione posta al mio problema e la saluto affettuosamente.
Valeria,
io credo che con grande onestà e chiarezza, la diagnosi l’hai fatta tu, parlandomi di bambina viziata e della nascita del fratellino. Entrambe qiuste condizioni creano nella bambina un senso di insicurezza che provoca i comportamenti che così bene mi descrivi. Posso dirti che è un modo di comportarsi abbastanza frequente e normale (assolutamente non patologico). Cosa fare ? restituirgli sicurezza , quindi non opponendo rifiuti alla sue richieste per quanto onerose in termini di impegno, possano essere. Non è colpa sua se è viziata ( ma forse di qualcun’altro sicuramente ben identificabile) non è colpa sua se è nato un fratellino ( sono le naturali ragioni della vita). Statele vicino , non date retta a chi vi dice di usare metodi decisi!! E’ una bimba che ha bisogno di amore e di attenzione. Datele tutte e due le cose. Sicuramente la recupererete. Mi dispiace di avervi dato un compito così gravoso, ma in queste mie risposte ho il dovere di pensare al benessere dei bambini, più che a quello dei genitori.
A presto
Giuseppe Ferrari
Egr. prof.Ferrari,
siamo i genitori di un bambino di 6 anni e mezzo, Nicolas, decisamente vivace fin dalla nascita, intelligente, curioso ed interessato ad ogni argomento. Una sua caratteristica e’ stata subito quella di passare da un gioco all’altro dopo pochi minuti, mai in braccio o seduto per piu’ di pochi secondi. I primi problemi sono comparsi alla scuola materna dove ha mostrato subito difficolta’ nelle relazioni con i compagni: picchiava senza motivo ed era aggressivo verso chiunque non eseguisse i suoi “ordini”. Scarso rispetto per l’autorita’ sia in casa che a scuola e per le cose, quali i giochi. Siamo stati addirittura richiamati sia dal preside che dai genitori degli altri bambini.
Oggi Nicolas frequenta la prima elementare e continua a mostrare segni di vivacita’ eccessiva, non riesce a stare seduto al banco o a stare in silenzio ne’ a tenere ferme le mani verso i compagni. Deve sempre “comandare” e guai a chi si oppone. Le maestre segnano note di cattivo comportamento nella stessa pagina in cui ha preso un Bravissimo per il compito ma lui sembra non rendersene conto. Cio’ che ci sconvolge, pero’, e’ che nel rapporto 1 a 1 e’ “perfetto”, si esprime molto bene, con termini appropriati, e’ collaborativo, dimostra di conoscere tutte quelle regole di comportamento che in presenza di altre persone fatica notevolmente a rispettare. Noi lo abbiamo stimolato in varie attivita’ sportive: sa sciare, pattinare, cavalcare ma a basket si ripresenta il problema di relazione con gli altri e sembra isolarsi quando non coinvolto direttamente.
Vorremmo sapere come comportarci con lui, visto che le sue promesse di comportarsi bene sono puntualmente non mantenute, che in presenza di altre persone o bambini si trasforma, si eccita, strilla, puo’ diventare aggressivo per un nonnulla e con sfide provocatorie all’autorita’ genitoriale ed intento distruttivo verso tutto cio’ che lo circonda.
Un modo per incentivarlo nel rendimento scolastico e’ quello di gratificarlo con continui premi ma non e’ altrettanto utile per migliorare il comportamento a scuola (e’ piu’ forte di lui?). Nell’ultimo periodo e’ sorta, inoltre, una sorta di apatia e svogliatezza ed anche il rendimento scolastico e’ calato.
Restiamo in attesa di un sua risposta e porgiamo i nostri piu’ distinti saluti.
Valerio e Cinzia,
le vostre descrizioni del comportamento del bambino , mi fanno pensare ad una lieve sofferenza nervosa neonatale (anche se apparentemenet tutto è andato bene) che ha dato al vostro bimbo le caratteristiche del bambino iperattivo e ipereccitabile : intelligente , ma ingestibile. Credo che sia giusto (cosa che consiglio molto raramente) che vi rivolgiate ad un buon psicologo infantile ( mi auguro che lo possiate trovare,ce ne sono ) che vedendo anche il bambino vi possa dare utili indicazioni. Dico questo , cioè rivolgetevi ad un bravo psicologo, perchè non vorrei che i comportamenti del vostro bambino facciano pensare alla famosa sindrome ADHD (attention deficit hyperactivity disorder) che troppo facilmente oggi viene diagnosticata, spesso per comodità della “scuola” .
Tenetemi informato
Giuseppe Ferrari
Anna ,
cosa posso dirti. Concordo su tutto quello che mi hai scritto. Sei forse una psicologa infantile che ha voluto mettermi alla prova ? Trovo molto acuta la osservazione dell’abbandono del ciuccio per dimostrare che è cresciuta. Si tratta sicuramente di una bambina molto intelligente e….. come tutte le persone intelligenti non è facile da gestire. L’essere cresciuta la espone a continue sfide quotidiane che in realtà molte volte non è ancora in grado la sicurezza di cui ha un enorme bisogno, anche cedendo a tutte le sue richieste : dormire mangiare ecc. insomma le cose della sua vita quotidiana.
Auguri
Giuseppe Ferrari
E’ stato molto gentile e rassicurante.
Non la volevo assolutamente mettere alla prova. Anche se credo che lei l’abbia detto in tono scherzoso. E’ che spesso davanti ad un problema mi pogno mille domande alle quali io stesso do infinite risposte, andando alla fine in confusione, tra libri di medicina internet e riviste. Dovrei farmi meno domande ed affidarmi con più fiducia ai professionisti esperti in materia. Motivo per cui vi ho scritto e vi scriverò ancora, nel caso dovessero verificarsi altre situazioni.
La saluto cordialmente.
Angela,
da quello che mi scrivi e mi hai scritto in precedenza , non vorrei che i piccoli problemi (perchè, credimi, sono piccoli problemi che hai dovuto affrontare per il tuo bambino) tu li abbia vissuti con grande emotività e che questa tua emotività ti abbia , senza che tu te ne accorga, aumentato a dismisura la tua ansia. ed il tuo atteggiamento iperprotettivo. Dalla tue parole un piccolo dubbio mi sembra che ti sfiori. Mi sembra che il tuo bambino sia un bambino in perfetta salute fisica ed in perfetto equilibrio psicologico. Poi arrivi Tu e le cose cambiano. Ti confesso che scrivo malvolentieri queste cose , perchè mi sembra di mettere sotto accusa le mamme, ma io ho dei doveri nei riguardi dei bambini e ciò mi porta a dire anche cose scomode per le mamme.Sii più serena ed obbiettiva ed equilibrata ed emotiva in sostanza più matura e vedrai che il tuo bambino muterà il suo rapporto con te e cambierà quei compotamenti che tu trovi negativi.
Giuseppe Ferrari
Egr. Prof. Ferrari,
Ho letto molte Sue risposte ai quesiti e vorrei esporLe anche il nostro caso.
Abbiamo un bambino di sette anni, Lorenzo, e da quando aveva circa due anni, circa tre/quattro volte l’anno, manifesta crisi che, penso, siano della tipologia di “Pavor Nocturnus”. Praticamente, di notte, comincia a tremare in maniera incontrollabile con gli occhi sbarrati ma in stato d’incoscienza e la mattina non ricorda nulla dell’accaduto. La prima volta è successo mentre dormiva di pomeriggio e fu svegliato in maniera brusca da un amichetto. Le altre volte, invece, è successo sempre di notte, tra mezzanotte e le due, senza che ci accorgessimo di cause evidenti. Di seguito Le elenco delle situazioni di contorno che potrebbero o meno essere correlate all’evento:
- il bambino presenta un’eccessiva sudorazione durante la primissima fase del sonno;
- durante gli anni della scuola materna (ci andava molto malvolentieri) gli episodi sono stati più frequenti;
- alla scuola elementare va molto volentieri ed è molto affiatato sia con i compagni che con le insegnanti (il fenomeno avviene più di rado). E’ anticipatario (è il più piccolo della classe) ma le insegnanti ci hanno detto che è il più bravo (o tra i più bravi) e che manifesta una particolare intelligenza che a volte rasenta la genialità.
- abbiamo un altro bimbo più piccolo, ha quattro anni e mezzo, che non ne ha mai sofferto.
- la prima volta che è successo il fratellino non era ancora nato.
Infine Le vorrei comunicare che le prime volte, non sapendo di cosa si trattasse ed anche in preda alla preoccupazione, cercavamo di svegliarlo, lo prendevamo in braccio e lo scuotevamo. Ora lo accarezziamo dolcemente e attendiamo che passi (ma con un’ansia ed una preoccupazione indescrivibile). Tutti i medici interpellati ci hanno detto che dopo i cinque/sei anni, non si sarebbe più manifestato, ma così non è stato. Ora ci hanno proposto un EEG, ma lo rifiutiamo perchè temiamo ripercussioni psicologiche sul bambino che sembra molto sereno e felice.
Attendo Sua gradita risposta.
Cordiali saluti
Mauro De Rinaldis
Salve a tutti, con la speranza di aiutarci a capire e ad affrontare il ricorrente problema del nostro piccolo Andrea (21.03.2006), scriviamo questo post.
In attesa, si ringrazia.
Andrea a volte si risveglia durante il sonno con forti crisi di panico, ha gli occhi sbarrati, piange, si dimena, rifiuta il nostro avvicinarsi, è quasi incalmabile. Solo dopo molto tempo, pian piano con il nostro persistere, il nostro cercare di calmarlo ed il portarlo in altre stanze di casa, magari con luce soffusa sul divano, pian piano comincia a calmarsi. Quando era piu piccolo queste crisis erano piu ricorrenti e solitamente si verificavano quando NON dormiva il pomeriggio. C’è stato un periodo nel quale erano scomparse e ieri…. invece, rieccola, irruenta ed inaspettata. Cosa potrà mai essere? C’è qualche rimedio o qualcosa per prevenirre questi attacchi. Noi siamo preoccupati e vorremmo anche prenotare una visita specialistica avendo, purtroppo, in famiglia lo zio, fratello della madre, affetto a DISTONIA BIPOLARE……
Angela,
essere una brava mamma (e tu lo sei) non è mai una colpa. Anzi! Tuttavia alle volte l’eccesso di amore e di attenzioni finiscono per dare una sensazione di soffocamento psicologoco ai bambini che nelle loro naturale ricerca di staccari progressivamente dalla dipendenza dell’adulto (qualunque sia l’età del bambino ) possono avere atteggiamenti di “ribellione” che li portano a comportamenti diversi da come erano prima (per esempio le turbe del sonno). Del resto la tua pediatra non li collega a nessuna particolare malattia fisica. Sarei lieto se tu discutessi con lei i miei punti di vista. Mi sembra una pediatra equilibrata
Giuseppe Ferrari
Salve, le scrivo per sottoporle il caso di mio figlio; un bambino di nove anni e mezzo che due mesi fa ha avuto il suo primo pavor…..e anche io la mia futtutissima paura. Dopo un giorno di febbre a 37 e mezzo gli ho misurato la febbre intorno alle 2 di notte mentre stava dormendo, per verificare che non si fosse alzata. Appena tolto il termometro ha sbarrato gli occhi in uno stato di agitazione e tremore pronunciando parole sconnesse circa un fiume che stava trascinando via dei contratti…..premetto che non sono un notaio quindi questo termine non è usato abitualmente a casa mia. dopo alcuni secondi si è svegliato e mi ha riferito testualmente che la paura si era impadronita di lui. per vedere che fosse tornato in senno gli ho chiesto le tabelline….mi imbarazza dirlo ma mi ha sconvolto vederlo così strano….non avevo mai sentito che esistesse il pavor con queste manifestazioni bizzarre. Da quella prima volta il pavor si è ripresentato ogni dieci giorni circa ma meno intenso io e mio marito lo abbiame sempre tramquillizzato con tanta dolcezza. premetto che è figlio unico e in famiglia anche suo cugino ha avuto la stessa esperienza intorno ai dieci anni. E’ un bambino molto curioso, vivace, affettuoso e competitivo, con un’intelligenza a detta delle insegnanti superiore alla norma. con me è molto affettuoso ma al tempo stesso ribelle, io cerco di assecondarlo dove è possibile senza viziarlo. Inutile dirle quanto mi senta sotto esame…..penso che il pavor abbia a che vedere con il mio stile educativo o affettivo. ho cercato di insegnargli poche regole ma mi rendo conto che sono esigente. le scrivo per essere confortata e sgridata come lei sa fare.
un altro elemento che mi viene in mente ma che forse non è rilevante è che in ogni evento di risveglio da pavor mio figlio aveva dimenticato di fare la pipi prima di andare a letto….non sarà che aveva un sonno disturbato anche per quello?Ciao a presto Moira
Egregio prof. Ferrari
Sono Nadia, una mamma di 41 anni con un bimbo di 3 anni e mezzo.
Ho letto quasi tutte le risposte che ha dato a tutte queste famiglie in difficoltà. Mi sono rivolta prima a lei che al mio pediatra(è uno di poche parole). Il mio piccolo, tre giorni fa ha avuto un terribile risveglio notturno. Abbiamo cercato di calmarlo ma sembrava in trans , era letteralmente terrorizzato (parlava di ragnatele e di serpenti che gli mordevano i piedi). Continuva a dirmi” mamma ma non le vedi le ragnatele , sono li”(tutto questo urlando come un indemoniato).La sera successiva non voleva più andare a dormire perchè “arrivano gli incubi” dice. Io ho sempre accompagnato a dormire il mio bimbo, mi sdraio di fianco a lui. Forse va contro tutte le regole dei pediatri , ma io vivo questo spazio, come un momento di grande intimità. Si è sempre addormentato con tanta serenità vicino alla sua mamma. Ora dopo questo incubo tutta questa serenità sembra svanita.Ho chiesto al mio bimbo cosa sentisse e lui dice di avere i serpenti che gli mordono i piedi. Ho pensato che magari avesse dei dolori alle articolazioni durante il sonno e che a causa di questi dolori il sogno si fosse trasformato in incubo.
Ora per tranquillizzare il bimbo ho cercato di dargli una spiegazione razionale dicendogli che il serpente che sente, non è altro che la gambina che si sta allungando .Dicendo così e massaggiandogli i polpacci prima di addormentarsi, si è leggermente calmato. Però appena tocca il materasso, cammina in punta di piedi come se ci fosse qualcosa che lo spaventa.Mi sono quasi convinta che abbia seriamente dei piccoli dolori.
Abbiamo anche altri due ragazzi grandi ( 14-18 anni) ,ed uno di loro ha sofferto moltissimo durante la crescita, di dolori muscolari alle gambe .Ma nessuno dei due ha mai avuto incubi ad occhi aperti, prima di addormentarsi. Mi scuso per essermi dilungata piu’ di quanto avrei voluto,e attendo con impazienza le sue gentili parole.
Con grande Stima
Nadia
Mauro,
Ti rispondo con la mia consueta franchezza.
Tutta la tua descrizione mi porta alle seguenti considerazioni
1) bambino perfettamente normale, intelligente e particolarmente sensibile agli stimoli emozionali (non è un male , ma sopratutto non è da indagare con esami!!!)
2) genitori (o forse solo uno dei due?? .. lascio a te la scelta, ma io credo di aver capito chi) forse eccessivamente apprensivi e meticolosamente attenti, insomma temo, un po’ oppressivi.
Conclusioni : avete un bambino intelligente, lasciatelo più libero nelle sue sfide e nelle sue conquiste quotidiane (belle o brutte). Sorvegliatelo, ma non opprimentelo , ne farete un ragazzo straordinario. Se non siete d’accordo, fatemi sapere.
Giuseppe Ferrari
Fabio,
ti pregherei di non drammatizzare un fenomeno fisiologico espressione di una normale tappa dell’evoluzione dle pensiero infantile. Se leggi attentamente il post dedicato, vedrai che il comportamento di tuo figlio rientra nella norma. E può durare , con periodi più evidenti e periodi di meno evidenti fino a 8/9 anni. La serenità dell’ ambiente in cui vive il bambino può attenuare i sintomi , ma non sempre funziona. In realtà il temperamento del bambino è fondamentale. A consolazione posso dirvi , come dico sempre, si tratta di bambini particolarmnete sensibili ed intelligenti
Quindi ad ambacse attuali faranno seguito soddisfazioni future
Giuseppe Ferrari
Moiria,
con estrema simpatia ho letto il tuo “trattato”sul pavor nocturnus. Bravissima non potevi descrvere meglio : i sintomi, le cause , la terapia e le considizioni intelletuali e psicologiche del tuo bambino.
Vivi serenamente questo periodo delle evuluzione psicologica del tuo bambino. Ricorda che crescere significa conoscere il bello ed il brutto della vita. Ricorda anche che stai vivendo da testimome di un fatto straordinario : stai assistendo alla maturazione di un giovane uomo!
Auguri .
Giuseppe Ferrari
Nadi, come ho detto e scritto più volte, questi incubi notturni rispecchiano le fantasie del bambino e i suoi conflitti interiori che si proiettano nel sonno. Egli può avere, a quella età, tanti piccoli problemi. Momenti di conflittualità con i genitori, momenti di separazione, frustrazione da parte di compagni più aggressivi, scoppi di ira di fronte alle contrarietà o alle regole che gli vengono imposte e, parallelamente, sensi di colpa per le proprie “cattiverie” in realtà solo immaginarie o purtroppo insinuate nelle loro mente dagli adulti (”sei cattivo!!” “non ti voglio più bene!!” “ti mando via!”ecc.). Quindi la cosa brutta, il mostro che lo insegue nel sonno è in realtà il suo impulso aggressivo che ritorna e di cui si sente inconsciamente colpevole.
Apprezzo quanto tu fai in questi momenti .
Mi citi poi quelli che noi pediatri chiamano i “dolori da crescita” . Esistono e sono dovuti a delle epifisiti Non sono particolarmente dolorosi. Spesso vengono strumentalizzati dai bambini per richiamare l’attenzione dei genitori e per essere coccolati. In ragionevoli limiti , sono del parere di assecodarli, ma mi sembra che tu sia daccordo. E mi sembra anche che tu sia una mamma serena. Tutte cose positive
Giuseppe Ferrari
gentile dottore, premettendo che tra poco ordinerò il suo libro le pongo il problema. Mio figlio, 2 anni e 6 mesi, (ex-prematuro, nato a 27 settimane) ha sempre avuto un brutto rapporto con il sonno causa un brutto reflusso gastroesofageo di cui ancora soffre. Ultimamente a causa di brutte influenze il reflusso si è aggravato e lo ha portato anche ad avere una tosse continua, insistente. Di notte 2 risvegli minimi in cui piange e urla e poco dopo - quasi sempre - vuole il latte. Sono preoccupata perche’ secondo me dorme poco…si addormenta piu’ tardi del solito..verso le 22 e poi la mattina - forse anche per colpa dei liquido ingerito ha un po’ di reflusso e chiama alle 5.30 poi le 6..insomma lo tiriamo su (spesso fa “puzzine”) poi lo rimettiamo a lettino ma ormai piu’ di tanto non ci sta..
Il problema è capire quanto è pavor e quanto invece il problema è legato al reflusso..come comportarsi? siamo sfiniti. E’ ancora sotto cura con il lansoprazolo! A novembre riusciva a dormire quasi di filato - pur agitandosi. da quando ha avuto influenze e ricadute è un disastro. Forse abbiamo sbagliato perche’ poco dopo l’ultima influenza lo abbiamo spostato in cameretta da solo..Magari dovevamo aspettare che si rimetesse completamente…puo’ essere anche questo? Di certo è che si vede che è disturbato (quando si sveglia sento l’aria nello stomaco, rumina, ha qualcosa in bocca..insomma qualcosa di fisiologico c’e’..) ma ora bisogna capire..quanto sia vero…
perche’ di mattina è difficile rimetterlo a letto dopo il risveglio???
di pomeriggio dorme un’ora e mezza..a volte due..si sveglia sempre piangendo ma soprattutto spaventato…terrorizzato..lo coccolo ma almeno per qualche minuto è spaventatissimo…mi sembra quasi nn respiri..reflusso? pavor?
Seconda cosa..ha un viziaccio..la sera soprattutto quando il papa’ lo prende in braccio ..gli tira gli schiaffi..ma lo fa quasi con cattiveria..eppure, le assicuro, mio marito è premuroso, lo cambia, gli dà da mangiare, è coccolone.. nn capiamo come mai ogni tanto abbia questi atteggiamenti..Lo puniamo (lo mandiamo in cameretta per un pochino e lui ci va puntualemnte frignando un po’) poi dice che nn lo fa piu’..chiede scusa..ma poi rieccoci il giorno dopo…in cosa sbagliamo? per il resto è un bimbo cosi’ curioso, sorridente, allegro, non è neanche scalmanato, gli piace giocare con la sua “cucinina”..bacia tutti e saluta tutti..
grazie di cuore
Silvia ,
io credo che non sbagliate in niente , avete solo a che fare con un bambino particolarmente intelligentfe e vivace che purtroppo ha avuto ed ha ancora problemi che incidono sulla sua qualità di vita dati dal RGE. Il RGE è un grosso problema più per la qualità della vita del vostro bambino che per la sua salute. I suoi comportamenti mi sembrano giustificati. con il passare del tempo miglioreranno , qualunque cosa voi facciate . Continuate come state facendo .
Giuseppe Ferrari
Buongiorno Dottor ferrari,
sono la mamma di un bimbo di 26 mesi , che da qualche mese manifesta periodici attacchi di pavor notturno. Leggendo tutte le sue risposte ( anche del mio pediatra) ho capito che e’ un fatto piuttosto comune e normale , unica cosa che le chiedo e’ questa; dato che spesso mi alzo per andare a vedere perche’ piange nella notte e spesso lo trovo sudato , agitato a volte con occhi chiusi (quindi non proprio pavor) sembra piu’ che faccia brutti sogni…lui piange e rimettendolgi il ciuccio gli passa e ricade in un sonno profondo , solo che dopo mezz’ora siamo da capo….e ‘meglio che non mi alzi proprio e lo lasci fare ? sbaglio a usare il ciuccio come calmante ??ma spesso se lo tocco o solo lo accarezzo si agita di piu’…c’e’ qualche rituale prima della nanna che posso fare per farlo dormire piu’ tranquillo??(tipo camomilla?).lui si addormenta nel lettone con noi ma poi dorme sempre tutta notte nel suo lettino da quando ah due mesi !! ).E’ un bambino molto vivace, ma anche sereno , sta con tutti , anche al nido va volentieri, e’ molto sensibile e affettuoso con tutti….a parte che a volte “schiaffeggia’ il padre, ma credo lo faccia per giocare dato che gli e’ affezionatissimo !!! grazie dei consigli preziosi che sa dare.
Cordiali saluti.
Antonella M.
grazie…mi è arrivato il suo libro che ho quasi letto tutto d’un fiato!!! Lo preso via IBS, dopo 2 giorni gia’ lo avevo!!!!
Ma migliorera’ anche il fatto che da’ gli schiaffi al papa’..senza motivo?
Silvia,
gli schiaffi sono un modo di comunicare! Dì a tuo marito di lasciarglielo fare….cercando, però, di difendersi
A presto
Giuseppe Ferrari
Antonella,
hai un bel bambino perfettamente normale (di giorno)!
Il problema del sonno del bambino (lo dico sempre ) è in realtà non un problema del bambino , ma dei genitori. I bambini durante la notte hanno più di un risveglio, per riaddormetarsi hanno dei rituali. Se tra questi rituali c’è il ciuccio (che perdono spesso), la carezza della mamma la sua voce ecc.cc, come hai detto giustamente tu, la colpa non è del bambino.Vuoi aggiungere altri rituali(la camomilla) ?Purtroppo non ci sono soluzioni. Io sono contrario a lasciar piangere il bambino . Lo ritengo un errore che si fa per correggre un proprio precedente errore! Il pianto è richiesta. Non ritengo giusto lacsiare senza risposta una richiesta di un figlio. Pazienza ancora per un anno.Come ho gia detto gli schiaffi sono un modo di comunicare.
Giuseppe Ferrari
Gentilissimo dottore, ho 2 gemelle di due anni e mezzo e una delle due da qualche mese, si sveglia improvvisamente e piange con disperazione. Inizialmente per non disturbare la sorellina che invece dormiva, la mettevamo nel nostro letto; poi io e mio marito abbiamo deciso di non metterla più nel nostro letto con noi e di rimanere in camera vicino a lei fino a quando non si addormenta….il problema è che appena si risveglia (dopo un ora di sonno) ci cerca disperatamente….e riniziamo tutto da capo anche 3 -4 volte in una notte…..
Le chiedo cosa sia meglio per la bimba: farla dormire con noi, lasciarla nel suo lettino o cos’altro???
grazie
Manuela ,
se segui la mia rubrica o se , per caso hai letto uno dei miei libri, sai che non mi devi chiedere cosa è meglio per la bambina , ma cosa è meglio per voi. Avete commesso l’errore di inserire la vostra presenza nel meccanismo di riaddormentamento della bambina ed ora ne pagate le conseguenze. Continuerei a farla dormire con voi. Mi sembra la soluzione meno traumatica per voi . Ripeto per VOI !!Giuseppe Ferrari
Carissimo dr. Ferrari,
sono la mamma di Sofia una bimba di 2 anni e 8 mesi, mia figlia è una bambina molto attiva, simpatica, mi dicono intelligente, molto curiosa e fino a poco tempo fa anche molto socievole. Ultimamente, invece, si sono verificati degli atteggiamenti strani che ritengo possano essere collegati, ma volevo sentire il suo più autorevole parere.
In pratica Sofia ha cominciato a dormire dei sonni più agitati, non dei veri e propri pavor nocturnus, diciamo che lei (che perlatro dorme 9 su 10 con me nel lettone) mentre dorme si lamenta, parlotta o addirittura piagnucola, poi io la tranquillizzo e lei ricomincia a dormire tranquilla; in concomitanza a ciò anche all’asilo hanno notato uno scarso o a volte assente appetito, una suo comportamento più spento rispetto a solito e ciliegina oggi al parco con la nonna si è stranamente rifiutata di giocare con gli altri bimbi, anche allontanandoli in modo sgarbato!!!
Ora secondo lei, può essere che sia accaduto qualcosa all’asilo che l’ha disturbata, magari proprio con un altro bambino e che le sta creando tutte queste reazioni a catena oppure devo semplicemente considerarlo come un momento particolare della crescita, momento che come è venuto se ne andrà via?
Grazie mille per la sua gentile risposta ed ancora tanti complimenti per il servizio che da a noi genitori con questo suo blog!!! Ce ne fossero di medici come lei!!!!!
Cari saluti
Sabrina
Sabrina ,
i cambiamenti repentini di comportamento e di carattere dei bambini non devono assolutamente essere sottovalutati. La tua bambina è sicuramente intelligente e sensibile (ed è figlia di una mamma un po’ ansiosa!! vero? ). Con l’aiuto del tuo pediatra e con le maestre dell’asilo approfondirei il problema. Sarà anche un momento passeggero, ma vorrei esserne ben certo!!
Tienimi informato
Giuseppe Ferrari
Gentile dottore,
mi ritrovo a quest´ora di notte a scriverle perche´credo si sia oggi verificato per la prima volta un episodio di pavor nocturnis al mio bambino che ha 20 mesi. Ho trovato gia´ nelle risposte agli altri genitori, le risposte ai miei dubbi e mi sono ritrovata in alcune delle descrizioni della situazione in generale (trauma da parto, disturbi del sonno del piccolo, bambino molto attivo e precoce) e nelle descrizioni della manifestazione del disturbo ( risveglio improvviso, 20 min di pianto in cui sembrava non mi riconoscesse, come in preda al panico totale o ad un dolore tremendo) .Mi rimane solo un dubbio che le sottopongo: posto che il mio bambino vive in un ambiente sereno, sta sempre o con me o con mio marito che riusciamo ad alternarci nella sua cura, e´ allegro, gioca con gli altri bambini , puo´essere che gli episodi coincidano con giornate “piene”, ossia con giornate in cui ha avuto “troppi stimoli” (tipo mattina in piscina, pomeriggio a giocare all´aperto con altri bambini)? o che coincidano con una cena “pesante” (al contrario di quello che avviene ogni giorno, ha mangiato “tanto”).Le ho descritto la giornata di oggi e l´episodio si e´verificato due ore fa.
Come detto, dopo aver letto la sua corrispondenza con gli altri genitori, posso andare comunque a dormire serena e la ringrazio di cuore per la professionalita´, per la sensibilita´e la pazienza che ha con noi genitori pieni di dubbi. Si comprende che e´la sua normale modalita´di interagire con i “pazienti”, ma le assicuro che sono doti davvero rare.Cordialmente, Roberta.
Roberta,
ti ringrazio per la bella lettera e non solo per i complimenti (che peraltro mi sono graditi e mi confortano in questo mio impegno a favore dei bambini ) ma per l’equilibrio, il senso di responsabilità genitoriale e la serenità che esprime. Rispondo che certamente l’eccesso di stimoli può in qualche misura stimolare l’insorgenza del ” pavor nocturnus” specie gli stimoli negativi. Da non confondere con il sovraccarico di impegni. Non penso che centri il pasto abbondante. In definitiva il “pavor” origina più da problematiche psicologiche piuttosto che fisiche. Nel tuo caso non mi preoccuperei, perchè mi sembra che il tuo bambino sia in ottime mani (tue e del papà) sopratutto dal punto di vista psicologico. Considera l’aspetto positivo di questo comportamento : in genere è presente in bambini intelligenti e sensibili.
Giuseppe Ferrari
Gentile dottor Ferrari,
siamo i genitori di un bambino di quasi nove anni, apparentemente felice, socievole e spensierato.La scorsa settimana, dopo aver avuto due giorni la febbre oltre i 39 gradi, curata con il paracetomolo, ha manifestato probabilmente i sintomi del “pavor nocturnus” (così ci ha detto, in poche parole, la nostra pediatra), questi si sono verificati, a giorni alterni, per tre volte. Dopo circa un’ora dall’inizio del sonno il bambino si sveglia, con tensione ma senza agitarsi in modo particolare, inizando a sussurrare parole senza senso (”zitti” “ridete” “sto bene”), accompagnati da sensazioni di freddo, pallore e, nella parte finale della crisi, con accentuato tremore. Non le nascondiamo che soprattutto queste due ultime (pallore e tremore) ci preoccupano perchè non sappiamo in quel momento a quali conseguenze possano portare e come pertanto intervenire. L’unico contatto che cerca è lo stringere la mano. Oltre ad un suo prezioso parere volevamo avere un consiglio su come comportarci in questi momenti.
La ringraziamo.
Sergio ed Alessandra,
concordo con la vostra pediatra. Non dovete spaventarvi del pallore e tremore , fanno parte del disturbo. Durante la ” crisi” (anche se non mi piace chiamarla così) facendo sentire la vostra presenza che deve essere contenuta e silenziosa . Va bene stringergli la mano, se dimostra di desiderarlo. Non agitatevi , perchè la vostra agitazione peggiora lo stato di tensione del bambino. Piuttosto valutate serenamente se durante la giornata (anche a scuola) non è sottoposto ad un eccesso di stimoli. In definitiva , a quanto mi dite non mi sembra un problema serio . Col tempo tutto passerà.
Giuseppe Ferrari
Gentile dottore,
Le scrivo precariamente attraverso un cellulare visto che mi trovo al Policlinico di Messina presso cui mio figlio si trova ricoverato da qualche giorno al reparto di neuropsichiatria infantile.
La prego dunque di perdonarmi se mi dovesse essere sfuggito un qualche eventuale post afferente il medesimo argomento dato che mi é difficile seguire bene i numerosi interventi per via della difficoltà di lettura sul piccolo display a mia disposizione.
Nell’ultima settimana il bambino - che ha sei mesi - ha manifestato tre crisi tutte conseguenti il suo risveglio.
Ai fini di una corretta disamina del caso é bene riferire che:
1) La gravidanza si é compiuta senza problemi di sorta
2) Il bambino é nato con parto cesareo (trattasi di primogenito e la madre ha 39 anni) regolarmente alla 38ma settimana. Alla nascita ha pianto subito e gli é stato attribuito un indice di Apgar pari a 9
3) Sin dai primi mesi abbiamo registrato un approccio difficile al sonno, spesso accompagnato da pianti isterici fino al crollo. Ma la cosa che ci ha maggiormente colpiti riguardo al sonno era il risveglio talora attuantesi con grida di disperazione i cui fenomeni, sporadici, si sono perpetuati sino agli attuali sei mesi
4) Il bambino cresce bene, pesa 8,7kg ed é lungo 69cm. Lo svezzamento, non ben accetto, é stato avviato la decade successiva ai 5 mesi
5) L’alimentazione con il latte materno é durata 2 mesi scarsi. Il latte artificiale comunque è stato sommnistrato come integrazione fin dai primi giorni. Il bambino é molto vorace e molto spesso dimostra di apprezzare un sorso di latte prima di concedersi al sonno. Questa pratica, il piú delle volte, gli é stata rifiutata su indicazione del pediatra dal momento che ci é stato raccomandato di non farlo mangiare di nuovo se troppo a ridosso della poppata precedente. In tali casi il bambino, esausto benché passeggiato amorevolmente fronte strada, alla fine prende sonno per cedimento.
La scorsa settimana si é manifestata la prima crisi e come per le altre due le caratteristiche appaiono le stesse: durante il sonno, circa 1 ora dopo l’addormentamento, il bambino apre gli occhi, d”un tratto li sgrana come se vedesse uno spettro e, come preso da un attaccobdi panico, inizia a tremare finché non si irrigidisce come la pietra, diviene palesemente cianotico, gli occhi persi nel vuoto dinnanzi a se, il morso é serrato e si evidenziano clonie alla gamba destra.
La crisi durata meno di un minuto si è risolta aiutandolo nella respirazione. Il bimbo sucessivamente cade in uno stato di prostrazione.
L’eeg ripetuto 4 volte di cui 2 a distanza di 20 minuti dalle crisi, la Tac, l’ecografia transfontanellare non denunciano alcunché di positivo se non una circonferenza cranica superiore alla media, ma dentro ancora ai percentili per la sua età, dovuta a un “arrotondamento” della fronte che tuttavia si rileva senza difficoltà anche nelle foto della madre da infante.
Qui in ospedale se.mbrano delinearsi due teorie, in attesa della risonanza magnetica: spasmo affettivo o epilessia.
Considerando che le tre crisi si sono manifestate sempre al risveglio si puó parlare, nonostante la tenera età, di pavor nocturnus?
Può altrimenti trattarsi di una sorta di trauma indotto nel bambino privandolo del suo sorso di latte prima di addormentarsi perché magari “la poppata precedente era troppo vicina e quindi non é bene dare altro latte nella digestione”? Questo potrebbe forse spiegare il suo rapporto conflittuale con il sonno sia nell’approccio che nel panico susseguente al risveglio.
Io e mia moglie siamo tanto disorientati e impauriti.
Grazie dottore.
salve dottore anche la mia bambina di 9 anni sta avendo anche lei disturbi nel sonno grida e ha paura corre per la casa questo solo appena si addormenta e dura 5 minuti poi passa durante la giornata tutto regolare come fare
Valerio Bonanno,
ti ringrazio per la lunga e dettagliata lettera. Io sarò breve perchè attenderei l’esito della Risonanza. Le ipotesi diagnostiche prospettate sono valide , anche se io penso alla più importante.. Spero di sbagliarmi ma proprio un mese fa sono stato chiamato ad u consulto per un bambino che aveva gli stessi comportamenti del tuo. La diagnosi è stata epilessia , tuttavia posso dirti che iniziare una terapia fin da piccolo porta a guarigione. e non compromette la sua qualità di vita. Sopratutto se i genitori ed il medico curante affronteranno il problema con equilibrio , senza drammatizzare E non ti dico questo per un eccesso di ottimismo , ma perchè è così!! Importante è invece valutare il corretto sviluppo psicomotorio del bambino e questo lo farà il suo pediatra. Ti sarei grato se mi terrai informato.iI latte non c’entra niente , ma se lo richiede , dateglielo (!!). Se ha fame vuol dire che ha ancora spazio per del cibo nel suo stomaco e lo digerirà perfettamente
Giuseppe Ferrari
Viviana,
non fare niente alla bambina , passerà. Piuttosto approfondisci (anche a scuola) nell’ambiente in cui vive la bambina se durante la giornata c’è qualcosa che possa psicologicamente traumatizzarla.
Giuseppe Ferrari
Dott. Ferrari,
La ringrazio infinitamente per la Sua risposta.
Domani sapremo l’esito della RM, tuttavia é già nostra intenzione approfondire l’argomento altrove.
Un nostro parente é primario al Meyer di Firenze e sarebbe apprezzato sapere da lei se, per la patologia in questione, tale struttura potrebbe rivelarsi una scelta felice oppure no.
Inoltre, apprendendo da quanto ci scrive che Lei fa dei consulti, gradiremmo essere informati se ciò sia possibile e in quale località.
Grazie ancora.
Valerio,
Il Meyer di Firenze è un ottimo Istituto . Forse insieme al Bambino Gesù di Roma il migliore d’Italia.
Quindi ottima scelta. Tienimi informato ed auguri
Giuseppe Ferrari
Gentile Dottore,
voglia perdonarmi ancora ma ci sono alcune novità che ritengo degne di nota:
1) Il bambino ha avuto un’altra crisi con l’halter indosso
2) Esito ufficioso della RM.
La crisi si é attuata nello stesso modo delle precedenti (nel sonno disturbato da rantoli dovuti ai muchi nasali che ricadono della gola per la posizione supina, sonno intervallato da pianto inspiegabile come se il bimbo presagisse qualcosa, eruttazioni a grande distanza dall’ultimo pasto).
L’eeg nelle 24h., fatta eccezione per l’esatta parentesi della crisi, corrisponde al tracciato normale di un bi.mbo della sua età sia nello stato di veglia che in quello del sonno. Nessuna “premonizione” ante crisi, nessuno “strascico” nei minuti immediatamente successivi..
In attesa di refertazione ufficiale apprendiamo per le vie brevi dell’esito negativo della risonanza magnetica.
Il primario ha giudicato letteralmente “strano” il caso e ha intanto prescritto una terapia di Depakin, almeno per il momento.
Non sembra prestarsi più attenzione particolare al problema gastroesofageo nè alla combinazione che da questo unitamente ai muchi che perennemente affliggono il sonno del bambino si potrebbe attuare con conseguente amplificazione del senso di soffocamento e via discorrendo.
Credo alla diagnosi fornitami anche perché suffragata dalla Sua stimata opinione. Ma continuo a pensare alla curiosa descrizione del caso come “strano”. Spero che la nostra trasferta fiorentina possa definitivamente chiarirci le idee.
Intanto La ringrazio per i Suoi preziosi consigli e colgo l’occasione per augurarLe una serena Pasqua.
Valerio
Gentile Dottor Ferrari,
dopo l’ennesima crisi di pavor nocturnus di mio figlio, ho trovato finalmente questo Suo sito e ho letto il più possibile, mi è stato di grande conforto ed aiuto.
Quel che Le vorrei chiedere è, se esiste un “limite” entro cui poter definire normali ed accettabili la crisi notturne. Perchè mio figlio, 33 mesi, ormai ne ha quasi ogni notte, e quando non è pavor sono incubi.
Ha crisi molto profonde, che durano parecchio, che quando passano, lasciano il bambino spossato e singhiozzante per ore.
E’ evidentemente arrabbiato, si batte i pugni sulle gambe, urla, mi manda via…
Non Le nascondo quanto sia frustrante e psicologicamente difficile per me affrontare queste crisi, sarà il senso di impotenza…
Sarà anche che credo di sapere perchè è così arrabbiato, 7 mesi fa è arrivata la sorellina, al contempo ha iniziato l’asilo, da poco ha lasciato il ciuccio (e forse avrei fatto bene a lasciargli almeno quello), insomma immagino che lui nel sonno sfoghi tanta rabbia data da queste cose, non ultime le frustrazioni diurne dei conflitti che abbiamo io e lui, sta attraversando una fase di capricci e “no” per ogni cosa.
Mi sono dilungata, mi scuso.
Insomma, avendo la presunzione di sapere il perchè di tutto questo, non ho pero’ certezza di poter definire ancora nella norma la frequenza di queste crisi.
Nel caso, secondo il Suo parere, sarebbe opportuno ci rivolgessimo a qualche psicologo infantile, o ad altra figura competente? Nel caso mi saprebbe indicare quale?
I più cordiali saluti
Paola
Addendum:
so che secondo lei il ciuccio andrebbe lasciato spontaneamente dal bambino, e non andrebbe tolto d’ufficio. Ma abbiamo colto la palla al balzo a seguito dell’ennesimo smarrimento, e a lui pareva non interessare la cosa, ha preso sonno nonostante l’assenza del ciuccio, e non lo ha richiesto per i primi giorni. Sono passati quasi 2 mesi ormai, ma capita che nei momenti di crisi lo chieda, senza insistere, ci prova direi.
Ho preferito levarlo, cogliendo l’occasione, non per spirito di prevaricazione o che, ma perchè mio figlio soffre di ricorrenti otiti, e mi hanno detto che il ciuccio non aiuta, anzi; inoltre aveva (lo scrivo al passato perchè la situazione è già notevolemente migliorata) il morso aperto e la linea dei denti superiori ad arco.
La tentazione di ridarglielo, soprattutto durante le crisi, è tanta. Dovrei?
Grazie! anche Pietro (12 mesi) da qualche settimana dorme poco volentieri nel suo lettino..si addormenta come sempre in camera sua, con la sua ninna nanna e il suo pupazzo, ma dopo poco si sveglia a volte urlando, a volte ridendo e seppur si riaddormenta appena ci sente, dopo poco ci risiamo..magicamente nel lettone tutto questo non avviene..una manina sul babbo, una sulla mamma..e tutta la notte filata, fino alle 9, con una pausa per il biberon verso le sette, a occhi chiusi..con una mano pronta sul ciuccio appena finsice il latte..magari non dovrei prenderlo con noi..ma che bello sentirlo vicino mentre dorme!e che dolcezza il suo sorriso la mattina quando mi sveglio..e se anche dobbiamo svegliarci prima di lui per andare a lavorare, lui resta tranquillo nel lettone in mezzo a due grandi cuscini..forse non siamo noi..e solo il lettone che vuole!!è una bella idea comprare un letto più grande..ora vorrei solo sapere come convincere i nonni a fare lo stesso..è inevitabile che prima o poi lo dovremmo lasciare magari una notte da loro (facciamo i turni in ospedale e fra un po’ dovrò ricominciare a fare le notti). Non vorrei che soffrisse se cambiassero questo atteggiamento, per loro troppo “viziante”..Ci parla lei per favore?
Gentile dott.Ferrari, la mia nipotina di quasi cinque anni soffre di disturbi generalizzati dello sviluppo. Non sappiamo a chi rivolgerci per superare questi momenti così critici! Nonostante assuma ogni sera la melatonina, spesso di notte si sveglia, piange e rimane sveglia per molto tempo. La mia nipotina sembra essere un tipo allergico, spesso è raffreddata, spesso assume medicinali. Frequenta la Scuola materna, ma non si inserisce nel contesto classe; frequenta un centro terapeutico di logopedia e psicomotricità, ma i risultati stentano a vedersi. I genitori sono quasi al collasso psicofisico. Ci aiuti. la prego. Cordialmente!
Valerio,
andate il più presto possibile a Firenze. Questa incertezza non fa bene a voi e neppure al bambino che sicuramente avverte questo stato di tensione che lo circonda. Come ho già detto anche nella più pessimistica delle ipotesi , per fortuna si tratta di una cosa guaribile. Ma un diagnosi certa vi toglierà questo stato ansioso deleterio per il bambino. A presto
Giuseppe Ferrari
Paola,
devo farti i complimenti perchè hai focalizzato esattamente il problema e sopratutto le cause del problema. . Cominciamo a ridargli il ciuccio e …. poi vediamo. Non mi preoccuperei per la frequenza delle crisi, se durante la giornata il bambino è sereno. Se invece durante la giornata presenta segni di instabilità comportamentale , penso che non si a sbagliato rivolgersi ad un bravo (sottolineo bravo) psicologo. Leggendo fra le righe penso che ancnhe tu debba riesaminare il tuo comportamento. Mi sembri una persona molto intelligente, cerca di essere meno “prevaricante ” ,meno perfezionista, ma più comprensiva e disponibile
Giuseppe Ferrari.
Egregio Dottor Ferrari,
sono Sabrina la mamma della piccola Sofia, Le avevo scritto il 26 Marzo raccontandole un comportamento un po’ strano di mia figlia, inapettente, stanca e meno socievole.
Lei come sempre mi ha risposto gentilmente ed ha anche centrato il fatto che io sia una mamma abbastanza ansiosa! E’ vero, purtroppo, sono ansiosa dalla nascita per tutto e per tutti, forse dovrei sottopormi io al suo parere non mia figlia!! Comunque visto che mi aveva chiesto di tenerla informato, Le dico che il problema della stanchezza e dell’inappetenza si è risolto nel giro di pochi giorni, all’asilo mi hanno detto che la bambina è molto socievole, gioca sempre in gruppo, è molto ubbidiente, molto curiosa, molto attenta ed anche molto paziente con gli altri bambini, tanto è vero che un bimbo considerato “difficile” perchè iperattivo e monello cerca sempre mia figlia per giocare, perchè lei è l’unica che con pazienza riesce a farlo divertire ed a farlo giocare con lei!! In pratica mi hanno descritto un altra bimba!! Appena esce da quella porta con noi e solo con me e mio marito diventa molto più vivace, molto più capricciosa, molto meno paziente e stranamente anche ai giardini molto più solitaria nei giochi rispetto agli altri bambini!!! Che dire….Forse dopo 8 ore passate al nido, dove assume un “ruolo” adeguato all’ambiente, si lascierà andare ad un comportamento più comodo per lei..!!! Che ne pensa?
Grazie mille e Buona Pasquetta
Sabrina
Sabrina,
brava! Hai messo molto bene a fuoco il problema della tua bimba. E siccome sei brava, colgo l’occasione per sottoporre alla tua attenzione e discuterne con te , un aspetto particolare del comportamento dei bambini e cioè quando i bambini vogliono verificare fino a dove arriva il loro potere. E non è un comportamento abnorme,ma costituisce un momento delicato nel rapporto comunicativo fra genitori e bambino che ha bisogno di esplorare i limiti del proprio potere e far sapere ai genitori fino a dove lui può arrivare.
Un esempio tipico si ha quando i genitori alla fine della giornata vanno a prendere i loro bambini ( che sono andati al mattino senza piangere ) agli asili nido, e che , dopo essere stati buoni tutto il giorno, quando li vedono cambiano di umore ed di comportamento diventando spesso aggressivi. Questi bambini, dando libero sfogo ai loro sentimenti in presenza dei genitori, sono sicuramente in grado di avvertire le forti emozioni che causano in loro con questo comportamento. E quindi lo fanno di proposito per comunicare che non sono contenti di essere abbandonati tutti il giorno in mano ad estranei ancorché buoni e gentili , ma sempre estranei! In quel momento stanno verificando fino a dove possono arrivare con il proprio potere.
Giuseppe Ferrari
Sabrina,
brava! Hai messo molto bene a fuoco il problema della tua bimba. E siccome sei brava, colgo l’occasione per sottoporre alla tua attenzione e discuterne con te , un aspetto particolare del comportamento dei bambini e cioè quando i bambini vogliono verificare fino a dove arriva il loro potere. E non è un comportamento abnorme,ma costituisce un momento delicato nel rapporto comunicativo fra genitori e bambino che ha bisogno di esplorare i limiti del proprio potere e far sapere ai genitori fino a dove lui può arrivare.
Un esempio tipico si ha quando i genitori alla fine della giornata vanno a prendere i loro bambini ( che sono andati al mattino senza piangere ) agli asili nido, e che , dopo essere stati buoni tutto il giorno, quando li vedono cambiano di umore ed di comportamento diventando spesso aggressivi. Questi bambini, dando libero sfogo ai loro sentimenti in presenza dei genitori, sono sicuramente in grado di avvertire le forti emozioni che causano in loro con questo comportamento. E quindi lo fanno di proposito per comunicare che non sono contenti di essere abbandonati tutti il giorno in mano ad estranei ancorché buoni e gentili , ma sempre estranei! In quel momento stanno verificando fino a dove possono arrivare con il proprio potere.
Giuseppe Ferrari
Egr. Dr. Ferrari,
sono sempre Sabrina la mamma di Sofia, mi scusi se approfitto del suo tempo ma ci ho preso gusto a dialogare con lei,sia pur per iscritto!! Effettivamente ha ragione i bambini che vengono mandati al nido e/o all’asilo, anche se almeno in apparenza, sembra che ci vadano volentieri (e magari lì effettivamente si divertono anche) devono però farti pagare lo scotto di averli “parcheggiati”! E’ assolutamente vero che una volta a casa cerchino di metterti alla prova, soprattutto minando fino all’estremo il tuo sistema nervoso e/o di sopportazione!! Nel mio caso specifico, Sofia oltre a quanto già le ho detto, mette alla prova con capricci, risposte peperine, musi e quant’altro anche la nostra capacità a mantenere una posizione nei suoi confronti, soprattutto perchè ha ben capito che mentre con me se dico no difficilmente può pensare che cambi idea, su qualsiasi cosa si tratti, così non è con suo padre!!! Quindi mi rendo conto, ogni giorno che passa, di quanto sia delicato e difficile fare il genitore, perchè i bambini sono ed oserei dire alcune volte anche a ragion veduta, i nostri più spietati giudici con tutto ciò che ne consegue!
Spero solo di riuscire giorno dopo giorno a far capire a mia figlia che essere severi ed intransigenti in alcune situazioni non significa non voler bene ma semmai il contrario!!!
La ringrazio per la Sua attenzione e conto di scambiare altri pareri con lei in futuro!
Sabrina
Egregio dott. Ferrari
sono Antonella, una mamma di un bambino di 6 anni e mezzo, è da circa 2 anni che mio figlio, si sveglia nelle prime 2 ore di sonno. Ho parlato con la sua pediatra e mi ha detto che è normale, che si tratta delle paure notturne. E’ un bambino vivace, non sta mai fermo e si annoia se non ha stimoli nuovi.Prima che ciò accadesse, premetto che ha avuto vari periodi di tic nervosi, tra cui l’aprire e chiudere la bocca, in modo velocissimo. La cosa che non mi spiego è perchè sia i tic nervosi e sia le paure notturne avvengono sempre verso la primavera. Spesso penso che sia solo colpa mia, sono molto assillante, sto sempre a controllare quello che fa, penso di essere troppo opprimente, ma non riesco a non esserlo, vorrei tanto cambiare.Premetto anche che sono stata dalla PEDAGOGISTA, dove dopo 2 ore di seduta, mi ha rassicurata sulla salute di mio figlio dicendomi che la sua vivacità è dovuto alla sua intelligenza. Ciò mi ha fatto tanto piacere anche perchè le maestre sono contente di lui, però mi dicono che delle volte perde la concentrazione, perchè deve fare altre cose che gli passano per la testa, tipo (dovevo andare da un mio amico a dirli una cosa). Mi scuso per essermi prolungata tanto. Aspetto una sua risposta. La ringrazio. cordiali saluti.
Antonella
Sabrina , condivido tutto quello che mi dici. Non temere di essere severa .I bambini provocano i genitori perchè vogliono sapere da loroquali sono i propri limiti. Quindi bisogna farlo , ma con amore e non con irritazione,
A presto
Giuseppe Ferrari
Egregio Dottor Ferrari,
ho un bambino di 19 mesi, alto 94cm con un peso di circa 14kg.
L’ho allatto al seno al mattino, fino a pochi mesi fa lo beveva anche la sera. Ho provato in tutti i modi a fargli bere il latte vaccino ma con scarsi risultati, non ne vuole sapere per niente. Mangia con piacere yogurt e formaggi ma ho paura che non assuma abbastanza calcio. Lei cosa mi consiglia? O pensa che il mio latte, formaggi e yogurt possano bastare per una sufficiente assunzione di calcio?
La ringrazio anticipatamente.
Bettina, penso di sì, anzi sono sicuro di sì. Tuttavia la tua lettera mi serve di esempio per una madre che mi ha scritto in modo piuttosto sgarbato per alcune mie osservazioni circa qualche piccolo inconveniente che un allattamento al seno protratto può provocare . Ma purtroppo i sostenitori dell’allattamento al seno talvolta sono “integralisti” ed intolleranti nei riguardi di che usa buon senso, attenzione ed interesse alla qualità della vita dei bambini di cui si assume la responsabilità. E non fanno un buon servizio ad una causa importante e nobile!
Giuseppe Ferrari
Gentile Dottor Ferrari,
Il mese scorso mio figlio, di quasi 9 anni, dopo alcuni giorni di febbre oltre i 39 gradi, ha avuto nel giro di una settimana quattro episodi di “pavor notturno” (così ci ha detto la nostra pediatra), durante i quali, dopo essersi addormentato da un paio di ore, si svegliava pallido, freddo e con tremori, dicendo frasi senza senso, per poi addormentarsi profondamente per tutta la notte. Su suggerimento della pediatra abbiamo preso appuntamento presso un centro di neurospichiatria infantile e la prossima settimana dovrebbe fare alcuni accertamenti in day-ospital incluso l’ EEG da effetturare durante il sonno. Tenuto conto che da allora non si sono più verificati episodi del genere (sono passati circa 30 gg.), volevo un Suo parere sull’effettiva necessità di questi esami approfonditi che temiamo possano impressionare il bambino.
Grazie
Alessandra,
il mio giudizio è per forza di cose un giudizio a distanza, tuttavia condivido le tue perplessità. Se le cose stanno come mi dici, aspetterei a fare gli esami suggeriti.
Giuseppe Ferrari
Gentile Dott.Ferrari buongiorno,
ricorderà del caso di mio figlio trattato un paio di settimane fa (ultimo post del 9 aprile e precedenti), per il quale chiedevo un Suo consulto ritenendo, con Sua successiva smentita, che le manifestazioni potessero rientrare nella casistica del “pavor nocturnus”.
Siamo di ritorno dal Meyer con qualche speranza, credo, in più. Ma non senza ancora qualche disorientamento.
Mi appello a Lei, chedendoLe scusa per il disturbo, chè possa darci un punto di vista rasserenente anche alla luce di quanto Le scriverò in chiusura di questo mio intervento.
Questi i due referti, del Policlinico di Messina (1) e del Meyer (2):
1) “Epilessia parziale con episodi critici secondariamente generalizzati. Macrocrania. Idrocefalo esterno”.
2) “Durante la degenza il paziente è stato sottoposto a (nuovo, ndr) esame RM encefalo che ha documentato un probabile iposviluppo della corteccia frontale in assenza di idrocefalo e emorragie. L’EEG (nuovo anche questo, ndr) ha documentato un rallentamento diffuso in assenza di focolai epilettogeni focali.
Un esame del fondo oculare non ha documentato segni di ipertensione intracranica.”
Francamente non riusciamo a capire se le due diagnosi siano sovrapponibili o se forniscano pareri differenti sulla malattia del bimbo.
Lei, oltre il Meyer, ci aveva indicato il “Bambin Gesù”. Ebbene abbiamo fatto qualche ricerca ed è emerso che il Prof.Vigevano studia particolarmente dei casi detti “Disturbi parossistici di natura non epilettica”. Ritiene che potrebbe essere utile percorrere anche questa strada?
Il bambino sembra crescere bene per la sua età e non appare denunciare particolari ritardi nello sviluppo psico-motorio.
Come al solito perdoni la lungaggine.
Grazie,
valerio
P.S. se ritenesse utile visionare l’EEG relativamente al momento della crisi può andare su http://www.limmaginecolta.altervista.org/docs/EEG_sintesi.pdf
Gentile dr Ferrari,
il mio bimbo, di 25 mesi, da qualche settimana ha cominciato a svegliarsi circa una volta a notte chiamando me e il papà. Il pediatra pensa si tratti di pavor nocturnus perchè, sebbene durante i risvegli non sia terribilmente agitato come in alcuni casi descritti in questo sito, è tutto iniziato con un brutto incubo e comunque, appena mi vede, si sente rassicurato e si addormenta abbastanza in fretta (con il papà fa qualche capriccetto in più, è per questo che normalmente vado io…). Alle volte basta addirittura il suono della mia voce a calmarlo.
Inoltre, parlando con un insengante del Nido, che frequenta da un anno, mi ha detto che non è più del solito ottimo umore e che avolte scoppia a piangere senza una ragione, mentre gioca o fa altro.
mi sono interrogata a lungo su cosa possa aver scatenato questa “crisi” e in realtà di cause ne vedo tante, ma non so come affrontarle: aspetto un bimbo e, sebbene lui non sembri ancora afferrare cosa succederà, forse il cambiamento in me comincia a turbarlo; la sua maestra preferita se ne è andata, l’altra (mi sembra di capire) non gli piace un granché ed il sostituto è ancora troppo nuovo. Inoltre, sempre sul versante asilo, mentre prima lo portava il papà, ora tocca a me farlo e la cosa non gli è mai piaciuta: se lo lasciano altri nessun problema. Se lo lascio io pianti disperati, che ormai si ripetono quotidianamente. E la cosa è malauguratamente coincisa con il cambio di maestra.
In più, vivendo noi all’estero, non può frequentare un asilo italiano e adesso che comincia ad affrontare la comunicazione verbale forse si sente frustrato dal non riuscire ad esprimersi.
Infine, a complicare le cose, sempre nello stesso periodo, a causa di una situazione lavorativa difficilissima, che causa a me e a mio marito molto stress,siamo obbligati a dei ritmi di lavoro forsennati, che durante la settimana ci lasciano molto poco spazio per il bambino.
Come posso aiutare mio figlio a superare questo momento e ritrovare la sua serenità? deve continuare a frequentare l’asilo? Non voglio che l’asilo diventi un incubo, come fu a suo tempo per me, ma lasciarlo tutto il giorno a casa con la tata non mi sembra una gran soluzione, anche se lui le è molto affezionato. credo che il contatto con altri bambini sia importante e noi qui non ne conosciamo altri.
Aggiungo che ha anche cominciato a respingermi, a dire che preferisce stare con la tata o con il papà e che sebbene io cerchi di razionalizzare..un po’ fa male!
grata per una parola di consiglio
Francesca
Valerio.
la diversità dei referti dimostra la difficoltà che si incontrano nella diagnostica neurologica dei bambini piccoli. Partirei da quanto ha riferito il Meyer non perchè consideri sbagliato Messina , ma perchè bisogna partire da un punto e considererei giusto farlo dall’ultimo.E partirei anche da quanto mi riferisci e cioè che ” Il bambino sembra crescere bene per la sua età e non appare denunciare particolari ritardi nello sviluppo psico-motorio”. Sarò un medico “vecchio stampo” , ma ricordo bambini molto piccoli che , se avessi dovuto dare retta alle “macchine” , sarebbero dovuti diventare dei ruderi mentre invece adesso sono bei giovanotti o bellasignorine o addirittura uomini o donne in gamba!! Quello che voglio dirti è che nei bambini importante è la clinica , cioe il loro reale sviluppo psicomotorio. Fai seguire il bambino da un bravo, equilibrato ed attento pediatra, sarà lui eventualmente a consigliarti di approfondire con esami se scopre comportamenti sospetti nella crescita del tuo bimbo. Senza girare da un ospedale all’altro con il rischio di disorientati e basta!
Giuseppe Ferrari
Valerio.
la diversità dei referti dimostra la difficoltà che si incontrano nella diagnostica neurologica dei bambini piccoli. Partirei da quanto ha riferito il Meyer non perchè consideri sbagliato Messina , ma perchè bisogna partire da un punto e considererei giusto farlo dall’ultimo.E partirei anche da quanto mi riferisci e cioè che ” Il bambino sembra crescere bene per la sua età e non appare denunciare particolari ritardi nello sviluppo psico-motorio”. Sarò un medico “vecchio stampo” , ma ricordo bambini molto piccoli che , se avessi dovuto dare retta alle “macchine” , sarebbero dovuti diventare dei ruderi mentre invece adesso sono bei giovanotti o bellasignorine o addirittura uomini o donne in gamba!! Quello che voglio dirti è che nei bambini importante è la clinica , cioe il loro reale sviluppo psicomotorio. Fai seguire il bambino da un bravo, equilibrato ed attento pediatra, sarà lui eventualmente a consigliarti di approfondire con esami se scopre comportamenti sospetti nella crescita del tuo bimbo. Senza girare da un ospedale all’altro con il rischio di disorientati e basta!
Giuseppe Ferrari
Francesca,
rispondo volentieri alla tua lettera per due motivi 1) perchè è scritta , nonostante il problema che mi esponi, con molta serenita senza esasperata drammatizzazione 2) perchè possa essere di esempio per altre mamme.
Innanzitutto non si tratta di pavor nocturnus , ma di comportamento conseguente alle condizioni psicologiche in cui si trova il tuo bambino (infatti si calma perfino sentendo la tua voce, quindi non è pavor).
E poi ti sottolineo:
- Il fratellino in arrivo (non sottovalutare il tuo bimbo , lo ha capito benissimo)
- La “scomparsa ” della vecchia maestra.
- Il fatto che lo accompagni tu rende più drammatico il distacco
- La difficolta della comunicazione verbale in un asilo con bambini che parlano un’altra lingua.
- la vostra situazione lavorativa difficile
Povero bimbo cosa vuoi di più!!
Ma devo dire che dalla parte sua ha il vantaggio di avere una mamma come te (spero anche un papà). E questo gli darà la forza di superare questo momento difficile suo e della sua famiglia. Siete una famiglia e lui ne fa parte nel bene e nel male.
Il trattarti male è in realtà una sua dichiarazione d’amore. Circa l’asilo , nonostante tutto io lo manderei. Anche li vincerà la sua battaglia e sarà una vittoria anche per voi.
GIuseppe Ferrari
Buongiorno Dr. Ferrari,
ci siamo già scritti varie volte per diverse tematiche su mio figlio Matteo di 3 anni. Anche lui ha sofferto di pavor nocturnus a volte anche piuttosto violenti (ora sono un paio di mesi circa che non ha più episodi). Questo per dirle che è un bimbo sensibile e molto sveglio. Ho letto uno scambio di messaggi con Sabrina, la mamma di Sofia. Mi sono molto ritrovata nelle stesse problematiche. Matteo oltre a diventare più agitato quando torna a casa è in grado di avere delle crisi di rabbia in seguito a nostri (ma soprattutto miei) rimproveri o a qualche no che non accetta. Le crisi possono durare anche 1 ora, 1 ora e mezza. Riesce a piangere ed urlare per tutto quel tempo e non c’è niente che possiamo fare per calmarlo: ho provato col dialogo con voce calma, ho provato con abbracci e coccole, ho provato urlando, ho provato facendolo stare 5/10 minuti in camera sua dicendogli che sarebbe uscito una volta che si fosse calmato. Ho provato anche andandomene io nell’altra stanza. Il risultato è sempre lo stesso: mi allonta con aggressività ma allo stesso tempo non vuole che io mi sposti da lì vicino. Devo dire che mi sta mettendo duramente alla prova. Anche io lavoro tutto il giorno e lo vado a prendere al nido alle 18.00 e quando ha queste crisi (non tutti i giorni, ma spesso) dalla persona calma che sono mi trasformo nella strega di biancaneve. Questo non subito, ma dopo mezz’ora che piange di continuo senza sosta le assicuro che è veramente dura poter mantenere la calma. Ha un carattere molto forte fin da quando è nato ed ha sempre manifestato delle crisi di rabbia anche quando giocava con qualche giochino e non riusciva a farlo funzinare come voleva. All’asilo va volentieri, ma come già detto, si sa che lui vorrebbe stare con me e non con degli estranei. Ultimamente è un mese che si rifiuta di mangiare all’asilo.Mi ha detto che lui mangia solo a casa sua. Si figuri che mi avevano sempre fatto i complimenti perchè era un bambino che mangiava sempre con appetito! La pediatra dice che è un periodo che passerà, di non fare nulla. Io però non mi sento tanto tranquilla. Tra l’altro il mese prossimo vorrei ceracare di togliergli il pannolino perchè a Settembre dovrà andare alla Scuola Materna, ma non lo accettano con il pannolino. Cosa mi consiglia di fare? Io penso che non ne azzecco una con lui ultimamente…forse sto sbagliando tutto…Volevo anche prendergli un gattino per aiutarlo nella crescita, ma forse non servirebbe a nulla…Che dice? Grazie in anticipo per il Suo tempo prezioso che mi dedica sempre! Sonia
Sonia,
utilizzo le tue parole per risponderti
“Ha un carattere molto forte fin da quando è nato ed ha sempre manifestato delle crisi di rabbia anche quando giocava con qualche giochino e non riusciva ….”
“Ho provato anche andandomene io nell’altra stanza. Il risultato è sempre lo stesso: mi allonta con aggressività ma allo stesso tempo non vuole che io mi sposti da lì vicino.”
” Devo dire che mi sta mettendo duramente alla prova.”
“….quando ha queste crisi (non tutti i giorni, ma spesso) dalla persona calma che sono mi trasformo nella strega di biancaneve.”
“Io penso che non ne azzecco una con lui ultimamente…forse sto sbagliando tutto”
Dal momento che mi sembri una mamma con un animo molto sensibile e comprensivo, mi permetto di dirti che tutto quanto mi dici del tuo bimbo è conseguenza di una tua insicurezza e debolezza. I caratteri forti (e prepotenti) dei bambini emergono quando non esistono altri caratteri che li sanno contrastare e ridimensionare. I bambini hanno bisogno di trovare nei genitori due riferimenti unoi consolatorio/affettivo ed uno disciplinare. Penso che al tuo bimbo sia mancato quello disciplinare. Quando, crescendo (verso gli 8/9 anni), alla istintività dei comportamenti subentrerà la razionalità diventerà di sicuro un bambino facilmente gestibile. Nel frattempo abbi pazienza , e non vivere in modo esasperato questi momenti perchè lui se ne accorge e peggiora il suo modo di comportarsi . In fondo , sia pure in modo non tanto piacevole , ti sta dimostrando tutto il suo amore per te.
Giuseppe Ferrari
Quindi ilmio consiglio che dato il tuo carattere mi sembra inutile
Buongiorno Dr Ferrari,
mio figlio Giacomo ha 2 anni e mezzo e da quanto ho letto dalla sua rubrica credo soffra di pavor nocturnus. E’ accaduto due volte nelle due ultime settimane, sempre il lunedì verso la mezzanotte e mezza. Era accaduto un paio di volte l’autunno scorso, poi più niente. Dimenticavo di dirle che io e mio marito gli abbiamo tolto il ciuccio dietro forte consiglio del pediatra. Ho però letto che il ciuccio non crea dei danni irreversibili nè al palato nè ai denti, se così fosse credo che torneremo sui nostri passi e gli ridaremo il ciuccio.
Giacomo in queste occasioni chiama “mamma” o “papà” oppure continua a gridare “no”, non so dirle se è sveglio oppure no, risponde alle domande e non si calma; inizialmente non vuole essere toccato poi inizia a piangere e si calma quando lo prendiamo in braccio e camminiamo per la stanza. una volta calmato si riaddormenta subito e dorme tranquillo, lui! In entrambe le occasioni non riusciamo a capire se ha degli incubi o altro. Ci ha infatti raccontato una volta di aver visto una grossa farfalla che volava (la sera avevamo visto una grossa falena sul terrazzo) e la volta successiva di una papera sporca che cadeva nell’acqua. A proposito Giacomo va al nido da quando ha 11 mesi ed è un bambino molto curioso e vivace.
Queste sue crisi mi spaventano molto perchè mi ricordano l’episodio di sincope febbrile che ha avuto a gennaio, anche se in realtà mi rendo conto che non si assomigliano per niente. Ora le chiedo, gli episodi di pavor nocturnus hanno a che vedere con quello di sincope febbrile?
La ringrazio per i suoi preziosi consigli.
Lara
Lara,
gli episodi che mi segnali sono tipici “pavor nocturnus”. Se hai letto bene il blog , avrai inteso che non sono affatto preoccupanti e non hanno alcun legame con altri disturbi. Invece mi sembra appropriata la tua osservazione nei riguardi del succhiotto. Sono d’accordo nel riprenderlo.
GFiuseppe Ferrari
Gentile Dottor Ferrari, il mio bambino minore, di circa due anni, ha da tempo (circa un mese) una febbricola ostinata che nel pomeriggio arriva a 37.5 per poi calare di notte e sfebbrarsi completamente la mattina; verso le due del pomeriggio rincomincia da capo. A parte questo non presenta nulla di strano a naso, orecchie, gola, denti. L’unica nota è una persistente e continua stitichezza a causa della quale ricorriamo spesso a farmaci (levolac o macrogol) e perette, perchè non riusciamo a correggerla con l’alimentazione o con lo stile di vita (bevendo e muovendosi). La sua pediatra ora mi ha detto di smettere di provarla, ma io sono un po’ preoccupata. Il bambino per il resto sembra stare bene, a parte la tendenza a svegliarsi di notte un paio di volte; se lo accontento e lo prendo a letto con me e mio marito lui si riaddormenta, anche se ha un sonno estremamente agitato e movimentato. E’ opportuno fare degli accertamenti o è meglio se davvero butto via il termometro? Approfitto della Sua grande competenza per chiedere un suggerimento anche per mia figlia maggiore, quasi 7 anni, che ultimamente ha iniziato ad avere un atteggiamento che mi spiazza: tende adessere aggressiva, sempre “elettrica” e “sopra le righe”, inopportuna in qualsiasi circostanza, strilla e dice cose ad effetto pur di farsi notare. Pensando che il problema fosse questo, il bisogno di farsi notare, ho intensificato le attenzioni nei suoi confronti, privilegiando un atteggiamento premiante e cercando di gratificarla ogni volta che mi è possibile, ma la situazione se è possibile è peggiorata. Sono spiazzata, mi sembra mi abbiano sostituito la figlia, e non so davvero come comportarmi. Le preciso che la bambina ha normalmente un indole vivace ma molto assennata e serena, anche se quest’anno ha dovuto affrotnare le elementari, che sicuramente, almeno dal punto di vista emotivo, per lei sono state uno scoglio piuttosto importante. Non so come comportarmi. Le parlo apertamente? La punisco? Spero tanto in un suo consiglio. Grazie fin d’ora.
Egr. dott. Ferrari, sono la mamma di un bambino di quasi 5 anni, arrivato dalla Russia l’anno scorso a maggio.
Da circa 2 mesi, ha avuto 3 episodi di risveglio dal sonnellino pomeridiano alquanto strani; si sveglia piangendo e lo trovo con gli occhi sbarrati che guarda il lampadario. Quando mi avvicino vedo che mi guarda (sempre con occhi sbarrati) ma quasi non mi riconosce o mi vede grande o mi vede piccola. Non spiegandosi ancora bene, non riesco a capire di preciso cosa vede, di certo sono cose che lo spaventano ed è successo che passi dal ridere all’urlare di paura. Dopo qualche minuto tutto torna normale e si tranquillizza.
Non riesco a capire cosa gli succede, ha qualche consiglio da darmi?
Grazie di cuore.
Patrizia
Simona,
sono daccordo con la tua pediatra. Quello che conta è lo stato di benessere della bambina. Io sostengo che la febbre deve essere misurata ai bambini quando si ha il dibbio se hanno 38.5 o 39.5. Insomma quando li sentiamo veramente molto caldi e non quando ci sembrano un po “caldini “. Mi sembri una mamma affidabile e ben attrezzata intellettualmente, per cui ti dico se vuoi veramente verificare la temperatura della bambina (io non lo farei, ma se vuoi veramente) devi procedere i questo modo. Misurare la temperatura ascellare (!!) mattino , ore 1500 ore 21.00 per una settimana. segnarla su un quaderno. Ripeto ascellare e non rettale. Fino a 37,1 è normale. Se regolarmente supera questo livello , parlane con la pediatra.
Per quanto riguarda la bambina grande, non ti hanno sostituito la figlia , è semplicemente cresciuta! Sta passando da un comportamento istintivo ad un comportamento razionale. Devi tu adeguarti a lei . Ha bisogno che tu le stia vicina , ma sopratutto che tu interloquisca con lei da “adulta”. Insomma devi crescere tu!! Spero che tu abbia capito cosa intendo dire. Sta per sbocciare una donna sotto i toui occhi! trattala come tale.
Giuseppe Ferrari
Patrizia,
si tratta certamente di fenomeni di “Pavor nocturnus” (si chiama così anche se nel tuo caso succede di pomeriggio), più che giustificabile in un bambino che sicuramente prima di arrivare a te, avrà avuto una vita non facile. Leggi attentamente cosa scrivo sul “pavor nocturnus” ed evenualmente parlane con il tuo pediatra. Non c’è nulla da fare se non durante tutta la giornata dare al bimbo la sensazione di sicurezza e di serenità di cui sicuramente ha molto bisogno.
Giuseppe Ferrari
Gentile dottor Ferrari,
grazie per lo scossone! Quello che mi ha detto a proposito di mia figlia maggiore è talmente vero che quando ho letto le sue righe mi si sono immediatamente riempiti gli occhi di lacrime. Grazie. Ci rifletterò, e rifletterò anche sul mio timore di lasciarla andare. Probabilmente è questa la strada giusta.
Per quanto riguarda la febbre di Giacomo, io già utilizzo il metodo da lei descritto, e ho tenuto un’agenda per più di un mese, aggiungendo l’accortezza di non provarla mai dopo mangiato perchè avevo l’impressione che dopo mangiato ne avesse sempre di più, e la provo sempre sotto l’ascella. Ma è proprio così facendo che Le dico che ha sempre un po’ di temperatura. Comunque il bambino è vispo (anche se un po’ agitato…) e mi sembra stia bene; crede che sia opportuno fare degli accertamenti? Da qualche giorno per sopravvivere gli ho dato uno sciroppo per aiutarlo a riposare meglio visto le notti impossibili (tam tam tra mamme, non mi sgridi…); si tratta del quietalia, e gli ha fatto un effetto sorprendente, dorme tutta la notte filata nel suo letto (ormai siamo alla quinta sera…) e mi sembra che anche di giorno sia molto più sereno (forse è solo più riposato). Ma visto l’effetto bomba mi è venuto un dubbio…gli farà male?
Grazie per la sua umanità.
Simona
Simona,
Se non sei convinta (spesso noi pediatri dobbiamo convincere le mamma) fagli pure fare alcuni esami di sangue ed urine (concordali con il tuo pediatra) e così starai tranquilla. Non ti sgrido per lo sciroppo (omeopatico). Se funziona continua pure a darglielo
Tienimi informato.
Giuseppe Ferrari
.
Carissimo dottore, mi sono già rivolta a lei altre volte e ho sempre seguito i suoi preziosi consigli. La disturbo nuovamente per la figlia grande di 3 anni. E’ una bambina sana, vivace, di buon appetito e che dorme volentieri. Il problema sono i suoi continui capricci, la grandissima difficoltà a svegliarsi al mattino (le ho già provate di tutte: svegliarla con grande anticipo, con la musica..) e il rifiuto a fare colazione. Come dobbiamo comportarci? Cosa ne pensa degli sculaccioni? Ha qualche libro da consigliarmi? P.S.: so che questa non è l’area corretta per il commento, ma non sapevo dove inserirlo.
Laura,
il comportamento della tua bimba dimostra chiaramente che , per motivi che non ti saprei dire ma che andrebbero approfonditi, non vuole cominciare la giornata. Se va all’asilo , può darsi che non vada volentieri, se non va all’asilo può darsi che non gli vada a genio quello che deve fare ( andare dai nonni, rimanere con una baby sitter ?? staccarsi dalla sua mamma?) come vedi vado a tentoni anch’io. Ma sicuramente un problema emozionale c’è e la conferma mi è data dal fatto che rifiuta di fare colazione atteggiamento che, in una bambina sana e vivace, è sempre segno di un impegno emotivo.
Mi spiace di non risolverti il problema , ma, sulla base di quanto ti ho detto , vedi di approfondire con l’aiuto del papà e del pediatra la situazione psicologica della tua bimba.
Giuseppe Ferrari
Gentile Dottor Ferrari sono papà di Beatrice una bimba di 5 anni.
E’ da qualche mese che la mia piccola si sveglia, sempre più di frequente, entro le prime due ore di sonno, a seguito di quello che ritengo, dopo avere letto tutte le sue risposte, “Pavor nocturnus”.
Mia moglie rimane molto turbata da questi improvvisi risvegli in cui si legge negli occhi di Beatrice il “terrore”. Ho sempre cercato di convincere Alessandra a vivere queste situazioni della nostra bimba con molta attenzione ma senza drammi, ma la cosa gli risulta molto difficile – prevale in lei sempre la componente pessimistica.
Oggi fortunatamente mi sono imbattuto nel suo sito ed ora posso avere una fidato alleato contro lo sconforto di Alessandra.
Vorrei racontrle della situazione di Beatrice per avere da lei conferme e delucidazioni:
Beatrice è figlia unica . E’ sempre stata una bimba non troppo socievole con gli adulti - a volte anche con i parenti stretti - mentre con i bambini ha un buon rapporto. Frequenta l’Asilo da due anni e difficilmente riusciamo a “tenerla” a casa.
Mia moglie ha fatto da sempre da babysitter (mamma) ad una bimba che oggi ha 11 anni, la quale vive gran parte delle giornate con noi, tanto da essere considerata da noi una figlia e da Beatrice al pari di una sorella maggiore. Si vogliono un bene dell’anima e quando sono distanti si cercano di continuo.
Ad Ottobre 2008 è nata Greta, cugina di primo grado di Beatrice e da allora sono iniziati questi risvegli.
Durante questi momenti Beatrice sembra essere sveglia, e dice frasi a volte incomprensibili a volte si intuiscono delle singole parole. Abbiamo cercato di trovare un nesso comune dato che mai l’incubo è stato ricorrente e l’altra serà si è accesa in noi una scintilla.
Le parole comprensibili fanno sempre riferimento a situazioni della giornata appena trascorsa o della precedente: momenti che la nostra piccola vive per la prima volta e di cui non ha avuto risposte chiare.
Riteniamo che il fatto di scontrarsi giornalmente con il mondo che ogni giorno per lei diventa sempre più grande, sia una situazione di stress che cerca di metabolizzare quando va a nanna.
La cadenza degli incubi non è regolare, ma abbiamo notato che nelle serate più calde o rumorose vi è maggiore predisposizione.
La paura della mamma è quella di problemi seri che possano interferire sulla crescita psicofisica di Beatrice.
Infatti Alessandra da quando la piccola va a dormire e per le due successive ore rimane sempre in angoscia e quando succede si lascia prendere dallo sconforto, cercando di ottenere risposte dalla piccola che lei non può dare, primo perchè non è cosciente pur con gli occhi aperti, secondo perchè al mattino non ricorda nulla.
L’angoscia della mamma si fa anche più grande perchè, durante queste situazioni, Beatrice prima di ritornare a dormire tranquillamente, continua a ripetere: “Mammina Io sono la tua bambina bellissimia, mi dici sempre che sono bellissima”
Ho letto in più parti che sarebbe opportuno e consigliato lasciare il bambino soggetto a “pavor” nel suo letto cercando di tranquilizzare; non abbiamo mai provato! Troviamo Beatrice seduta nel lettino che si lamenta e parla; la prendiamo in braccio cercando di accarezzarla e parlandole a bassa voce, ma nulla riesce a calmarla, anzi nel giro di poco il panico diventa ingestibile e fino a quando non gli passa (5/10 min.) siamo impotenti. Subito dopo chiede di andare a nanna e si riaddormanta come se nulla fosse accaduto. La mamma continua a farli domande su quello che stava sognando e lei per accontentare dice che ha fatto un brutto sogno, ma si capisce che lo dice solamente per farci contenti, in quanto non ha memoria dell’accaduto.
Grazie per la sua disponibilità e pazienza.
Massimo ,
ti faccio i miei complimenti per la precisione e l’accuratezza della tua lettera, potrebbe essere pari pari inserita in un libro di puericultura o di psicologia infantile. Che posso dirti hai descrtto così bene i sintomi, le cause ed i comportamenti da tenere. Continua così! Il pavor nocturnus è una conseguenza di una certa situazione ambientale e non causa disturbi futuri. Rassicura tua moglie. Dille anche che in genere si manifesta in bambini particolarmente intelligenti e sensibili. Ora però, con la consueta franchezza e per dovere professionale, devo dirti cosa penso su quanto mi hai scritto.
Cito le tue parole
“La paura della mamma è quella di problemi seri che possano interferire sulla crescita psicofisica di Beatrice.
Infatti Alessandra da quando la piccola va a dormire e per le due successive ore rimane sempre in angoscia e quando succede si lascia prendere dallo sconforto, cercando di ottenere risposte dalla piccola che lei non può dare, primo perchè non è cosciente pur con gli occhi aperti, secondo perchè al mattino non ricorda nulla.” ……..
….”La mamma continua a farli domande su quello che stava sognando e lei per accontentare dice che ha fatto un brutto sogno, ma si capisce che lo dice solamente per farci contenti, in quanto non ha memoria dell’accaduto.”
Se le cose stanno così : il problema è tua moglie!!!!
Ti consiglio di affrontare il problema con l’aiuto di uno psicologo, perchè purtroppo attraverso un blog non si possono approfondire dettagliatamente argomenti così delicatii. Se avete un pediatra preparato ad affrontare queste problematiche (ma purtroppo sono ancora pochi) parlategliene, altrimenti , come ho detto, rivolgetevi ad uno psicologo.
Mi spiace di non potervi aiutare, e mi scuso se sono stato duro, ma sento il dovere di dirti e dirvi quello che penso.
Spero di sentirti ancora.
Giuseppe Ferrari
carissimo Dott. Ferrari sono mamma di un bimbo meraviglioso di 5 anni che negli ultimi mesi riscontra tutte le caratteristiche del”PAVOR NOCTURNUS” , si addormenta poi dopo poche ore inizia a piangere disperato in preda quasi ad allucinazioni ,sudato e privo di conoscenza, tremando e stringendo denti e mani come se provasse dolore o forte terrore, solo con mio marito si calma ,premetto che il bimbo dorme con me, e mio marito nella stanza del bimbo da ormai 2 anni circa perché non riusciamo a farlo dormire nel suo letto. Vado subito alle domande: può ,causare tutto questo far giocare il bimbo con la “PLAY STATION” ? Se si ,dobbiamo eliminarla per il suo bene? Come facciamo a riconoscere il PAVOR da altri problemi del tipo molestie e violenze ,dobbiamo rivolgerci a degli esperti infantili che vedano il bambino o ci dobbiamo ” FIDARE ” . Sono una mamma molto apprensiva e trovo strano che dei bambini così piccoli possano essere così terrorizzati da semplici incubi ,cosa mai può sognare a quella età che lo spaventa avendo una famiglia che lo ama e tenta di farlo felice e sereno? Grazie per il suo tempo e consigli . SILVIA
Silvia,
non c’è nulla di strano in un bambino che presenta pavor nocturnus. Non preoccuparti , nè colpevolizzarti. Più che la Play station, penserei piuttosto al tuo eccesso di apprensione ed ansia. Ma penso che neppure questo aspetto possa essere chiamato in causa . Rileggiti quanto ho scritto in proposito e stai tranquilla.
Giuseppe Ferrari
Gentile Dottor Ferrari, sono il nonno di un bellissimo bimbo di 4 anni che, a seguito di gravi disturbi causati da adenoidi di terzo grado, ha sofferto tutto l’autunno e inverno passato. Da qualche giorno è stato operato a Roma c/o il bambin Gesù. Rientrato subito a casa,(Lecce) sta superando benissimo la convalescenza. Il problema che assilla i genitori (mio figlio e mia nuora) è, che il bambino è andato ancora in apnea con un risveglio intorno alle sei di mattina, accompagnato da vomito. La madre ha subito pensato che l’intervento non è servito a niente, in quanto l’episodio era già accaduto dandone colpa alle adenoidi. Potrebbe essere invece “pavor nocturnus” causato da indigestione. E’ molto intelligente: cellulari,computer,giochi interattivi in genere, sono il suo passa tempo. Io da nonno penso che mangiare molto, la sera non gli faccia bene specie le patate lesse e il prosciutto salato. (Non è obeso anzi ha il fisico atletico). Mia nuora poi non la vedo mai rilassata, vede sempre tutto negativo, forse il bimbo s’accorge e a volte ha degli incubi? La ringrazio sin d’ora per la sua gentile risposta in attesa della quale la saluto cordialmente.
PS. mio nipote si chiam Eros.
Nonno Luigi,
Innanzitutto complimenti per l’affetto e l’attenzione che hai per il tuo nipotino. Purtroppo non ho capito bene. Mi parli di problemi adenoidei e di intervento. Presumo che sia di asportazione di adenoidi. Ma le apnee sono causate dalle tonsille ipertrofiche. Quindi , come vedi, sono un po’ disorientato. L’episodio che mi segnali può essere dovuto al vomito e non viceversa. Rassicura la mamma : l ‘Ospedale Bambino Gesù è molto serio(forse il migliore in Italia). Non preoccuparti della alimentazione , fino ai 6/7 anni i bambini scelgono istintivamente la alimentazione più giusta. Non penso che si tratti di “pavor nocturnus”. Di tutto questo mi conforta e mi da’ garanzie il fatto che il bimbo sia , come dici tu, atletico , vivace ed intelligente. Quindi penso che non abbia problemi seri.
Giuseppe Ferrari
Salve Dr. Ferrari, ci siamo già scritti per varie questioni su mio figlio Matteo di 3 anni e mezzo. Le cose in generale vanno molto meglio: da alcuni mesi non ha più pavor nocturnus, le crisi di rabbia furiosa che aveva di giorno si sono molto diradate e soprattutto quando ci sono durano molto meno, inizia a verbalizzare i suoi sentimenti e le emozioni, cosa che è sempre stato molto difficile per lui. Anche io ho cercato di cambiare un po’ atteggiamento verso di lui: quando si agita cerco di non farmi più colpire così tanto dalla sua rabbia, mantengo il controllo, se serve lo faccio stare 3 minuti esatti in camera sua da solo e poi, dopo essersi sfogato, facciamo pace. Andrebbe tutto molto meglio se non fosse che a scuola ormai da 3 mesi non pranza più.Ho provato anche a portare il cibo da casa cucinato da me ma si rifiuta di mangiare. Dice che lui mangia solo a casa sua, ma non è vero perchè mangia anche dalla nonna, o al ristorante. E’ solo a scuola che non mangia (la merenda però sì!).
E poi ora che fa caldo, all’asilo si sono attrezzati con le piscine di gomma per rinfrescare i bambini, ma lui è l’unico bambino che si rifiuta e mentre gli altri fanno il bagno lui disegna. La mattina si sveglia col pensiero della piscina e piange perchè non vuole fare il bagno. Sia io che le maestre lo rassicuriamo che non lo farà se non vuole. Tra l’altro al mare si diverte tantissimo con noi genitori, non capiamo perchè a scuola sia diverso.A scuola mi hanno assicurato che non è successo nulla di traumatico o di strano, che ha fatto moltissimi progressi di socializzazione (è un timidone ed anche un po’ insicuro).Inoltre da due mesi ha tolto il pannolino (la prima settimana a casa con me, poi anche a scuola) e non ha dato assolutamente nessun problema, anzi devo dire che è stato molto bravo e veloce. Insomma tutto farebbe pensare ad una crescita sia psicologica che emozionale, ma poi ha questi atteggiamenti che fanno pensare ad una regressione. Soprattutto con i bambini in generale ha sempre avuto dei problemi: si vergogna molto, a volte se incontra un bambino più grande per strada che ha una faccia ” strana” scoppia a piangere. Se ha un confronto solo con un bambino +/- della sua età vedo che riesce a socializzare, ma se deve confrontrasi con più bambini, magari più grandi va in crisi.A settembre inizia la materna ed io temo che avrà non pochi problemi d’inserimento….Io provo a spingerlo verso gli altri, ma non voglio costringerlo a fare nulla che non desideri.Mi dia un suo consiglio, di cui farò tesoro come sempre. Grazie in anticipo. Sonia
Sonia,
mi stai descrivendo un bimbo dotato di una grande personalità che mi piacerebbe conoscere.
Tutto quello che mi racconti non fa che confermarmi la sua intelligenza ed il suo carattere ( non gli piace l’asilo e quindi mette in atto meccanismi difensivi e di rifiuto, ma ci va lo stesso!!).
Anch’io penso che alla materna avrà dei problemi , ma penso anche che è ben attrezzato per affrontarli (forse più attrezzato di te). Non preoccuparti, anzi sii orgogliosa di un bambino così. Dagli sicurezza e tanto amore.
Giuseppe Ferrari
Egregio Dott. Ferrari, sono la mamma di Lorenzo, un bimbone di 7 mesi e un giorno, molto cicciotto (kg 10.7), ma che proprio non vuol farsi svezzare: vive solo del mio latte, che prende solo dal seno(non me lo sono mai tirato). Io ringrazio il cielo di riuscire ancora a saziarlo con il mio solo latte, ma presto dovra’ cambiare abitudini: tra un mese e mezzo devo riprendere a lavorare, e Lorenzo,tra 4 settimane, dovra’ iniziare l’asilo. E’ da piu’ di 2 mesi che provo inutilmente ad dargli alimenti diversi dal mio latte, prima ho iniziato con la mela grattugiata, poi pian piano sono arrivata alle classiche pappine, provando veramente tutti i cibi possibili per la sua eta’. Tutti mi dicono che devo assolutamente continuare a insistere, anche se lui si rifiuta di aprire la bocca, e se a tradimento gli infilo qualcosa mentre piange, sputa tutto piangendo ancora piu’ forte, benche’ io lo faccia arrivare all’ora di pranzo “digiuno” del mio latte. Ma io, che vivo facendo sempre di tutto perche’ lui stia bene e sia felice, non me la sento di torturarlo ogni giorno con quest’incubo. Mi guarda disperato come per dirmi “ma perche’ vuoi infliggermi questo supplizio?” Che ne sa lui che lo faccio per abituarlo per quando andra’ all’asilo? Per un periodo ho mollato per un po’ di giorni con questi tentativi. Era felice lui ed ero felice io. Ma e’ proprio giusto insistere contro la sua volonta’? La natura non fa si’ che siamo noi a cercare il cibo, e non il cibo a violentare noi? Se non lo forzassi piu’ forse, magari dopo qualche giorno, all’asilo mangerebbe lo stesso….Mah. Scusi se Le ho scritto nonostante la banalita’ del problema, ma le giuro che mi angoscia perche’ mi sento in colpa. Ho paura di fargli del male anziche’ del bene.
Grazie
Cari saluti
Egregio dottor Ferrari
sono la mamma di Hélène, una splendida bambina di tre mesi e mezzo e le scrivo per avere un consiglio su come rendere più “tranquilla” mia figlia. Purtroppo la bimba, da un paio di giorni non appena arrivano le 19.00/19.30 ha delle crisi di pianto molto forti. Premetto che è una bimba sanissima, che il parto è andato tutto bene anche se è stato lungo. Fino ad ora queste crisi di pianto si erano manifestate intorno alla sesta settimana, ma il mio pediatra mi aveva rassicurata dicendomi che questo è il periodo dove il neonato piange più frequentemente, in effetti passate le 8 settimane di vita la bambina è tornata ad essere serena, fino a pochi giorni fà. Queste crisi di pianto nascono all’improvviso, e durano all’incirca 30 minuti, dopodiché crolla e dorme per circa 5 ore di fila. In questo lasso di tempo sia io che mio marito non riusciamo a calmarla. Abbiamo provato a prenderla in braccio, coccolarla, a portarla in una stanza silenziosa e a darle il seno. Quest’ultimo devo dire che è l’unico metodo consolatorio anche se non funziona subito. Riflettendo a quale possa essere la causa di queste crisi di pianto mi è venuto in mente che molto probabilmente la bambina, arrivata ad un certo orario è stanca e non riesce ad addormentarsi e questo la rende nervosissima. Ma cosa devo fare? la giornata di Hélène si presenta + o - così:
si sveglia intorno alle 8.30/9.00 (durante la notte si sveglia 2/3 volte per la poppata), poi giochiamo un po’ insieme, verso le 11.00 si addormenta tranquillamente per due ore circa e poi verso le 15.00/16.00 facciamo la nostra passeggiata quotidiana fino alle 18.00 c.a. Non appena ritorniamo a casa iniziano le crisi di pianto. Non so forse durante la passeggiata, assimila troppe cose (rumori, immagini ecc) e quando arriva a casa è talmente sovraccarica che non riesce più a calmarsi? devo magari rinunciare a uscire tutti i gg? un’altra cosa che ho notato è che quando si innervosisce prende le mie dita e le morde in modo molto forte… le sue gengive si stanno preparando per i denti?
Non so se le servono i dati della bambina, cmq la bambina come detto in precedenza ha tre mesi e mezzo, pesa 7.320 kg ed è alta 62.5 cm e la allatto esclusivamente con il mio latte.
Spero di poter trovare una risposta alle sue crisi di pianto, così da poter agire di conseguenza e vederla sorridere anche prima di metterla a letto.
La ringrazio sin d’ora per i suoi preziosi consigli!
Tiziana
buon giorno dottore, innanzitutto complimenti per essere così! il mondo ha bisogno di medici che amano i bimbi e li rispettano come persone!
mia figlia ha 23 mesi, è allattata e mangiucchia quello che vuole anche se non tantisimo. è una bimba robusta e nessuno penserebbe che mangi poco1
ieri ho trovato in un pannolino del giono prima, che è caduto dall’i mmondizia, dei piccoli vermetti di 2 o 3 mm!! su consiglio del pediatra le ho somministrato 5 ml di vermox.
è per questi vermetti che ha spesso le occhiaie o sono dovute a qualche carenza alimentare? nel secondo caso mi consiglia qualche integratore?
grazie
Egregio Dottor Ferrari,
eccomi quì dopo qualche mese ancora interessata ad un suo prezioso consiglio!
Sono Sabrina la mamma di Sofia, mia figlia che ha compiuto tre anni a fine luglio è da quando aveva 2 anni e 3 mesi che non usa più il pannolino durante il giorno, ma la sera o durante il riposino pomeridiano ne fa ancora uso, in quanto non riesce a trattenere per troppo tempo l’urina dormendo!
Allora il punto è che le persone che mi circondano, nonni, amici, insegnanti ecc.ecc. sostengono che dovrei impormi di più per cercare di “insegnarle” a non utilizzare il pannolino anche di notte, provando per esempio a toglierlo, svegliandola per farle fare la pipì o facendole bagnare il letto e facendoglielo notare la mattina seguente!
Io caro dottore non sono per niente d’accordo! Sarei dell’idea di lasciarle il suo tempo, così come durante il giorno è riuscita a toglierselo senza problemi nel giro di un fine settimana, si toglierà anche quello della notte, quanto si sentirà pronta! In fondo ha 3 anni non mi sembra un problema fare ancora la pipì mentre dorme?!?!
Che dice? Le lascio il suo tempo e faccio decidere a lei quando si sentirà pronta o devo dare retta a chi mi dice di insistere nel toglierlo?
Rimango in attesa di un suo sempre preziosissimo consiglio! Grazie mille
Sabrina
Maria Antonietta,
“Mi guarda disperato come per dirmi “ma perche’ vuoi infliggermi questo supplizio?” Che ne sa lui che lo faccio per abituarlo per quando andra’ all’asilo? Per un periodo ho mollato per un po’ di giorni con questi tentativi. Era felice lui ed ero felice io. Ma e’ proprio giusto insistere contro la sua volonta’? La natura non fa si’ che siamo noi a cercare il cibo, e non il cibo a violentare noi?”
Ho iniziato la mia risposta con le tue parole meravigliose che , ti confesso, userò nel mio prossimo libro che vorrei intitolare ” I bambini crescono nonostante gli adulti”. Che dirti, concordo in tutto con te. Quando andrà all’asilo vedrai che mangerà le pappe e tutto il resto. L’allattamento al seno protratto può causare questi inconvenienti . Ma sono inconvenienti relativi. Noi adulti sottovalutiamo i nostri bvambni , ma sono più furbi di tanti adulti , fuorviati dalla cattive abitudini, luoghi comuni , leggende metropolitane ecc (vorrei metterci anche la stupidità) Quando troverà un cibo diverso dal suo adorato latte materno, per po’ lo rifiuterà , ma quando si accorgerà che l’alternativa è il digiuno, si affretterà a mangiare quello che gli viene offerto.
Giuseppe Ferrari
Tiziana,
temo che tu sopravaluti le mie capacità. Provo comunque a valutare quanto mi dici, come se mi portassi la bimba in ambulatorio , senza però purtroppo poterla valutare direttamente (visita vituale). Mi manca il peso alla nascita e le settimane di gestazione (ma sono dettagli non molto importanti). Dunque vediamo gli elementi che mi hai fornito: parto normale ma prolungato, allattamento al seno esclusivo, coliche all’età giusta, vita serena
Vita serena : mi sembra che il ritmo di vita sia buono per l’età della bambina . Gli stimoli di una passeggiata sono positivi.
Coliche all’età giusta : personalmente penso che le coliche del lattante siano dovute ad un ambiente psicologicamente non perfettamente ideale per un bambino (faccio un esempio : mamma ansiosa) e non ad altri fattori (non digestione del latte ecc)
Allattamento al seno : penso che il latte sia sufficiente anche se le due poppate notturne mi fanno pensare che non ce ne sia in grande abbondanza o che la produzione ad ogni singola poppata sia limitata (bisognerebbe conoscere quante sono le evacuazioni giornaliere - la stitichezza è segnale di diminiuita produzione di latte materno - non ho detto insufficiente)
Parto protratto : il parto portratto a volte comporta lievi sofferenze cerebrali che non si evidenziano alla nascita (per cui il voto può essere anche buono) ma che determinano per un certo periodo della vita del bambino uno stato di ipereccitabilità per cui a parità di stimoli alcuni bambini regiscono in modo più evidente di altri. Spesso i pediatri non prendono in considerazione questa evenienza, e sbagliano, perchè i bambini che presentano questo lieve disturbo, che offre un temporaneo lato modicamente negativo , in realtà con lo sviluppo intellettuale diventano bambini più vivaci ed intelligenti (positività della iperreattività cerebrale con il passare del tempo).
Fatte tutte queste considerazioni, direi che sono da prendere il considerazione in ordine di iportanza : la lievissima sofferenza neonatale (+++) l’eventuale tensione emotiva della mamma (++)
la eventuale diminuzione del latte materno (+).
Mi spiace di non poter dire di più. Se le mie considerazioni sono condivise , sarò molto lieto di continuare il discorso nella ricerca di qualche soluzione
Tiziana,
temo che tu sopravaluti le mie capacità. Provo comunque a valutare quanto mi dici, come se mi portassi la bimba in ambulatorio , senza però purtroppo poterla valutare direttamente (visita vituale). Mi manca il peso alla nascita e le settimane di gestazione (ma sono dettagli non molto importanti). Dunque vediamo gli elementi che mi hai fornito: parto normale ma prolungato, allattamento al seno esclusivo, coliche all’età giusta, vita serena
Vita serena : mi sembra che il ritmo di vita sia buono per l’età della bambina . Gli stimoli di una passeggiata sono positivi.
Coliche all’età giusta : personalmente penso che le coliche del lattante siano dovute ad un ambiente psicologicamente non perfettamente ideale per un bambino (faccio un esempio : mamma ansiosa) e non ad altri fattori (non digestione del latte ecc)
Allattamento al seno : penso che il latte sia sufficiente anche se le due poppate notturne mi fanno pensare che non ce ne sia in grande abbondanza o che la produzione ad ogni singola poppata sia limitata (bisognerebbe conoscere quante sono le evacuazioni giornaliere - la stitichezza è segnale di diminiuita produzione di latte materno - non ho detto insufficiente)
Parto protratto : il parto portratto a volte comporta lievi sofferenze cerebrali che non si evidenziano alla nascita (per cui il voto può essere anche buono) ma che determinano per un certo periodo della vita del bambino uno stato di ipereccitabilità per cui a parità di stimoli alcuni bambini regiscono in modo più evidente di altri. Spesso i pediatri non prendono in considerazione questa evenienza, e sbagliano, perchè i bambini che presentano questo lieve disturbo, che offre un temporaneo lato modicamente negativo , in realtà con lo sviluppo intellettuale diventano bambini più vivaci ed intelligenti (positività della iperreattività cerebrale con il passare del tempo).
Fatte tutte queste considerazioni, direi che sono da prendere il considerazione in ordine di iportanza : la lievissima sofferenza neonatale (+++) l’eventuale tensione emotiva della mamma (++)
la eventuale diminuzione del latte materno (+).
Mi spiace di non poter dire di più. Se le mie considerazioni sono condivise , sarò molto lieto di continuare il discorso nella ricerca di qualche soluzione
Giuseppe Ferrari
Sara,
grazie. Condivido la terapia del tuo pediatra. Chiedigli se è il caso di farla anche voi genitori e se il caso di ripeterla. Non penso che siano la causa di occhiaie. Potrebbe essere un po’ di acetone,
parlane con il pediatra.
Giuseppe Ferrari
Sabrina , ormai ci con osciamo e quindi posso confessarti che sono veramente stufo di sentire questi presunti esperti che danno consigli sciocchi ed inutili. Sono pienamente daccordo con te. Fai come mi hai detto. e….non ascoltare nessuno!!
Gentile Dottore
sono Claudia e volevo parlarle di Arianna la mia bimbetta di 18 mesi.
Durante il sonno notturno noto in lei un tremore percepibile solo toccandola come se fosse interno e poco dopo si sveglia. A cosa può essere attribuito questo sintomo?
La ringrazio in anticipo per la risposta
Saluti
Gentile Dottore,
siamo i genitori di Marco, un bimbo di 9 anni e di Francesca di 4. Fin dalla nascita Marco ha dormito con noi (e’ stato allattato al seno fino ai 18 mesi e cosi’ anche le poppate notturne sono state vissute con tranquillità e serenità) era così bello averlo vicino tutte le notti! Però dopo un certo periodo, all’età di 2 anni, ci siamo resi conto che forse non era il caso di continuare, così abbiamo cercato di farlo dormire da solo, ma con pochi risultati.Tutto questo è poi peggiorato con la nascita di Francesca per cui, per un certo periodo, non abbiamo insistito più di tanto, consapevoli che la nascita della sorellina era stata per Marco un vero trauma. Marco è un bambino molto sensibile, attento, intelligente e molto bravo a scuola ed ha compreso che la nostra richiesta di dormire da solo non era una forma di abbandono da parte nostra, ma un passo importante per la sua crescita. Però, pur riuscendo alcune volte ad addormentarsi da solo (nella camera insieme alla sorella), il problema non si è risolto. Infatti lui, tutte le notti, si sveglia una o più volte e piange perche’ ha paura e vuole tornare nel lettone con noi. La sua è una paura popolata di fantasmi, mostri, ladri e streghe che lo terrorizzano e gli impediscono di dormire serenamente. In questi ultimi mesi poi, a volte, si sveglia e viene direttamente nel lettone e la mattina non si ricorda di averlo fatto (è forse una forma di sonnambulismo o solo furbizia??). Fino a questo momento il problema è stato affrontato in vari modi passando dalla comprenzione dormendo con lui nel lettino, alla promessa di regali, per poi passare ai dialoghi per tranquillizzarlo. Ma Marco continua ad avere tanta paura e noi siamo preoccupati che questo disturbo possa progredire e condizionarlo ancora in futuro. Le chiediamo quale è il miglior atteggiamento da adottare per aiutare Marco a dormire serenamente da solo, e se, secondo lei, abbiamo bisogno dell’aiuto di uno psicologo. La ringraziamo per la sua disponibilità e attendiamo i suoi preziosi consigli.
Stefania e Mario
Dr. Ferrari, volevo solo dirle che Matteo ha iniziato già l’inserimento alla materna e che, anche se siamo solo all’inizio,posso dire che nonostante i pianti iniziali (dovuti al dispiacere di lasciare noi genitori con i quali ha trascorso tre settimane di vacanza), ci va già molto volentieri. E’ contento perchè è “nella classe dei grandi” (infatti la classe della materna si trova sempre nella struttura del nido) e forse questa cosa lo inorgoglisce. E poi è contento dell’astuccio nuovo e dei quaderni colorati. Inoltre ha cominciato a mangiare di nuovo a scuola, anche se non tutto, almeno mangia il secondo. Per me è già un successo! Gli abbiamo comprato anche una tovaglietta colorata di Winnie Pooh per invogliarlo un po’.Quando andiamo a prenderlo a volte non vuole tornare a casa perchè deve giocare e mi fa vedere i suoi amichetti che bacia e abbraccia. Non pretendo che sia amico di tutti, ma se riesce ad avere dei suoi punti di riferimento tra i bimbi per me è già molto. Mi sembra più solare di prima e più chiacchierone. Spero che le cose continuino così bene! Evidentemente, come dice Lei, ha più risorse di quel che pensiamo. Ma è lui che deve decidere quando e come e noi dobbiamo rispettare i suoi tempi. Matteo è così: per tanto tempo sembra che non faccia progressi, poi esplode all’improvviso e ci sorprende con i suoi cambiamenti. Ha fatto così in tutto: nel parlare, nel camminare, nell’esprimere le emozioni e nell’interagire con noi e con gli altri. E’ ancora molto timido, ma vedo che si sta aprendo a modo suo. Sono molto contenta e spero che un po’ sia anche dovuto ai miei sforzi di comprenderlo di più ed accettarlo per come è, dettati anche dai suoi preziosi consigli…Ecco volevo solo scriverle per dirle questo, perchè è bello parlare anche dei successi oltre che delle difficoltà che noi genitori incontriamo tutti i giorni con i nostri piccoli. Grazie ancora. Sonia
Claudia,
purtroppo quanto mi descrivi è molto vago e di difficile interpretazione. Tuttavia così ” a naso ” non mi sembra nulla di preoccupante. Bisognerebbe valutarlo direttamente. Parlane con il pediatra. L’unica cosa che mi viene in mente è che ci sia stata una minima (ripeto minima) sofferenza al momento del parto che può aver provocato una lieve ipereccitabilità del sistema nervoso. Mi sembra tuttavia una interpretazione molto azzardata e forzata. Ed anche se così fosse , sarebbe un problema piccolo e che è destinato assolutamente a scomparire.
Giuseppe Ferrari
Giuseppe Ferrari e
Stefania e Mario,
leggete anche lettera 29 e risposta 30 nella voce “E’ giusto dare il sicchiotto”.
Venendo a noi, vi siete rapportati con il vostro bambino fin dai primi momenti in un certo modo (che posso anche condividere) che vi ha molto gratificate ed ha gratificato molto anche Marco : metterlo nel lettone , allattarlo fino al 18 mesi (gratificante per l’orgoglio di mamma, totalmente inutile per la sua salute). insomma avete fatto le cose che VI FACEVANO PIACERE e che pensavate che DUE BRAVI GENITORI DOVESSERO FARE. Se fossi stato il vostro pediatra non mi sarei opposto, ma vi avrei messo in guardia…… va tutto bene , ma una volta iniziato un certo comportamento bisogna essere in grado di continuarlo e non di smetterlo (bisogna avere il coraggio di ammetterlo) quando diventava più difficile il mantenerlo. Ma non vi voglio mettere sotto accusa ( due giovani genitori inesperti possono anche sbagliare,) guarderei invece il bichiere mezzo pieno e riprendo le vostre parole “Marco è un bambino molto sensibile, attento, intelligente e molto bravo a scuola ed ha compreso che la nostra richiesta di dormire da solo non era una forma di abbandono da parte nostra, ma un passo importante per la sua crescita.” Avete la fortuna di avere un bambino così e , credetemi il merito è soltanto VOSTRO…state pagando un prezzo , ma credo che tutti i genitori siano disponibili a pagare questo prezzo per avere dei risultati così positivi. Quando Marco avrà acquisito più sicurezza e sopratutto indipendenza ed autonomia ( tra 2/3 anni?), avrete finito di pagare il prezzo , ma vi ritroverete un bambino straordinario!
Vi sembra poco?
Giuseppe Ferrari
Sonia,
sono molto contento di quello che mi dici. Continua così, anche tu sei ” cresciuta” e lui lo sente!!
Giuseppe Ferrari
Gentile dottre, Giaele ha 13 mesi ed a 11 le ho tolto definitivamente il seno poichè ero quasi esaurita per la mancanza di sonno: ciucciava continuamente, sicchè ha iniziato a metterci le mani e la cosa continua communque a darmi noia specie di notte poichè se mi sposto lei piange, non riesco a farla dormire nel suo lettino, si addormenta in braccio, vi sta un paio d’ore e poi vuole venire nel lettone. Il suo sonno è agitato,scalcia, piange e da quando cerco di teglierle la tetta anche come “antistress” ha delle vere e proprie crisi d’angoscia. Sono disperata e perchè mi manca il sonno e perchè la mia piccola non riposa bene. p.s. il sonnellino pomeridiano loi fa in braccio, non riesco a metterla giù che piange…
ho provato una sera il metodo estivill, non fa per me, non esiste qualcosa di più “soft”?
Barbara ,
come ho scritto ultimamente a più di una mamma, anche tu stai subendo le conseguenze di un allattamento protratto ( che è ,come ho piu volte detto , non utile al bambino , forse gratificante sul momento per ll mamme che poi però mi scrivono come te lamentandosi giustamente). Cosa posso dirti, avere pazienza e tentare di allontanare l’ìbitudine del seno progressivamente con pazienza. Tra qualche mese vla situazione migliorerà . Nel frattempo prenditela un po’ con che non ti ha messo in guardia sullì allattamento proyratto ma forse lo ha incoraggiato Se sei stata tu . prendiltela con ….te stessa. Di sicuro posso dirti che non hai fatto nessun danno alla bambina , non le hai procurato particolari vantaggi insomma ….l’unica vittima sei TU. Auguri!
Giuseppe Ferrari
Egregio Dottor Ferrari
La ringrazio per la sua risposta. Condivido le sue considerazioni soprattutto il fatto di essere stata all’inizio una mamma forse un po’ ansiosa… è la mia prima bambina e anche se non volevo trasmetterle le mie inquietudini purtroppo indirettamente è successo. Comunque dopo una bella settimana di vacanza trascorsa in montagna le volevo dire che la mia bimba sta molto meglio, le crisi di pianto sono quasi sparite e se ci sono durano pochissimo. Speriamo di continuare così. La sofferenza neonatale c’è stata sicuramente… chi non rimarebbe un po’ traumatizzato dopo 18 ore di travaglio? ma cosa devo fare? Come posso aiutarla?
Per ciò che concerne il latte materno, non mi sono mai posta questo problema in quanto vedo che il peso della mia bambina aumenta di settimana in settimana, alla nascita era 3.360 kg e adesso è di 7.500 kg c.a… sostituisco l’ultima poppata con il latte in polvere?
La ringrazio ancora e mi complimento per il sito, davvero molto utile!
Tiziana,
brava ! prendo una tua frase ” è la mia prima bambina e anche se non volevo trasmetterle le mie inquietudini purtroppo indirettamente è successo” Una mamma così attenta come lte può anche commettere dei comprensibili piccoli errori, ma mi da la certezza di essere una ottima mamma. MI chiedi cosa fare? e come aiutarla? Fai come sta facendo e dimentica che la devi aiutarle La tua bambina è sufficientemente attrezzata e non ha bisogno di nessun aiuto. Vuole solo crescere serena , accettata ed amata , nel’ambito di una famiglia serena ! Mi sembra che tu lo stia facendo.
Giuseppe Ferrari
Salve Dottor Ferrari
mi chiamo Claudia e sono la mamma di Maia bimba che tra qualche giorno compirà 4 mesi, dal terzo mese sto riscontrando qualche problema durante il sonno, sopratutto notturno; durante il giorno i sonnellini sono diventati più brevi : 30/40 minuti, contro le 2 - 3 e anche 4 ore nei mesi precedenti, ma questo forse fa parte della crescita e dell’interesse più vivo che ha verso il mondo, la sera invece diventa un vero incubo il momento della nanna perchè se pur stanca stanchissima fatica ad addormentarsi serenamente, con gli occhi oramai chiusi fa dei pianti inconsolabili delle volte le manca sin il fiato per respirare, io cerco distringerla a me e di consolarla e dopo un pò fortunatamente passa, ma questo “pò” delle volte dura più di un quarto d’ora.
Ho una bambina splendida e soprattutto molto buona, non mi ha mai dato alcun problema neanche in gravidanza, anzi mi è persin spiaciuto partorire stavamo così bene, una simbiosi perfetta…
Ho avuto un parto cesareo perchè podalica dal sesto mese, le ho provate tutte ma poi mi sono arresa al suo volere, è nata di 3,700 kg ma con una sofferenza fetale ossia ha avuto problemi di respirazione alla nascita difatti è stata in incubatrice perpiù di 7 ore io ricordo solo di averla vista viola melanzana…
Cmq superato questo inizio un pò così tutto è andato sempre meglio allatto felicemente al seno la mia piccolina che cresce di circa 200 gr alla settimana e a oggi ha raggiunto i 6,800 kg,
Sono un pò in ansia, ora, per questa situazione e vorrei avere un suo rassicurante parere, rientrando dal mare ha ripreso a rigurgitare più spesso, fenomeno che sembrava stesse scomparendo e le sono venute anche delle macchie sulle gambette e sui gomiti, che un omeopata ha individuato come dermatite atopica, voglio precisare che sono stata al mare(salento) circa due mesi ed ora sono rientrata in piemonte…magari avrà subito un pò di stress da cambiamento…
Le chiedo scusa se le sono sembrata un “pò” prolissa, ma comprenderà sicuramente le ansie di una mamma alle prime armi,,,
La ringrazio in anticipo e complimenti per il suo sito davvero ricco di risposte esaurienti!
Con ammirazione
Claudia Stendardo
Claudia
Tu sei stata molto carina con me. Ma io sono costretto forse ad esserlo meno con te. Spero che tu mi perdonerai , ma il mio dovere è dire quello che penso , per il bene dei bambini che stanno crescendo.
Voglio citare qui di seguito alcune tue frasi che mi hanno fatto pensare
“…………anzi mi è persin spiaciuto partorire stavamo così bene, una simbiosi perfetta…”
” …….le ho provate tutte ma poi mi sono arresa al suo volere,”
“…..che un omeopata ha individuato come dermatite atopica,”
“Sono un pò in ansia,…..”
“…….le ansie di una mamma alle prime armi……”
Claudia….Claudia Medita sulle tue frasi, prima ancora che sulle mie parole.
Penso che tu abbia bisogno di essere supportata in modo diretto e personale nel tuo nuovo ruolo di mamma più di quanto possa fare io attraverso questo Blog.
Io intravedo nelle tue parole egoismo , immaturità. Spero di sbagliarmi , “Mi è quasi spiaciuto di partorire … stavamo così bene…”" Stavi bene tu non certo al tua bimba che aveva assoluto bisogno di nascere!!! ” le ho provate tutte , mi sono arresa al suo volere” Non era il suo volere , ma una legge di natura!!!
Non capisco cosa centri l’omeopata. I bambini devo essere seguiti da un pediatra perchè sono forse più importanti gli aspetti psicologici di quelli relativi alla salute fisica. Sei una mamma e quindi devi diventare responsabile e non lasciare la tua bimba in balia delle tue ansie1
Insomma mi dispiace di averti sgridata , ma hai bisogno di essere scossa. Mi sembri una persona intelligente e sensibile, devi esserlo anche con la tua bimba!! Mi raccomando!! Se pensi che abbia ragione scrivimi ancora.
Giuseppe Ferrari
Gent.ssimo Dott.Ferrari, la mia bambina di 6 anni e mezzo sogna da un pò di tempo (circa un mesetto) di vedere nel letto zanzare o formiche.
E’ vero che siamo stati per due mesi al mare dove effettivamente c’erano molte zanzare ma ora che siamo tornati a casa (abitiamo a Brindisi), speravo che la situazione si sarebbe risolta ed invece capita che puntualmente una o due volte alla settimana Federica continua a fare questi sogni.
Di solito si riaddormenta dopo un’ora ed io e mio marito cerchiamo di calmarla raccontandole storie, accendendo la luce o cambiando stanza.
Cosa dovremmo fare??
Darle un tranquillante o pensa che il tutto possa risolversi naturalmente??
In attesa di una sua gentile risposta, cordiali saluti.
Susanna paparella
Buonasera Dottor Ferrari,
la ringrazio per la sua schiettezza e mi creda,non me la sono presa affatto, mi spiace solo di non essere riuscita a passarle, attraverso le mie parole, il senso di quello che volevo esprimere…
Non mi sento irresponsabile, forse un pò in ansia in determinate situazioni ma cerco sempre di pensare al bene della mia piccola Maia e purtroppo senza “istruzioni per l’uso”.
Mi sono rivolta ad un omeopata perchè la pediatra che segue la mia bambina,oltre ad essere in ferie,tende a prescrivere sempre un mucchio di medicine e pensando che questa fosse una problematica legata più al cambiamento che ad una patologia più seria, mi sono affidata ad un medico che segue e cura in maniera forse meno invasiva.
Comunque, ho già prenotato una visita anche con la pediatra!!!
Mi spiace davvero, non essere stata in grado di farmi capire,
dire
“………anzi mi è persin spiaciuto partorire stavamo così bene, una simbiosi perfetta…”
voleva essere solo un modo di dire,,.
di dire che tutto è stato meraviglioso dall’inizio alla fine così bello da non aver sentito il peso, di tante altre, che non vedono l’ora di partorire!!!
” …….le ho provate tutte ma poi mi sono arresa al suo volere”
Con questa frase volevo esprimere semplicemente, il dispiacere di non aver potuto partorire in maniera naturale la mia bimba, per una gravidanza così perfetta, fisiologica…sarebbe stata una bella conclusione…
E non mi sento egoista per questo e per questo non credo abbia bisogno di, cito sue parole “… essere supportata in modo diretto e personale…” almeno non nel modo in cui lei intende.
Spero di essere stata più chiara e di averle fatto comprendere meglio il mio sentire e di meritarmi (è una battuta)il suo parere sulla questione per la quale le ho scritto e cioè questi pianti inconsolabili che prendono la mia bimba nel momento che precede il sonno, sono pianti che farebbero pensare, per intensità, a quelli delle colichette, ma sono certa non si tratti di coliche, prima di tutto perchè da sveglia non ha nulla, non piange mai e poi sento la pancia morbida, non tesa e comunque non appena riesce a rilassarsi e ad addormentarsi tutto passa…
Spero possa e voglia farsi un idea nuova di me come mamma, io non cambio opinione sul suo operato e con profonda stima, attendo con ansia un suo parere e un suo sostegno.
Ancora grazie
Claudia
Buonasera Dr. Ferrari,
Sono la mamma di un bambino di 9 anni che credo ,dopo avere letto tutte queste testimonianze, soffra di pavor nocturnus da circa 7 anni. Essendo un bambino molto sensibile ed emotivo ho sempre attribuito questo disturbo come una sorte di valvola di sfogo. Non avviene proprio tutte le notti, e quando succede il più delle volte si alza e mi cerca per darmi dei baci, oppure gira per casa senza meta dicendo frasi senza senso… io cerco di accarezzarlo cercando di parlargli dolcemente per non spaventarlo e tranquilizzarlo ma lui sembra sveglio ma in realtà non lo è. Sembra angosciato, spaventato da qualcosa o qualcuno e suda freddo. Se lo chiamo per nome lui mi risponde ma se gli faccio una domanda specifica mi dice cose senza un significato preciso. Dopo circa 10 min si riaddormenta. Ho un’altra filgia di 14 anni che non ha alcun problema e a casa non ci sono problemi che possa influire sul suo comportamento notturno. Posso solo dire che quando ero piccola io riccordo episodi simili. Potrebbe esserci una condizione ereditaria? Soffro di emicrania con aura e ho saputo che forse mio figlio potrebbe soffrire della stessa patologia…a lei risulta?
Le sarei grata se mi volesse fornire un parere in merito ringranziandola anticipatamente.
Maria
Stimatissimo, siamo fabio e simona genitori di Nicole che fra poco compie 8 anni e sono circa 2 che, prima raramente ma da qualche mese molto spesso, si sveglia dopo circa 1-2 ore in preda al panico pronunciando parole senza senso e non ricordando nulla al mattino appena svegliata. Il nostro comportamento al riguardo è sempre lo stesso ovvero la confortiamo e rassicurandola la facciamo riaddormentare. Insieme al piccolo di 4 anni riteniamo essere una famiglia normale dove forse le insicurzze di mia moglie e l’essere ” perfettina” probabilmente sta creando qualche problemino alla bambina. Faccio qualche esempio: Nicole fammi controllare i compiti altrimenti la maestra…Presumo questo possa essere deleterio per una bambina estrememamente sensibile e buona come Nicole.
Caro professore attendo un consiglio.
Cordialmente
Susanna,
quanto tu mi scrivi è molto interessante. Anzi tutto penso che la tua sia una bambina particolarmente intelligente, sensibile e con uno straordinario (per l’età) senso dell’igiene. E non mi sembrano doti negative , anzi !! Non è che si possa fare molto . Quello che fate mi sembra corretto, sicuramente questa specie di fobia passerà.
Giuseppe Ferrari
Claudia,
ribadisco che tu avresti bisogno di essere supportata ed aiutata da un/a bravo e moderno pediatra (che abbia a cuore la qualità della vita del bambino e della madre e non prescriva solo medicine) Se per caso conosci i miei libri (ad esempio “Il bambino felice” Ed. De Agostini) riuscirei a spiegarmi meglio . Per esempio non diresti che i pianti serali non ti sembrano coliche perchè “da sveglia non ha nulla, non piange mai e poi sento la pancia morbida, non tesa e comunque non appena riesce a rilassarsi e ad addormentarsi tutto passa…”. Le coliche sono sempre di origine psicologica e conseguenti a tensione ambientale. Come ti ho già detto mi sembri una mamma attenta , intelligente e sensibile. Ti auguro di trovare una brava/o pediatra.
Giuseppe Ferrari
Maria,
il tuo bimbo presenta il classico “pavor nocturnus” comune a tanti bimbi. Non è una malattia , non centra l’ereditarietà. E’ sicuramente il segno di un bambino particolarmente , sensibile ed intelligente. Probabilmente lo eri anche tu.
Giuseppe Ferrari
Fabio ,
anche a te rispondo che si tratta del classico “pavor nocturnus” che molti bimbi presentano , specie quelli più sensibili ed intelligenti. Da quello che mi scrivi , penso che la bambina viva in un ambiente sereno, e non mi preoccupa neppure il presunto eccesso di perfezionismo della mamma. Ci vuole!!. Del resto esiste anche un papà che può (anzi dovrebbe) riequilibrare la situazione.
In definitiva mi sembrate una buona famiglia per i vostri figli.
Giuseppe Ferrari
Buonasera Dottor Ferrari
sono Franca, mamma di Claudia bimba di 4 mesi e mezzo che da circa um mesetto ha iniziato ad avere pianti inconsolabili nel momento che precede la nanna, questi pianti mi fanno sentire impotente perchè non so davvero cosa fare, la cullo, le parlo, le canto di tutto e di più, ma a nulla serve, si addormenta esausta dopo anche mezz’ora di pianto ed anch’io mi ritrovo esausta fisicamente e psicologicamente anche perchè sono tutto il giorno sola e lei sa bene che a quest’età di nanne ne fanno ancora tante e questo succede ad ogni nanna…
Ho acquistato da qualche giorno il suo libro”Il bambino felice” che sto leggendo con vivo interesse ma al momento non ho ancora percepito la risposta al mi problema e sono qui nella speranza di sue indicazioni più specifiche; ne ho parlato anche con il mio pediatra ma non mi ha dato risposte chiaritorie anzi mi è sembrato pittosto sbrigativo nel dirmi semplicemente di stare tranquilla perchè non è una patologia ma un’atteggiamento che ha preso ultimamente e che tanti bambini piangono nel momento della nanna senza un vero motivo…ma le sembra una risposta chee può farmi stare più tranquilla???una bimba non pùò piangere come pinge Claudia così tanto per…se solo potesse vederla…mi si stringe il cuore ogni volta…
Dal suo libro ho appreso che lavora a Torino, al Mauriziano, le dico questo perchè io abito ad Alba e mi farebbe piacere farle conosceree la mia piccolina per una visita così di controllo.
Sarebbe fattibile o non si può fare? Dovrei farmi fare un’impegnativa?!?
Mi risponda appena pùò, sono davvero in apprensione…
Grazie e ancora complimenti per quello che è e per ciò che scrive!
A presto
franca
Gentilissimo dott. Ferrari,
Le scrivo per parlarLe di mio figlio Francesco di 8 anni.
Da piccolo sino all’ età di 2 anni l’ ho allattato al seno ed ha sempre dormito con noi nel lettone in quanto di notte si svegliava spesso e non ne avevo più forze.
Intorno ai 2 anni ha cominciato a soffrire di pavor nocturnus.
Si svegliava terrorizzato, strillando e niente e nessuno poteva tranquillizzarlo.
A complicare il tutto la mia vicina che disturbata dalle grida di mio figlio accusava me di non essere una buona madre.
Ero distrutta dai miei sensi di colpa.
Ne ho parlato con la pediatra e non è stata in grado di aiutarmi, ero disperata neanche la mia famiglia mi è stata mai vicina.
Questi risvegli disperati sono andati avanti sino a qualche mese fa.
Premetto che il mio Francesco è figlio unico e io lo adoro.
Oggi all’ età di otto anni non ha nessuna intenzione di andare a dormire nella sua camera perchè ha paura dei ladri e mi dice:” Mamma non ce la faccio proprio a dormire da solo, ho paura”.
Io lo ammetto sono sempre stata una madre molto attenta, ansiosa e apprensiva nei confronti di tutto ciò che riguarda mio figlio.
Francesco è un bambino dolcissimo, molto intelligente e sensibile.
A scuola è molto bravo ma si fa distrarre dai compagni e non rende come dovrebbe, fa degli errori banali che a casa non farebbe e allora lo rimprovero.
Caro dottore mi dica cosa devo fare ,io adoro mio figlio ma mi accorgo che il mio comportamento lo sta soffocando e mi detesto per questo.
Franca,
devo confessarti che anch’io come il tuo pediatra non sono assolutamente preoccupato per quanto capita alla tua bambina. Ma neppure tu devi preoccuparti, perchè il comportamento della tua bambina sta ad indicare il suo grande attaccamento ed amore per te , che sei la unica persona sempre presente e quella che le da la sicurezza e la serenità. Il passaggio dalle veglia al sonno è (a qualuque età !!) un momento sempre difficile : è un passggio dalla vita al nulla. Ricordati quella che scrivo . Il pianto è un modo di comunicare dei bambini , quello più valido ed incisivo. Per la tua bimba è il modo do comunicarti il suo amore. Quel pianto è positivo ed è uno modo per passare dalla vita all’abbandono del nulla con la sicurezza della sua mamma vicina che le è ancora più vicina perchè lei piange. Sono stato chiaro? Vedi che non c’è da preoccuparsi… anzi!!
Giuseppe Ferrari
Maria,
trascrivo le tue parole perchè spiegano compiutamente il problema.
“Io, lo ammetto, sono sempre stata una madre molto attenta, ansiosa e apprensiva nei confronti di tutto ciò che riguarda mio figlio.
Francesco è un bambino dolcissimo, molto intelligente e sensibile.”…….
“A scuola è molto bravo ma si fa distrarre dai compagni e non rende come dovrebbe, fa degli errori banali che a casa non farebbe e allora lo rimprovero.
Caro dottore mi dica cosa devo fare ,io adoro mio figlio ma mi accorgo che il mio comportamento lo sta soffocando e mi detesto per questo.”
Tu sei sicuramente una donna sensibile ed intelligente ed anche brava!… ti sei fatta la diagnosi …. cosa aspetti a mettere in atto la terapia??. Recidi il cordone ombelicale!! E’ un bambino grande ormai , deve entrare nella vita , smettila di proteggerlo . A scuola non è bravo se si fa distrarre dai compagni!! cosa centrano i compagni.!! E’ lui che difetta di persinalità.
Smettila di essere una mamma attenta ansiosa ed apprensiva (tutte caratteristiche negative) a cui io aggiungo, anche se tu non lo ammetterai mai, anche EGOISTA per diventare una mamma responsabile, disponibile, generosa e comprensiva. Così darai la sicurezza di cui il tuo bimbo ha grande bisogno perchè , anche se tu non lo hai ancora capito, sta diventando un uomo. Mi spiace di averti sgridato, ma l’ho fatto per il tuo bimbo, che probabilmente è anche figlio unico. Ti consiglio il mio libro “Il bambino felice” Ed. De Agostini ed in particolare i capitoli “Figlio unico” “Bambino viziato”. Perdonami ancora la durezza, ma le tue parole mi danno la sicurezza che mediterai su quanto tim ho detto
Giuseppe Ferrari
Buongiorno Dottor Ferrari,
sono Franca e volevo R I N G R A Z I A R L A per la dolcezza delle sue parole delle volte basta così poco per rassicurare la titubanza, lo smarrimento e certamente l’insicurezza di una mamma alle prime armi..ancora Grazie.
Franca
Gentile Dottor Ferrari
nostro figlio, due anni appena compiuti, ha iniziato da due giorni a soffrire di queste crisi notturne. Si sveglia e urla fino a perdere la voce. Nel nostro caso però il bimbo piange per oltre un’ora… e noi siamo del tutto impotenti. Se cerchiamo di calmarlo veniamo allontanati con ogni mezzo. Ha avuto già due episodi di 1 ora l’uno nelle ultime due notti. Questa notte appena trascorsa.. dalle 2 alle 3 ha avuto questa crisi… e poi ha iniziato a fare “capricci”, senza smettere di piangere ed urlare… fino alle 4… urlando che voleva scendere in giardino….(alle 4 di notte) In totale quindi, solo questa notte,, ha pianto per circa 2 ore. Siamo preoccupati.
In queste ultime due settimane lo abbiamo inserito nel nuovo asilo nido… e la mattina fa sempre più storie per entrare.
Per il momento quindi abbiamo ritenuto di tenerlo a casa.
Caro Professore attendiamo un suo consiglio.
Grazie ancora per l’enorme disponibilità che dimostra in queste pagine.
Riccardo,
la diagnosi l’hai fatta tu: “il nuovo asilo nido”. Questo , sia pure modesto ed inevitabile trauma psicolocico, ha scatenato il comportamento del tuo bimbo, che, tra l’altro deve essere un bambino molto sensibile , sveglio ed intelligente. Proprio per queste sue doti , terrei duro per almeno un mesetto. Mi auguro che non sia ,
…..duro per voi. Ma io farei così. Auguri
Giuseppe Ferrari
Gentile dottor Ferrari
grazie 1000 cortese risposta.
In questi 3 giorni trascorsi lo abbiamo fatto dormire con noi nel lettone, rassicurandolo, e il bimbo sembra, di notte, più sereno.
Tuttavia ora le “crisi” sono diventate diurne, spesso e volentieri infatti il piccolo vuole rimanere fuori casa in giardino ( casa nostra o dei nonni..) e non ne vuole sapere di rientrare. Se, dopo averlo accontentato nei limiti del possibile, lo portiamo a casa il bimbo inizia a urlare e piangere.. questo per oltre 1 ora, in un caso anche 2 ore.
Inoltre quando esce pretende di portare con se un gran numero di oggetti.. e piange se qualcuno gliene cade a terra… e non vuole essere aiutato a portarli. Un diniego parziale in questo caso (tipo portare con se 3 giochi anzichè 10…..)provoca crisi di pianto infinite
Siamo davvero frastornati ed esausti.
Se ho ben capito quindi lei, con “tenere duro”,ci consiglia di reinserirlo all’asilo?
grazie, davvero, di tutto.
Riccardo ,
ti devo confessare che mi piacerebbe tanto conoscere il tuo straordinario bimbo. Deve avere una importante personalità e , lo deduco dai comportamento, anche un grande senso dell’umorismo e dell’ironia. Con questi comportamenti vuole capire fino a dove può arrivare il suo potere con voi. Dovete decidere voi dove farlo arrivare e sopratutto quanto vi costa a farlo arrivare ad un determinato punto. Quando non siete più in grado o non avete più voglia di “pagare” smettela di “tenere duro” e non mandatelo più all’asilo.
Giuseppe Ferrari
Gentile Dott. Ferrari, complimenti per il sito e per le sue risposte sempre molto gentili e molto utili. Io ho due bambini, Christian 6 anni e mezzo, da sempre grande dormiglione e Giada 16 mesi che invece fin dai primi mesi ha sempre avuto svariati risvegli notturni, anche dopo che ha smesso di mangiare di notte. E sempre bastato metterla nel lettone per farla riaddormentare, anche se poi spesso la rimetto nel suo lettino. Tutto questo anche più volte durante la notte. Pero’ la scorsa notte ha avuto due manifestazioni di quello che penso sia pavor nocturnis, visto che tutti i sintomi coincidono con quello che ho letto in questo sito. Piangeva disperata e non voleva farsi prendere in braccio, si è calmata dopo circa 10 minuti. Altre volte era capitato che lanciasse degli urli improvvisi mentre dormiva, pero’ ero riuscita a calmarla prendendola nel lettone. Giada è una bambina molto sveglia e a volte un po’ aggressiva perche’ ha il vizio di mordere e di pizzicare con le sue piccole manine, sia me , sia altri bambini, sia il fratello che nonostante le vuole molto bene forse ogni tanto la infastidisce. Spesso quando viene sgridata invece di piangere alza la voce come a voler far valere il suo carattere. Mi chiedo se sul suo carattere può influire il mio nervosismo di mamma che lavora tutto il giorno (lei rimane con i nonni) e che la sera si dimena nelle mille cose da fare mentre lei spesso vorrebbe forse più attenzione. Io comunque lavoravo anche quando era più piccolo il mio primogenito e lui è sempre stato completamente diverso. Le sarei grata se volesse darmi una sua opinione.
Gentilissimo Dottore,
ho una bambina di 4 anni di nome Lucrezia molto sensibile ed emotiva, ma anche intelligente. Da un po di tempo ha paura dei palloncini (dello scoppio) e dei fuochi d’artificio.
Tenga presente che quando sente i fuochi si copre le orecchie, si mette ad urlare come una pazza e ha gli occhi pieni di terrore.
Oltre al fatto che piange tantissimo e che dobbiamo “rifugiarci” in posto dove si attenua il rumore.
Le danno fastidio, ma non a questo livello, anche rumori tipo il volume altissimo di uno stereo o addirittura la tavoletta del bagno che sbatte sulla tazza.
La cosa mi dispiace tantissimo a parte perchè Lucrezia soffre ma anche perchè non so come fare per i compleanni dei suoi amichetti. Non posso non portarla a nessuna festa!
Tenga presente che mentre prima neanche li teneva in mano i palloncini, ora ci gioca. Ma quando qualcuno tiene il palloncino un po più stretto con le mani, lei si copre le orecchie e inizia ad urlare.
Mi sono confrontata con alcune mamme e ho visto anche su internet.
Mi hanno rassicurata dicendo che comunque con l’età andrà a scomparire questo problema e che è solo una questione di forte sensibilità dell’apparato uditivo.
Lei che ne pensa?
Grazie per la sua disponibilità.
Comprerò subito il suo libro che sicuramente mi sarà di grande aiuto.
Ambra
Gentile Dottot Ferrari,
sono la mamma di Matteo, un bimbo di 2 anni e 3 mesi il quale sin da principio ha sempre dormido poco è molto vivace e ma estremamente coccolone, pultroppo però sin dai primissimi mesi è stato molto spesso ammalato con la conseguenza dettata dalla nostra pediatra di tenerlo anche casa dal nido.
Da tre sett però abbiamo deciso di provare a mandarlo, al nido, perchè secondo noi sente il bisogno di stare con altri bimbi, sembrava andasse tutto bene finche un paio di settimane fà ha iniziato a svegliarsi di notte urlando dimenandosi come se fosse posseduto a non volerci vicino a dire che lui va giù da solo fino ad arrivare a non volere più neanche andare a letto la sera, sforzandosi di restare sveglio fino a crollare per lo sfinimento per poi risveglarsi nelle condizzioni sopra citate.
Vista la sua precarietà di salute mi sento preoccupata per questi episodi, e mi sento colpevole di avere omesso qualcosa. Mi rivolgo a lei in qualità di mamma preoccupata chiedendole se ci sono delle spiegazioni in merito .
La ringrazio preventivamente per il suo tempo e per il suo sapere.
Federica
Loredana,
brava per “l’acutezza diagnostica” , infatti condivido i tuoi dubbi (nervosismo , affanno , lavoro ecc.). Sono certo motivi validi di aumento di tensione, ma io penso che dovremmo pensare al parto della tua bimba. Spesso alla base dei comporamenti che mi hai descritto per la tua bimba c’è una sia pure lievissima sofferenza da parto. Spesso non rilevata alla nascita che determina una ipereccitabilità nervosa dei bambini , che però im genere sono più svegli ed intelligenti (il lato positivo) , ma anche più irritabili aggressivi ed ipereccitabili (lato negativo) . Verso i 10 anni scompaiono i lati negativi e rimangono quelli positivi. Un po’ di pazienza!!!
Giuseppe Ferrari
Ambra,
concordo con quanto mi dici , tranne che per la forte sensibilità dell’apparato uditivo Si tratta in realtà di una ipereccitabilità del sitema nervoso . Parto difficile?? Insomma tutte cose che passano, (vedi anche la risposta a Loredana -289). Perchè non vedi il bicchiere mezzo pieno? In un paese di fracassoni, urlatori, che non possono stare senza fare rumore , è sicuramenti un aspetto di grande civiltà detestare i rumori. Ti devo confessare che provo grande simpatia per la tua bimba. Anch’io detesto il rumore!!!
Giuseppe Ferrari
Gentile Dottore, la ringrazio molto per la cortese risposta. Le volevo dire che Giada è nata con parto cesareo programmato alla fine della
38° settimana, poichè anche il primo è nato con cesareo dopo 12 ore di travaglio e nonostante ciò è stato sempre un bambino tranquillo. L’unico dettaglio che ho omesso di dirle nel precedente messaggio è che a Giada è stato diagnosticato un lieve reflusso gastroesofageo in seguito a ecografia consigliata dal pediatra dopo un anno in cui è stata molto spesso male: in poco tempo si riempiva di catarro e due volte siamo arrivati molto vicini alla bronchiolite. Nonostante non avesse mai avuto altri sintomi di questo reflusso, l’ecografia ha dato esito positivo e così a giugno abbiamo iniziato la cura (aveva 1 anno). All’inizio abbiamo pensato che i vari risvegli notturni fossero causati dal disagio che gli provocavano gli acidi gastrici che risalivano quando era sdraiata, però sono continuati anche dopo l’inizio della terapia.
Mi piacerebbe sapere se secondo Lei potrebbe esserci qualche collegamento tra il reflusso, (che comunque è lieve) i risvegli notturni e il suo comportamento, oppure si tratta soltanto di indole caratteriale, forse anche un pò influenzata dall’ambiente familiare.
Grazie ancora.
Gentilissimo dott. Ferrari,
siamo i genitori di Francesco (30 mesi), che da tempo -ultimamente più di frequente- manifesta i segni di quello che ho inteso essere indicato come “pavor notturno”. Dopo due/tre ore da che viene messo a letto si sveglia piangendo e non c’è verso di farlo smettere, nè con le buone nè (ahimè) con le cattive. Piange e basta mentre con lo sguardo perso non sa dare spiegazione o risposta ad alcuna domanda. Alle volte basta poco per farlo riaddormentare ma altre serve anche mezz’ora. Talvolta si risveglia solo al mattino, mentre ultimamente questi episodi si ripetono 2-3 anche 4 volte per notte consecutivamente, mettendo a dura prova la nostra già scarsa pazienza. Quotidianamente ci interroghiamo sulle ragioni del disagio di nostro figlio, ci riproponiamo di essere più pazienti, ricadendo poi spesso nel nervosismo. Il pediatra dice che è troppo presto per uno psicologo e consiglia (cosa che non consideriamo) di utilizzare medicinali quali il nopron…
Visto la sua grande disponibilità ci può dare un consiglio per tornare ad essere sereni e soprattutto sapere tranquillo nostro figlio?
Grazie mille, cordialmente
Lorenzo e Federica
Loradana,
certo che anche il reflusso avrà avuto ma sua parte, ma alla base c’è quella ipereccitabilità d cui abbiamo parlato. Come immaginavo la bimba è nata da cesareo e quindi non da un parto naturale . ma come ti ho detto vedrai che tutto passerà e ti lascerà un bimba meravigliosa. Ci scommetterei tutto quello che vuoi.
Giuseppe Ferrari
Gentile Professore,
mi chiamo Ambra e ho una bambina di 4 anni di nome Lucrezia. E’ una bambina molto solare e sensibile.
Da quando ha iniziato l’asilo, l’inverno ha ripetuti episodi di tosse.
Una tosse che pur provando a placarla con bentelan, ventolin, aerochamber e aerosol non si placa se non dopo averle dato l’antibiotico.
L’anno scorso è stata dall’inizio dell’anno scolastico dell’asilo fino a maggio 2009 con la tosse.
Il 22 maggio sono partita per il mare (con l’antibiotico) e una volta passata la tosse è stata bene fino agli inizi di settembre c.m. (luglio agosto 2 episodi di placche senza tosse)
Ora ci risiamo. Tenga presente che è una bambina che suda tantissimo e quando dico tantissimo intendo nel vero senso della parola!
Ha inziato l’asilo il 14 settembre e dopo una settimana si è raffreddata (un brutto raffreddore) con conseguente tosse.
Stava migliorando ma dopo una gran sudata di notte, è peggiorata di nuovo.
Sono andata dalla pediatra la quale mi ha prescritto subito l’antibiotico.
Ora la bimba sta bene, ha i bronchi puliti, non ha tosse ma la pediatra mi ha prescritto oltre alla spirometria i test per le allergie e le analisi del sangue. (tenga presente che da circa fine settembre non è più andata all’asilo)
Ho paura che sia l’allergia al latte.
Ma sarebbe possibile d’inverno si e d’estate no????
E poichè è una bambina molto paurosa, come devo affrontare il discorso delle analisi del sangue???
Grazie infinite per la sua collaborazione.
Spero mi aiuti!
Ambra
Gentile Professore La ringrazio per la risposta alla mia del 7/10/09.
Grazie infinite!
Ambra
Gentile Professore,
poichè non ho avuto ancora una risposta alla mia del 10 ottobre volevo sapere se per caso non Le è arrivata.
Grazie infinite
Ambra
Ambra,
i bambini che sudano molto sono bambini che vengono definiti “bambini linfatici” il che non vuole dire che sono malati , ma che hanno alcune caratteristiche fra cui quella di avere in genere tonsille ed adenoidi piuttostro grosse (in termini medici si definiscono ipertrtofiche ) . Da come mi descrivi , penso che la tua bimba abbia queste caratteristiche. Sono fenomeni che passano con le crescita , ma che talvolta (sia pure raramente) finiscono per portare alla asportazione di tonsille ed adenoidi. Farei esami più per valutare lo stato delle tonsille (per esempio almeno un tampone faringeo che non è invasivo), piuttosto che per l’allergia che , mi sembra , non centri per niente. Certamente i prelievi spaventano i bambini per cui meno se ne fanno meglio è per loro. Ma se sono indispensabil …si fanno !! Deve essere però il pediatra curante a prendere la decisione.
Giuseppe Ferrari
Gentile dott. Ferrari,
mi perdoni se le ripropongo la nostra situazione ma per noi è assolutamente difficile viverla con serenità e tranquillità, oltre all’ovvia preoccupazione per lo stato emotivo di nostro figlio.
Francesco (che tra un mese compirà i tre anni) continua a svegliarsi piangendo per 3/4 volte per notte; fortunatamente la fascia oraria di questi suoi “risvegli” va tra le 23 e le 2 di notte, talvolta però anche fino alle 4. Quello che vorremo capire è se alla base di tutto ciò possono esserci delle cause che possono essere affrontate aiutandolo a dormire più serenamente (del resto non sarà bello neppure per lui svegliarsi tutte quelle volte, no?).
Di giorno comunque pare sereno e, anche se l’inserimento non è stato facilissimo, anche all’asilo si trova bene e va abbstanza volentieri.
C’è dunque qualcosa che possiamo fare per lui che non sia il mero ricorrere a dei medicinali?
Grazie mille
Lorenzo,
il problema del tuo bimbo è banale e sopratutto assolutamente non incide sulla sua salute. Come ho scritto più volte il problema del sonno dei bambini è in realtà un problema di sonno di voi genitori. E per questo motivo diventa molto difficile farvelo comprendere. Il mio consiglio , essendo, ripeto, un problema vostro (anche se la cosa potreste non accettarla) è quello di fare in modo che il suo comportamento vi disturbi il meno possibile. Fatelo dormire nel lettone , andate a turno a dormire nella sua stanza ecc. ecc. Il vostro pediatra , probabilmente avendo visto il vostro stato, ha consigliato il nopron : è innoquo , spesso non funziona e se funzionA (bisogna darlo ad alte dosi) lascia il bambino un po’ intontito. Il vostro bimbo ha tutte la ragioni di comportarsi in questo modo, perchè più di voi è sottoposto a stress notevoli : l’asilo , l’assenza dei genitori per tutta la giornata, l’ingresso nel mondo con le sue coseguenze ecc. Tutti elementi che incidono sulla sua mente, con la differenza rispetto all’adulto che non può lamentarsi e sopratutto modificare la situazione ed ecco che allora di notte i “mostri” della giornata affiorano. Non so se sono stato chiaro. Vi ho indicato le cause, i rimedi in pratica sono impossibili. Abbiate pazienza ma in genere i figli si fanno da giovani e quindi ….sopportate, quando sarete vecchi ricorderete con rimpianto e con nostalgia questi momenti.
Giuseppe Ferrari
Gentile Dott. Ferrari,
volevo ringraziarla della sua cortese risposta, anche se tentativi quali lei ci consiglia (farlo dormire con noi oppure andare a dormire con lui) li abbiamo già sperimentati senza che portassero ad alcun miglioramento del suo stato.
Ad ogni modo ho capito ciò che da tempo stavamo meditando: l’unico rimedio è la pazienza!
Una virtù che poco chi appartiene ma che ci stiamo sforzando di trovare, anche per non generare nuovi “mostri” e chissà… per trovarci da vecchi a ricordare con nostalgia e rimpianto questi momenti.
Grazie
Gentile Dott. Ferrari,
Le scrivo per conoscere il suo parere circa la nuova influenza e come ,a suo dire, dobbiamo comportarci noi genitori per proteggere i ns. bambini.
Le notizie a riguardo sono ancora contrastanti in quanto nella categoria medica ci sono pediatri ,come quella di mio figlio che consigliano la vaccinazione, ed altri che assolutamente la sconsigliano in quanto affermano che non è stata sottoposta ad adeguata sperimentazione e quindi non si possono conoscere gli eventuali effetti collaterali.
Io ho un figlio di otto anni e lo scorso anno ha avuto frequenti episodi di bronchiti con tosse secca ed insistente il tutto sino alla primavera scorsa quando dopo aver fatto una cura con un medicinale chiamato Aliflus somministrato con puff attraverso un distanziatore per 15 gg., i bronchi si sono sfiammati e mio figlio è stato bene.
Sino ad oggi non ha più avuto problemi di tosse e febbre quindi Le chiedo caro dottor Ferrari, secondo Lei è il caso di vaccinarlo per entrambi i tipi di influenza come dice la pediatra oppure potrei evitare.
Grazie mille
Maria,
tuo figlio non rientra nelle categorie “rischio”. La scelta di vaccinare o meno un figlio è una decisone che deve essere presa in accordo fra genitori e pediatra curante del bambino ed non lasciata alla opinione di questo o di quello (compreso il sottoscritto). La vaccinazione è un atto medico e non una scelta da delegare ai media.
Giuseppe Ferrari
Gent. dottor Ferrari,
la disturbo per un suo consiglio per mio figlio di 2 anni e mezzo che ha sempre avuto qualche disturbo del sonno. Lo abbiamo attribuito spesso a cause fisiche che incidono anche sul lato psicologico: ad esempio ha spesso il naso chiuso che lo porta a respirare male durante la notte, cosa che a volte lo porta ad avere attacchi di “pavor” notturno dal nervosismo. E’ come se volesse dormire ma il fastidio è talmente forte che lo costringe a veri e proprie crisi isteriche che terminano solo se si sveglia.
Ultimamente però comincio a pensare che le cause possano essere anche diverse, soprattutto ultimamente dopo un’orticaria che lo ha colpito settimana scorsa (senza un’apparente causa e sembra risoltasi subito dopo una sola somministrazione di antistaminico) e che ci ha costretto a portarlo di notte in pronto soccorso.Da quel momento le sue sere sono state un incubo…si sveglia 4-5 volte a notte in preda a crisi incontrollabili, si divincola se preso in braccio e difficilmente riusciamo a calmarlo se non dopo numerosi tentativi. Non vuole più tornare a letto ma stare solo sul passeggino e passa la notte in questo modo tra una crisi e l’altra. Non riesco a capire se può essere dovuto a fastidi fisici o a qualche effetto dell’antistaminico che sta ancora prendendo o se è solo tutto di “testa” dopo lo spavento del pronto soccorso. Saprebbe darmi un consiglio su come comportarmi?
La ringrazio tantissimo per l’attenzione e per la risposta che vorrà darmi.
Gentile dott. Ferrari, dopo aver letto molte delle sue risposte, mi chiedo se non abbia un consiglio anche per noi. Mio figlio, di 31 mesi, da sempre ha avuto difficoltà a dormire in orario notturno. Quando era molto piccolo passava ore sveglio, aveva per così dire, scambiato giorno e notte, poi, intorno ai 3 mesi, si risvegliava comunque molto spesso e il nostro pediatra ci consigliò di sospendere il latte di notte e dargli piuttosto una camomilla per togliergli l’abitudine di mangiare di notte. Da lì in avanti è stata una guerra. Prima di tutto il bambino era agitatissimo di notte,affamato probabilmente, e non lo potevo soddisfare, e in ogni caso i risvegli erano frequenti. Le cose non sono migliorate con lo svezzamento, anzi, fino ad un anno e mezzo fa di notte si svegliava urlando e pretendendo la camomilla. Siamo riusciti a togliere questa cattiva abitudine diluendola sempre più e infine sostituendola con semplice acqua e, se non altro, ha iniziato a svegliarsi meno frequentemente. Con la nascita del fratellino le cose non sono cambiate (tra l’uno e l’altro ci sono 14 mesi di differenza), sono solo leggermente migliorate quando li abbiamo messi a dormire in camera insieme. In ogni caso dalla sua nascita ad oggi mio figlio ha dormito forse 4-5 notti senza risvegli, e in tutti gli altri casi ci dobbiamo alzare dalle 3 alle 6-7 volte per notte. Si riaddormenta da solo, ma comunque al risveglio chiama, chiede l’acqua o la coperta o il ciuccio, oppure, ultimamente, dichiara di essersi svegliato e di volersi alzare. Questo anche alle 4, le 5 di notte. Durante il giorno sia lui che il fratello vanno al nido e poi passiamo il pomeriggio insieme, salvo eccezioni, fanno un riposino pomeridiano di un’ora e mezza circa e poi da metà pomeriggio in poi fino alle 21.30 stanno svegli senza problemi. Si sveglia però sempre e comunque irritabile, soprattutto al mattino, ma anche di pomeriggio, e ci mette molto tempo a riprendersi dal sonno. Abbiamo tentato tutto, ma i cambi di orario, i riposini più brevi, tisane, ninna ninna, persino il famigerato Nopron, consigliatoci e prescritto dal pendiatra, non hanno sortito nessun effetto. Sia io che mio marito lavoriamo, però cerchiamo di essere il più possibile presenti nelle vite dei nostri bambini, interagendo con loro il più possibile, spendendo insieme un tempo di qualità. Tra l’altro il nostro secondo figlio dorme senza alcuna difficoltà da quando è nato dalla sera fino alle 7 del mattino, si sveglia solo quando non sta bene oppure se il fratello urla molto durante la notte (ma è difficile anche in questo caso). Durante il giorno mio figlio più grande è un bambino sveglio, ha parlato molto precocemente, si interessa di quello che facciamo, è capace di ascoltare, appassionato di cucina.. Ma ha dei momenti di intrattabilità, tanto qui a casa quanto al nido, in cui monta delle bizze che non si risolvono facilmente. Adduco questi scatti di rabbia al cattivo sonno. Non nego che anche noi, io e mio marito, siamo sfiniti e un po’ demoralizzati, tanto che pensavamo di rivolgerci a qualcuno per capire se c’è qualche modo di aiutare mio figlio ma anche noi a risolvere questa situazione. La ringrazio anticipatamente!
Valentina
Nicoletta,
non centrano nulla nè l’allergia nè l’antistaminico nè il pronto soccorso ecc. Si tratta, come tu sospetti, di problemi cosidetti “psicologici” ( di testa come dici tu) le cose che tu citi possono aver un poco (ma molto poco) aggravato i il problema. Allora facciamo una valutazione dell’ambiente (psicologico ) famiglia scuola parenti in cui vive il bambino che sicuramente è sottoposto a stimoli che non riesce a dominare e che si “scatenano” di notte . Leggi quanto scrivo nei miei post in proposito ed anche alcune risposte. E’ importante anche la personalità e l ‘intelligenza del bambino (la sua caratterialità).
Ha bisogno di sicurezza e di affetto. Questa è l’unica terapia. E solo la famiglia (sopratutto la mamma) glieli possono dare.
Non voglio colpevolizzarti . Ma indurti con tuo marito a valutare i vostri comportamenti , le vostre ansie, i vostri stress, i vostri……. egoismi (se ci sono) perchè sono questi e non l’antistaminico a determinare il comporamento del vostro bimbo che sicuramente è un bimbo intelligente e sensibile.
Giuseppe Ferrari
Valentina,
al di là di qualche consiglio che ti è stato dato e che credo abbia contribuito a peggiore la situazione invece di migliorarla, io penso ( ma non sono un mago e non avendo mai visto il bimbo e nulla saputo della sua storia tipo: gravidanza parto ambiente in cui vive ecc.) che il tuo bimbo abbia subito un trauma da parto (può succedere anche se tutto è andato apparente bene ed il cosidetto “voto” era buono) che gli abbia causata una condizione di ipereccitabilità del sistema nervoso, che gli crea problemi di sonno, di crisi di nervosismo ecc . Insomma tutto come si comporta tuo figlio . Il lato positivo della medaglia è che è un bambino sveglio ed intelligente ed appena raggiungerà l’età in cui comincerà a ragionare sarà anche equilibrato e …dormirà.
Mi spiace di non essere stato di aiuto , ma penso di avere indovinato il perchè è così e sopratutto come diventerà. A voi chiedo pazienza , pazienza . pazienza. Sarete ricompensati nel futuro dall’avere un figlio intelligente , sensibile ed equilibrato. Ne sono sicuro.
Giuseppe Ferrari
Buongiorno professore, mi scusi il disturbo ma non riesco a capire se il mio bambino di 15 mesi soffre o meno di pavor notturno, perche’ si sveglia una volta durante le notti e grida, poi arrivo io e si riaddormenta quasi subito..da cosa e’ dovuto??? è davvero pavor notturno oppure qualcosa d’altro. Lo fà quasi tutte le notti da quando ha circa 6 mesi e non sò se devo preoccuparmi e cosa fare. Mi dica Lei e mi dia un suo parere …Lui è da quando a 4 mesi che passa tutto il giorno dalla nonna e stà con me a pausa pranzo e poi alla sera, ma non piange mai anzi è sempre felice e attorniato da nonna e 4miei fratelli che lo adorano…Grazie Cordiali saluti. Maura
Buon giorno professore,leggendo questi messaggi mi sono un po’ rassicurata sui fenomeni notturni che accadono anche a mio figlio ,ma vorrei comunque descriverglieli per avere una risposta ed eventulamente una diagnosi .
Mio figlio ha 4 anni e mezzo,e’ un bimbo sveglio e intelligente e a mio avviso soffre di “pavor nocturnus”.
Succede ogni volta che nelle prime ore del sonno un evento esterno lo sveglia all’improvviso. Posso essere io che lo copro, o magari lo sposto dal mio letto al suo.. Lui allora si irrigidisce e comincia a tremare, apparentemente è come fosse sveglio, ma in realta’ non lo è e pur avendo gli occhi aperti non ci vede e non ci sente. E’ chiuso in un suo mondo, ma il fatto angosciante è che è letteralmente terrorizzato, piange, si dispera,suda tantissimo, fa movimenti stranissimi con le mani , come volesse allontanare qualcosa.Dura circa 5 minuti, a volte meno a volte più e a me sembrano eterni…
La cosa che mi angoscia maggiormante e’ il fatto che mi chiama ripetutamente,io gli rispondo,lo tengo tra le mie braccia per rassicurarlo ma e’ come se non mi ascoltasse,non mi sentisse. E’ come se fosse assente, ma nel frattempo piange angosciato e terrorizzato…
Io me lo stringo forte forte, lo abbraccio, cerco di parlargli ad alta voce per traquillizzarlo, tante volte suda tantissimo tanto è agitato… Poi si riaddormenta e non ricorda mai nulla.
Attendendo una sua risposta la ringrazio anticipatamente.
Saluti Gloria
Maura,
se conosci qualche mio libro , saprai che non condivido quanto mi dici. La mamma non è SOSTITUIBILE. Quindi togliamoci dalla testa che i surrogati (nonna , zii, babysitter ecc), anche se i bambini sembrano felici, possano sostituire il trauma del distacco dalla mamma. Infatti nel tuo bimbo, nei momenti di sonno più leggero e nei brevi e normali risvegli che tutti i bimbi hanno durante la notte, affiora il suo problema e ti vuole vicina. Non si tratta di “pavor nocturns” ma di bisogno di rassicurazione della presenza della sua mamma. Mi spiace di deluderti, ma è così. Del resto questo è uno degli aspetti pi straordinari del legame naturale madre/figlio. Cosa fare? niente oggi i nostri bimbi devono anch’essi subire le regole della vita moderna, che ci ha dato molti vantaggi , ma che ci ha tolto anche cose meravigliose. Cerca di compensare la tua assenza dedicando quello che io definisco nel mio libro “Il bambino felice ” il “momento del pavimento”. Quando ritorni a casa, sdraiati sul pavimento con lui e dedicati per un certo periodo di tempo solo e totalmente a lui.( non c’è telefono , TV, cena per il papà ecc. che tengano).
Giuseppe Ferrari
Buongiorno dottore, sono raffaella, mamma di mara di un anno. la bimba non ha mai dato particolari problemi la notte ma negli ultimo giorni vuole dormire solo nella sua sdraietta, prima ci dormiva per il pisolino della mattina, quello del pomeriggio (di 1ora ciascuno) e la sera si addormentava sempre nella sdraietta in cinque minuti e senza piangere mentre si stringeva al viso la mia mano verso le 20.30, poi, appena addormentata la trasferivo nel lettino senza particolari problemi (qualche risveglio di pochi secondi per il ciuccio e la colazione alle 5.30 ma poi si riaddormentava immediatamente fino alle 7-7.30).
Da tre giorni appena la metto nel lettino si sveglia si alzain piedi e piange, alla fine l’ho fatta dormire nella sdraietta, ha dormito tranquilla fino alle 6.30 - 7.00 per la colazione senza mai svegliarsi.
Al che io e mio marito abbiamo detto basta, si dorme nel lettino, di giorno come di notte, ho paura che sia scomoda e che le faccia male alla schiena, inoltre non penso che fisicamente riuscirà a starci ancora per molto…
Quindi da ieri: al mattino mia madre ha cercato di farla dormire nel lettino ma lei si ribellava, piangeva e sia alzava di continuo e alla fine non ha dormito, ieri pomeriggio l’ho fatta piangere nel lettino per 30 minuti(io ero lì di fianco a lei e la accarezzavo e le cantavo la ninna nanna) lei si alzava, si ribellava ma alla fine è crollata e ha dormito 1 ora, ieri sera messa nel lettino dopo un p di coccole ha iniziato a lamentarsi come al pomeriggio, ma dopo 15 minuti l’ho tirata fuori (avevo paura che vomitasse visto che aveva mangiato da solo 1 ora), l’ho me4ssa nella sdraietta, si è addormentata subito, poi l’ho spostata nel lettino, lei si è svegliata, io l’ho rimessa nella sdraietta…ecc fino alle 23. alla fine l’ho lasciata dormre ancora nella sdraietta. questa sera pensavo di lasciarla piangere un pochino di più e di ripetere lo stesso iter, spero che alla fine si rassegni a dormire nel lettino. sono moralmente a pezzi è straziante sentirla piangere.
p.s.: nel lettone non dorme, gioca e si alza di continuo.
grazie, scusi la lungaggine e cordiali saluti
Buongiorno Dott.Ferrari,
la disturbo nuovamente perche’ vorrei capire quale fattore puo’ aver causato l’insorgere di queste paure notturne in mio figlio.
Questo fenomeno, descritto nella precedente lettera,e’ iniziato circa una settimana e mezza fa, improvvisamente, in corrispondenza di una breve febbre durata un paio di giorni durante i quali mio figlio Matteo ha avuto un incubo in cui ,ci racconto’, aveva sognato dei mostri.
E ‘possibile che tutto sia stato scatenato dall’incubo?Cioe’ che i cosi detti terrori notturni derivino proprio dalla paura provata durante quell’incubo?
Non riesco a darmi un’altra spiegazione o meglio non ne trovo altre poiche’ Matteo non ha vissuto alcun trauma o situazioni particolari.
Matteo vive in una famiglia serena che gli vuole bene.L’unico neo e’ che passo poco tempo con lui perche’, lavorando lontano, arrivo a casa dopo mio marito che se lo gode molto piu’ di me ma per fortuna e’ un padre eccezionale e premuroso.
Nonostante cio’ la sera cerco di trascorrere piu’ tempo possibile con lui accompagnandolo fino al momento della nanna,raccontandogli le favole .Vorrei puntualizzare che Matteo lo abbiamo sempre abituato a dormire nella sua cameretta da solo.
In questi giorni pero’ lo stiamo facendo dormire nel lettone con me o mio marito per cercare di farlo addormentare piu’ serenamente possibile ,considerati questi fenomeni di pavor che sta attraversando.
Matteo ha cominciato a frequentare l’asolo nido a 10 mesi e da un anno e mezzo frequenta la scuola materna,e’ un bambino molto vivace,sveglio e socievole .Ma e’ possibile che solo adesso ,forse perche’ e’ piu’ consapevole, “soffra” di questi fenomeni?
Avendole descritto un po’ il quadro famigliare,io e mio marito vorremmo capire cosa puo’ aver scatenato in lui questo terrore,per poterlo aiutare ad affrontarlo piu’ serenamente possibile.
Attendo cortsemente un suo parere a riguardo,nel frattempo la ringrazio anticipatamente.
Saluti
Gloria
Raffaella,
mi dispiacema devo sgridarti un po’. Ma tu sei un esempio di ciò che io vado scrivendo da molto tempo . L’adulto che vuole imporre le sue regole ai bambini …….. “al che io e mio marito abbiamo detto basta, si dorme nel lettino di giorno come di notte!!”, se la tua bimba preferisce dormire nella sdraietta , avrà pure il diritto di essere accontentata ! perchè non lasciarla? Ma l’adulto ha già la sua risposta ” ho paura che sia scomoda e che le faccia male alla schiena, inoltre non penso che fisicamente riuscirà a starci ancora per molto…” Ipotesi e previsioni tue. Perchè si sottovalutano le capacità intellettive dei bambini. Tu pensi che se le facesse male la schiena contunuerebbe a stare nella sdraietta??. Insomma , se conosci i miei libri saprai che io ritengo che i migliori esperti di se stessi sono i bambini . Lasciamoci guidare da loro e non sbaglieremo mai. Se invece tu pensi (come del resto ancora molti adulti) che ai bambini si debbono imporre della regole, continua a farlo ma non lamentarti delle conseguenze. Ti cito ancora “sono moralmente a pezzi è straziante sentirla piangere”. Ma ti sembra il caso ?? Sono purtroppo ben altri i motivi per cui alcuni poveri genitori si sentono a pezzi !!
Spero di essere stato chiaro e sopratutto convincente .
Giuseppe Ferrari
Gloria ,
sì! sono possibili tutte la ipotesi che avanzi. L’unico vero ed inevitabile problema è quello a cui tu accenni : il fatto che stai molto tempo lontano da lui. Ma questo è il tributo che i nostri bimbi devono pagare alla vita moderna, che come dico sempre ci ha dato tanti vantaggi e ci ha tolto alcuni aspetti umani . Ma come scrivo nei miei libri, il bilancio è comunque favorevole. Non c’è nulla da fare . Per fortuna tuo marito può dedicargli un po’ più di tempo , ma non possiamo nasconderci dietro ad un dito , la mamma è sempre la mamma. Non sentitevi colpevoli , anche per voi è un sacrifico, ma lo fate per il suo futuro ed anche se adesso incosciamente luii ve ne fa una colpa, quando sarà più grande vi ringrazierà.
Giuseppe Ferrari
Buongiorno dott. Ferrari,
volevo scriverle di mia figlia. Ha 5 anni (quasi 6) e sono ormai vari mesi che dopo 1ora- 1ora e mezza di sonno inizia ad agitarsi, e poi si mette a sedere sul letto tutta sudata e urla cose come “lasciami” o “vattene via”, a volte ha anche detto il nome di sua sorella. Dopo meno di 10 minuti si riaddormenta. Pensa che questo sia dovuto SOLO al rapporto che ha con la sorella di 11 anni? Di giorno litigano, ma sono cose comunque molto piccole e stupide e fanno pace un secondo dopo il litigio.
Grazie per la sua opinione
Marianna,
no!
Si tratta di “pavor nocturnus” . Ti prego di leggere attentamente quello che ho scritto. E’ qualcosa di più complesso di una gelosia per la sorella. Ma è comunque un disturbo che passerà
Giuseppe Ferrari
Buongiorno Dott. Ferrari,
Le scrivo per parlarLe di mio figlio Francesco che ha otto anni e mezzo ed è figlio unico.
Francesco è un bambino molto sensibile specialmente ai miei umori.
Se mi arrabbio perchè ad esempio non vuole fare i compiti, lui diventa profondamente triste, dispiaciuto; lui vorrebbe vedermi sempre contenta di quello che fa ma alle volte non può essere così, specialmente in argomento compiti, perchè fa sempre capricci.
Cerca sempre la mia approvazione e spesso mi dice che mi vuole tanto bene.
Di notte però, quando di giorno l’ ho dovuto rimproverare per qualche motivo, si sveglia urlando e pronunciando frasi tipo: “Aiuto, mamma aiuto, scusa, scusa ” e poi cambia tono e diventa aggressivo; dopo 5 minuti di sonno tormentato si riaddormenta e io cado nei miei sensi di colpa.
Le chiedo allora caro dottore, cosa devo fare ma sopratutto come posso far capire a mio figlio che deve fare i compiti senza che poi di notte faccia questi incubi terribili?
La ringrazio anticipatamente per i suoi preziosi consigli.
Maria
Maria,
non colpevolizzarti , il tuo dovere di mamma ti impone anche di essere ogni tanto severa. Se quando lo sgridi, lui di notte ha le crisi , lascia pure che le faccia : Intanto non incidono assolutamente sulla sua salute. Prima o poi le smetterà. E tu avrai fatto il tuo dovere ed il suo bene.
Giuseppe Ferrari
sono la nonna di un bimbo di 20 mesi,e di notte dopo3/4 ore di sonno tranquillo si sveglia,si porta nel letto dei genitori e pur cercando di dormire si agita continuamente,parla nel sonno e impedisce agli altri di dormire.Che cosa bisogna fare?hanno provato con sciroppi e prodotti omeopatici,ma tutto è inutile
Camilla,
mi meraviglio che una nonna mi scriva per problemi dei genitori. Il problema del sonno dei bambini, in realtà io sostengo che sia un problema dei genitori. Adesso posso dire che è anche dei nonni!
Mi spiace ma non posso suggerire niente , perchè sicuramente ha contribuito a creare questa situazione una somma di cause che bisognerebbe approfondire. Sofferenza neonatale a causa del parto? comportamenti sbagliati dei genitori? tentativi di porre rimedio alla situazione che hanno sortito risultati contrari?
Voglio però fare una domanda ? Avete verificato se il bambino ha lo stesso comportamento anche quando dorme ad esempio a casa dei nonni in assenza dei genitori? Provate a verificarlo. Se non ha lo stesso comportamento, potrebbe essere una chiave di lettura per cercare qualche rimedio. Anche se temo che l’unico rimedio certo è il passare del tempo (Dopo i 3 anni).
Giuseppe Ferrari
Buonasera dott. Ferrari,
le scrivo per nostro figlio Andrea, ormai di 9 anni compiuti, con pavor dai 4 anni. Andrea negli ultimi due anni ha praticato ginnastica artistica a livelli agonistici, tanto da vincere una gara nazionale di categoria.Questo sport è molto faticoso e richiede parecchie ore di allenamento (da otto mesi si allena 9 ore a settimana). Io e mio marito avevamo notato che l’affermarsi in questo sport e lo stancarsi fisicamente riduceva i casi di pavor, tanto che pensavamo che tutto fosse, finalmente, passato. Invece, da gennaio, Andrea ha ricominciato di nuovo tutte le sere a svegliarsi e, vista l’età, i risvegli sono sempre più violenti, con conati di vomito a secco. Andrea ora ci dice che non vuole più fare sport. A noi va bene, la passione non è scaturita e non ci interessa avere un campione per casa. Quello che mi chiedo è: era vero che stancarsi fisicamente eliminava il problema oppure lo cammuffava soltanto? E anche cosa scegliere per il futuro? Nuovamente uno sport individuale oppure sarebbe meglio uno sport di squadra? Insomma, questi bambini sensibili che tengono tutto dentro, come possiamo aiutarli a buttare fuori? La ringrazio e saluto.
Buon giorno dott. Ferrari,
le scrivo per mio figlio Giacomo,di dieci anni compiuti a settembre. Da 15 giorni,Giacomo dopo essersi addormentato si sveglia piangendo,e inizia a dire frasi senza senso,a volte si alza,gira per le stanze con gli occhi perti. Tante volte gli chiediamo cos’abbia e lui non risponde e ripete parecche volte:”Aiutatemi…” e la mattina quando si sveglia non si ricorda niente di quanto è accaduto. E’ da un po’ che chiede di dormire con qualcuno,e lo stiamo assecondando,pero’ questo fenomeno non fa che ripetersi!! Ho cercato di capire se quanto accade puo’ essere attribuito a qulche cambiamento avvenuto in famiglia,perchè ho iniziato a lavorare e per tale motivo il pomeriggio non posso piu’ dedicargli del tempo nello svolgimento dei compiti. Devo anche ammettere che a causa del poco tempo a volte,alla richiesta di un suo aiuto(nei compiti) sono un po’ scontrosa e mi rifiuto perchè si tratta di cose che lui è in grado di fare da solo. devo premetterle che Giacomo è un bambino esageratamente affettuoso nei miei confronti:mi abbraccia molto spesso durente la giornata e trova mille scuse per stare insieme a me,ha un rapporto abbastanza tranqullo con la sorella di 15 anni e di complicita’ con il padre. Sin dalla 1 elementare la sua maestra mi ha invitato spesso a riflettere sul rapporto che avevo con mio figlio dicendo che era molto evidente l’ attaccamento di Giacomo nei miei confronti,io non le ho dato mai retta perchè pensavo e penso che i figli si coccolano sempre fino a grandi se loro lo vogliono.Forse in questo ho sbagliato e ho paura che Giacomo possa essere danneggiato dal troppo amore. La prego gentilmente di tranqullizzarmi e se necessario consigliarmi il tipo di percorso terapeutico da fare. La ringrazio,Palmira…
caro dottore,sono la mamma di alessia una bimba di 24 mesi,nata con parto cesareo alla 36esima settimana +5,perche avavo la placenta invecchiata e lei aveva smesso di crescere,io in piu prendevo entocir perchè ho il crhon.la bimba è nata di kg2.300,sanissima,tutti gli esami successivi al parto andati bene.il problema è nato a novembre quando per paura dell’inluenza a le ho fatto fare il vaccino insieme a quelle dell’infl.stagionale,anche perche la bimba quando si ammala soffre spesso di broncospasmo.maledetto il giorno in cui l’ha fatto,per lei è stato bruttissimo,io eil papa l’abbiamo dovuta tenere.ha avuto la solita febbre a 38 per 2giorni,poi i giorni subito successivi al vaccino,ho iniziato a notare che appena si addormentava,iniziavano tremolii e movimenti degli arti.ha fatto subito una visita neurologica andata bene e un ecg da sveglia privo di elementi interpretabili in senso patologico.a gennaio su consiglio dello stesso neurologo ha fatto un ecg di sonno.il referto è stato:in sonnolenza graduale scomparsa dell’attivita di fondo,sostituita da potenziali theta diffusi.presenti le punte al vertice.in stadio 2NREM potenziali theta-delta mono e poliformi diffusi di medio-ampio voltaggio,sincroni ed evocati.presenti i complessi k spontanei ed evocati.fusi rapidi fronto-centrali bilaterali sincroni ed aincroni con fisiologica rappresentazione per l’eta.si registrano sporadici rallentamenti di breve durata nella banda delta,con onde lente di elevato voltaggio in regione occipitale destra.conclusioni.per il neurologo si potrebbe trattare di parasonnie o movimenti parossistici nel sonno di natura non epilettica provocati comunque dal vaccino che a suo dire gliel’ha tirate fuorie a marzo le fara fare una neuropolisonnografia,sempre al s.andrea di roma.io sono molto preoccupata, non so cosa voglia dire la risposta dell’ecg,perche non ho avuto molto modo di parlare col dottore.questi movimenti li ha solo nel sonno,appena si addormenta e prima del risveglio,quasi mai nel sonno profondo.so gia, come molti medici mi hanno detto,che sono stata una stupida a farle fare questi vaccini,che a loro parere non servivano ad alessia,anche se me lo hanno detto una volta fatto e quando ho detto che aveva questi problemi.molti mi hanno fatto passare dalla solita madre ansiosa per nulla,ma prima la mia bimba questi movimenti o tremori non li ha mai avuti..le ho sempre dormito affianco e me ne sarei accorta.la bimba quando è sveglia è normalissima,vivace e molto sveglia ed intelligente per l’eta che ha.la mia paura è se avranno ripercussioni sulla salute della bimba e se potranno scomparire col passar del tempo.scusi se mi sono dilungata,ma volevo essere chiara.spero con tutto il cuore in un suo parere o consiglio,perche non vivo piu per il senso di colpa che ho e che mi hanno fatto venire alcune persone.un abbraccio dottore.
Annalaura ,
quello che mi racconti non mi suona affatto nuovo . Purtroppo ( o per fortuna ) lo sport agonistico impegna molto le fenergie psichiche dei bambini . Nella mia casistica ci sono bambini con problemi anche per gli sport di squadra ( per esempio stare in panchina). Mi poni un quesito che mi mette in difficoltà perchè nonostante la mia età amo molto lo sport e mi porto dietro il rimpianto di non averlo potuto fare seriamente. E’ encomiabile il vostro atteggiamento di non pretendere di avere un campione in casa , ma mi sembra anche giusto valutare che questo temporaneo stress psicologico (perchè di questo si tratta) possa annullare i sacrifici fatti ed interrompere una attività che potrebbe essere rimpianta dal ragazzo per tutta la vita .
Io ( e forse non è solo il pediatra che parla) non mollerei , approfondirei con gli addetti allo sport i motivi di questo rifiuto, e con l’aiuto di uno psicologo cercherei di aiutarlo in tutti i modi ad uscire da questo brutto momento. Tenetemi informato ed auguri.
Giuseppe Ferrari
Palmira,
si tratta di un normale comportamento di un bimbo che vuole un bene enorme alla sua mamma. Aveva ragione la vecchia maestra. Sì , la colpa è tua , ma non mi sento di colpevolizzarti perchè sicuramente sei stata una mamma fantastica . Ma ora il ragazzo deve cominciar a volare da solo . Lui lo sa e sa anche che DEVE farlo conle sue forze e questo lo spaventa con le conseguenze che mi descrivi. Che fare , non dare assolutamente ad intendere che sei impressionata dal suo comportamento , ignoralo , altrimenti lui lo usa per ricattati. Contuna ad esserre affettuosa con lui ma meno presente ( per fortuna hai incominciato a lavorare ) e poco alla volta tutto rientrerà . Ma ti sei rivolta ad un vecchio pediatra che parla chiaro e che ha il coraggio di dirti che il problema sei , sei proprio convinta di volerlo allontanare?? . Lo devi fare per il suo bene!! Sei stata una mamma straordinaria , continualad esserelo , anche se ti costa qualche piccolo sacrifico.
Giuseppe Ferrari.
Mariagrazia,
a quanto mi dici , per ora non mi sembra che sia il caso di preoccuparsi. Ritengo giusto proseguire le indagini e mi sembra che tu sia ben seguita. Mi da molta fiducia il fatto che Alessia sia una bambina sveglia ed intelligente. Unica nota che mi pare stonata : quei medici che ti hanno detto che la colpa è del vaccino. Io non penso assolutamente che sia così. E stata la casualità , doveva comunque capitare . Non colpevolizzarti hai fatto una cosa giusta per la tua bambina . Brava . Vedrai che ho ragione io, tutto si risolverà
Caro dott. Ferrari,
la ringrazio tantissimo per aver risposto alla mia richiesta di aiuto,grazie alla quale sono riuscita a scacciare tutti i pensieri cattivi che avevano affollato la mia mente,ma in queste ore è emerso un particolare che giustificherebbe il piccolo disagio di Giacomo.
Parlando con lui,sono venuta a conoscenza di alcuni episodi che sono avvenuti in classe con il suo migliore amico:pare che da un po’ di tempo il suo amico al quale è legato sin dalle scuole materne non voglia piu’ avere niente a che fare con lui e insieme ad altri suoi compagni lo offende con parole pesanti.Lui purtroppo non si sa difendere,perchè io e mio marito gli abbiamo sempre insegnato di avere il massimo rispetto per gli altri…mi rendo conto che forse stiamo entrando in una fase molto delicata della sua crescita e ho paura che non sappia affrontare le nuove difficoltà da solo e con il giusto distacco,io a mia volta avendo affrontato le stesse problematiche adolescenziali con la figlia piu’ grande ho paura che con Giacomo sia diverso essendo maschio e possa rispondere a queste provocazioni in maniera violenta. Sono preoccupata e in ansia; quanto è difficile dottor Ferrari!!!! per fortuna ci sono persone gentili e disponibili .come lei che ci aiutano e ci rassicurano. un grande GRAZIE! per il tempo prezioso che ci dedica.
Grazie Dott. Ferrari,mi auguro davvero che tutto si risolva,perchè ho paura,anzi mi chiedo se col perseguire nel tempo,questi movimenti involontari nel sonno possano creare problemi al suo accrescimento fisico,ma soprattutto mentale.Sa per una madre è difficile non preoccuparsi e ogni volta che la vedo muoversi nel sonno,mi scoppia il cuore.Grazie ancora per avermi risposto,un caro saluto M.Grazia
Caro dottore, io ho un bravo bambino di 15 mesi, ha sempre dormito non mi ha mai fatto perdere una notte, a parte i primi giorni. Ora è da qualche mese che si sveglia nel mezzo della notte e piange per circa 5 minuti con gli occhi chiusi e con il ciuccio. Di solito dopo si riaddormenta ma capita qualche volta che lo devo riaddormentare. Allora ho parlato con la pediatra e ha detto che è una fase che hanno i bambini, di lasciarlo che si riaddormenti e provare dargli dei granuli omeopatici che si chiamono Stramonium ( 3gran. 15 min prima dei pasti serali). E’ da 3 gg. che glieli do’ questi granuli ma ha fatto ancora qualche incubo. Lei cosa mi consiglia di continuare con questa cura omeopatica? Gli da qualche effetto collaterale? Lei cosa dice? Intanto anticipatamente la ringrazio e le porgo Distinti saluti.
Lucia
Gentilissimo Dott. Ferrari,
sono la mamma di Matteo 22 mesi e Filippo 4 anni.
Le scrivo anch’io per un problema legato al sonno del mio secondogenito. Da quando è nato si sveglia tutte le notti spesso urlando e piangendo. Non c’è differenza se sta bene o sta male, tutte le notti sono quasi uguali. Il parto è stato tutto naturale, è nato in 2 ore e non ha sofferto. Il primo figlio è nato dopo 2 gg di travaglio, anche lui ha avuto qualche problema di risvegli notturni ma qualche notte intera almeno lui la faceva! Noi siamo stremati, la prego di darci qualche consiglio. Di giorno è un bimbo estremamente solare ed affettuoso, è sicuramente più vivace di Filippo ma nè lui nè il fratello sono bimbi scalmanati! Ho provato a somministrare Esyon gocce, prodotti omeopatici tipo Quietalia, sono contraria al Nopron ma sotto richiesta insistente di mio marito, gliel’ho dato un paio di volte ed in effetti è il farmaco che ha funzionato meglio. Il bimbo dorme nel suo lettino in una cameretta col fratello. Non lo metto mai nel lettone se non quando ha la febbre alta.. quando piange a turno andiamo da lui, lo tranquillizziamo senza prenderlo in braccio e lui si riaddormenta. Si succhia il pollice e fa la nanna con uno straccetto, dovrebbe sapere ormai come auto consolarsi ma per il momento queste cose non gli bastano x riaddormentarsi da solo. Un’altra cosa che devo dirle e che all’età di un anno è stato ricoverato 2 settimane per una malattia autoimmune, gli facevano spesso dei prelievi del sangue e non so se questo può aver innescato in lui delle paure o dei brutti ricordi… Se le serve sapere qualcos’altro mi chieda pure ciò che ritiene opportuno per potermi aiutare al meglio…
La ringrazio infinitamente.
Cordiali saluti e buon lavoro!
Eva
Palmira,
come vedi un motivo c’era.
Non penso che sia grave,state molto vicino al ragazzo . Parlatene con le insegnanti. Bisogna dargli sicurezza , se si sente sicuro da parte vostra sarà anche più attrezzato a non dare importanza al comportamento dei compagni,
Giuesppe Ferrari
Maria Grazia ,
io sono tranquillo , ma devi esserlo anche tu , perchè quando ci sono problemi come quelli della tua bimba , grande importanza ha anche l’atteggiamento psicologico della mamma
Giuseppe Ferrari
DAL MASO LUCIA ,
CIRCA LA TERAPIA OMEOPATICA TI POSSO DIRE CON CERTEZZA CHE NON FA MALE . PROVA, SE FUNZIONA , CONTINUA PURE.
GIUSEPPE FERRARI
Eva,
la situazione mi sembra seria (per voi ovviamente , non per il bambino). Quindi bisogna che per VOI il bambino dorma !!!. non capisco perchè no al Nopron, un farmaco che non ha particolari effetti collaterali e qualche volta funziona ( e mi pare che con il tuo bimbo funzioni). Date il Nopron ma dovete purtroppo assecondare anche tutti i rituali che facilitano il sonno del bambino (purtroppo uno di questi è la vostra presenza). IL passato del bambino del resto giustifica in parte questo suo comportamento. Verso i tre anni tutto si accomoderà.
Contate sul Nopron , sperando che funzioni sempre!!|
Giuseppe Ferrari
Gentile professore,
vorrei sottoporre alla sua attenzione un problema di relazione con mio figlio:ha due anni e,praticamente da sempre,in alcuni periodi piu’ soventemente che in altri,piange in modo quasi inconsolabile.Questo accade particolarmente al risveglio e quando lo si “costringe”a fare qualcosa:fare la nanna,cambiarsi,spegnere la tv ecc…Quello che mi preoccupa e’non riuscire a gestirlo ne’spiegandogli le cose con dolcezza,ne’sgridandolo con fermezza o rabbia;e’come se fosse preso da una crisi isterica in cui non riesce a interagire finche’ improvvisamente si calma come se “finalmente vedesse”.Non so cosa succede e come posso comportarmi.Grazie per l’attenzione prestatami.
Gent.mo Dottore
sono la mamma di Emma , di otto anni.Improvvisamente, senza mai avere avuto prima nulla del genere,
da circa un mese e mezzo quasi tutte le notte ha avuto brevi episodi di sonnambulismo , alternati a quello che pensavo essere pavor nocturnus , ma che , in qualche occasione lei mi ha detto di ricordare al mattino.
Il pediatra ci ha consigliato una visita neuropsichiatrica che ha definito “prassi”, che io penso di non farle fare per evitarle un trauma.
Ho cercato un contatto più vicino , e durante uno di questi dialoghi , mi ha confessato di avere paura che i genitori si separino.
io e mio marito litighiamo moltissimo , purtroppo anche davanti a lei, e mio marito , che ha dei grossi problemi di lavoro è molto nervoso e stressato , e anch’io sto accumulando stresss.
Tuttavia , da quando ci ha fatto questa confessione (una ventina di giorni fa) cerchiamo di assumere un atteggiamento molto più calmo e tranquillo , cercando di rassicurare la bimba sulla solidità del nostro rapporto .
Purtroppo questi pianti notturni continuano tutte le notti, e a questo punto mi sto lasciando prendere dall’ansia!
la ringrazio per i consigli che vorrà darci e la saluto cordiamente
Monica ,
mi descrivi un comportamento che richiederebbe una osservazione attenta del bambino , una valutazione della situazione psicologica ambientale , un approfondimento dei rappotrti mamma /bambino ( o genitori /bambinoi) . Rivolgiti ad un bravo psicologo infantile
Giuseppe Ferrari
Simona, utilizzo le tue parole
“Ho cercato un contatto più vicino , e durante uno di questi dialoghi , mi ha confessato di avere paura che i genitori si separino.
io e mio marito litighiamo moltissimo , purtroppo anche davanti a lei, e mio marito , che ha dei grossi problemi di lavoro è molto nervoso e stressato , e anch’io sto accumulando stress”.
La diagnosi l’avete fatta. Non c’è bisogno di nessun neurospichiatra per la bambina che è certamente più matura e responsabile di voi. Cosa aspettate a mettere da parte i vostri egoismi. non c’è nessuno stress di un genitore che giustifichi il comportamento che tenete nei riguardi della bambina. Mi dispiae di dovervi sgridare , ma mi avete consultato ed io ho degli obblighi verso i bimbi . Se ritornate saggi e resposabili tenetemi informato.
Cercherò ,nei limiti della mia modeste possibilità, di aiutarvi
Giuseppe Ferrari
Egregio Dott. Ferrari,
ho trovato il suo sito, veramente interessante e le sue risposte veramente dettagliate, chiare e dirette!!!
Sono la mamma di Mattia di 5 anni, che da quando ha 3 anni soffre di pavor notturno…tutto è iniziato dopo un periodo di 2 mesi, dove è nata la sorellina(perciò gelosia e capricci come nella norma), ha iniziato la scuola materna, il bendaggio dell’occhio che poi abbiamo sospeso per un periodo (porta gli occhiali da quando ha 2 anni) e un febbrone alto a 41, dove Mattia ha avuto allucinazioni e dal giorno successivo ne è stato impaurito e pensiamo gli siano rimaste impresse!
Questi disturbi notturni hanno iniziato proprio in quel periodo, Mattia si svegliava sudato, disperato, inconscio (neanche ci riconosceva), terrorizzato da qualcosa e segnando un punto, in genere correva in giro per casa e ai primi episodi di questi disturbi arrivava da quanto impaurito era a vomitare….episodi comunque brevi (al massimo duravano 5 minuti) e succedevano circa 1 volta a settimana!!!
Al chè ci siamo rivolti al pediatra, il quale ci ha detto di stare tranquilli, che magari era una fase passeggera visto il periodo che stava vivendo e che molti bimbi soffrono di questi disturbi…perciò io a mio marito ci siamo messi più tranquilli e sereni e pronti a viverla come una cosa normale e passeggera….premetto che ai primi episodi di Mattia, non conoscendo il pavor notturno, e pensando che Mattia era sveglio, lo prendavamo in braccio quasi un po’ di forza per tranquillizzarlo…ma dopo vari episodi capendo che si spaventava di più, abbiamo iniziato a parlargli dolcemente, a cercare di tranquillizzarlo e di aspettare che fosse lui a venire in braccio da noi che eravamo lì da lui a rassicurarlo!!!Poi Mattia veniva in braccio o da me o mio marito, lo coccolavamo riempendolo di coccole, di rassicurazioni, lui sbadigliava e tornava a dormire come niente fosse, senza poi manco ricordarsi niente!!!
Alle prime occasioni forse abbiamo un po’ sbagliato perchè non conoscendo questi episodi, gli chiedavamo ma che sogno hai fatto? cercavamo di prenderlo in braccio…ma poi col tempo abbiamo imparato come superare queste crisi e soprattutto come cercare di tranquillizzarlo e rassicurarlo subito dopo l’episodio….e col tempo ci siamo rasserenati anche noi sentendo il pediatra!
A ottobre 2009 è stato operato di idrocele enorme ai testicoli e da allora per 3 mesi non c’è stato alcun tipo di risveglio…ora invece da 2 settimane è ripartito con questi episodi e li fa circa 2 - 3 volte a settimana, qualche volta succede che il disturbo è leggero e dura poco, oppure non correin giro per casa dal terrore…abbiamo provato con prodotti omeopatici ma niente da fare!!!
Mattia è un bimbo intelligente, vivace, buono, molto sensibile, socievole e solare, anche lui come tutti i bambini talvolta capriccioso o con qualche giornata un po’ così, un bimbo un po’ pauroso o talvolta timoroso…da piccolo era terrorizzato nel tagliarsi i capelli, per quanto lo rassicurassi o gli spiegassi dolcemente che non doveva temere nulla…a volte noto che inizialmente è un po’ intimorito dei bimbi più irruenti, ma poi ci fa anche amicizia…ha paura dei cani (ultimamente molto meno), e soprattutto quando succede che si taglia o si fa male, ha una paura incredibile, e talvolta inizia a correre, per lui non esistono cerotti nè disinfettanti e per quanto sia io che mio marito cerchiamo di rassicurarlo e spiegargli che non si deve preoccupare, in questi episodi lui comunque si spaventa!
Perciò io e mio marito abbiamo attribuito al fatto che quando lui si fa male di giorno e dalla paura corre, lo fa ance di notte nel suo terrore notturno, cioè di correre in giro per casa impaurito al massimo!!!
Noi come genitori ci riteniamo dei bravi genitori…siamo una coppia affiatata e andiamo daccordo, se c’è qualcosa su cui discutere cerchiamo sempre di farlo quando i bimbi sono a letto,siamo genitori che rassicurano i propri figli, ce li coccoliamo, li facciamo ridere, ma ovviamente quando c’è bisogno siamo anche severi e le regole secondo noi servono per la crescita di un bimbo….
E’ un bimbo che adora i dinosauri, gli animali, gli insetti, i pesci, le piante, la natura…ha molta inventiva, ultimamente èe fantasioso in ciò che fa, anche nei disegni… ultimamente disegna un sacco di mappe…ecco magari nelle mappa, disegna l’alieno, la casa mangia tutto,il vulcano, la cascata di lava, il teschio, l’amico del teschio, il serpente gigante, il mostro marino, il bosco dei mostri, il vortice, la strega, il drago (li disegna nelle mappe unitamente anche ad altre cose tipo al castello, al semaforo, allo stagno tranquillo, al mare, alla barca, il tesoro, roccia del tesoro etcc……ma penso che in una mappa del tesoro queste cose ci possano anche stare, Lei che dice????mi devo preoccupare che magari possa aver visto qualcosa che gli è rimasto impresso e che magari lo spaventa la notte???
Mattia dovremmo operarlo anche di adenoidi, perchè spesso ha il naso chiuso la sera e tipo l’anno scorso ha fatto 4 otiti….
Noi sinceramente vediamo Mattia normalissimo, sereno come del resto siamo anche noi, con sua sorella tanto è giocare insieme e tanto è litigare come tutti i fratellini…sicuramente la gelosia in Mattia verso sua sorella (che ora ha 2 anni e mezzo la notiamo)….
Ho chiesto a scuola alle mestre spiegando il disturbo del sonno di Mattia in questi anni, le quali mi hanno detto che assolutamente Mattia in quasi 3 anni di materna non presenta alcun disagio, alcuna paura,alcun problema, che è normalissimo, socievole, solare, proprio un bimbo sereno…magari i primi 2 anni di materna aveva come secondo loro “poca autostima di sè stesso”, cosa che le maestre mi dicevano al tempo, ma che quest’anno crescendo l’ha acquisita!!!e infatti in molte cose osservo che è molto più spigliato!!!
Caro dottore, mi scuso se mi sono dilungata di parecchio, ma volevo descriverle bene il mio Mattia e siccome ormai è da tempo che soffre del pavor notturno, volevo sentire un parere da Lei, se ci dobbiamo preoccupare, se è il caso di rivolgerci a un neuropsicihiatra, se è una cosa che passerà….insomma volevo conoscere il suo parere in merito, perchè ultimamente avevamo anche pensato di provare ad approfondire la cosa e portarlo da un neuropsichiatra…aspetto la sua risposta e intanto la ringrazio anticipatamente infinitamente!!!!
Gentilissimo Dottore,
per la prima volta ho trovato il suo sito…e ho trovato il suo sito veramente interessante e le sue risposte “schiette” e molto descrittive e rassicuranti!!
Sono la mamma di Mattia di 5 anni….da quando ha poco più di 3 anni, con la nascita della sua sorellina (perciò gelosia da renderlo nervoso come in genere succede), l’inizio della scuola materna, il bendaggio all’occhio (porta gli occhiali da quando ha 2 anni) e un febbrone a 41 (era stato molto scosso da questo febbrone, dal fatto che aveva avuto allucinazioni dalla febbre alta!)…tutto ciò è successo nell’arco di 2 mesi…e da questo momento in poi Mattia ha iniziato a soffrire di “pavor notturno” e all’inizio arrivava anche al punto di vomitare dal terrore che stava vivendo…io e mio marito alle prime occasioni ci siamo spaventati e cercavamo di prenderlo in braccio di forza per cercare di rassicurarlo, convinti che fosse sveglio e non conoscendo nulla del pavor….poi ne abbiamo parlato con il pediatra che ci ha detto che probabilmente la tensione, il periodo che stava vivendo etc….poteva anche essere una cosa passeggera, che tanti bimbi soffrono di questi disturbi notturni e di non preoccuparci….perciò io a mio marito abbiamo iniziato a viverla come una cosa normale, cercando nelle crisi di rassicurarlo, di consolarlo, di assecondarlo, insomma di dargli tutto il nostro amore!!!
Si svegliava dopo 1 ora, 1 ora e mezza che andava a letto, terrorizzato, disperato, con gli occhi pieni di paura, segnando un punto della sua stanza, ovviamente inconsciamente e non ci riconosceva e talvolta correndo disperato…..Succedeva circa 1 volta a settimana, iniziando anche a non vomitare più dal terrore (diciamo che vomitava solo nei primi mesi da quando aveva iniziato con questi disturbi), durava circa 3-4 minuti, dopo di che si tranquillizzava, sbadigliava e tornava a dormire come niente fosse ( e senza manco ricordare l’episodio)…avevamo imparato a lasciarlo tranquillo nella sua crisi, parlandogli dolcemente, ma senza toccarlo, e appena si riprendeva veniva in tranquillità in braccio nostro che eravamo lì per consolarlo!!!
Poi a ottobre 2009 è stato operato ai testicoli per “idrocele enorme” e da questo momento più niente per 3 mesi….ora da 2 settimane ha ricominciato con questi episodi, ma li fa più spesso, tipo 2 - 3 volte a settimana e durano meno 1-2 minuti…l’omeopatia nel tempo ci rendiamo conto non aiuta in queste cose per lo meno
Mattia è un bimbo intelligente, vivace, solare, socievole, molto sensibile, colmo di inventiva nel giocare, nel disegnare…non ci ha mai dato problemi di nessun genere durante il giorno se non per qualche capriccio, gelosia verso la sorella o qualche sua giornata un po’ così e di notte fino ai 3 anni non ha mai avuto alcun problema di sonno, anzi talvolta era lui che ci diceva che era stanco e voleva andare a nanna!!!Forse è sempre stato un bimbo un po’ pauroso, da piccolo per tagliarsi i capelli era una disperazione (poi è passato), ai 3-4 anni ha iniziato ad avere paura dei cani, a scuola inizialmente aveva paura dei bambini più irruenti etc….insomma diciamo un bimbo magari più pauroso di altri, ma comunque sempre incoraggiato da noi (di certo non siamo genitori di quelli ultra apprensivi!!!)…ad esempio se succedeva o succede tuttora che si fa male, o si taglia, corre dalla paura, per lui non esistono cerotti, disinfettanti etc….quante volte cerco di rassicurarlo, di parlargliene con calma, ma niente da fare…..perciò riesco a capire che se di giorno prende paura per un taglio e corre, anche di notte la sua paura lo fa correre!!! con la sorella (che è tutto un altro carattere), giocano insieme e si cercano e tanto è litigare, vabbè come tutti i fratellini!!!
Mattia adora i dinosauri, gli animali, gli insetti, insomma la natura in sè, anche le piante etc….disegna dinosauri, mappe del tesoro, animali, piante..ecco talvolta disegna cose fantasiose nelle mappa come la “casa mangia tutto”, il teschio, il vulcano, il vortice, il serpente gigante, l’alieno, la cascata di lava, l’amico del teschio, la barca che affonda nel fortice, il mostro marino…ma penso che in una mappa si possono anche stare fantasiosamente queste cose….Lei che dice, mi devo preoccupare??
Noi come genitori, ci reputiamo genitori rassicuranti, dolci, solari e quando serve pure severi, ma nella norma insomma, nel senso che le regole servono per la crescita di un bimbo ed è giusto che ci siano!!Tra l’altro siamo una coppia che va daccordo, affiatata e le discussioni, quella volta che devono succedere ce le teniamo per noi e crechiamo di parlarne quando i bimbi sono a letto…poi per carità talvolta può essere successo qualche piccolo “battibecco” che è scappato, ma niente di che!!!
Ho chiesto a scuola materna alle maestre, e ho esposto il disturbo notturno di Mattia che va ormai avanti da 2 anni, ma loro mi hanno detto che assolutamente per loro Mattia non ha alcun tipo di disturbo a scuola, disagio o paura, che è un bimbo socievole, che gioca, che ha inventiva,che è sereno!!!Lo vediamo anche a casa che è sereno duranteil giorno, però volevo approfondire questo disturbo per capire se mi devo preoccupare o meno….
Lei caro Dott. Ferrari cosa ne pensa?
Perchè volevamo provare a portarlo da un neuropsicihiatra infantile….Scusi se mi sono dilungata nello scrivere, ma siccome questi episodi sono ricominciati vogliamo capire se dobbiamo approfondire o se passeranno con la crescita di Mattia, tanto da capire se possiamo proseguire tranquilli e sereni…la ringrazio infinitamente!!!!
Elisa,
comincio con le tue parole : ” Mattia è un bimbo intelligente, vivace, solare, socievole, molto sensibile, colmo di inventiva nel giocare, nel disegnare…non ci ha mai dato problemi di nessun genere durante il giorno se non per qualche capriccio, gelosia verso la sorella o qualche sua giornata ……” Hai fotografato il tuo bimbo e le sue caratteristiche che sono tipiche di un bimbo che può presentare “pavor nocturnus”. E qui comincio a dirti delle cose su cui potresti non concordare. Ma, perdonami , sono vecchio ed alcuni modi di essere delle mamme mi fanno drizzare le orecchie. Ho il dubbio che il problema non sia il bambino , ma il tuo rapporto con lui. Non posso dirti altro, ma medita su quanto ti ho detto ed eventualmente rivolgiti ad uno psicologo ( ripeto psicologo) prospettandogli il mio parere. Anche se avessi ragione non è il caso di drammatizzare, con un po’ di attenzione il problema si risolve.
Giuseppe Ferrari
Buonasera Dr. Ferrari,
mi collego alla lettera di Elisa perchè parzialmente ho riscontrato qualche caratteristica di mio figlio Matteo che ha 4 anni.
Ha sofferto di pavor nocturnus tra i 2 e i 3 anni. Ora, non voglio dirlo troppo forte, è un annetto che si è calmato da questo punto di vista, ma è un bambino molto sensibile che sente le sfumature di tutte le emozioni che proviamo, ma soprattutto che provo io. Quando me lo dicevano che i bimbi sono come spugne potevo immaginarlo, ma ora che lo vivo sulla mia pelle è veramente sorprendente quanto riescano a “sentire” di più di noi adulti!!! Inoltre è un timidone e impiega molto tempo per prendere confidenza con grandi e piccini.Vengo al dunque: mio figlio dall’età di un anno ha sviluppato una vera e propria fobia per i medici. Forse scatenata dai vaccini eseguiti intorno al primo anno? Forse dal primo pediatra che era molto meticoloso e lo visitiava per un’ora di seguito quando era neonato e non era proprio affettuosissimo? Non lo so, cose drammatiche non sono accadute, ma magari lui l’ha vissute come tali sempre perchè è molto sensibile. Fatto sta che ho sempre problemi a portarlo dal medico. La nostra pediatra (che lo ha seguito dopo) ha capito il bambino ed è molto dolce e simpatica, perciò quando si tratta di visite di routine le cose vanno un pochino meglio. Ma se devo portarlo dallo specialista o a volte purtroppo in ospedale, come è capitato, dobbiamo tenerlo fermo in tre per visitarlo.Lui urla, piange e si dimena con una forza incredibile e dice che vuole andare via.Di recente ha subito un’abrasione all’occhio da un bambino a scuola per sbaglio e ho dovuto portarlo in visita.E’ stato terribile!!!Mi sembrava lo stessimo violentando. Ma era necessario capire se servisse l’antibiotico (come poi è stato) e poi ogni volta che gli mettevo la crema non le dico che drammi. Al terzo giorno di cura ha capito che non succedeva nulla se mamma gli metteva la crema nell’occhietto!Io con mio figlio parlo, cerco di spiegare tutto, ma lui si chiude nella sua paura ed io con tutti i miei tentativi vedo che di fronte ad una fobia è impossibile calmarlo se non allontanandolo da ciò che la scatena. Cosa posso fare per aiutarlo in questo? Sono disposta a mettermi in dicussione, a parlare con uno psicologo, a fare di tutto pur di aiutarlo a fidarsi di più degli altri. Io e mio marito non facciamo vita mondana spesso per questioni di mancanza di tempo, ma siamo socievoli, lo portiamo al parco, in vacanza e nel week-end cerchiamo sempre di uscire anche solo per quanche ora per non chiuderci in casa. Cerchiamo di mostrargli apertura verso il mondo esterno anche se siamo sicuramente delle persone discrete e tranquille.Non siamo persone che si mettono al centro dell’attenzione, quindi sicuramente lui ci rispecchia, ma non siamo orsi, anzi. Vogliamo essere un buon esempio per lui, ma neanche possiamo forzarlo più di tanto.
La prego mi dia uno dei suoi consigli ad hoc!!! Grazie per l’attenzione.
Sonia
Sonia,
e tu non portarlo dagli specialisti.! Un bravo pediatra è più che sufficiente a valutare la salute del bambino senza bisogno di specialisti.
Vuoi un parere : il tuo bimbo deve essere molto intelligente e sensibile, la mamma dovrebbe essere meno tesa e preoccupata di essere una mamma perfetta!! Se non ti è chiaro , ne riparliamo! Se non sei daccordo , non ne riparliamo.
Giuseppe Ferrari
Dr. Ferrari, parzialmente sono d’accordo con lei. Sicuramente ho un senso di colpa dentro di me per il fatto che sono assente per lavoro tutto il giorno e posso dedicare poco tempo a mio figlio e questo mi fa senitre più insicura con lui. Non penso che sia vero quando dicono che la qualità del tempo trascorso insieme sia più importante della quantità.Ci vogliono tutti e due.Infatti quando sono in ferie le cose a casa sono radicalmente diverse: io sono più rilassata, mio figlio meno capriccioso e abbiamo modo di intervallare momenti insieme a momenti in cui ognuno di noi può avere un po’ di tempo per sè senza rimorsi nè fretta. La vita quotidiana è molto diversa, io cerco di non farmi prendere dallo stress, ma quando si torna a casa alle 18.45 (quando va bene) come si fa a non farsi prendere un po’ dall’ansia?Mi manca il tempo da dedicare a mio filglio!!!E questo non giova al mio carattere che è sicuramente molto sensibile come mio figlio.Sono la prima giudice di me stessa perciò credo che lei abbia ragione, ma è pur vero che non posso neanche prendere le cose troppo a cuor leggero quando c’è di mezzo un bambino. La pediatra stessa mi ha detto di portarlo dall’oculista, cosa dovevo fare? Tra l’altro avrei dovuto portarlo già l’anno scorso per visita di controllo della vista che si fa a quest’età ma non l’ho portato proprio per evitargli questo stress. Mi hanno anche detto che entro il prossimo anno dovrei portarlo dall’ortodonsista perchè a causa del ciuccio ha il morso aperto (so che lei non è concorde, ma questo è ciò che mi dice il dentista) e dovrò fargli mettere l’apparecchio entro i 6 anni…ma senza la sua collaborazione è impossibile. Cosa faccio? Mi hanno detto che altrimenti quando nasceranno i denti permanenti
non avranno spazio, il bambino mastica male, il palato non è sviluppato etc.etc.Insomma se non lo porto sto male perchè penso che posso causargli dei danni permanenti, se lo porto si traumatizza…io non so che fare…Le assicuro che è difficile gestire una situazione del genere.Ho un’amica che a 35 anni ancora ha la fobia dei medici e non si cura nonostante ne abbia bisogno, non voglio che mio figlio faccia questa fine.Vorrei aiutarlo a superare questa fobia. Posso anche pensare che con il mio carattere sensibile possa averlo influenzato, ma non ho mai avuto paura dei medici perciò non vedo come possa avergli passato questa paura che io non ho! M’interessa un suo uletriore commento. grazie per la sua attenzione.Saluti,
Sonia
Gentile Dott. Ferrari,
sono Elisa la mamma di Mattia…la ringrazio veramente della sua risposta molto chiara e importante….dopo averla letta mi sono messa in esame e ad osservare il rapporto tra me e il mio angioletto Mattia….sa cosa Le dico???che ha ragione….Mattia è un bimbo molto sensibile, vivace, creativo e pensa molto alle cose…molte paure con il tempo e le rassicurazioni mie e di mio marito le ha superate e alle sue paure non posso dare colpa a qualche ansia che noi genitori trasmettiamo al nostro Mattia, anzi….forse un po’ di ansia mi è venuta in queste ultime settimane che Mattia ha ripresentato qualche episodio di pavor notturno e ne ero preoccupata.
Nonostante con Mattia ho un rapporto meraviglioso, giocherellone, dolce, coccolone…. mi sono resa conto mettendo in esame il rapporto con lui e soprattutto io come mamma, che probabilmente e a maggior ragione da quando è nata la sorellina Giorgia (che ora ha 2 anni e mezzo e che è nella sua fase di capricci), lavoro, casa etc….mah probabilmente non ho trasmesso le giuste attenzioni al mio Mattia, magari talvolta ho “dato” per scontato (un po’ sottovalutato) alcune piccolezze o attenzioni, delle quali lui aveva bisogno, anche per il carattere sensibile che ha!!!
Questa settimana quindi sono stata molto attenta a dei semplici e piccoli particolari che magari fino la settimana scorsa per la stanchezza tralasciavo o non coltivavo abbastanza…. coltivando di più le sue passioni, i suoi disegni creativi, coccolandomelo di più del solito, cercando di dargli più sicurezza, mettendo a letto un po’ prima la sorellina e poi lui dicendo le preghierine come al solito, ma leggendogli una fiaba in più etc…etc…….insomma questa settimana Mattia non ha avuto alcun risveglio notturno…si è graffiato con una pianta ed è uscito un po’ di sangue…di solito la sua reazione di paura era correre disperato…invece stranamente per la prima volta da dopo la nascita di sua sorella, sì ok ha pianto, ma in tranquillità è venuto da me che l’ho rassicurato e gli è passato subito!!!magari è stato un caso…vedremo…ma per me è stata un’emozione enorme vederlo più sereno in un episodio dove in genere ha molta paura!
Questa settimana mi sento la mamma più felice del mondo!!!
Proprio ho trascurato “quel poco” che per il mio Mattia era importantissimo!!!
Penso e spero di essere sulla strada giusta, senza neuropsichiatri, senza psicologi….ma semplicemente facendo più attenzione, soprattutto nelle piccolezze!!!!cosa ne pensa Dott. Ferrari, sono sulla strada giusta??
La ringrazio veramente tanto per la sua preziosa risposta!!
Un caro saluto da Elisa
Sonia,
riscrivimi quando sarai totalmente daccordo con me. Altrimenti continua a percorre la strada della mamma “perfetta ” che come sai non condivido. Per tua informazione ho un amico simpaticissimo che ha la fobia dell’acqua , mentre io faccio la doccia tutti i giorni ( e comunico con lui solo al telefono).
Spero a presto!!
Giuseppe Ferrari
Elisa ,
brava , SI’ sei sulla strada giusta !!. Continua così.
Giuseppe Ferrari
Buongiorno Dottore,
Sono Angela la mamma di un bimbo di due anni.
Purtroppo la notte si sveglia ancora ma la cosa brutta è che ogni tanto ha dei pianti isterici e se mi avvicino per calmarlo mi picchia…tutto questo dura anche un’ora , ma dopo si avvicina a me e cerca conforto!
Non sappiamo come comportarci nè io nè mio marito.
Potrebbe aiutarci a capire.
La ringrazio resto in attesa di una Sua gentile risposta.
Un caro saluto Angela
Gentile Dott.Ferrari esattamente un anno fa Le scrissi da Messina su questo forum circa delle crisi comiziali che hanno interessato nostro figlio (all’inizio, ricorderà, speravamo fosse “pavor nocturnus” o semplici spasmi dovuti a reflusso esofageo).
Purtroppo, come Lei stesso aveva pronosticato, come detto si trattava di crisi epilettiche secondariamente generalizzate, ma la situazione è piuttosto difficile da diagnosticare.
Abbiamo portato più volte il bimbo all’Ospedale Meyer dove ultimamente è stato visitato proprio dal Prof.Guerrini.
Orbene pur rendendomi conto che probabilmente Lei non userà rispondere privatamente per ragioni che posso comprendere avrei comunque da sottoporre al Suo parere alcuni quesiti riservatamente che per motivi di privacy non posso trattare in questa sede.
Il mio indirizzo di posta è valeriobox@yahoo.it
Se non Le riesce possibile siamo disposti a raggiungerLa qualora volesse accordarci un incontro.
Grazie,
Valerio
Gentile Dott.Ferrari esattamente un anno fa Le scrissi da Messina su questo forum (messaggi 201-203-205-26-207-212) circa delle crisi comiziali che hanno interessato nostro figlio (all’inizio, ricorderà, speravamo fosse “pavor nocturnus” o semplici spasmi dovuti a reflusso esofageo).
Purtroppo, come Lei stesso aveva pronosticato, come detto si trattava di crisi epilettiche secondariamente generalizzate, ma la situazione è piuttosto difficile da diagnosticare.
Abbiamo portato più volte il bimbo all’Ospedale Meyer dove ultimamente è stato visitato proprio dal Prof.Guerrini.
Orbene pur rendendomi conto che probabilmente Lei non userà rispondere privatamente per ragioni che posso comprendere avrei comunque da sottoporre al Suo parere alcuni quesiti riservatamente che per motivi di privacy non posso trattare in questa sede.
Il mio indirizzo di posta è valeriobox@yahoo.it
Se non Le riesce possibile siamo disposti a raggiungerLa qualora volesse accordarci un incontro.
Grazie,
Valerio
Gentile Professore,
sono la mamma di un bambino di 4 anni che da un po’ di tempo si sveglia la notte, dopo circa un’ora e mezzo dall’inizio del sonno, piangendo e urlando. Noi accorriamo per calmarlo e consolarlo, ma spesso il bimbo si innervosisce così tanto che finisce per vomitare. Dopo si addormenta tra le mie braccia o con me accanto. Si tratta di un bimbo molto sveglio, forse anche troppo stimolato dai genitori, che anche la sera dopo cena giocano molto con lui. Inoltre è sempre stato un bimbo che vomita facilmente, con il raffreddore, la tosse, se ha mangiato troppo …. forse a questo punto anche se è troppo agitato? Per i genitori è traumatizzante vedere vomitare anche con sforzo un piccolino nel cuore della notte. Mi debbo preoccupare, fare degli accertamenti? Il nostro pediatra considera normale tutto ciò, anche il vomito frequente non mi dovrebbe preoccupare perchè il bimbo cresce bene e non ha problemi particolari …
La ringrazio
Paola
Valerio,
lasciamo passare queste feste di Pasqua e poi cercherò con De Agostini di risolvere il problema comunicazione con te. apresto Giuseppe Ferrari
Angela Daniela Cangemi,
si tratta quasi sicuramente di iniziale “pavor nocturnus”. Come comportarsi , ti prego di leggere attentamente quello che scrivo in proposito. Ti consiglio di interpellare anche il tuo pediatra.
Giuseppe Ferrari
Paola Pinelli ,
sono totalmente daccordo con il tuo pediatra. I fenomeni che mi descrivi sono relativi al “pavor nocturnus”. Leggi quanto scrivo in proposito e troverai descritto il comportamento del tuo bimbo (compreso il fatto che in genere si tratta di bambini particolarmente intelligenti e sensibili).
Giuseppe Ferrari
Grazie di cuore Dottore,
attendo Sue nuove.
Valerio
Sono la mamma di una Bimba di 18 mesi, che dalla nascita non si è mai addormentata molto facilmente.
Da quando aveva 5/6 mesi, a differenza di altri genitori, passeggiavamo con lei in braccio per ninnarla anche un ora; già allora qualche sera siamo arrivate a farlo per 1h e ½, su è giù per la camera. Purtroppo riusciva ad addormentarsi solo dopo qualche minuto di pianto sfrenato. Era pazzesco come genitore, vedere che la figlia dovesse farsi sfiancare dal pianto prima di lasciarsi abbandonare al sonno.
Abbiamo avuto un paio di mesi più tranquilli, dopo i 9 mesi, in cui giocava nel box mentre noi cenavamo, e poi erano sufficienti 10/15minuti in camera prima di addormentarsi, anche se l’orario del sonno diventava sempre più lontano, le 22, 22.30 fino alle 23.30!
Prima di compiere 1anno, quando ormai camminava e ha lasciato il box, farla addormentare è diventata “una lotta”. È assurdo: sembra che la bambina dolce e affettuosa diventa una scheggia impazzita, quando le proponiamo di andare a dormire; è questo accade non certo alle 9 (faceva l’isterica fino alle 23 ca) di sera ma ormai ci proviamo dalle 22.30 in poi.
È incontrollabile, diventa una furia, ha crisi isteriche, lancia tutto e piange in preda la panico, e ci riempie di botte.
Abbiamo provato a crearle una routine, ma funziona solo per pochi giorni: 4/5 al massimo.
Abbiamo provato con le buone, leggendole fiabe con luce soffusa, o facendola giocare con la bambolina del cuore, con ogni tipo di musica, e in quest’ultime settimane con gli “Stacca-attacca”. Solo pochi gg di successo, in cui si abbandona volontariamente dopo una mezz’oretta di gioco, e poi di nuovo il panico del sonno.
Aggiungo che di notte si sveglia solo 1 o 2 volte al massimo, ed ha avuto rarissimi casi di pavor notturni, quindi non ci spieghiamo questo suo rifiuto. Abbiamo anche provato a lasciarla in salone con noi, fino a tardi sperando che subentrasse la stanchezza, ma invece i giochi diventano sempre più eccitanti e quando abbiamo visto che ha cominciato con la palla (alle 23) abbiamo lasciato perdere anche questo tentativo.
Lei dorme nel suo lettino, ma ancora nella nostra stanza. Quando la portiamo in Camera, comincia a disperarsi già dal corridoio.
Neanche se ci mettiamo a letto tutti insieme (che sia alle 9 o alle 11) le cose migliorano, anzi è sempre più gasata.
Se la assecondiamo (contando sulla stanchezza fisiologica) arriva pure a saltare sul letto, a saltarci addosso, e a ridere come una pazza.
Se invece cerchiamo di abbassare le luci e togliergli i giochi piano piano, partono gli attacchi isterici e sinceramente “ci spaventa”
Insomma NON VUOLE ADDORMENTARSI. Ma non ce la facciamo più, e a fare le ore piccole con lei, senza parlare del fatto che la mattina dopo, ci sono le crisi del risveglio (per andare all’asilo) xchè ha sonno.
Uno dei modi per farla dormire, sarebbe quello di toglierle il ciuccio e farla piangere, dopo poco crolla (come quando era piccola) ma a me sembra una violenza. Le chiedo di indicarci la soluzione migliore per lei e per noi, xchè abbiamo anche paura che ci possano essere altri problemi legati a questo atteggiamento.
Gentile Professore,
sono la mamma di una Bimba di 18 mesi, che dalla nascita non si è mai addormentata molto facilmente.
Da quando aveva 5/6 mesi, a differenza di altri genitori, passeggiavamo con lei in braccio per ninnarla anche un ora; già allora qualche sera siamo arrivate a farlo per 1h e ½, su è giù per la camera. Purtroppo riusciva ad addormentarsi solo dopo qualche minuto di pianto sfrenato. Era pazzesco come genitore, vedere che la figlia dovesse farsi sfiancare dal pianto prima di lasciarsi abbandonare al sonno.
Abbiamo avuto un paio di mesi più tranquilli, dopo i 9 mesi, in cui giocava nel box mentre noi cenavamo, e poi erano sufficienti 10/15minuti in camera prima di addormentarsi, anche se l’orario del sonno diventava sempre più lontano, le 22, 22.30 fino alle 23.30!
Prima di compiere 1anno, quando ormai camminava e ha lasciato il box, farla addormentare è diventata “una lotta”. È assurdo: sembra che la bambina dolce e affettuosa diventa una scheggia impazzita, quando le proponiamo di andare a dormire; è questo accade non certo alle 9 (faceva l’isterica fino alle 23 ca) di sera ma ormai ci proviamo dalle 22.30 in poi.
È incontrollabile, diventa una furia, ha crisi isteriche, lancia tutto e piange in preda la panico, e ci riempie di botte.
Abbiamo provato a crearle una routine, ma funziona solo per pochi giorni: 4/5 al massimo.
Abbiamo provato con le buone, leggendole fiabe con luce soffusa, o facendola giocare con la bambolina del cuore, con ogni tipo di musica, e in quest’ultime settimane con gli “Stacca-attacca”. Solo pochi gg di successo, in cui si abbandona volontariamente dopo una mezz’oretta di gioco, e poi di nuovo il panico del sonno.
Aggiungo che di notte si sveglia solo 1 o 2 volte al massimo, ed ha avuto rarissimi casi di pavor nocturnus, quindi non ci spieghiamo questo suo rifiuto. Abbiamo anche provato a lasciarla in salone con noi, fino a tardi sperando che subentrasse la stanchezza, ma invece i giochi diventano sempre più eccitanti e quando abbiamo visto che ha cominciato con la palla (alle 23) abbiamo lasciato perdere anche questo tentativo.
Lei dorme nel suo lettino, ma ancora nella nostra stanza. Quando la portiamo in Camera, comincia a disperarsi già dal corridoio.
Neanche se ci mettiamo a letto tutti insieme (che sia alle 9 o alle 11) le cose migliorano, anzi è sempre più gasata.
Se la assecondiamo (contando sulla stanchezza fisiologica) arriva pure a saltare sul letto, a saltarci addosso, e a ridere come una pazza.
Se invece cerchiamo di abbassare le luci e togliergli i giochi piano piano, partono gli attacchi isterici e sinceramente “ci spaventa”
Insomma NON VUOLE ADDORMENTARSI. Ma non ce la facciamo più, e a fare le ore piccole con lei, senza parlare del fatto che la mattina dopo, ci sono le crisi del risveglio (per andare all’asilo) xchè ha sonno.
Uno dei modi per farla dormire, sarebbe quello di toglierle il ciuccio e farla piangere, dopo poco crolla (come quando era piccola) ma a me sembra una violenza. Le chiedo di indicarci la soluzione migliore per lei e per noi, xchè abbiamo anche paura che ci possano essere altri problemi legati a questo atteggiamento.
La ringrazio anticipatamente per i consigli che potra darmi.
Saluti
Elisa
Gentile Professore,ho letto molte sue risposte circa il pavor n. e le ho trovate interessanti,volevo chiederle se posso fare qualcosa per ritardare il risveglio di mia figlia di 14 mesi che si sveglia tra le 5 e le 6 ,oltre ad avere epidi di pavor 2-3 volte a notte.Non riesco più a riposare bene e la mattina vorremmo riuscire a dormire un po’ di più visto che dopo i risvegli notturni la bimba prende sonno da sola ,ma io non ci riesco e quindi sono molto stanca di giorno.
grazie
Laura
Egregio Dott. Ferrarri,
chi le scrive è la mamma spaventata di Alessia, una bellissima bimba di 3 anni e 4 mesi.
Da qualche tempo Alessia, si sveglia in preda ad uno stato di estrema agitazione. Durante la notte, tra le 2 e le 4, comincia a parlare nel sonno, muove braccia e gambe, si alza sul lettino e a volte ha una vera e propria crisi nervosa. Piange, urla, ripete di continuo frasi del tipo “stai zitta” ,” non parlare”, vuole che la prendo in braccio e poi mi allontana. Qualunche cosa faccio o dico è sbagliata e si arrabbia ancora di più. Dopo un pò, circa 10 minuti, nel totale silenzio mio e del padre, si calma e si riaddormenta. A volte durante questo suo stato di agitazione si fa anche la pipì addosso. Quando smette il suo pianto da iroso diventa sommesso, ci abbracciamo e quando le chiedo perchè piange mi risponde che è triste perchè mi ha urlato contro e mi ha detto di stare zitta. Allora la abbraccio ancora più forte e continuo a farle carezze e coccole e lei si addormenta.
Cosa devo pensare di tutto questo?. Che cosa accade alla mia bimba?. Mi devo preoccupare pensando che c’è qualcosa di patologico?
Vede professore l’ignoranza è una cosa brutta, e quando il non sapere è associato alla paura che una persona per la quale faresti di tutto e di più potrebbe stare male, ti toglie ogni lucidità di pensiero.
Abbiamo inoltre notato che la bimba ha queste crisi soprattutto quando assume medicine( regolarmente segnate) per guarire i normali e diffusi mali di stagione. Potrebbe avere delle intolleranze?
Distinti saluti, Daniela Ciccotti.
Elisa ,
da come mi scrivi , mi sembri una donna di ottima cultura , per cui ti rispondo con severa franchezza ( come è mio dovere fare). Cito le tue parole. ” Uno dei modi per farla dormire, sarebbe quello di toglierle il ciuccio e farla piangere, dopo poco crolla (come quando era piccola) ma a me sembra una violenza.” A me sembra una violenza tutto il resto che mi hai raccontato e non questa ultima cosa!
Rivedi il tuo comportamento che non è estraneo a quello della tua bimba. Segui quanto ti suggerisce e smettila di fare ciò che tu ritieni giusto fare e sopratutto smettila di imporglielo. Se condividi quanto dico , riscrivimi pure , se non lo condividi,farlo.
Giuseppe Ferrari
Laura ,
non penso che si tratti di “pavor”, ma di normali risvegli (i bambini ne hanno 4/5 )durante la notte. Hai la fortuna che, mi sembra di avere capito, addirittura sia in grado di addormentarsi da sola.
Quindi il problema è tuo. Per me la tua bimba è nella norma anzi di più. Ma più diventerai nervosa più la situazione peggiorerà . Quando si diventa mamma bisogna mettere in bilancio anche la disponibilità a qualche sacrifico. Di poco sonno non è mai morto nessuno. !
Scusa la franchezza.
Giuseppe Ferrari
Daniela ,
stai tranquilla si tratta di normale classico “pavor nocturnus. Il tuo comportamento durante le “crisi ” è perfetto . Le medicine non centrano niente , ma se mai il malessere. Leggiti bene quanto ho scritto ed anche le risposte a situazioini analoghe alla tua. Ti sentirai più tranquilla
Giuseppe Ferrari
si ha ragione ,non è mai morto nessuno ,ma mi ero spaventata un po’ perchè prima d’ora non si era mai svegliata di notte piangendo.Può essere che sia magari molto eccitata e stimolata dall’asilo nido…cmq mi chiedevo se non esistesse un modo per farla dormire magari un’oretta in più la mattina ,magari fino alle 7?!?!ho provato a tenerla sveglia un po’ di più la sera , ma non cambia nulla ,si sveglia sempre alle 6 o alle 5,30…
Laura ,
mi sembra di essere stato chiaro (forse fin troppo!!). Non è possibile costringere i bambini a modificare i loro comportamenti fisiologici . Tu hai tentato , ma non sei riuscita. Lo si può fare solo artificialmente con farmaci (spesso non funzionano neppure quelli). Ti posso consigliare di avere pazienza. Auguri
Giuseppe Ferrari
Caro Dottore,ho un bambino di 10anni ,che da qualche tempo e non tutte le notti forse 2,3 volte al mese di notte gli vengono dei tremori che io ho collegato allo stomaco,perchè se mangia qualcosa in più del normale gli succede questo.Allora gli do un pò di Biochetasi e dopo un pù stà meglio…è questa la causa ?..io ho paura che sia qualcos’altro perchè facendo gli esami del sangue abbiamo visto che il Diabete è ai limiti..lui pesa 40 kg ed è alto 126 può aiutarmi a capire questa cosa? in questo momento ci troviamo anche a Tokyo per lavoro di mio marito..la ringrazio per la Sua disponibilità…
Gentile professore,
nostro figlio di 7 anni e mezzo è sempre stato un bambino vivacissimo, tanto che all’asilo le insegnanti ci avevano prospettato la possibilità che avesse l’Adhd, cosa poi esclusa da una neuropsichiatra infantile. La cosa particolare è che lui è molto vivace ma timido insieme, e anche insicuro soprattutto del suo valore. La cosa ci lascia stupiti perché l’abbiamo sempre valorizzato, o almeno così ci sembra, anche nei suoi comportamenti apparentemente “originali”: per esempio, non gli piace il pallone ma adora gli animali, gli piace cucinare ecc. Non ha mai avuto problemi di alimentazione né di sonno ma io ho avuto un parto molto violento in cui ho sofferto moltissimo e l’espulsione è stata fatta dal ginecologo con la Kristeller.
L’anno scorso, in prima elementare, ha avuto grossi problemi di inserimento tanto che si trovava bene solo con un compagno autistico; per noi è stata una sorpresa perché all’asilo invece socializzava normalmente. Su sollecitazione della scuola, ci siamo rivolti a una psicologa e quest’anno i risultati si sono visti, ha legato con un gruppetto di compagni, ma il rendimento strettamente scolastico non è brillante. Noi genitori sappiamo che nostro figlio è un bambino intelligente, sicuramente è insicuro, ma nei contesti in cui si sente a suo agio si esprime normalmente. Ah, è bravissimo a scrivere poesie e ha un animo gentile. Sarà per sempre un “emarginato” in questo tipo di società così competitiva?
Grazie
Gabriella
Pasqua,
alcune cose :
1) se il disturbo passa con un po’ di Biochetasi, probabilmente non deve essere una cosa seria
2) un glicemia un po’ alta (ma sotto i limiti) non significa diabete
3) se l’hai misurato e pesato bene , indubbiamente ha un eccesso di peso e sopratutto una sproporziane fra peso circa (90° percentile) e statura ( circa 10° percentile)
4) il diabete giovanile dà dei sintomi non evidentissimi , ma approfondendo la storia clinica del bambino (ed anche dei genitori) e facendo attenzione ad alcuni comportamenti, si può avanzare il sospetto .
In definitiva , farei approfonditi accertamente per escludere il diabete , poi, escluso il diabete, valuteri la dieta e lo stile di vita del bambino (sport, attività motoria)
Giuseppe Ferrari
La ma bambina di anni 4,per due notti si è svegliata chiamandomi..sono andata nella sua stanza e lei era seduta sul suo letto e mi ha chiesto se vedessi quello che vedeva lei..”foglioline dorate ” sospese in ara..ma la cosa che mi ha turbato è che lei le prendeva e le teneva tra le mani!!..ho fatto finta di vederle anch’io ,non aveva paura…e lìindomani non ricordava nulla..che sarà mai?
Rosa Maria,
se si ripetono gli episodi , parlane con il pediatra perchè potrebbe esserci qualche piccolo problema psicologico ambientale (asilo,famiglia ).
Giuseppe Ferrari
Buongiorno dott. Ferrari, volevo segnalarle il caso del mio bambino di 11 mesi che da qualche giorno si sveglia nel pieno della notte piangendo come un disperato. A quel punto io o mio marito andiamo da lui (lo troviamo in piedi sul lettino) lo prendiamo un po’ in braccio, lui si calma, e poi lo rimettiamo giù anche se comincia di nuovo a strillare per po’ e poi si riaddormenta da solo. Non penso si tratti di paura di abbandono dato che faccio la ” mamma a tempo pieno”; potrebbe trattarsi piuttosto di incubi notturni legati a qualcosa che ha visto o sentino durante il giorno e che gli ha provocato paura? Vorrei evitare che questo disagio di cui soffre ultimamente, lo costringesse ad avere bisogno ogni volta in cui si risveglia del nostro aiuto per riaddormentarsi. Per quanto riguarda il resto, preciso che si tratta di un bambino che non ci ha mai dato grossi problemi per dormire (anzi dorme molto volentieri), è curioso, allegro e vivace. Mi cerca sempre tanto (anche se sta volentieri con altre persone diverse da mamma e papà), e si consola spesso succhiandosi il pollice, e andando a nanna con una mia maglietta che si tiene stretta stretta. Un’altra cosa su cui volevo chiederle un parere riguarda il fatto che il bambino, come dicevo sopra, dorme molto (2,5/3 ore giorno e 11,5/12 ore di notte), ma dopo il sonnellino di metà mattina è ancora molto assonnato e faccio fatica a fargli finire la pappa. Mentre dopo il sonnellino pomeridiano si sveglia un po’ malinconico e vorrebbe stare sempre in braccio con me. Resto in attesa della sua cortese risposta e la saluto cordialmente.
Mariangela,
quante cose!!
1) risvegli notturni da qualche giorno. Aspetteri almeno un decina di giorni ancora prima di prendere decisioni. Io trovo giusto (altri miei colleghi non sono daccordo) andare a consolare un bambino che piange. Il problema è che, se interveniamo nel meccanismo di riaddormentamento, corriamo il rischio di doverlo sempre fare . Ma questo è piu problema della mamma. Ma se sei una mamma a tempo pieno , penso che tu lo possa fare.
2) piccola antinomia : mi dici che è un dormiglione ed allora perchè non lo è più?
3) Cerca sempre te- maglietta - vuole sempre stare in bracco : il problema , mi spiace dirtelo , sei tu . Hai stabilito un intenso ed intimo rapporto con il tuo bimbo perchè ti ha fatto e ti fa piacere e fa molto piacere a lui . Io sono daccordo ed apprezzo, credo sia molto bello e gratificante per te e per il bambino , però costa qualcosa ed il prezzo è quello che mi hai descritto.
Continua ad essere te stessa e non drammatizzare queste piccole contrarietà!
Giuseppe Ferrari
2)
Sono una mamma di un bimbo di 21 mesi,che da quando ne aveva 8 ha avuto frequenti risvegli notturni anche 10 volte per notte.Ora siamo scesi a 2-3,ma ogni volta vuole un pò di latte per riaddormentarsi,non credo che abbia fame ma è più per tranquillizzarsi.Cosa posso fare per togliere questa abitudine?,(acqua o camomilla non fanno lo stesso effetto).Grazie
Salve dottore, anch’io come tante mamme sono in ansia per il mio bambino che ha 5 e da circa due soffre di pavour notturno! Tutto è iniziato due anni fà quando ho lasciato il bimbo con mio marito e i nonni e sino partita per gli stati uniti per 2 settimane.Al mio ritorno il bimbo ha iniziato la scuola materna dove ha trovato una maestra molto severa il bimbo ha iniziato ad avere questi disturbi!Isi sveglia nelle pime ore edl sonno, inizia a urlare a volte cammina a volte dice frasi sconnesse a volte ha dei conati di vomito! abbiamo notato con mio marito che succede sempre se il bimbo non ha riposato il pomeriggio oppure ha avuto paura di qualcosa durante il giorno( la Funivia, il Treno merci visto in stazione che passava velocissimo, i Delfini al Delfinario) Cosa ci consiglia di fare? il bimbo ha eseguito elettroncefalogrmma durato tre giorno presso un noto ospedale bolognese,con esito negativo! la ringrazio!
Patrizia da Genova - Gentile dottore sono la zia di un bambino di 7 anni che da diversi mesi, dopo una febbre alta ha preso ad avere brutti incubi dopo circa un’ora di sonno: in particolare avvengono quando fa caldo e suda e ripercorre un o’ forse le senzazioni di quella notte di febbre alta quando un antipiretico gli ha fatto scendere la febbre molto velocemente. In quensto periodo accade spesso che dopo un’ora di sonno si svegli piangendo e urlando, si alza e cammina, a volte corre, continua a gridare e avolte non si riesce a consolare, comunicando grande sofferenza. Una volta mi ha raccontato che sogna di avere le mani piccole e che gli si spezzano. In questo periodo la sua mamma, malata da anni, sta molto male e tutti temiamo per la sua vita. Secondo lei come dobbiamo reagire in pesenza di questi incubi? La riingrazio di cuore.
Dott. ferrari,sono mamma di un bimbo di 7anni e mezzo,da 1 anno ha anche lui queste crisi che la pediatra ha chiamato di pavor notturno. Il bambino (che dorme con me) lo trovo tremante e seduto sul letto,ha gli occhi aperti ma non capisco se dorme ancora o no. E’ terrorizzato al punto di sbattere i denti dalla paura e suda freddo,a volte indica qualcosa davanti a lui,gli chiedo se è stato un brutto sogno ma non sempre risponde;una volta ho cercato di prenderlo in braccio x rassicurarlo ma mi scostava;è anche capitato che il cuore gli andasse a mille (e lì ho avuto davvero paura,sembrava che stesse x uscire fuori)! Io gli parlo sottovoce e gli accarezzo leggermente la testa (perchè la pediatra mi ha detto di non toccarlo),fino a quando lui non si distende e ricomincia a dormire,la mattina dopo non ricorda nulla! Ha iniziato ad avere queste crisi con la febbre,ma ultimamente le ha avute anche senza e per 2notti di seguito. Volevo precisare che sono una mamma separata e il mio tormento è capire se il mio bimbo ha queste crisi a causa della mia situazione! La saluto cordialmente aspettando una sua risposta..
Sabrina Battista
Non puoi fare nulla , gli hai dato questa abitudine (ho scritto abitudine e non cattiva abitudine) ed ora devi mantenergliela fino a quando non sarà più necessaria per lui .
Rileggi bene il post sul sonno
Giusepe Ferrari
Tersa,
sarò franco. non centrated anche un po’ voi nel deteerminare il comportamento delo vostro bambino? Un EEG per un banale pavor nocturnus??? Mah !!! Vedi il bicchiere ….. pieno . Hai un bambino sensibile ed intelligente (anche se non lo conosco sono sicuro che è così), il pavor passerà (sopratutto se anche voi sarete tranquilli).
Giuseppe Ferrari
Patrizia (zia),
credo che questo povero bimbo (sensibile affettuoso ed intelligente ) abbia più di un motivo per avere il pavor. Tuttavia non preoccupatevi, anzi per la sua mente diventa uno sfogo della tensione che accumula durante le non facili giornate che sta vivendo in questo drammatico momento della sua giovane vita. La terapia: affetto affetto affetto , amore amore amore, comprensione comprensione comprensione. Ma penso che ne riceva tanto da tutti voi . Bravi , ne ha bisogno. Auguri
Giuseppe Ferrari
Maria
hai descrito il “perfetto” pavor nocturnus. Rileggi attentamente quanto scrivi. La tua situazione può incidere, ma in minima parte , Cerca di essere serena. Fallo per il tuo bimbo.
Giuseppe Ferrari
Dott.Ferrari, mi chiamo Serena e sono mamma di una bimba di tre anni.Ho notato che mia figlia ogni volta che disegna predilige i colori scuri(es.nero, marrone) volevo sapere se ha un particolare significato.grazie e complimenti per la sua disponibilità!
salve, sono la mamma di un bambino di 5 mesi e mezzo, molto precoce. infatti ha già cominciato i primi tentativi di gattonamento un mese fa ed ora sta cominciando ad arrampicarsi. da una settimana inoltre è arrivato il primo dentino. fin da piccolo è sempre stato un bambino angelico, dormiva tutta la notte già da 7 settimane, mentre ora da ca 2 mesi ha cominciato a svegliarsi la notte sempre più spesso, a volte anche 4-5 volte, di norma 2-3. durante le prime ore di sonno va incontro ad episodi definiti dal mio peditra di pavor nocturno: grida ad occhi chiusi senza piangere, non vuole ciuccio nè si calma prendendolo in braccio, ma solo al seno. le chiedo, ma non è troppo piccolo per tali fenomeni? infatti ho letto che solitamente riguarda bambini dai 2 anni in sù. la ringrazio molto, liliana
buona sera Professore,
Allegra, la nostra piccola di 22 mesi, è una bambina sveglia, attenta, sensibile, “più grande” della sua età… come si dice “è un bel peperino”.
Da circa 1 mese ha disturbi notturni che sono andati aumentando ed ora sono costanti ogni notte.
Dopo aver terminato l’asilo nido, a tempo pieno, a metà giugno, abbiamo mandato Allegra dalla nonna al mare in quanto eravamo in procinto di traslocare e la nuova residenza non era certo adatta ad accogliere una neonata in quanto il cantiere era ancora aperto.
Nel frattempo mia madre si è ammalata e sabato scorso è stata ricoverata per esaurimento nervoso.
Sebbene non abbia fatto mancare nulla alla piccola in questo mese, penso che allegra ne abbia risentito.
Durante la notte, e a volte di giorno, Allegra inizia a piangere all’improvviso, a strillare, a dire no, scendere dal letto, buttarsi a terra e, se cerco di avvicinarmi x rincuorarla o accarezzarla, mi respinge. Quando riesco a prenderla in braccio, continua a divincolarsi, graffiare, picchiare e tirarmi i capelli. Le “crisi” (mi passi questo termine) sono variabili dai 5 minuti al quarto d’ora e più.
ho provato anche a lasciarla fare (senza perderla d’occhio), ma gli strilli aumentano.
Poi, come inizia, smette all’improvviso. chiede l’acqua, chiede del papa’, del ciuccio, di come si chiamano gli oggetti, giochiamo un po’ ad “accendi e spegni la luce”, poi si torna a letto!
Vedere allegra che soffre e si dispera così tanto mi stringe il cuore e, soprattutto, temo sempre si possa far del male. Ha gentilmente dei suggerimenti da darmi x far capire ad Allegra che in questi momenti “papà e mamma sono lì per aiutarla, supportarla” ?
grazie mille per la Sua disponibilità ed il Suo tempo
Cordialità
Barbara
Serena ,
nessun problema , tuttavia assicurati che distingua bene tutti i colori.
Giuseppe Ferrari
Liliana,
spesso quando i bambini acquisiscono l’autonomia (ed il movimento è uno degli aspetti più importante ) possono avere disturbi del sonno, specie se sono particolarmetti attivi ed ipereccitabili : Non penso sia pavor , me se anche lo fosse , non lo trovo affatto preoccupante : E’ proprio un bimbo precoce!!
Giuseppe Ferrari
Barbara ,
Allegra ho tutte le ragioni e tutti i motivi per avere questi comportamenti. Sopratutto se è una bimba intelligente e sensibile, Ha bisogno di scaricare tensioni accumulate. Lacsiateglielo fare , non intervenite , sorvegliate e poi coccolatela. Quando avrà ritrovato le sue sicurezze, tornerà come prima .
L’unica terapia è il vostro amore! dateglielo , ne ha disperatamente bisogno,
Auguri
Giuseppe Ferrari
buonasera dott. Ferrari, sono la mamma di un bimbo di 4 anni e mezzo, bravissimo,educatissimo, tranquillo, solitario almenochè non trova bimbi come lui. Il problema è che di notte, quasi tutte le notti, si lamenta,urla, poi si lamenta e poi urla, e potrei andare avanti ancora, perchè il suo comportamento va avanti per poco ( Se quella notte siamo fortunati) altrimenti dura anche TUTTA la notte. la nostra più plausibile spiegazione, è che essendo un bimbo riservato, timido,ma teribilmente sensibile, di notte esterna le sue emozioni. Oramai è più di un anno e mezzo che andiamo avanti a sognare di dormire bene la notte, ma lo vediamo solo come una meta lontana. La prego mi dica, anche questo comportamento di mio figlio è pavor nocturnus? ma x quanto tempo dura? e al bimbo non provoca problemi? la ringrazio infinitamente in anticipo.
Buongiorno Dottore, sono la mamma di Tommaso un bambino di 4 anni e ½, vivacissimo, simpaticissimo, all’apparenza sereno e senz’altro geloso di suo fratello che ha quasi 9 anni.
Se il fratello, si avvicina a me per farsi coccolare o abbracciare lui o si offende o arriva di gran carriera cercando di scacciare il fratello e prenderne il posto, questo succedo sopratutto se siamo solo noi tre. Litigano molto spesso e si fanno dispetti tutto il giorno.
Durante il periodo scolastico la mattina alle 7 viene la babysitter(che è con noi da quando Tommy aveva 18 mesi) che li prepara e li accompagna a scuola , per Tommaso è stato il primo anno di scuola materna e in precedenza ha frequentato il nido solo per otto mesi (dai 10 ai 18 mesi) in quanto soffriva di otiti ricorrenti con perforazione della membrana timpanica, alle 16 li vado a riprendere e sto con loro.
Terminato l’anno scolastico e fino alla fine di giugno sono stati a casa con la baby sitter, dai primi di luglio ( la baby sitter si è sposata) Tommy ha iniziato a frequentare un centro estivo che era frequentato anche da bambini suoi compagni alla scuola materna, premetto che la ragazza che li seguiva direttamente era molto giovane e per farsi rispettare alzava un pò troppo la voce e ho scoperto da 2 giorni che lo sgridava molto perchè è un pò lento a mangiare e li intimoriva con la storia del “lupo”. Ho spiegato a Tommaso che il lupo è come un cane (lui li adora), gli ho fatto vedere varie foto, e ho cercato di fargli capire che non deve avere paura.
Dopo circa 1 settimana che frequentava il nido sono iniziati gli incubi notturni di Tommaso, e da quello che ho letto nel suo blog posso identificarli in povor nocturns, durante queste “crisi” cerco di parlargli, di calmarlo, lo assecondo se vuole scendere dal letto (dorme tra me e mio marito, cosa che ha fa molto spesso ma da quando ha questi risvegli notturni lo tengo sempre con me un pò per paura di non sentirlo se si dovesse alzare e un pò perchè dorme in stanza con il fratello che si è molto spaventato la prima volta che ha visto Tommaso strillare ed agitarsi) poi lui si sveglia mi chieda l’acqua, beve e si riaddormenta tra le miei braccia. La mattina dopo non si ricorda di nulla, e durante gli incubi l’unica cosa che riesco a capire è che mi cerca. Il problema è che in questi ultimi giorni si ripetono tutte le sere, a meno che 1 ora circa dopo che si è addormentato lo sveglio lo porto al bagno, lo rimetto a letto e lui si riaddormenta.
Devo anche dire che il sonno di Tommaso è stato sempre molto agitato, si muove molto e non sopporta essere coperto.
Ho letto le sue risposte ai genitori e mi sono molto tranquillizzata, volevo soltanto chiederLe se queste “crisi” dovessero continuare a presentarsi con una frequenza elevata mi devo preoccupare o anche il fatto che possa succedere anche tutti i giorni rientri nella normalità del fenomeno.
p.s.
Circa tre o quattro mesi fa, è capitato per 4/5 notti di seguito che Tommaso si svegliasse di notte strillando e piangendo, ma in quei casi era sveglio indicava un punto della stanza, ma allo stesso tempo ci diceva che gli faceva male qualcosa ma non riusciva a spiegarci cosa, lo ho portato dalla pediatra che gli ha riscontrato un otite, ed io ho creduto che fosse effettivamente il dolore a svegliarlo, ma con il senno di poi credo che anche quelli fossero degli incubi anche se meno violenti. Non riesco però a ricollegare quel periodo a qualcosa che possa aver turbato Tommaso in modo particolare.
La ringrazio anticipatamente
Milena
Buongiorno Dr. Ferrari.
Abbiamo una bellissima e vivace bambina di 2 anni e mezzo che non ha mai avuto grossi problemi di salute o di sonno. Saltuariamente però, e nell’ultimo mese almeno 4 volte, si sveglia piangendo di notte; subito inizia a tossire, battere i piedi per terra e con conati espelle del muco molto viscido e denso dalla bocca. A ciò si aggiunga che fra un colpo di tosse e l’altro sembra soffocare e quando riesce a “catturare” un po’ d’aria, lo fa con dei sibili inspiratori di tipo asinino. Inoltre, pur avendo gli occhi aperti, sembra che non ci riconosca e continua a piangere e vomitare muco o saliva (nel migliore dei casi) per circa 15-30 min. Alcune volte ha vomitato anche un pochino di cibo insieme al muco.
Può ben immaginare il terrore che prende me e mia moglie vista la nostra totale impotenza, dato che la piccola è inconsolabile e non collabora con quanto le diciamo (bevi un po’ d’acqua, tranquillizzati, smetti di piangere che poi vomiti ecc.). La nostra paura è che la bimba possa soffocare; questa almeno è l’impressione che dà. Nel resto della giornata la bimba è spensierata, affettuosa, felice e attivissima oltre che molto sveglia e reattiva. Però quei momenti sono veramente traumatici per noi.
Siamo appena tornati da una vacanza a Cipro e dopo 3 notti con lo stesso problema abbiamo chiamato un pediatra alle 3 di notte perché la piccola accusava anche dolori addominali dopo circa 40 minuti di sforzi (dolori spariti appena usciti dalla stanza per andare sull’ambulanza). Devo dire che in quell’occasione la bimba aveva tosse anche durante la giornata. Appena tornati abbiamo consultato 2 altri pediatri.
Tutti ci dicono che non è un problema grave la tosse con associato il vomito e che non ci sono pericoli di soffocamento.
La terapia attuale è aerosol 2 volte al dì con cortisone e mucolitico.
La frequenza della tosse è notevolmente diminuita ma stanotte la bimba ha riavuto una crisi (sempre alla stessa circa), di circa 20 minuti, con espulsione di semplice saliva ma sepre con quel senso di soffocamento che ci spaventa tantissimo.
Non siamo genitori apprensivi, il nostro pediatra conosce la bimba solo per le visite di routine e per le due volte che ci siamo andati per dirgli di questi casi notturni. Però adesso siamo molto preoccupati.
Che ne pensa?
La ringraziamo anticipatamente per la Sua consulenza e La salutiamo cordialmente
Buon giorno Dott.Ferrari,
sono Monica mamma di Beatrice di 2 anni e 5 mesi che da due settimane ha episodi notturni di terrore si sveglia dopo circa 2-3 ore dall’inizio del sonno prima lamentandosi con frasi non comprensibili ma poi inizia ad urlare e dimenarsi ha gli occhi semiaperti vede me e mio marito e se proviamo a prenderla in braccio od a consolarla è ancora peggio di divincola questi episodi durano circa 10-15 minuti poi si sveglia e mi cerca spaventata per riaddormentarsi e dormire tranquilla per il resto della notte.
Mi era già capitato con lei ma era stato un unico caso un anno fa e non mi sono preoccupata ma edesso sta peggiorando perchè da un episodio ogni 3-4 giorni siamo arrivati a tutte le notti! La mia pediatra mi ha consigliato di darle del “melamil milte” può essere valido? Tengo a precisare che la bimba al mattino e come era anche prima è serena, vivace e molto sveglia l’unico cambiamento che c’è stato negli ultimi 2 mesi è che le ho tolto il pannolino ( di notte però glielo lascio ancora per non stressarla troppo con la responsabilità di svegliarsi se le scappa ).
Grazie in anticipo per l’attenzione dedicatami.
Cordiali saluti
Monica
A me è successo a 15 anni. Cosa terribile.Perchè? Mancanza di Serenità?
Buongg dott.Ferrari mi chiamo Marika e sono la mamma dii Swami mia figlia cresce bene non ha mai avuto problemi fisici ne di alimentazione ma credo che ne abbia a livello emotivo e psicologico.Ha continui incubi notturni anche se nella maggor parte dei casi si riaddormenta da sola, è diffidente e paurosa di tutto e tutti,non vuole che gli si facciano scherzi, e ad ogni proposta di nuova esperienza lei ha paura, non vuole neanche salire nelle giostre o avvicinarsi agli altri bambini ed io non so proprio come fare, non è curiosa nonostante l’abbia sempre spronata e stimolata.sono disperata perchè la vede in ritardo rispetto agli altri bambini.cosa devo fare, grazie.
Buongiorno dott. Ferrari
avremmo due domande da porle:
1)La nostra bambina, secondo i parametri della pediatra, presenta uno sviluppo generale precoce ( a 2 mesi aveva uno sviluppo pari ad una bambina di 3 e mezzo).Camilla è una bambina sorridente, molto curiosa ed attenta a ciò che la circonda nata da un parto naturale, indice apgar 10 ed è allattata al seno con il metodo a richiesta. La dottoressa ci ha consigliato però di allungare i tempi d’intervallo (circa tre ore) tra una poppata e l’altra, sia in previsione dell’inserimento al nido (Ottobre) sia perchè la bimba spesso ha un persistente singhiozzo, talvolta accompagnato da piccoli rigurgiti. Questo però ci lascia un pò perplessi perchè la bambina “usa” il seno anche per cercare il sonno o per giocarci o per rassicurarsi e non ci permette di rispettare i tempi consigliati; così anche per quanto riguarda il letto: Camilla dorme con noi perchè ci fa sentire più sicuri, perchè è più agevole l’allattamento,ed anche perchè lei così dorme per tutta la notte. Sicuramente sappiamo che deve riposare nel suo lettino ma vorremo che questo passaggio avvenisse nel rispetto dei tempi della bimba. Lei cosa ne pensa?
2) Camilla la notte scorsa si è “svegliata” prima lamentandosi e poi piangendo inconsolabilmente con singhiozzi soffocati. Ci ha però dato l’impressione che non fosse propriamente sveglia ed abbiamo pensato al pavor nocturnus ma sappiamo che si manifesta piu in là nel tempo(lei ha 3 mesi).C ‘è da aggiungere che fortunatamente non ha mai avuto coliche, che ha sempre dormito serenamente…
grazie e cordiali saluti
Graziano e Chiara
Gent.le dott. Ferrari,
sono la mamma di Gianluca, 14 anni, che da qualche tempo, senza da parte mia rilevare situazioni stressanti, si sveglia urlando terrorizzato. Ho letto tutte le problematiche analoghe che Le sono state rivolte ed ho notato che questo disturbo riguarda peraltro bambini piccoli. Sottolineo che questo disturbo si presenta maggiormente quando siamo in vacanza. Gianluca è un ragazzino che peraltro, a periodi, ha sempre sofferto di un sonno agitato. E’ un ragazzino sensibile, un pò timoroso e, a livello di sviluppo evolutivo, paragonandolo con gli altri ragazzini della sua età, forse un pò più lento. Mi domando se è il caso di consultare un neurologo infantile soprattutto visto il prolungarsi nel tempo di questo disturbo.
La ringrazio molto per l’attenzione.
Raffaella
Dott. Ferrari, mio figlio ha 12 anni compiuti e il suo carattere rientra tra le descrizioni dei post precedenti (sensibile, intelligente, brillante a scuola e con i coetanei ecc..)
Da un anno a questa parte ha spesso episodi di risvegli notturni in preda a paure irrazionali che lui descrive come orribili spezzoni di film horror o della peggior cronaca nera: il risultato è che ha bisogno della presenza di qualcuno in camera per riaddormentarsi, sia esso un genitore o la sorella o addirittura chiede ospitalità da noi o ancora accende la luce e legge finchè crolla dal sonno
Lui è assolutamente cosciente del disagio che arreca a sè stesso e ai genitori e di questo se ne dispiace, ma non riesce ancora a superare le paure. Per terminare l’inquadramento del caso posso aggiungere che la nostra è una famiglia senza grossi problemi, la madre non lavora e ha sempre seguito i figli, l’educazione è sempre stata ai primi posti nella nostra scala dei valori, sicuramente siamo genitori esigenti e altrettanto sicuramente lui avverte una certa pressione relativa alle nostre aspettative nei suoi confronti.
So che Lei propende per agire il meno possibile lasciando che il tempo riporti le cose nel giusto ordine, ma mi chiedevo se vista l’età ormai da pre-adolescente e considerato il fatto che con lui si può ragionare benissimo, questo metodo sia ancora da preferire rispetto ad una maggior risolutezza
Secondo lei va assecondato completamente aspettando che passi, oppure il suo comportamento va ostacolato e contrastato con argomentazioni decise ed eventualmente con qualche privazione (niente computer, niente calcio ecc)
Ritiene giusto far “pesare” al ragazzo la sua molestia notturna quando se ne parla? o andrebbe minimizzata?
Certo che a 12 anni è strano che un ragazzo sembri un uomo per certi aspetti e sia un bambino per certi altri…
Grazie per il suo consiglio
Alberto
PS dal canto mio cercherò comunque di allentare un poco la pressione e di manifestare di meno le mie aspettative
Gentile Dott. Ferrari,
sono il padre di un bimbo di 20 mesi che negli ultimi mesi soffre di disturbi del sonno più o meno accentuati, alterna notti tranquille con 8/10 ore di sonno filato a notti con risvegli brevissimi durante i quali è sufficente dargli un po d’acqua, al max chiede del latte.
Ultimamente invece il risveglio notturno sta diventando più problematico, pianti ed urla che terminano dopo 10/15 minuti di coccole tra le braccia della mamma ripetuti per 10 giorni sempre alle 5:00 del mattino, sembrava avessa una sveglia.
Mentre, da un paio di giorni, si risveglia intorno alle 2:00 con la solità modalità ma a differenza di prima, ora stà impiegando 1 ora per tornare a dormire, vuole andare in soggiorno, accendere la luce ecc… e nel momento in cui lo riportiamo in camera ricomincia a piangere “fa capire che non gradisce il ritorno nel letto”
Dopo aver letto le sue risposte ad altri genitori sul tema, mi pare che ci siano tutte o qusi le caratteristiche del pavur nocturnus.
Il bimbo è molto sveglio ed operativo (soprattutto curioso) deve toccare tutto ciò che vede, ha mosso i primi passi ad 11 mesi, parla benone e ripete tutto ciò che sente, sempre sorridente, giocoso ed affettuoso.
Passa buona parte delle sue giornate dalle 7:30 alle 16:00 con i nonni
Raramente esterna il disappunto per il fatto di dover lasciare la madre, anzi di solito quando andiamo a riprenderlo se è impegnato a giocare con la nonna neanche ci considera…
Sperando che questi cambiamenti del sonno siano nient’altro che lo specchio della sua evoluzione naturale, iniziamo a chiederci se il periodo di tempo da cui durano questi disturbi – ormai qualche mese senza soluzione di continuità, possa essere considerato normale?
L’aumento dell’intensità del risveglio, comincia a preoccuparci.
Lei cosa ci suggerisce?
Grazie in anticipo!
Angela,
potrebbe essere un pavor nocturnus un po’ particolare. , ma io ti consiglio di rivolgerti ad un bravo neuropsichiatra infantile per approfondire il problema (compreso l’ambiente in cui vive il bambino)
Giuseppe Ferrari
Milena , sarò telegrafico:
1)è pavor ncosturnus
i2)o credo che il bambino abbia avuto una lievissima sofferenza neonatale ( e tutto quello che mi descrivi sul comporamento del bambino si inquadrano in questa ipotesi , anche se nessuno te lo ha mai detto, ma è così!!).Sono tutti fenomeni che passano con il tempo e lascerannp un bimbo particolarmente intelligente!
3)La mamma è troppo perfezionista ed “opprimente”
Giuseppe Ferrari
Ascanio Menicucci Ascani,
vi ringrazio per la fiducia che riponete in me. Mi descrivete uno strano comportamento della vostra bimba che più pediattri anche osservato e…poi chiedete a me. Ed io vi accontento : penso che i problemi della vostra bimba siano di origine psicogena , quindi se dipendesse da me li approfondirei con un bravo (ripeto bravo) neuropsichiatra infantile che possa valutare attentamente l’ambiente in cui vive la bambina.
Giuseppe Ferrari
Monica Porchetto
è un classico caso di pavor nocturnus . Rileggi il post e le risposte alle varie domande.
Giuseppe Ferrari
Graziano ,
mi sembra tutto o.k.Lasciatevi guidare dal bimbo e non dai consigli dei “cosidetti” Esperti.
Giuseppe ferrari
Marika ,
non mi hai detto l’età dell tua bomba .E’ fondamentale perchè i comportamenti dei bambi ni variano con il variare del’età
Giuseppe Ferrari
Raffaella , se il tuo bimbo ho un lieve ritardo si giustifica la presenza anche del Pavor.Sono sempre un po’restio a fare di un bambino che ha un lieve ritardo un bambino “patologico” se il bambino migliora costantemente , aspetterei . Ma io non conosco il ragazzo e non so quindi se le tue segnalazioni sono obbiettve. Se hai ancora un bravo pediatra consultalo
Giuseppe Ferrari
Alberto, mi sembri un genitore molto responsabile ed affidabile . Ho apprezzato molto la chiarezza e l’acutezza della tua lettera. Cosa dirti? Condivido tutto quanto dici . Aspettiamo ….correndo! se le cose non migliorano dopo 3 mesi di scuola , consulterei uno psicologo infantile (non facile da trovare, ma tu tenta) . Tienimi informato.
Giuseppe Ferrari
La ringrazio Prof. Ferrari per il suo consiglio.
Anche perché la bimba vive davvero in un paradiso coccolata dai genitori e dai nonni. Non sta mai DA SOLA con estranei se non bimbi della sua età, in casa mentre i grandi mangiano o chiaccherano fra loro.
Comunque approfondiremo la questione.
Grazie ancora
Ascanio
buonasera! sono una mamma siciliana,,vorrei un consiglio come comportarmi con questi fenomeni,di paura notturna…il mio bambino ha 7 anni e da 1 settimana nel primo sonno si sveglia gridando piangendo e dicendo parole senza senso e non è coscente di quello ke dice,ma la prima cosa ke fà è di andare a fare subito pipì e quando cerco di abbracciarlo o di coccolarlo in modo da farlo sentire al sicuro mi urla contro..come devo comportarmi..aspetto una sua risposta..
Grazie! (:
Gentile Dottore,
Le scrivo per chiederle un aiuto per mia figlia, che ha 2 anni e 5 mesi. L’abbiamo messa in camera da sola fin da quando aveva pochi mesi, e, da quando aveva circa un anno, si addormenta tranquilla da sola dopo il rituale della nanna, e fino al mattino dorme serena (dorme 10, 11 ore di fila). Da qualche giorno, invece, sembra “regredita”. Il rituale della nanna è sereno come sempre, sembra che sia tranquilla, e invece, appena esco dalla sua camera inizia l’incubo, che dura anche qualche ora. In questo momento è mezzanotte, si è appena addormentata dopo due ore di capricci.. Ha pianto così tanto da farsi venire il vomito. Suo padre ed io cerchiamo di spiegarle con pazienza che la mamma non la abbandona, che le mamme dormono nel lettone e i bambini nel lettino, ecc.. Ma queste storie non le vuole più sentire, impazzisce all’idea di lasciarmi, urla che vuole abbracciarmi, che vuole le coccole, è straziante. Anche di notte ora si sveglia anche 3, 4 volte: piange, vuole vedermi, vuole un abbraccio e poi si riaddormenta, per fortuna da sola. Aggiungo che anche durante il giorno è diventata più “lagnosa”: in molti momenti cerca il contatto fisico come se senza di esso non potesse sopravvivere, sta attaccata alle mie gambe mentre stiro o faccio da mangiare. Io sono sempre con lei, non lavoro (ho perso il lavoro dopo la sua nascita), la lascio dalla nonna solo in casi di effettiva necessità (e ci va volentieri), non ha fratellini, non va al nido, non c’è stato nessun cambiamento traumatico nella sua vita. Non so se può servire, ma quest’estate mio marito si è infortunato, ed è rimasto a casa dal lavoro per un mese; quando è tornato a lavorare, mia figlia (che ha un linguaggio davvero invidiabile per una bimba della sua età) ha iniziato a balbettare. La cosa si è risolta spontaneamente dopo un paio di settimane, per poi ripresentarsi quando, la scorsa settimana, mio marito è rimasto fuori casa per lavoro tutte le sere. C’è da dire che quando siamo tutti e 3 insieme, mio marito può a malapena toccarla, sembra che lei lo voglia estromettere dal rapporto con me: lo manda via, gli urla, non vuole essere infastidita.
Concludo aggiungendo che si tratta di una bambina nata prematura, alla 33esima sett. di gravidanza, sottopeso (1,6 kg), con tutte le ansie che questo ha comportato. L’ho allattata tranquillamente al seno per 11 mesi e mezzo, di cui 6 esclusivi.
La ringrazio in anticipo per l’attenzione: ho molta paura di sbagliare, di farla star male, di fare qualcosa di sbagliato.
Cordiali saluti.
Gentilissimo dottora gia l ho scritta l annno scorso riguardo l ‘alimentazione e ricordo ancora le sue parole attente e rassicuranti ,questa volta le scrivo per dirle che mia figlia camilla (nata prematura alla 33 settimana con peso di 870grammi mai intubata grazie a Dio)di tre anni compiuti a maggio parla benissimo,se vuole una cosa la chiede ma alle domande non risponde assolutamente,anche il semplice come ti chiami.ha una spiccatissima memorizzazione infatti canta dalla mattina alla sera e si esprime spesso con il linguaggio dei cartoni animati che tralaltro vede pocchissimo.quando sta con gli altri bambini si diverte ma non è che condivide il gioco quanto piuttosto la gioia di stare insieme.sono un po preoccupata perchè fra qualche giorno inizierà l asilo e non vorrei che il non rispodere affatto possa causare dei problemi.la saluto cordialmente
salve sono una madre di una bambina di 11 anni e da circa tre anni che ha disturbi del sonno si sveglia improvvisamente e urla come se fosse un film dell’orrore a volte piange o si alza inizialmente non ho dato molta importanza alla cosa pensavo fossero episodi dovuti ad incubi ma poi si verificavano troppo spesso e allora li ho cominciato a preoccuparmi anche prechè ormai sono tre anni e se è vero che dovrebbero passare mi domandavo quando e se!! il problema non è in casa perche’ mi sono documentata e ho letto quello che avrei dovuto fare nel caso in cui ci fosse la crisi , cioe’ parlarle dolcemente rassicurarla e mi sembra che funziona , mentre prima la svegliavo bruscamente pensando di fare bene invece era peggio . la mia domanda ora inizieranno i campiscuola e non mi sento serena a mandarla anche perchè credo che il problema sia la scuola i suoi compagni di classe perchè tutto è iniziato da quando ci siamo traferiti in un paesino dove lei ancora fatica a farsi accettare . lei cosa mi consiglia???
Angelita , leggi attentamente quanto scrivo in proposito del pavor nocturnus e alcune risposte . Non posso ripetere ogni volta le stesse cose.
Giuseppe Ferrari
Maria Chiara , mi sembra che tu debbe essere più che soddisfatta dello sviluppo psicomotorio della tua bimba che ha iniziato la corsa nella vita con un grosso handycap iniziale. Il parlare spesso è l’ultima traguardo che raggiungono i bambini . Sii fiduciosa , parlerà di sicuro
Giuseppe Ferrari
Gentile professore,
mio figlio Luca ha 8 mesi e mezzo e da circa tre settimane capita che durante la notte, ma soprattutto verso le 5 o le 6 del mattino, inizi ad agitarsi girandosi su sè stesso, lancia urla disperate e piange in modo inconsolabile. Il tutto succede mentre ha gli occhi chiusi. Non succede tutte le notti ma circa una o due notti ogni settimana. Mio marito ha sofferto da piccolo di pavor nocturnis e io sono stata per molto tempo sonnambula. Non sappiamo come comportarci, abbiamo provato a svegliarlo e farlo poi riaddormentare ma spesso riprende come prima.Non sappiamo quale comportamento adottare…
Grazie per l’attenzione,
cordiali saluti
Natalia Cima ,
rileggi attentamente quanto scrivo sul “pavor nocturnus” e comportati come suggerisco
Giuseppe Ferrari
Carissimo dottore,
Le ho già scritto in passato e non può immaginare quanto mi abbia rassicurata e soprattutto quanto siano utili i suoi consigli.
Adesso Le scrivo perchè il mio piccolo che ha 21 mesi la notte non dorme più tranquillo. Nel sonno piange, poi si calma da solo, poi dopo un pò mi chiama ma quando mi avvicino a lui sta dormendo, alcune volte si sveglia piangendo e mi chiede di alzarmi per andare a dormire sul divano. Forse è iniziata la fase del pavor nocturnis o secondo Lei è piccolo? Da premettere che è un bimbo precoce sa già quanto fanno 1+2 e 5+5, non perchè glieli abbia insegnato io ma perchè lo ha visto fare a Topolino.
Grazie.
Carissimo dottore
sono dinuovo Rachele,
volevo dirLe che il mio piccolo sembra essersi calmato quindi forse non erano “pavor” oppure possono essere sporadici?
Inoltre ad orari fissi ossia tra le 2 e le 3 di notte vuole venire nel lettone benchè sin da piccolo sia stato abituato a dormire nella culla e voleva stare con me nel lettone solo quando non si sentiva bene. Apparentemente non ha alcun disturbo fisico es. dentizione o colichette quindi mi domando come mai ha questo bisogno che prima manifestava solo in situazioni di disagio?
Grazie ancora
Rachele , non è pavor, ma un momento di insicurezza. portalo nel lettone e coccolalo un po. Passerà.
Giuseppe Ferrari
Caro dottre,
eccomi dinuovo a confidarLe delle piccole curiosità sui comportamenti dei bambini. E’ da un pò di tempo che il mio piccolo vuole dormire con il suo pupazzo di Topolino o Winnie the Pooh e quando scende sotto dalla nonna, perchè io la mattina lavoro e lo lascio che dorme (dopo aver passato con lui un paio d’ore) quindi al risveglio subentra la nonna, deve portare con se un suo gioco tanto che i giocattoli sono quasi tutti sotto. Si tratta forse di un pò di nostalgia?
Dimenticavo sono Rachele e grazie.
Rachele ,
sì, hai indovinato , ma è normale.
Giuseppe Ferrari
Caro dott.Ferrari,
sono Rachele e Le scrivo perchè da un pò di tempo a questa parte c’è chi autonomamente da consigli su come comportarsi con i prorpi figli. Da premettere che ho sempre seguito il mio istinto materno e nei momenti di crisi i suoi consigli mi hanno aiutato a vedere le cose con molta più chiarezza. Il mio piccolo che a gennaio compie 2 anni ha il “vizio” di succhiarsi il pollice ma solo quando ha fame o sonno, durante il resto della giornata non lo fa. C’è chi mi dice che forse è ora di cominciare a togliergli questo “vizio” e che è sinonimo di un cordone ombellicare mai tagliato che è ora di cominciare a tagliare. Siamo molto legati e questo è vero ma non credo che lui ne soffra anzi soffrirebbe se cominciassi ad entrare nella sua vita come una valanga a stravolgergli le abitudini. Certo è che ancora, secondo me, non è arrivato il momento di togliergli il “vizio” del dito ma non essendo sicura dei tempi chiedo a Lei che è l’esperto.
Grazie sempre per il supporto
Rachele ,
sono perfettamente daccordo con te. Sembra che questa lettera l’abbia scritto io . Sei veramente una brava mamma!. Complimenti
Giuseppe Ferrari
Caro Dott.Ferrari,
posso chiederle un consiglio sulla scuola? Mio figlio compie 5 anni il 31 gennaio prossimo. Frequenta la materna in una classe mista che va dai 3 ai 5 anni. Il prossimo Settembre molti dei suoi amichetti andranno alle elementari perchè nati nel 2005, perciò i rimanenti saranno per la maggior parte più piccoli di lui. Io non so cosa fare. E’ un bambino timido e ci mette un po’ a carburare in un ambiente che non conosce. Circa l’apprendimento mi sembra nella norma, sempre se c’è una norma…. Se andasse alle elementari non è detto che si troverebbe con i suoi compagni di asilo perchè è probabile che lo manderemo in una scuola diversa. Perciò non so se lasciarlo un altro anno all’asilo in un ambiente a lui familiare ma meno stimolante, in attesa di vederlo psicologicamente ed emotivamente più forte, oppure mandarlo alle elementari dove c’è l’incognita: andrà in crisi vista la sua spiccata sensibilità? E’ troppo presto? Forse con un anno in più farà anche meno fatica ad imparare e a stare al passo? Io propendo un po’ per un anno in più all’asilo ma poi mi sento dire dagli altri che così lo lascio in una campana di vetro e non gli permetto di tagliare questo cordone ombelicale e che così non si sveglierà mai… ma a me sembra abbia così tanto tempo davanti per fare tutti questi passi gradualmente…E mi sembra sia ancora un cucciolo! Io ho iniziato la prima elementare a 6 anni e mezzo e mi sono trovata molto bene.Anche io ero timida e sensibile. Certo è che quando vedrà andar via i suoi amichetti dall’asilo un dispiacere dovrà affrontarlo comunque, ma non posso evitarglielo. Mi aiuti a capire per piacere, sono un po’ confusa….grazie in anticipo per la sua preziosa attenzione.
Sonia
Sonia ,
se conosci i miei libri , sai che io penso che il pediatra non debba limitare il suo ruolo e curare solo le malattie fisiche del bambino, ma deve partecipare e condividere con i genitori tutti gli aspetti della salute (quindi anche quella intellettuale del bambino). Molte mie mamme mi pongono il quesito che mi poni tu. Ed io rispondo, ma io conosco bene il bambino. Quindi deve essere chi segue il bambino a dare il parere. Ma temo che non ciò non accadrà. Sono valide entrambe la ragioni che tu mi proponi. Io propenderi per mandarlo. Se non si è figli di miliardari un anno guadagnato nelle vita è un prezioso tesoro.
Giuseppe Ferrari
Carissimo Dottore,
ho già scritto qualche mese fa (7-settembre-2010) e volevo portare un aggiornamento al mio caso che riassumo in 2 parole:
figlio dodicenne, bravo intelligente e responsabile che si sveglia(va) due o tre volte a notte chiamandomi in preda al panico. Per riaddormentarsi ha(aveva) bisogno di una persona accanto.
Dunque per minimizzare i problemi logistici e i tempi insonni di entrambi ho approntato una branda accanto al suo letto che usavo ogni volta che mi chiamava, non ponevo problemi, nè facevo questioni. Lui chiama e io arrivo. Punto.
In cambio ho chiesto la sua collaborazione:
-condividere i suoi incubi parlandone la mattina dopo
-evitare programmi TV “a rischio horror” (compreso Harry Potter e i trailer del cinema, per capirci) e pure certi videogames
-intraprendere uno sport fisico per accrescere la sua sicurezza
Ora non chiama più da circa un mese, pratica karate e non le prende più dalla sorella
la branda è in cantina;
di notte lo sento agitarsi, spesso parla nel sonno, magari si sveglia, ma riesce ormai a resistere alla tentazione di chiamare e domina la sua paura riaddormentandosi
L’incubo sembra finito, per lui e anche per noi genitori
Auguri a tutti per un sereno anno nuovo
Alberto
Carissimo dottore,
sono Rachele e per una volta non voglio sottoporLe un quesito ma tanti auguri di Buon Anno. Lei è un validissimo suppopporto per noi mamme e psero tanto che i suoi blog continuino per tantissimo tempo.
Grazie per la sua continua presenza
Buon Anno
Alberto ,
bravo e complimenti!! in particolare mi è piaciuto l’avere avviato il bambino allo sport.
Giuseppe Ferrari
Carissimo dottore, sono Rachele ed il mio bambino oggi ha due anni e due mesi è un bimbo molto sveglio e acuto ma anche molto irrequieto anche di notte. A dire il vero non ha mai dormito tanto ma ultimamente ama dormire nei posti più assurdi della casa: per terra, nel passeggino in cucina o nel bagno, sul divano… Alle due o alltre di notte alzarsi e cambiare posto è veramente seccante alcune volte lo riesco a convincere e rimane nella sua culla altre lo devo per forza accontentare altrimenti piange e urla come un indemoniato. Secondo Lei c’è qualcosa che non va oppure è solo una fase che deve passare? Grazie sempre per il suo supporto
Caro dottor. Ferrari sono ancora Rachele e vorrei chiederLe un consiglio su alcuni comportamenti del mio bambino di cui ho discusso anche con la mia pediatra. Il mio Raffaele che ora ha due anni e due mesi in prossimità del sonno ha delle vere e proprie crisi isteriche che riesco solo a calmare se ci isoliamo in una stanza, quando è possibile ( perchè se siamo da soli riesco ad ignorarlo), o se urlo più di lui. Se per esempio siamo a casa dei nonni o di amici nel momento in cui mi dice che ha sonno e quindi inizio a mettergli il giubbino proprio in questo momento sembra essere posseduto…. Inizia a contorcersi a urlare, singhiozzare e ansimare per almeno 5 minuti fino a che non riesco a calmarlo. Ieri questo comportamento lo ha avuto anche durante la giornata, sta forse prendendo la mano? Dove sbaglio e come posso comportarmi per aiutarlo? La mia pediatra mi ha suggerito di provare a fare finta di niente ma questo lo posso fare se siamo da soli, in presenza di nonni o altri questi si intromettoono (sempre a fin di bene!) e lui reincara la dose.Fino ad ora è sempre stato un bimbo calmo ed ubbidiente (per quanto possa esserlo un bimbo alla sua età) ma mai così isterico!Grazie
Gentile dottore,
io e mio marito dobbiamo affrontare la diagnosi di disturbo pervasivo dello sviluppo…o forma lieve di autismo nel ns bambino di 3 anni (li compie tra poche settimane).
Mi fido della struttura che ha visitato mio figlio, ma quello che vorrei capire è se possono esserci degli sbagli in queste diagnosi così precoci.
Premetto che non intendo evitare il problema, anzi sto già cercando di fare molto nel modo quotidiano di giocare con lui e vogliamo seguire i consigli e le indicazioni che ci diranno.
Il mio piccolo dubbio sorge dal fatto che abbiamo fatto alcune sedute in cui sicuramente sono emersi tutte le sue difficoltà, ma difficilmente vengono consiederati tanti altri aspetti.
Il bambino interagisce solo su cose che gli interessano, risponde se chiamato solo se interessato alla proposta e talvolta quando è troppo assorto nei suoi giochi non si degna di farlo.
Interagisce in modo difficile e intermittente.
Non parla ancora (solo MAMMA)
non indica ma ti porta sugli oggetti che vuole
Non mastica (visita foniatrica a breve) ma sa mangiare da solo usando forchetta e cucchiaio.
collabora nel vestirsi.
Ha camminato a 18 mesi, sale e scende le scale, ma non sa ancora saltare.
Capice diversi comandi semplici…tipo:
- Seduto
- Accendi la luce
- Vieni qui
- il suo nome (ma se non ha voglia non si gira)
- Acqua
- Lavare mani
- Fai il salto
- Fai il girotondo
- Brum brum
- Vai a prendere la sedia che ti metto le scarpe
interagisce solo su giochi che lo interessano (soprattutto quelli di movimento)
sa costruire la torre con le costruzioni
ama far andare le macchinine e guardare libri da solo.
Vorrei capire se tutto questo quadro non può essere dettato che da questa patologia o se potrebbe aver un recupero con lo sviluppo neurologico dell’età e se potrebbe aver sofferto del fatto di essersi trovato ad avere una sorella di 15 mesi più grande. Con lei abbiamo avuto un ritardo nel linguaggio che vi aveva preoccupato e impegnato. Si è sbloccata a 32 mesi e poi ha recuperato. La bimba ci ha preso molto e forse inconsciamente abbiamo trascurato lui che sembrava aver sviluppato un suo modo di giocare.
Definirei il suo carattere affettuoso, ma ostinato e timido nello stesso tempo…sono aspetti che possono influire?
Sono confusa
voglio che i miei figli siano felici ma in questo momento faccio fatica a vivere con questo punto interrogativo che mi angoscia.
Spero di avere una sua opinione, ….un suo sostegno.
la ringrazio
Barbara
Rachele ,
quando i bambini fanno i “capricci” , recitano uno spettacolo che sarà più clamoroso e duraturo, quanti più spettatori ci sono. Il tuo bimbo mi è simpatico perchè e intellettivamente vivace e sveglio. Il suo comportamento è conseguente ad un tuo comportamento , che gli ha fatto molte concessioni e gli ha dato una serie di abitudine che ora è per te difficile da mantenere. Ignora tutto quello che fa e dice ed usa fermezza nel dare direttive comportamentali .
Col tempo capirà e ti ritroverai un bambino intelligente.
Giuseppe Ferrari
Barbara ,
temo di non esserti di molto aiuto , perchè , nonostante la precisione delle tue indicazioni, quello che conta nei bambini ,sopratutto per certe patologie,è vederli. Tuttavia ti posso dire che i sintomi che mi descrivi un dubbio lo fanno venire. A cominciare dalla età. Io credo che sia meglio sbagliare una diagnosi per eccesso di zelo e poi ricredersi, piuttosto che avere il senso di colpa di avere trascurato una patologia ed averla diagnosticata in ritardo con conseguente problematico recupero. A proposito di sensi di colpa, mi permetto di dirti che li avverto nelle tue parole (sono un vecchio pediatra e non mi sfuggono certi segnali). Non è il casi di averli . Non arrovellarti nel cercare le cause. Non hai nessuna colpa. Cerca di essere serena . Sarai di maggiore aiuto per il tuo bimbo. Ne ha bisogno. Auguri e , se ti fa piacere, tienimi informato.
Giuseppe Ferrari
Cro dott. Ferrari
sono Rachele ed il mio bimbo di due anni da un pò di tempo lamenta, solo di notte, dolori alle gambe. La mia pediatra dice che sono dolori di crescita ma che se continuano dovremmo approfondire con analisi del sangue, radiologici o ecografie. Mi può dire se è una cosa normale o suggerirmi altri tipi di esami?
Grazie
Rachele ,
la tua pediatra ha ragione. Non credo che siano necessari esami perchè passeranno da soli. Alle volte i bambini ci “marciano” perchè amano essere massaggiati e coccolati.
Giuseppe Ferrari
caro dott.
sono Rachele ed ora siamo alle prese con la crisi “cibo”. Il mio bimbo di due anni e tre mesi, da un pò di tempo fa capricci con il cibo anzi lo rifiuta. L’ora del pranzo e della cena stanno diventando dei veri incubi… appena sente che gli sto per preparare la paste inizia a protestare e se lo convinco poi a stare seduto mi gira la faccia e non mangia! Provo con i giochi che più gli piacciono, ma niente; provo dopo tanta pazienda ad allontanarmi lasciandolo da solo ma dopo pianti e lacrime mi chiama dicendo che vuole mangiare ma niente gira dinuovo la faccia; allora provo a calmarlo a parlarci e di comune accordo andiamo al lavandino dove poi con l’acqua ed i piatti da lavare mangia…. non so se è solo un periodo oppure è una forma di disagio che non riesco ad interpretare.
Psicologicamente da cosa può dipendere?
Grazie
Rachele ,
nessun bambino sano intelligente e normale come il tuo in una famiglia di normale benessere è mai morto di fame!!!. Lascia che si arrangi. Ma il probleme sei tu e quindi sarà difficile che tu mi dia retta.
Per cui continua pure questo tuo quotidiano teatrino . Forse piace più a te che a lui.
Giuseppe Ferrari
Caro dottor Ferrari,
le scrivo per parlare della figlia di una mia cara amica, che ha un comportamento che mi preoccupa un po’ e vedo che i genitori tendono a far finta di nulla!
In pratica questa bimba che a luglio compirà 5 anni, ha un atteggiamento particolare nei confronti degli altri bambini e della vita in generale!
Per spiegarle meglio, da poco meno di un anno ha cominciato a parlare in modo da farsi capire da tutti, ricerca il contatto con gli altri bambini, ma poi ha un comportamento a volte aggressivo, in pratica senza nessun motivo capita che spinga gli altri bimbi, facendoli cadere a volte anche da posti alti (scivoli, scale, banchi), anche quando gioca molto spesso non sa controllare la forza e fa del male agli altri, in alcuni momenti ride a scuarciagola e per parecchi minuti di fila senza dei veri e validi motivi e molto spesso ripete parecchie volte frasi tipo “che puzza di pisello o che puzza di patatina” e via dicendo.
Ora io non voglio fare la mamma ansiosa (mia figlia è stata più volte spinta) ma sinceramente tutti questi comportamenti non mi sembrano molto normalil, o quanto meno io li ho individuati solo in lei ah dimenticavo, mentre la mamma è una iper fissata della linea, la bimba è leggermente sovrappeso perchè mangia in maniera smisurata e con una voracità tipica di chi non assapora nemmeno il cibo!
Ora mi chiedevo, possono essere comunque comportamenti normali e quindi legati al carattere del bambino o secondo lei dovrebbero essere fatti alcuni accertamenti?
Ringraziandola per la sua cortese risposta le auguro una buonissima giornata
Sabrina
Sabrina ,
mi spiace deluderti , ma non sono solito commentare i problemi dei figli di altre mamme. Il giudizio potrebbe essere sbagliato perchè frutto di esperieze non dirette . Se le cose stessero come mi dici, penso che sia un problema serio e che che l’unica cosa che tu puoi fare è quella di affrontare con onestà il problema con la mamma della bambina.
Giuseppe Ferrari
caro dottore,
sono la mamma di un meraviglioso bimbo di 19 mesi. Da qualche tempo, un paio di mesi circa, mio figlio trascorre notti molto agitate, si risveglia piangendo disperatamente e nulla pare consolarlo, alcune volte non vuole nemmeno che io lo prenda e, a fatica, riesco a calmarlo. Spesso questi episodi si ripetono più volte nel corso della notte al punto che lo porto a letto con me, ma anche qui Gabry non riesce a riposare, lamentandosi spesso, chiamandomi e cercandomi per tutto il letto (anche nel sonno). Questi episodi non sono costanti ma vanno e vengono e ho notato che coincidono con una rinnovata esigenza di prendere il seno. Ho svezzato il bambino circa 3 mesi fa con molta fatica e, quando si verificano gli episodi notturni, solitamente Gabry aumenta i tentativi di prendere il seno durante tutta la giornata, altrimenti gli è sufficiente il contatto con la manina che costantemente infila nella scollatura. Da qualche giorno ho tolto il lettino di mio figlio dalla mia stanza e, se inizialmente la novità è stata accolta benissimo e senza capricci e lacrime, dal terzo giorno è stato faticosissimo metterlo a nanna, e mi chiedo se avrei dovuto attendere che le sue notti tornassero tranquille.
Devo aggiungere che dal suo primo compleanno io e mio marito ci siamo separati, io sono tornata dai miei e lui per un po’ non è venuto a trovare il bambino.
Dopo circa 3 mesi il padre è ricomparso nella vita del figlio e ha iniziato a portarlo via nei pomeriggi del week end. Il bambino fa fatica a vivere questa situazione, durante la settimana chiama sempre papà, ma nel week end piange e non vuole andare via col papà, a volte, all’arrivo del padre, lui corre ai propri giochi e si finge impegnato e non alza nemmeno lo sguardo verso il padre, si rilassa quando capisce che resterà a casa a giocare con il padre oppure che io uscirò con loro due. Una volta fuori, lui si rifiuta di andare in braccio col padre e non mi perde di vista, eppure lo adora, anzi, si adorano e capisco che ne sente la mancanza. Ho notato che le sue notti agitate coincidono con il wwek end la prego, mi aiuti a capire come posso aiutarlo ad essere sereno.
Grazie
Gentile professore, ho letto con molta attenzione i commenti precedenti e credo di capire che la mia bimba di 21 mesi è colpita da pavor nocturnus. E’ una bimba che non ha mai dormito serenamente da quando è nata (non abbiamo mai fatto una sola notte intera) prima per problemi di coliche (in realtà era intollerante al latte) poi per un forte reflusso poi per i denti. Il pediatra afferma che sono ancora i denti a darle fastidio ma io non sono così convinta. La reazione notturna è proprio quella che leggo nei vari commenti; alle 3 circa inizia prima ad avere un sonno sempre più agitato, inizia a dire parole e urlare “no, ho detto nooo!” e via via la reazione è sempre più forte fino a che inizia a piangere e strillare dicendo “vado via” (che vuol dire vai via) e continua a ripetere no!
Se proviamo a prenderla in braccio aumentiamo la reazione, lei diventa rigida e ha persino conati di vomito; se proviamo a parlarle con voce tranquilla si agita sempre di più. Abbiamo provato a non fare nulla ma la reazione diventa comunque molto forte e gli episodi durano circa 2 ore, fin quando si sveglia prende il suo pupazzo, il ciuccio e si riaddormenta da sola.
Di giorno è una bimba estremamente sveglia anzi direi fin troppo, parla correntemente usa persino il condizionale, ha una memoria ottima, riconosce le lettere dell’alfabeto, sa contare e viene stimolata moltissimo dalla nonna (a volte temo fin troppo).
Tra due settimane inizierà ad andare al nido e temo che questi episodi si intensifichino; ma a parte questo, cosa devo fare? Sia io che mio marito siamo molto calmi e tranquilli, andiamo molto d’accordo, a casa c’è sempre un’atmosfera serena e non mi sembra di trasmetterle delle paure…
Finora sono rimasta tranquilla ma ora che gli episodi si sono intensificati mi chiedo se c’è qualcosa che posso fare per la mia bimba e per farla stare meglio.
La ringrazio e la saluto cordialmente,
Annalisa
Dott.Ferrari buonasera. Le scrivo per avere una sua opinione sul sonno di mia figla di 15 mesi.
Premetto che è allatata ancora al seno la notte è svezzata completamente e mangia con regolarità ma da sempre non ha mai fatto una dormita di 6/7 ore di fila. Ora io sono veramente stanca i risvegli sono frequenti da uno ogni mezz’ora o ogni ora al massimo di 3 ore filate, quando va bene. La bimba di notte si sveglia anche urlando e tirando le gambe e per i primi momenti non vuole nemmeno che la tocchi poi le offro il seno e si acquieta. Con una pediatra abbiamo provato a darle melatonina e tilsa tomentosa (cure omeopatiche), un altro pediatra mi consiglia il nopron… siamo veramente stanchi e non vorremmo per questo cedere a scelte non giuste per cercare di mitigare un problema di vera convivenza.
Ringraziandola attendo una sua gentile risposta,
Cinzia
Ho una bimba di 8 anni, mi dicono che ha un ritardo evolutivo..ma questo ritardo può dipendere da assenza di liquido amniotico?
Un piccolo e breve aggiornamento: da quattro notti abbiamo fatto dormire la nostra bimba nel letto in mezzo a noi e gli episodi sono scomparsi; abbiamo notato all’incirca tra le 2 e le 3 del mattino un sonno agitato, la bimba si gira e si rigira si lamenta nel sonno, noi l’accarezziamo e le facciamo sentire la nostra presenza e alla fine dopo una mezzora la bimba si calma. A volte è lei che ci cerca, ci accarezza e sembra che voglia assicurarsi della nostra presenza.
Grazie ancora,
Annalisa
Caro DOTT.
Vivo negli Stati Uniti, ci siamo trasferiti quando il mio bimbo aveva 14 mesi, adesso ha 2 anni e 5 mesi. Quando abbiamo effettuato il traferimento riusciva a dormire quasi interamente, ma adesso sta peggiorando di giorno in giorno. Le premetto che fa il riposo pomeridiano di circa 2 o 3 ore, poi lo mettiamo a letto di sera verso le 9, tutte le notti si sveglia urlando ed è molto aggressivo con me ed il padre, si sveglia almeno 4 volte in una notte e se cerchiamo di coccolarlo e consolarlo ci aggredisce. Sono distrutta, sono lontana dalla mia famiglia qui da sola in America ed ho paura di non farcela più. Non dormo più dalla sua nascita ed ho adesso 40 anni, la prego mi aiuti, non riesco ad avere le forze di una volta e nessuno mi puo’ dare il cambio. Vivo a Boston e se è il caso mi dica se dovrò consultare uno specialista di qui. Grazie
SALVE GENTILISSIMO DOTT. HO UN BIMBO DI 14 MESI DI SALUTE OTTIMA. LA NOTTE PERO’ SI SVEGLIA ALL’IMPROVVISO E PIANGE ED URLA E NON SE NE CAPISCE IL MOTIVO.IO LAVORO, LO LASCIO CON LA SUA TATA X CUI STRAVEDE.PERDO ORE E ORE DI SONNO E RIPETO HO UN LAVORO IMPEGNATIVO. LA MIA PEDIATRA MI HA CONSIGLIATO DI METTERLO LA SERA NEL SUO LETTINO, CON UNA PICCOLA LUCE ACCESA E DI LASCIARLO PIANGERE, DICE CHE IN UNA SETTIMANA SI ADDORMENTERA’ DA SOLO SENZA AVER + PROBLEMI. IO NON CI CREDO…..LEI CHE NE PENSA? SONO DISPERATA. HO 39 ANNI E HO UNA FIGLIA DI 3 ANNI CHE NON AVEVA DI QUASI PROBLEMI
Gentile Prof. Ferrari sono la mamma di due gemelli che ad oggi hanno 7 anni, uno dei due da quando è nato soffre di pavor notturno. Mi ero informata che questi episodi,per noi davvero frequenti, sarebbero cessati verso i 6 anni…ma così non è. Lui di notte si alza sul letto, è agitato direi quasi terrorizzato gli occhi sono aperti ma sta dormendo non risponde alle domande vede cose strane attorno a lui chiede aiuto chiede di andar via e piange piange disperatamente……noi io e mio marito all’inizio eravamo attoniti non capivamo cosa succedeva…sappiamo che è meglio non toccarlo si agita ancor di più e poi i battiti del cuore sono acceleratissimi……dobbiamo parlare piano provare a svegliarlo con attenzione…..questo stato può durare da 10 minuti fino ad 1 h insomma non si riposa quasi mai in maniera adeguata e la mattina deve affrontare la scuola etc etc….ma cosa bisogna fare esattamente? a chi possiamo farlo vedere o rivolgere le nostre domande? Naturalmente il bimbo al risveglio dall’incubo… che termina sempre con uno sbadiglio, non ricorda assolutamente nulla. Mi aiuta a capire? Grazie mille Federica
Buonasera dott. sono Rosaria la mamma di Gaia 9 anni e Alice 2 anni e 10 mesi.Vorrei esporle il problema che hanno parecchie mamme,le parlo della piccola Alice piange di notte dal 1 giorno che e’ nata,urla gridando disperatamente abbiamo provato a confortarla in tutte le maniere possibili,a marzo con consiglio del pediatra abbiamo iniziato il sincrorem 5 gocce la sera be’ sembrava avere fatto effetto per i primi mesi ora da circa un mese a questa parte la notte è di nuovo un incubo, in pratica si addormenta intorno alle 21 circa e verso le 2 o le 3 di notte grida piange io cerco di confortarla ma niente gli chiedo se hai fatto un brutto sogno niente, devi fare pipi’ niente mi rimetto a letto per vedere lei cosa fa niente continua a piangere gridando terribilmente a volte si fa la pipi’ a letto a volte smette di gridare dopo aver preso una sculacciata, oggi devo dire che mi sento non realizzata come mamma perche’ non rieco a capire se sono io a pormi in modo sbagliato con lei o forse c’è qualche problema di fondo infatti ho deciso di farla controllare ,le lascio immagginare dopo quasi tre anni di nottate così pesanti io e mio marito che lavoriamo come siamo ridotti.VORREI TANTO CHE MI CONSIGLI LEI COSA POTREI FARE,GRAZIE.
Buongiorno Dott. Ferrari,
Sono Raffaella, mamma di Mara 3 anni a dicembre, bambina timida e poco socievole con i coetanei ma sempre allegra e pochissimo capricciosa. Siamo alle prese con un difficile inserimento alla scuola materna che si protrae ormai da un mese. Mara ci ha messo 3 settimane per imparare a rimanere solo 2 ore al mattino facendo comunque un piccolo pianto o un pò di magone al momento del distacco. la scorsa settimana la maestra ci ha comunicato che si poteva tenerla a pranzo e da lì è ricominciata la tragedia dei primi giorni. si sveglia di notte e al mattino si sveglia sempre più presto, già alla sera prima ha il pensiero dell’asilo concentrato soprattutto sul momento del pasto; alla mattina molto spesso vomita la colazione per l’agitazione e negli ultimi giorni non l’ho portata appunto perchè è stata male. inoltre la maestra, giustamente, preme molto sul fatto che mangi tutto da sola ma lei è sempre stata difficile con il cibo nel senso che mangia pochino e bisogna aiutarla un pò perchè il mangiare al momento è l’ultima delle sue preoccupazioni. sta di fatto che adesso non vuole più mangiare la pasta e si fa venire il vomito.Tutti mi dicono di insistere ma io non sono sicura che sia abbastanza pronta, vorrei chiedere alla direzione della scuola di tornare a farle fare le 2 ore del mattino, perchè comunque a casa canta le canzoni che ha imparato e racconta di quello che fa con gli altri bambini e dice che le piace stare a giocare e a imparare cose nuove. per il pranzo potremmo parlarne magari verso febbraio.
mi dà un suo prezioso consiglio? il mio sesto senso di mamma al momento è un pò in tilt! grazie mille e scusi la lungaggine.
Egr. dott.,
sono la mamma di una bambina di sette anni, alcune volte mi è capitato che mi ha chiamato rispondendo quindi alle mie domande, alcune volte urlando e parlandomi o semplicemente perchè la spostiamo dal divano al suo letto, quindi mi accorgo dagli occhi che lei sta dormendo e all’improvviso si sveglia, siamo in bagno perchè lei sta molto male: forte tremore, sensi di vomito e dissenteria. Durante questi episodi sono molto spaventata anche se rimango molto serena e cerco di tranquillizzarla. come posso evitare questo suo malessere fisico durante questi episodi?
gli ho già spiegato che non deve più addormentarsi sul divano per evitare tutto ciò, ma questi episodi si verificano anche entre lei è nel suo lettino. Grazie.
Ele,
mi spiace ma i problemi che mi sollevi sono molteplici purtroppo interessanti , ma anche molto tristi. Non mi sento di risponderti superficialmente . Rivolgiti ad un bravo pediatra che abbia cura anche della qualità di vita dei bambini.(mi auguro che tu lo possa trovare ). Ti posso raccomandare di non coinvolgere il bambino nei problemi tra voi genitori e dirti anche che se hai dato certe abitudini (l’allattamento protratto , la ricerca del seno) non puoi toglerle , ma sarà lui ad abbandonarle. Mi spiace di non poter esserti di aiuto, ma i problemi sono così seri che non possiamo affrontarli in quattro righe. Anche a te vorrei suggerire il mio ultimo libro , ma mi sembra di volerlo imporre a tutti i costi.
Auguri
Giuseppe Ferrari
Annalisa (437),
mi sembri una brava mamma intelligente e serena. Hai fatto una diagnosi corretta. Non mi preoccuperei . Il pavor nocturnus in genere si manifesta in bambini particolarmente sensibili ed intelligenti. Non aggiungete la vostra ansia a quella della bambina . Vada pure all’asilo . Fate una vita normale con il tempo il pavor passerà . Non sentitevi in colpa. Sento che siate bravi genitori. Continuate ad esserlo …è la miglior terapia.
Giuseppe Ferrari
Cinzia ,
i pediatri avrebbero dovuto spiegarti che l’allatamento al seno protratto , porta a queste conseguenze. Hai dato certe abitudini (non richieste dalla tua bambina- sicuramente a te faceva piacere allattare a lungo ed hai fatto bene a farlo), adesso non puoi toglierle perchè non ti fanno più comodo.
Mi spiace essere duro , ma è così, fai un piccolo sacrifico (la bambina sarà molto contenta) e poi poco alla volta tenta di diradare l’utilizzo del seno.
Giuseppe Ferrari
Sara,
Forse. Ma è un problema molto complesso. Non affrontabile in questa sede.
Giuseppe Ferrari
Manuela,
per il bimbo si tratta di un banale pavor nocturnus. Scusami , ma ti devo confessare che il problema sei tu. E’ vero che sei lontana dalla tua famiglia di origine (ma sei inserita nella tua attuale vera famiglia) .Hai una età giusta, vivi in un grande paese , in una meravigliosa città (che conosco bene), hai un bel bimbo. Pensa a chi vive in un paese povero, in una città sperduta , ed ha 5 figli. Cosa dovrebbe dire. Ti dico queste cose spiacevoli , perchè devi scuoterti e non crogiolarti nelle tue presunte disgrazie. Sei una mamma e devi maturare ed imparare ad assumerti le responsabilità del ruolo di mamma. Scomparirà anche il pavor nocturnus del bimbo. Se vuoi sottopormi seriamente e non lamentosamente i tuoi problemi farò il possibile per aiutarti, ma devi darmi la sensazione che tu li voglia risolvere.
Giuseppe Ferrari
Rossana,
il bimbo stravederà per la sua tata (io non ci credo) , ma la mamma è sempre la mamma!! Edè giusto che sia così. Tu stai vivendo la difficile situazione della mamma che lavora (e il lavoro le piace e la gratifica , ma ha un latente senso di colpa) ed ha un bimbo che stravede per la sua mamma (questa volta ci credo). Penso che abbia ragione la pediatra. Io sono contrario in genere a lasciare soli i bambini che piangono, ma in questo caso non vedo soluzioni diverse. La mamma che lavora (ed io nei miei libri sostengo che fa bene ed approvo) deve pagare uno scotto ed il bambino della mamma che lavora anche lui lo devepagare. Ma ne trarrà benefici futuri. Mamma non frustrata dalla rinuncia al lavoro, maggiori risorse economiche che saranno utili al giovanoto per fare una vita migliore , buoni studi ecc. Rimboccati le maniche e sicuramente ce la farai . Io non ti conosco, ma sono sufficintemente vecchio per capire che sei una tosta.
Giuseppe Ferrari
Federica , rivolgersi agli specialisti è sempre un rischio che si entri nella spirale della malattia che in raealtà non c’è.(spero che gli specialisti non me ne vogliano). io credo che un buon pediatra debbe saper affrontare il tuo problema. Ti dico cosa farei io : essendo un gemello (bisognerebbe sapere le settimane di gestazione,il peso e le condizioni alla nascita - tipo cianosi, ritardata respirazione ecc) , valuterei la situazione neurologica e bpsichica del bambino . Se tutto è nella norma aspetterei almeno un anno e , se i disturbi persistessero con una uguale intensità, farei degli accertamenti neurologici. Il mio parere è che i disturbi diminuiranno . Vedrai che avrò ragione . In questo caso non farei nulla.
Giuseppe Ferrari
Lavagna Rosaria,
il problema che mi poni è compleso . Io penso che i bimbi che hanno questo comportamento hanno subito un lieve trauma a carico del cervello durante il parto. Questo trauma li rende ipereccitabili per cui presentano questi disturbi. Purtroppo è diffile diagnosticare questi traumi leggeri alla nascita, un pediatra attento però può notare fin dai primi giorni dei comportamenti particolari nel bambino (tremori, sussulti a rumori, un tono muscolare eccesivo). In questo caso potrebbe dare suggerimenti circa il commportamento da tenete (poco rumore in casa, poche persone attorno al bambino , genitori più calmi ecc.). Non è detto che questi accorgimenti funzionino totalmente ma possono aiutare. In ogni caso tra i tre anni ed i quattro anni tutto dovrebbe passare.
Giuseppe Ferrari
Raffaella
Se non ci sono problemi di organizzazione familiare sono perfettamente daccordo con te . Ritorniamo alla 2 ore (che funzionavano bene) e tra 4 mesi si vedrà
Giuseppe Ferrari
Caro dott. Ferrari, sono la mamma di una bambina di 4 anni che da un pò di tempo a questa parte ha frequenti risvegli notturni. Da quasi un anno dorme felicemente nella sua nuova cameretta (prima dormiva nel lettino ma accanto al ns letto).Da quando è ricominciato il secondo anno di scuola materna ha iniziato a svegliarsi piangendo chiedendo di poter dormire con noi (anche se non pretende di venire nel lettone), ma non vuole stare da sola. Nella fase dell’addormentamento lei vuole che io le legga una favola e poi si addormenta serenamente, ma poi dopo un’oretta si sveglia piangendo. Spesso dopo averla consolata si addormenta da sola, ma poi dopo poco la sentiamo di nuovo piangere. Comincia ad essere davvero difficile da gestire anche perchè spesso il papà tende a dormire con lei pur di riposare qualche ora in più.Quando le chiedo cosa succede lei mi dice che non vuole stare sola. Tengo a precisare che la bambina non ha superato il distacco da noi quando la lasciamo a scuola anche se poi socializza e si diverte molto e dimostra una spiccata attitudine nello “studio” e nell’apprendimento di cose nuove. Non capisco cosa le stia accadendo. Spero mi voglia aiutare.Tante grazie per avermi ascoltato. Cordiali saluti, Simona
Simona ,
mi sembra non si tratti di pavor nocturnus, ma di semplice mancanza di sicurezza delle bimba. Se non ci fosse il problema sonno dei genitori, sarebbe una situazione banale. Ma c’è di mezzo il sonno di papà e mamma. Bisognerebbe approfondire il perchè di questa comparsa di insicurezza . Il perchè bisogna cercarlo o nei comportamenti o nell’ambiente scolastico o casalingo . Da lì non si scappa. Per aiutarti bisognerebbe che conoscessi l’ambito famigliare , i vostri caratteri e la bambina , per non parlare della scuola . Penso che questo lo potrebbe fare il vostro pediatra. Se non ha tempo o vi rivolgete ad un altro professionista o approfondite voi stessi gli ambienti e i comportamenti che vi ho indicato.
Giuseppe Ferrari
DOTTORE ho trovato tantissime sue risposte che ci hanno veramente tranquillizzati. il problema è il pavor nocturnus e con i suoi consigli lo affronteremo nel miglior modo possibile e lo risolveremo. Grazie per la sua instancabile disponibilità e per i suoi preziosissimi consigli
caro Dottore buongiorno,
sono Raffaella, la mamma di Mara che ha avuto un difficoltoso inserimento alla materna (messaggio445 e sua risposta 455). purtroppo la scuola non mi ha concesso l’orario ridotto e così a fine ottobre l’ho ritirata. la sua era ormai un’ossessione che andava peggiorando. Sono un pò dispiaciuta e spero solo di aver fatto la scelta giusta anche se, a parte mio marito tutti mi dicono il contrario: avrei dovuto insistere, che così facendo ho permesso a mia figlia di raggirarmi e che ho trasmesso a Mara le mie preoccupazioni e per questo lei non vuole andare all’asilo.
ma io mi chiedo è impossibile che semplicemente lei non sia ancora pronta a socializzare con gli altri bambini? e’ davvero una “mosca bianca” o semplicemente la maggior parte dei genitori che incontrano questo problema insiste fino alla rassegnazione dei propri figli (un pò come il metodo fate la nanna…) inoltre è nata a dicembre, se fosse nata un mese dopo nessuno mi avrebbe detto niente circa il non frequentare la scuola materna.
detto ciò mi potrebbe consigliare come aiutarla in questi mesi prima dell’inizio del secondo anno di scuola materna?
io per ora l’ho iscritta in ludoteca, 2 volte a settimana (io rimango con lei ma ci sono altre mamme con bambini e un’educatrice), sto promuovendo la sua autonomia al momento del pasto, nel lavarsi e vestirsi e penso che il prossimo anno cambierò non solo maestra ma anche istituto!
scusi la lungaggine e la ringrazio anticipatamente per il prezioso consiglio che come sempre potrà darmi.
raffaella
Alessandro,
O.K
Giuseppe Ferrari
Raffaella ,
non devi scusarti di nulla . Certo il tuo non è un grave problema , ma è un problema che secondo me stai risolvendo molto bene. Concordo e siamo in tre (tu il marito ed il sottoscritto) . Non diamo ascolto a nessuno . La figlia è vostra!!
Giuseppe Ferrari
mi spiace disturbarla, ma da qualche tempo la mia bambina di 9 anni, in piena notte ,anche addormentata, trema e sembra percorsa da scariche elettriche. il tutto può durare anche più ore se non la sveglio. di solito dopo vomita, ma ciò non sempre accade. alla domanda “hai freddo?” lei risponde no. riferisce invece dolore periombelicale, in seguito al quale è stata sottoposta ad eco addome completocon una diagnosi di colon irritato. dalle analisi (colesterolo, emocromo, ves, transaminasi, urine ecc.) tutto è a posto. come devo comportarmi se si ripete il tremore?
gentile dottore,mi chiamo Maria Franca,volevo chiederle consiglio a proposito del disturbo di mia figlia di 4 anni appena compiuti.grazie a tutti i consigli che ha dato ad altri genitori come me ho capito che i risvegli notturni che a me sembravano segnali di chissà cosa possono essere segnale di crescita o una tappa che termina col tempo,lei infatti da quasi un anno si sveglia praticamente tutte le notti e piange urla e soprattutto non mi semra “sveglia”…si irrigidisce tanto che spesso non riusciamo a prenderla in braccio,per poi addormentarsi e ripetere il tutto dopo mezz’ora….Il mio dubbio è:può esserci qualche tipo di relazione tra i disturbi notturni e la sua crescita scarsa?Ha fatto diversi controlli che comunque non hanno dato nessun risultato preoccupante tranne il suo peso scarsoCosa mi consiglia…grazie.
Gentile Dott Ferrari
e’ da tempo che nostro figlio di tre anni e mezzo,si sveglia spesso in piena notte piangendo irrigidendosi..impaurito e l impressione e’ che non senta e non veda nonostante gli occhi siano ben aperti ma senza mai chiudere le palpebre.La nostra preoccupazione si accentua poiche’ il bimbo ha subito per tre volte episodi convulsivi da febbre.
Leggendo il blog siamo venuti a conoscenza di questo termine “pavor nocturnus” e abbiamo riscontrato le coincidenti reazioni del bambino con altri che hanno avuto lo stesso problema.
La nostra domanda e’:c e’ un attinenza con gli episodi convulsivi? se no,da dove deriva questo disturbo,cosa possiamo fare magari anche durante la giornata per eventualmente prevenire il disturbo?
la ringraziamo anticipatamente
Caro dott. Ferrari,
sono Rachele e grazie anche ai suoi consigli siamo riusciti a crescere il nostro piccolo che ora affronta i suoi piccoli turbamenti. Raffaele ha 2 anni e 10 mesi ed a settembre ha iniziato l’asilo comunale (fino ad allora è stato con i nonni, io lavoro mezza giornata), all’inizio era entusiasta, poi ha cominciato a fare dei capricci a cui non ho ceduto ma cercato di gestire con il gioco ed ora attraversa fasi alterne. Io sono nuovamente incinta ed a febbraio nascerà la sua sorellina. Anche se ci parla ed a modo suo anche ci gioca ogni tanto dice che dovrà stare sola in un altra stanza, la mia camera da letto è piccola e vorrei spostare Raffaele, con la sua culletta, nella stanza accanto già da ora in modo che alla nascita non avrà la sensazione di essere stato tolto per la sorellina però lui dice che sarà la sorellina a dormire altrove e lui lì con noi, oppure lei nella culla e lui nel lettone (da premettere che il mio è stato solo un pensiero ancora non espresso quindi mi spaventa questa sua preocità!). Secondo Lei qual’è il discorso più adatto da fargli per ridurre al minimo i danni dello spostamento considerando che lui ancora la notte si sveglia per cercarmi e controllare se sono accanto a lui?
Grazie infinite come sempre
Mario Rosini,
bravo , diagnosi esatta!! Non c’è nulla da fare, se non cercare di mantenere intorno al bimbo un ambiente il più sereno possibile.Ma non mi sembra un problema.
Giuseppe Ferrari
Mario Rosini BIS
potrebbe esserci una attinenza fra convulsioni febbrili e pavor . Ma non c’è nulla da fare , con il tempo passeranno le une e l’altro.
Giuseppe Ferrari
Rachele ,
essendo tu una mia affezionata interlocutrice, forse avrai acquistato il mio nuovo libro “I bambini crescono nonostante gli adulti” Ed. De Agostini . A pag. 218 troverai una lunga e dettagliata risposta alla tua lettera ed alla tue ansie.
Giuseppe Ferrari
grazie mille dott Ferrari per la sua risposta,non sa quanto mi rincuora..comunque volevo chiedere se è il caso di fare un elettroencefalogramma in quanto secondo la mia pediatra dice che secondo lei servirebbe indagare in quanto questi episodi si ripetono tutte le notti……grazie mille per i suoi consigli….mariafranca
Gentile Dott. Ferrari,
io e mia moglie siamo particolarmente preoccupati poichè crediamo che nostro figlio soffra di Pavor Nocturnus. Si sveglia, con occhi sbarrati, sembra aver paura di qualcosa e sembra non veder nessuno attorno a se stesso, nonostante i nostri tentativi di calmarlo. Dalle utilissime informazioni che Lei ha già dato ad altre coppie con problemi simili, ne ricavo che tale forma di disturbo del sonno può comparire dai due anni in poi. Mio figlio ha soli 12 mesi..E’ questo un motivo di preoccupazione in più?
Tale Pavor Nocturnus può essere provocato anche dalla visione dei cartoni animati ?
La ringraziamo in anticipo per la Sua gentile disponibilità.
Luca
Luca,
tranquillizzati , Il pavor può cominciare anche prima specie in bimbi particolarmente vivaci ed intelligenti. Parlane comunque con il pediattra , per valutare se l’ambiente in cui vive il bambino è sereno
Giuseppe Ferrari
Gentile Dott. Ferrari,
Mi chiamo Elena, sono straniera (e per questo devo scusarmi gia dal inizio di questa lettera per i vari errori di grammatica che commetterò…), e ho due figli: Andrei di 9 anni e Francesca di 15 mesi, entrambi nati qui, a Torino.
Le scrivo perchè ultimamente sono preocupatissima per la piccola.
Francesca e nata a 41 sett. di gravidanza (normale) , con un parto spontaneo, dopo circa 10 ore di travaglio (moooooolto piu veloce rispetto ad Andrei, per cui ho avuto un travaglio di 24 ore), con un peso di 3,640 kili e 50 cm, Apgar 8(non ho mai saputo perche, so solo che non l’ho sentita piangere subito). A 4 mesi ha meso i primi dentini (adesso ha gia i molari e i canini anche). E stata allattata al seno per 10 mesi. A 5 mesi e mezzo abbiamo iniziato lo svezzamento, all’inizio con poco successo ma adesso posso dire che mangia bene, non tutte le cose ma io mi dichiaro contenta (adesso pesa quasi 10 kili).
A marzo, quindi quando aveva circa 7 mesi, si e presa la roseola infantum, e ha avuto febbre oltre 40 per 3 gg, con un episodio di convulsioni, muoveva gambe e braccia in un modo strano.
Proprio in quel periodo che ho notato una cosa : di giorno (quasi tutti i giorni) all’improviso la vedevo muovere la parte superiore del corpo(mani, torace e capo) come se avesse avuto dei brividi, rapidi, che duravano solo 2 secondi…faceva questi movimenti al mattino, a distanza di un ora da quando si era svegliata, e poi anche al pomeriggio, verso le 17, quando arrivava a casa il fratello da scuola. Inizialmente non ho fatto molto caso (anche perche tutti mi dicevano che non e niente di grave, anche il pediatra, e perche ho pensato che era una cosa collegata al fatto che era eccitata perche era capace di strare seduta senza appoggio, pensavo all’ epoca che questo” brivido” era una manifestazione dello stato di eccitazione. )
Poi per un po sono scomparsi i brividi, dai 10 ai 12 mesi non li ho quasi piu notati, o comunque la loro frequenza era molto diminuita, sicuramente non c’erano piu tutti i giorni.
A 12 mesi Francesca ha iniziato a camminare (sostenuta per la manina). A 13 mesi aveva bisogno solo di un mio dito per camminare . Da sola faceva solo 2-3 passi, non di piu, poi si metteva per terra, aveva paura di farlo da sola.A 12-13 mesi i brividi sono ricomparsi. E visto che Francesca era piu grandicella , ha notato anche lei che non erano del niente controllabili, perche nello stesso momento che passavano mi guardava sempre incuriosita,come se voleva chiedermi cos’era stato quel suo movimento. A 13 mesi era sempre in movimento, voleva camminare tutto il giorno (con il mio dito), e poi a 14 mesi e mezzo ha lasciato stare il dito ed ha iniziato a fare luuuuunghe passeggiate da sola, senza cadere quasi mai.
Proprio quando ha iniziato a camminare da sola, Francesca era talmente felice che voleva camminare pure di notte, quindi si svegliava (dorme nel lettino attacato al mio letto) e camminava nel lettino. Se la mettevo giu urlava. Se la lasciavo fare la sua passeggiata a un certo punto era del tutto sveglia e voleva scendere dal lettino o giocare con noi nel lettone. Tutto questo e durato circa 10 gg. Adesso dorme bene, non si sveglia piu per camminare ma solo se perde il ciuccio o se vuole bere. E vero che ogni tanto la trovo in piedi nel lettino ma se la metto giu si riaddormenta quasi subito, senza piangere.Il problema e il sonnellino pomeridiano. Lei dorme dalle 13 alle 15 all’incirca. Solo che verso le 14, quasi sempre si sveglia tutta rigida, con i pugni stretti, occhi terrorizzati che guardano nel vuoto e tutto il corpo che trema, tutto queso per 10 secondi perche io sono sempre li vicina a lei e la accarezzo, le parlo piano e lei si tranquilliza.
Ci sono anche altre cose “strane” che mia figlia fa (e io li chiamo cosi perche mio figlio Andrei non ha mai fatto cose del genere, e non ho neppure sentito in giro di esse alle mie amiche che hanno figli ). Per esempio ogni tanto guarda un punto fisso e non ci sente, non ci vede, non ci risponde (per qualche secondo). Non so se lo fa aposta o meno. E poi ha un tic: prima di addormentarsi io le devo dare la mia mano e lei deve toccare per qualche minuto le mie ossa, la dove iniziano le dita . Non so se queste sono abitudini normali e che scompariranno col tempo o se c’entrano qualcosa con quei brividi descritti prima. Fa anche crisi di pianto se non le diamo quello che vuole , se non la lasciamo fare tutto quello che desidera , ma questi pianti mi sembrano abbastanza normali per quest’età, quando lei non capisce i divieti e i pericoli., e vuole essere sempre accontentata.Ogni tanto nelle crisi di pianto si picchia in testa, ma proviamo subito a distrarla e funziona spesso, non e che piange per ore ma solo per pochi minuti qualche volta al giorno.
Io faccio la mamma a tempo pieno, non lavoro altro. Francesca e sempre con me, raramente esco senza di lei da quando e nata. Quindi posso dire che e la mia ombra, o giochiamo insieme, o le do da mangiare, o la cambio, o la porto fuori ai giardini, o la addormento, o e aggrapata ai miei piedi mentre cucino.Anche quando dorme il sonnelino pomeridianno io le sto vicino, perche quando si alza se non mi vede piange. Il fratello Andrei gioca poco con lei, vista anche la differenza di età.Il papà lavora tante ore al giorno e la sera e stanco, gioca un po con lei ma poco. La mia mamma (che abita con noi) arriva dal lavoro alle 7 di sera, e lei mi aiuta un po con i bimbi, darli da mangiare, farli il bagno ecc. Ma la bambina preferisce me , e io la voglio un mondo di bene quindi l’accontento sempre.
Posso dire anche che Francesca e molto intelligente, sveglia, sa molte cose per i suoi 15 mesi, parla tante parole e capisce tantissime cose. Fa e dice sempre delle cose che ci lasciano a bocca aperta, fa delle associazioni a quest’età che per esempio mio figlio alla stessa età non faceva.
Le domande sono tante. La mia piu grande paura sono quei brividi. E poi il tremore e la rigidità e il terrore che gli si legge negli occhi (quando si sveglia dal sonnelino) c’entrano qualcosa con i brividi o e pavor nocturnus manifestato di giorno? Il tic invece e una cosa banale o e da prendere in considerazione? (questo tic lei ce l’ha ormai da piu di 6 mesi) Ed il fatto che sembra essere lontana, che guarda quel punto fisso senza rispondere a stimoli…? insomma, la domanda finale, lei crede che dovrei farla vedere a un neuropsichiatra?
Insomma, ultimamente io mi faccio molto spesso queste domande, e non riesco a trovare le risposte, cosa che mi fa vivere con il cuore stretto .
Ho scritto una lunghissima lettera, spero solo che mi sono fatta capire.Mi scusi di nuovo per gli errori. Ma ho “visto” in lei una persona talmente brava, che risponde a tutti e che si intende tanto di vari problemi di salute (ho letto il blog , tutti gli argomenti) quindi ho deciso di chiede un consiglio a lei.
In attesa di una sua risposta la saluto cordialmente ,
Elena L.
Elena ,
complimenti per la lunga e dettagliata lettera e complimenti anche per essere andata al cuore del problema. Di tutte le cose che mi dici anch’io sono stato colpito solo da 3
1) alla nascita non l’hai sentita piangere
2) fissità ed assenze
3) tic.
Il resto mi sembra rientri tutto nella norma. Io penso che i 3 aspetti che ho segnalato soano la conseguenza di un lieve stato di sofferenza neonatale che deve essere non sottovalutato. Ma la mia diagnosi è fatta senza vedere la bambina. Io ti consiglio di consultare un neuropsichiatra , parlandone con il pediatra, sopratutto insistendo con lui per approfondire i 3 punti.
Fammi sapere
Giuseppe Ferrari
Caro dott. Ferrari s
sono Rachele e qualche settimana fa ho ordinato il suo nuovo libro e dovrebbe arrivare a giorni, non vedo l’ora. Nel frattempo volevo parlare con lei di alcuni capricci (credo che siano tali) del mio bambino. Raffaele ha 2 anni e 10 mesi ed ogni qualvolta gli dico di salutare i nonni lui comincia con un no secco e quando li vede comincia a trattarli male dicendogli non ti saluto, no tu no, vattene etc… li vede quasi tutti i giorni perche abitano al piano di sotto quindi non capisco perchè li debba bistrattare così considerando il fatto che loro ne muoiono per lui. Lo stesso attegiamneto lo ha con il papà anche se quando nonc’è lo cerca da morire ed una volta superata la fase critica guai a separarlo da lui. Alcune volte faccio finta di niente, altre lo sgrido altre volte il papà si arrabbia, litigano e poi devo mediare insomma è un altalena continua. Un anno e mezzo fa ho ripreso a lavorare e lui è rimasto con i nonni (mezza giornata), ora la mattina va alla scuola materna ed il pomeriggio lo passa quasi sempre con me. La presenza del padre è più limitata rispetto alla mia, la mattina va in tribunale, il pomeriggio va allo studio ma comunque sul tardi dopo aver giocato un pò con il figlio e la sera alcune volte è fuori a cena per motivi politici. Vorrei che si legasse un pò di più al papà considerando il fatto che a fine febbraio nascerà la sorellina.
Secondo lei questi iniziali rifiuti da cosa possono dipendere?
Come posso gestirli ?
Grazie
gentile dott ferrari mi chiamo nadia e avrei bisogno di un suo parere..a fine aprile è nata anna la mia terza figlia,a parte una gravidanza difficile ma uguale alle precedenti è andato tutto bene e la bimba è nata di quasi 4 kg..i primi 3 mesi sono passati abbastanza nella norma poi la bambina ha cominciato a fare continui risvegli notturni sempre piu’ difficili da gestire..in pratica dal primo vaccino anna non ha piu’ dormito.Questo puo’ essere una coincidenza o una causa scatenante secondo lei?sicuramente anna soffre di pavor nocturnus ho letto tutti i suoi interventi e consigli e mi sono immedesimata leggendo storie molto simili alla mia ma mi è stato detto da un pediatra che le urla notturne possono provocare lesioni cerebrali e io sono molto preoccupata.Anna fa ultimo pasto alle 10.30 poi si addormenta tranquilla ma da mezzanotte alle 5 urla disperata ed è impossibile consolarla,abbiamo provato di tutto,poi sfinita si riaddormenta per risvegliarsi alle 7 per mangiare e poi si riaddormenta e dorme anche fino alle 11 del mattino e sembra non risentire di urli pianti lacrime singhiozzi etc..di solito il risveglio avviene ad occhi chiusi ma ieri notte invece aveva gli occhi aperti e ha urlato con le lacrime agli occhi per piu’ di 3 ore..secondo lei cosa significa?in una settimana 6 notti sono cosi’poi pero’ne fa una in cui dorme tutta la notte e abbiamo notato che è sempre la stessa il sabato notte..cosa significa?noi siamo disperati anche perchè ne abbiamo altri 2 da seguire Sara 5 anni e mezzo e Matteo 3..adesso sto provando ad anticipare l’ultimo pasto alle 21.30 cosi’ da evitare che arrivi troppo affamata faccio bene?anna sta crescendo bene ormai 7 mesi circa 8 kg,bene lo svezzamento,durante il giorno puo’ fare un paio di pisolini di circa 20 min ciascuno..il mio pediatra mi consiglia un antistaminico come ultima spiaggia secondo lei dottore faccio bene a non volerla imbottire di farmaci?grazie per la sua attenzione
Rachele,
a proposito dei nonni , quando avrai il libro nuovo , vai a leggere il capitolo dedicato ai nonni . Capirai tante cose.
Mi sembra che il comportamento del tuo bimbo sia perfettamente normale .Adora giustamente la sua mamma , ed ha un rapporto conflittuale ed ambivalente con chi in qualche modo si intromette fra lui e la mamma. Mi sembra che ci sia un bell’ambiente familiare intorno a lui. Brava (anche il papà). Questo gli giova e gli gioverà molto.
Giuseppe ferrari
Nadia,
purtroppo nonostante la lunghezza della tua lettera , non mi è chiaro il problema. Non mi dici se le acquisizioni psicomotorie della bimba sono nelle norma .Questo è un fatto molto importante Non mi dici come è stato il parto, altro fatto importante. Tuttavia tento di azzardare qualche ipotesi . Non penso si tratti di pavor nocturnus, penso piuttosto che sia conseguenza di una lieve sofferenza neurologica avvenuta durante il parto che ha creato una temporanea ipereccitabilità nella bimba. Penso anche che forse l’ambiente in cui cresce la bimba non sia dei più tranquilli. Non è colpa di nessuno , ma so per esperienza che gestire tre bimbi da sola non è molto facile. Parlane con il tuo pediatra in questo senso. Se è come penso io , con il tempo (verso l’anno e mezzo) la tua bimba si calmerà , nel frattempo cerca di essere più serena e…… poche goccie di un antistaminico non hanno mai fatto male a nessuno (sempre che funzionino).
Auguri.
Giuseppe Ferrari
Gentile Dr Ferrari mio figlio ha 12 anni e a causa di problemi di sonnambulismo o pavor nocturnus siamo finiti in ospedale.
Una notte, dopo essersi addormentato da circa due ore ho sentito urlare e mi sono recata nella sua camera.
Mio figlio era in piedi ad occhi aperti, sul viso il terrore di chi vive un incubo, urlava, piangeva e diceva frasi sconnesse.
Ho provato a parlargli per rassicurarlo e tentato di portarlo a letto.
Probabilmente mi ha identificata come il personaggio cattivo del suo sogno e quindi ha cercato di scappare da me tentando di buttarsi dalla ringhiera (dorme sopra ad un soppalco).
Naturalmente ho cercato di fermarlo tenendolo ed a quel punto ha avuto un malore.
Sbavava, gli occhi aperti e bianchi, emetteva tic convulsi storcendo il viso e rantolava.
Terrorizzata ho chiamato il 118 e con l’arrivo di quest’ultimo il ragazzo si era già ripreso.
All’inizio ha raccontato di essere spaventato di qualcosa ma man mano che raccontava affievoliva il ricordo.
I parametri vitali manifestavano tachicardia, temperatura 37,4, ossimetria appena ridotta.
Io sono un infermiera e dovrei essere preparata ad un eventuale soccorso in caso di bisogno ma le assicuro che è stato uno spettacolo spaventoso dove non avevo la minima idea di che fare.
Naturalmente in ospedale ha eseguito gli esami ematochimici, visita neurologica e elettroencefalogramma che non hanno evidenziato alcuna situazione negativa.
Devo far seguire mio figlio da un neuropsichiatra per capire i motivi di tale reazione?
In passato ha avuto episodi simili ma mai così evidenti.
Mi aiuti lei.
Grazie molte.
Gentile dottor Ferrari spero che possa avere al piu presto una sua risposta visto che non ci dormo piu la notte. Il mio bimbo di 8 anni dopo circa un’ora che si è coricato si sveglia e mi viene a cercare chiamando ;mamma .Iniziamente ha affanno,tachicardia,sudorazione è impaurito e sembra che aspetti che arrivi la fase quella brutta dove manifesta,rigidita’ muscolare e cammina avanti e indietro come se qualcosa di terribbile lo stesse angosciando.Piange (con lacrime) e tra i denti serrati trattine le urla.Non risce a spiegarmi il motivo del pianto,non vuole essere toccato ha gli occhi barrati e dice cose senza senso(in questo fase è del tutto su un altro pianeta).Dopo torna nel suo letto e si riaddormenta come niente fosse .Cè in seguito un’altra fase credo di sonnambulismo dove mi chiama e gira per casa tanquillo dicendo anche li cose incomprensibili eseguendo pero’ gli ordini che con voce amorevole gli impongo.Come madre mi faccio molti sensi di colpa e mi sento impotente non sapendo come poterlo aiutare,Questo ultimamente succede quasi tutte le sere.L’unico “problema “che potrebbe avere è un trasferimento all estero che abbiamo fatto 4 anni fa’.Il bambino è inserito nela scuola e nella societa’ anche se ha nostalgia della famiglia in Italia e forse a volte si fa carico anche della mia.Infine…aiuta parlarne il giorno dopo? o puo’ creargli solo angoscia?Devo preoccuparmi per il fatto che ultimamente succede spesso?(ha cominciato da una decina di giorni a seguito di un’influenza)Come posso aiutarlo?La ringrazio anticipatamente e le porgo i miei piu cordiali saluti
gentilissimo professore, sto pian piano leggendo tutte le risposte che lei ha già dato qui sopra. Aggiungo anche la mia… Il mio piccolo Gioele (2 anni emezzo) da qualche mese a questa parte soffre tantissimo di incubi, o pavor, non saprei di preciso. Succede questo: lui si addormenta nel suo lettino da solo e tranquillo verso le 21.00. Verso l’una di notte comincia a lamentarsi e a chiedere aiuto (a modo suo perchè non parla ancora perfettamente)…urla, si agita, spesso non risponde alle mie carezze, anzi si agita dipiù. Poi tutto tace e tutto passa, ma dopo 10 minuti ancora…e via anche per un oretta di seguito, poi passato il momento dorme fino al mattino. A volte lo porto nel lettone con me, per farlo sentire protetto e sicuro, ma anche nel lettone accadono questi episodi, capita anche che si mette carponi e sembra voler scappare da qualcuno, o qualcosa. Al mattino si sveglia sereno e tranquillo, riposato perfettamente. Di giorno, a parte rarissimi episodi di stanchezza, non è mai irritabile, è sempre sereno e contento. Non ha paura del buio, non ha paura degli estranei. Frequenta l’asilo nido da quando ha 10 mesi e ci va molto volentieri, quando la mattina lo accompagno mi saluta sorridente e quando vado a ritirarlo lo trovo che gioca tranquillo. L’unica cosa nuova della sua vita è che 5 mesi fa è arrivata la sorellina. Di giorno non mostra particolari fastidi verso di lei, anzi a volte è molto protettivo. Se lei piange lui interviene subito a cercare di aiutarla. A volte certo le ruba i giochini, ma credo sia più che normale. Cosa ne pensa della mia storia? Ha bisogno dettagli in più? ah posso aggiungere che io e mio marito siamo una coppia unita non ci vede mai litigare nè urlare.
Grazie del suo commento, se avrà voglia e tempo.
Buon lavoro
Carla
Laura
rasserenati , pur essendo del mestiere ti sei spaventata di fronte ad semplice un pavor nocturnus. I bambini non devono essere in nessuna maniera stimolati (anche qundo pensiamo di tranqullizzarli in realtà li stimoliamo) , ma sorveglaiti perchè non si facciano male.
Giuseppe Ferrari
Gentile dottore,
Sono sempre Elena, la mamma di Francesca. Volevo ringraziarla per la sua risposta (e per i complimenti) . Sono andata dal pediatra , le ho spiegato tutto quello che ho spiegato anche a lei (brividi, fissità, assenze…) e mi ha consigliato (come lei) una visita in neuropsichiatria. Siamo già andati al Maria Vittoria di Torino, dove ho raccontato anche a loro la nostra storia e mi hanno chiesto se la bimba ha mai avuto convulsioni febrili. Quando hanno sentito la mia risposta positiva, hanno detto che prima della visita in neuropsichiatria dovremmo fare un EEG della bambina, cosa che abbiamo fatto ieri. Aspettiamo adesso (con molta ansia e preoccupazione, per dire la verità mi sembra di vivere un incubo….) i risultati della EEG in sonno fatta ieri, risultati che arriveranno il 19 dicembre, quando siamo prenotati anche per la visita in neuropsichiatria infantile.
La tengo informato. grazie di nuovo.Elena L.
Alessandra ,
nulla di grave , non angosciarti perchè il bimbo percepisce la tua ansia e peggiora il comportamento. Hai fatto la diagnosi esatta , pavor nocturnus e sonnambulismo. Non parlarne con lui, ignora , ma fai un accurato esame dell’ambiente in cui vive (essenzialmente famiglia e scuola) per verificare se sono sorti dei problemi.
Se la situazione peggiora , consulta un neuropsichiatra infantile o solamente il tuo pediatra che conosce sicuramente più di me sia il bimbo sia la situazione familiare.
Giuseppe Ferrari
Carla,
hai un bambino molto sveglio che, nonostante le apparenze , patisce e reagisce all’arrivo della sorellina. Mi sembra tutto normale, non avere sensi di colpa. Quando sarà grande, riderete insieme di queste cose (anche con la sorellina).
Giuseppe Ferrari
Grazie professore, a volte bastano poche parole per trovare serenità. Le farò sapere. Nel frattempo mi leggo il suo nuovo libro. Complimenti. Ps. mi è piaciuta molto la parte in cui racconta come svolge le visite di routine ai suoi piccoli pazienti…che invidia verso quei genitori che hanno la fortuna di averla come pediatra. Per quanto io mi trovi bene con la mia, è sempre piuttosto sbrigativa e non mi spiega così bene quello che fa….la parte sui riflessi è molto interessante! peccato che non tutti i pediatri facciano come lei. Saluti Carla
Grazie dottore della risposta,ne avevo bisogno per tranquilllizzarmi.
Ho notato che se dorme nel lettone con me ,questo non accade.
Lo osservo di giorno e vedo che ha molte paure tipiche della sua eta’ (immaginazione) che cerca di combattere facendosi forza e imponendosi di fare “l’ometto,”ma forse ,durante il sonno non ha controllo di questo.Provero’ a fare la brava e angosciarmi il meno possibile per questa cosa.Spesso noi genitori vorremmo evitare ogni angoscia e paura ai nostri figli,(senza renderci conto che con questi comportamenti ne siamo la causa) . ……..forse ,stanno solo “imparando a vivere” e tentano di riuscire a cavarsela da soli.
Grazie ancora
Carla ed Alessandra ,
vi accomuno nella risposta , perchè mi sembrate (anzi sono sicuro che lo siete), mamme responsabili ed affidabili.
Bisognerebbe che cominciassimo insieme a creare il “gruppo delle mie mamme” . Credo che faremmo un gruppo di persone che potrebbero aiutare tante altre mamme ed i loro bimbi. Pensateci e datemi una risposta.
Auguri e a presto
Giuseppe ferrari
Professore la ammiro perchè nonostante la sua, immagino, vita piena di impegni e di lavoro, riesce comunque a trovare il tempo di rassicurare e dare pareri a delle “estranee” quali siamo noi mamme on line. Per fare il collegamento io sono la stessa Carla mamma della bambina con coloboma irideo che le ha scritto un post nella sezione dedicata al suo nuovo libro. Oltre a quella bimba di 5 mesi ho anche il bimbo di 2 anni e mezzo di cui qui sopra. Un gruppo di “sue mamme”? Io ci sto eccome!! Per quello che posso fare, per quei pochi consigli che potrei dare ad altre mamme che magari passano in situazioni che io ho già vissuto… è sempre bello non sentirsi sole quando si diventa mamme!! e purtroppo al giorno d’oggi capita spesso!!!! e ci si trova a “parlare” solo con delle amiche virtuali… ci faccia sapere se il suo progetto va in porto , e conti su di me!
carissimo dottor ferrari dopo anni finalmente leggo di situazioni che somigliano a quella di mio figlio sono disperata mio figlio ha tredici anni e gia dall’età di otto ha cominciato a manifestare atteggiamenti strani che avvengono solo con la febbre anche a temperatura bassa cioè se si sveglia di notte quando ha la febbre inizia a sudare in un modo pazzesco addosso nelle mani e dice che vede la stanza grande a noi ci vede strani ha gli occhi sbarrati dalla paura perchè dice di sentire il corpo suo piccolo insomma dopo 5 minuti inizia a riprendersi siamo preoccupati vi prego cosa dobbiamo fare abbiamo fatto elettroencefalogrammi sveglio e nel sonno ma tutto normale ci aiuti
Roberta ,
nessuna preoccupazione , si tratta di pavor nocturnus. Passerà sicuramente , sopratutto se l’ambiente in cui vive il ragazzo(essenzialmente casa e scuola) sarà il più sereno ed il meno drammatizzante possibile …… a buon intenditor ecc. ecc. Non voglio più sentire che sei disperata per un banalità di questo tipo. Rileggi attentamente il post e medita.
Giuseppe Ferrari
Dottor Ferrari colgo l’occasione per augurarle un Buon Natale e un Felice anno nuovo:-)Gruppo delle mamme? Onorata
Saluti.Alessandra
Gentilissimo Dott. Ferrari ho una bimba di 21 mesi che da circa tre ha mostrato evidenti cambiamenti di comportamento, non mangia più carne non fa più un pasto completo in certi giorni non prende neppure il latte, ma sopratutto si sveglia improvvisamente di notte urlando in preda al panico chiama mamma anche se io sono lì e più mi avvicino e più lei urla mi sembra di aver capito che non è una cosa grave, ma essendo mamma di tre bimbi e non avendo mai vissuto una cosa così sono preoccupata e non so come comportarmi sia di notte sia a tavola.
aspetto una sua risposta e La ringrazio
mamma Clara
Gentile Dott. Ferrari, ho un bambino di 8 anni che ha sempre avuto difficoltà a dormire: da neonato dormiva poco di giorno, si svegliava ogni 2 ore per la poppata e durante la notte dopo la poppata faticava a riaddormentarsi. dopo l’anno e fino ai 4 anni si svegliava in media 2 / 3 volte a notte. Durante la scuola materna la situazione si è stabilizzata, ha interrotto il riposino pomeridiano intorno ai 3 anni e durante la notte si svegliava 1 volta a notte.verso i 5 anni i risvegli notturni si sono diradati ma non sono mai scomparsi. Il mio lavoro mi permette di rimanere a casa durante il periodo di chiusura delle scuole e questo mi ha permesso di notare che il bambino dopo qualche giorno a casa inizia ad avere un riposo più regolare e al mattino si sveglia finalmente intorno alle 7.30/ 8.00. Sembrava che la situazione fosse migliorata nel mese di ottobre 2011perchè il bambino su sua richiesta andava in camera al piano superiore da solo e dopo aver letto un po’ salutava e si addormentava (il fratello maggiore dorme nella camera accanto perciò non era proprio da solo).da circa 2 mesi la situazione è drasticamente regredita: il bambino si muove per casa solo insieme ad un adulto, non rimane da solo neanche nel salotto se io mi trovo in cucina!!( i locali sono confinanti) e naturalmente non si reca per nessun motivo al piano superiore ne rimane da solo in un locale. questo comportamento è diventato davvero insostenibile… come se ciò non bastasse sono ripresi i risvegli notturni, si addormenta a fatica in camera sua dopo 1 / 2 ore si sveglia e non vuole più dormire perchè ha paura ma non sa dire di cosa. si riaddormenta tranquillo solo nel lettone, se lo lasciamo in camera sua i risvegli si ripetono 2 o 3 volte a notte. Analizzando la situazione familiare non si sono verificati episodi particolari, non è cambiato nulla. L’unica cosa che è avvenura riguarda un compagno che a scuola si comporta in modo aggressivo con tutti i compagni e nel caso specifico ha picchiato il mio bambino in più occasioni circa 2 mesi fa….. in quei giorni mio figlio piangeva e non voleva andare a scuola, ne abbiamo parlato e concordato delle strategie per ignorare e tenere alla larga il compgno in questione. Ne ho parlato con la maestra la quale mi ha detto che questo bambino da problemi un po’ a tutti in classe ma la famiglia è poco collaborativa. ora mi chiedo, sono troppo ansiosa? i sintomi rientrano nel cosidetto pavor nocturnus? devo rivolgermi ad uno specialista, a chi? attendo una sua risposta ammetto con ansia perchè neanche durante le vacanze di Natale abbiamo risolto, il problema è leggermente migliorato ma dalla notte prima che iniziasse la scuola tutto è tornato come prima. cordiali saluti e grazie
Mamma Caterina
Clara dell’auito ,
mi spiace ma il problema che tu mi poni , mi sembra troppo complesso per risolverlo in poche righe . Bisognerebbe conoscere l’ambiente famigliare in cui la bambina cresce . Fai fare una accurata visita da un bravo pediatra . Se vengono escluse malattie fisiche , allora io penserei che la bambina con la modifica del suo comportamento esprime una situazione di disagio ambientale (in sostanza in famiglia) da approfondire seriamente.
Giuseppe Ferrari
Caterina ,
il problema è semplice , ma purtroppo per colpa della scuola, difficilmente risolvibile. Non solo mi hai descritto in modo molto preciso il comportamento del tuo bimbo , ma hai anche fatto la diagnosi. Non capisco perchè nessuno della scuola prenda dei provvedimenti. Non hai bisogno di nessuno speciaslista , invece ne avrebbe bisogno quel povero bimbo che crea problemi a tutti.
Voi potete solo cercare di ridare sicurezza al vostro bimbo che ora dimostra in modo evidente di averla persa. Non potete cambiargli scuola ?
Giuseppe Ferrari
gentilissimo dottore
sono maria chiara la mamma di camilla nata alla 33 settimana con peso di 870g causa malnutrizione .ora ha 4 anni il primo anno di asilo proprio non ne voleva sapere,quest anno lo ha accettato ma ancora non socializza con i compagni anche se si avvicina con gioia a loro poi preferisce restare con le maestre.ancora non risponde adeguatamente alle domande postele a volte sembra non capire.siamo seguiti da uno psicomotricista che ci parla di immaturita relazionale.io da mamma mi auguro che recuperera anche questo aspetto della relazione.lei che ne pensa?
grazie
gentilissimo dottore
sono maria la mamma di camilla nata alla 33 settimana con peso di 870g causa malnutrizione .ora ha 4 anni il primo anno di asilo proprio non ne voleva sapere,quest anno lo ha accettato ma ancora non socializza con i compagni anche se si avvicina con gioia a loro poi preferisce restare con le maestre.ancora non risponde adeguatamente alle domande postele a volte sembra non capire.siamo seguiti da uno psicomotricista che ci parla di immaturita relazionale.io da mamma mi auguro che recuperera anche questo aspetto della relazione.lei che ne pensa?
grazie
Maria Chiara,
sono daccordo con lo psicomotricista . Tuttavia ,da vecchio pediatra, io penso che il miglior riabilitatore per la tua bimba che ha incominciato il suo percorso di vita con notevole svantaggio, sia TU cioè la sua mamma!!!. Grazie al tuo amore , la tua dedizione, la tua attenzione, la tua costante presenza, i tuoi insegnamenti , la tua capacità di infonderle sicurezza, sono sicuro che recupererà lo svantaggio iniziale ( del resto mi sembra che di progressi ne ha già fatti tanti). Auguri
Giuseppe Ferrari
Gent. Dott.Ferrari
voglio congratularmi per l’ennesima volta riguardo la chiarezza dei suoi consigli, il suo ultimo libro-come gli altri del resti- è molto esaustivo.
Per fortuna che esiste!!!!!!
Sono Rachele mamma di Raffaele che ha 3 anni appena compiuti ed in previsione (tra 20gg) della nascita della sorellina circa un mese fa causa spazio inn camera da letto l’ho spostato con la sua culletta nella stanza accanto. Sembra aver preso la cosa abbastanza bene anche se i suoi risvegli notturni ( 2-3) permangono anzi io con il pancione adesso faccio fatica ad andare nella sua stanza per riaddormentarlo. Anche quando dormiva in camera da letto con noi aveva questi risvegli solo che mi bastava stensere la mano e coccolarlo, ora per le coccole mi devoa alzare…..Ho provato a calmarlo con la sola voce ma non gli basta ha bisogno ancora del contatto fisico ed in più ieri sera mi ha chiesto di dormire lì con lui. Con molta dolcezza gli ho spiegato che da giovanotto si dorme nella propria stanza con le proprie cose tanto mamma è sempre vicina. Come posso abituarlo al solo suono della voce? Secondo Lei fino a che età dureranno questi risvegli? La mattina va all’asilo e qualche volta nel sonno mi sembra che riviva qualche episodio di scaramucce con i compagni, ma a parte questo mi cerca comunque per essere riaddormentato.
Grazie sempre per la sua disponibilità e complimenti ancora per l’ultimo libro che è sempre sul mio comodino
Rachele,
ormai ti considero una delle “Mamme di Ferrari” (stiamo pensando di formare un gruppo , ti terrò informata).
Mi sembra che il tuo bimbo per ora sia stato molto bravo ad “andarsene” in una sua stanza, non possiamo pretendere che rinunci anche alla presenza fisica della sua mamma. Io credo che la nascita della sorellina (mancherai da casa qualche giorno) sarà il momento del distacco (non possiamo pretendere che non sia traumatico, ma fa parte delle leggi della vita!) .Ma tu sei una mamma affidabile , quindi sono certo che affronterai il piccolo problema con equilibrio e saggezza. Auguri per il prossimo parto. Tienimi informato.
Giuseppe Ferrari
Gentilissimo dottore
sono Pasqualina mamma di Francesco che ha quasi 6 anni è un bimbo che per addormenatarsi ha sempre voluto stare in braccio, nel suo lettino non dorme che per poche ore e si sveglia chiamandoci spaventato. La sua paura notturna ricorrente è la paura dei lupi che lo rincorrono per morderlo, quasta cosa ci stà preoccupando non poco visto che ultimamente sta aumentando con scatti si paura che lo fanno correre sul letto disperato e spesso (siccome dorme nel lettone con noi) sono riuscita ad acchiapparlo in tempo per non fargli far male ed a stringerlo tra le braccia cercando di consolarlo. Per rincuorarlo gli dico che i lupi o coccodrilli non ci sono, che vivono lontani e che lui deve immaginare mentre sta sognando di prendere un fucile e sparare o creare nel sogno delle buche dove quasti animani immaginari potrebbero cadere per salvarsi. Faccio bene ?!
Grazie
Pasqualina ,
certo che fai bene .
Ma è il caso di approfondire con il tuo pediatra (ed evntualmente un neuropsichiatra infantile ) che cosa c’è alla base di un comportamente in effetti esagerato.
Giuseppe Ferrari
Buongiorno Dott. Ferrari,
le scrivo perchè spero mi aiuti a risolvere un problema che sta rovinando il sonno di mia figlia e di conseguenza anche il mio.
Mia figlia ha 21 mesi, è una bimba molto attiva di giorno ed è un pò capricciosetta, siamo ora alla fase dei NO. La notte va a dormire alle 20/20,30, con il rito del biberon di acqua e il pupazzo preferito.
Dorme tranquilla fino alle 23 e 30 e poi si sveglia ogni ora circa fino al mattino alle 8. Si sveglia piangendo e quando accorro da lei è ancora con gli occhi chiusi, allora per farla smettere le dò il biberon di acqua e subito si riaddormenta. Quindi sono cambi di pannolini e letti bagnati ogni notte. Il ciuccio non lo prende da un pò e io avevo pensato che il biberon potesse essere una consolazione al posto del ciuccio. Sono veramente sfinita dalla stanchezza mentre invece mia figlia fortunatamente non sembra subire la mancanza di sonno. Ne ho parlato con la pediatra che esclude la possibilità di problemi diabetici. Attendo un suo parere. Grazie
Gent.mo Dott. Ferrari,
sono la mamma di un bambino di 6 anni molto vivace ma anche timido incapace a volte di affrontare i richiami soprattutto a scuola che spesso gli vengono rivolti proprio a causa della sua esuberante vivacità e reagisce in maniera piuttosto aggressiva anche nei confronti delle maestre.Questa settimana a cominciato ad avere disturbi durante il sonno tutto è cominciato la notte in cui ha avuto la febbre a 41 diceva cose senza senso era terrorizzato da qualcosa che vedeva e voleva gli tenessimo gli occhi chiusi il tutto accompagnato da strani movimenti degli occhi e della bocca e lamentandosi di dolore alla testa.Si alza dal letto viene in braccio lo portiamo fuori dalla sua camera a volte cammina apre la bocca come per urlare ma senza voce.Ho un figlio di 9 anni in cura per crisi epilettiche e il comportamento del piccolo mi fa pensare a un qualche problema neurologico latente mi sono tranquillizata leggendo il blog ma avrei piacere se gentilmente mi desse un suo parere in merito.Grazie
Deborah ,
temo che tu abbia commesso una serie di piccoli errori di cui stai scontando le conseguenze. Le mamme come te nei miei libri le definisco “mamme che danno delle abitudini” ai loro bimbi (spesso non richieste , ma per loro comodità) ed ad un certo punto non sono più in grado di di mantenerle.
Io sto dalla parte della bambina, tu sei la mamma e quindi hai il dovere di svolgere il tuo ruolo. Ruolo che talvolta richiede qualche piccolo sacrificio. Non credo che fare la mamma sfinisca dalla stanchezza. Scusami la franchezza , ma se fossi il tuo pediatra ti direi con estrema franchezza queste cose. Ho comunque la sensazione che non mi vorrai mai come tuo pediatra.
Giuseppe Ferrari
Dott. Ferrari,
la ringrazio per la franchezza che è sempre ben accetta. Tuttavia il problema persiste. Non ho ben capito cosa dovrei fare quindi secondo lei: 1-non darle più il biberon con l’acqua e lasciarla piangere per disabituarla appunto a questa abitudine 2-accettare questa abitudine ormai radicata. Io posso anche recitare un mea culpa a patto di conoscere questi piccoli errori commessi.
Grazie, attendo una sua risposta.
Carissimo dottore,innanzitutto le faccio i complimenti e la ringrazio perchè con le sue risposte chiare e semplici mi ha rassicurato sul fenomeno passeggero e benigno del pavor.Sono una felice mamma di due bimbi Manuel di 6 anni e Fabian di 22 mesi.Per quanto riguarda il piccolo sono ormai abituata ai suoi continui risvegli sapendo che prima o poi imparerà a dormire tutta la notte.Sono piuttosto preoccupata per Manuel il quale non ha mai avuto grandi problemi:è un bambino sereno, sensibile ed ha una spiccata intelligenza creativa,va volentieri a scuola ma da un paio di settimane subito dopo un’influenza sono iniziati episodi di pavor.Si sveglia gridando e piangendo terrorizzato ma per fortuna si calma quasi subito quando sente la mia voce e le mie rassicurazioni. La mia domanda è:a parte il fatto che, da quanto ho capito ,è una fase fisiologica che deve passare ma è possibile che sia scaturita da un problema di respirazione? Il piccolo soprattutto in inverno respira quasi esclusivamente con la bocca con conseguente russamento,ho provato con i cerottini nasali ma lo aiutano poco. mi dia un consiglio come solo lei sa fare sono sicura che mi rassicurerà. La ringrazio di cuore
Deborah
in altre parole ho cercato di dirti: “hai dato delle abitudini alla tua bambina non certo richieste da lei, queste abitudini finiscono per dinventare indispensabili per i bambini. Saranno loro a doverle smettere e non la mamma che si sente “sfinita”". Se vuoi, puoi consultare il mio ultimo libro “I bambini crescono nonostante gli adulti “Ed. De Agostini. Tratto questi ed altri argomenti che, penso, ti potranno interessare.
Giuseppe Ferrari
Alessandra,
tranquillizzati , si tratta di un banale caso di “pavor nocturnus”. Non pensare ad altre cose. Valuta se i vostri comportamenti a casa o la situazione scolastica possono in qualche modo dargli stimoli negativi.
Mi sembri una mamma intelligente e quindi mi dilungo a considerare due aspetti del tuo bimbo
1) come è stato il parto e che voto gli hanno dato (Apgar)?
2) Il comportamento a scuola mi ha fatto pensare alla sindrome ADHD, ma è solo un mio lontano pensiero (bisognerebbe conoscere bene il bambino) . Mi raccomando NON parlare con le maestre di questa sindrome, per scaricarsi dalle responsabilità la cavalcherebbero subito. Accennane molto velatamente al tuo pediatra, solo se hai un rapporto fiduciario. Se vuoi approfondire , ne parlo nel mio ultimo libro “I bambini crescono nonostante gli adulti” Ed. De Agostini. tienimi informato
Giuseppe Ferrari
Agnese,
complimenti : avere due bambini con “pavor” depone per la vivacità intellettale delle famiglia e dei bimbi in particolare. Non credo che c’entri la respirazione. Questa sarà oggetto di un’altra lettera se hai un pediatra che non sa risolvere i problemi di tonsille ed adenoidi ( nel frattempo leggi i post relativi)
Giuseppe Ferrari
Carissimo dottore la ringrazio infinitamente per la sua risposta e per i consigli che mi ha dato.Il parto del piccolo e’ stato normale e come Apgar c’e’ scritto I:10 5 10 10.Nicola da 2 notti non si sveglia piu’ e devo confessarle che la situazione a casa e’ molto piu’ serena (a volte si pretende troppo da questi bimbi) e con una dose maggiore di coccole di incoraggiamenti e di comprensione spero di dare a mio figlio maggior tranquillita’ anche nell’affrontare le prove quotidiane.Leggero’ con vero piacere e interesse il suo libro come genitori non si finisce mai di imparare e quando ci sono persone come lei che che con passione semplicita’ e competenza mettono a disposizione le loro conoscenze non si puo’ che approfittarne.Le facco i miei complimenti e la ringrazio con tutto il cuore
Caro dott. Ferrari,
sono Rachele e finalmente sono tornata casa…. nel precedente post mi ha chiesto di tenerla informato e quindi eccomi qua! Giorno 3 febbraio è nata Ginevra alla 36^ settimana + 3, pesa 2550 ed è lunga 46 cm. Il giorno delle dimissioni pesava 2350 ma dopo 4 giorni, tornati in osedale per lo screning, pesava 2450 e mi hanno detto che mi potevo ritenere più che soddisfatta… sicuramente cercherò i suoi preziosi consigli come ho fatto per il mio primo Raffaele. E’ inutile raccontarvi che sono iniziati i primi isterismi immotivati, pianti senza alcuna origine di esistere. Con la sorellina è molto affettuoso, sto attenta la mattina quando si alza a non farmi trovare con lei in braccio, gliela faccio tenere da solo seduto sul divano, gli faccio cantare la ninna quando piange e lo ringrazio per il suo aiuto e lui sembra molto tranquillo però quando meno te lo aspetti esplode in una crisi difficilmente controllabile. Devo dire che i suoi libri in questo mi sono di aiuto ma sicuramente la corrispondenza con Lei è un supporto psicologico non indifferente. Cosa ne ensa dei valori di Ginevra?
Grazie per la vicinanza ed a presto
Alessandra,
O.K e grazie
Giuseppe Ferrari
Rachele,
i comportamenti di Ginevra mi sembrano perfettamente allineati alla norma . Una sana gelosia del primogengito è un fatto naturale , alla faccia di tutti gli psicologi che parlano e scrivono con dovizia di consigli di prepararzione alla nascita del 2° genito.
Giuseppe Ferrari
Buongiorno, sono la mamma di un bimbo di 22 mesi. Purtroppo mio marito lavora fuori e rientra ogni fine settimana e a volte anche ogni 2 settimane. Io lavoro in un altro paese rispetto a quello in cui viviamo. Le spiego la nostra giornata che forse può aiutarla a capire meglio la situazione in cui mi trovo. La mattina io e mio figlio facciamo colazione poi verso le 8.30 lo accompagno da mia madre che a sua volta verso le 9.00 lo accompagna in ludoteca. Lo passa a prendere verso le 12.00 e lo porta a casa sua, lo fa pranzare e poi si addormenta distrutto. Il riposino può variare dai 20 ai 40 minuti, appena si sveglia inizia a piangere e urlare, quando lo prende in braccio inizia a scalciare a tirare i capelli pugni ecc. dopo la lotta mia madre cerca di farlo riaddormentare ma il più delle volte non riesce. Appena si calma inizia a scatenarsi salendo su sedie, mobili, sbattendo porte, rompendo giocattoli ecc.
Intorno alle 17.30 vado a riprenderlo e se è bella giornata lo porto a fare un giro altrimenti torniamo a casa.
Appena arrivato a casa inizia a salire sul divano, sulle sedie, sul tavolo ecc. poi quando arriva l’ora della cena intorno alle 20.00 si siede per mangiare e quando ha finito gli faccio il bagnetto e lo preparo per la notte. Poi ci sediamo sul divano, giochiamo, leggiamo un libro e poi guardiamo insieme la tv. Il più delle volte si addormenta da solo in braccio (e quindi lo metto nella culla ) altre volte visto che si fa troppo tardi (intorno alle 23.00-23.30) lo metto con me nel lettone per farlo addormentare, ma a questo lui si oppone e inizia a schiaffeggiarmi a tirarmi i capelli, pugni e calci ecc. Poi passata una mezz’ora riesce ad addormentarsi. Intorno alle 3.30 si sveglia piangendo e urlando indicando la cucina; se era nella culla lo faccio venire nel lettone con me e lì inizia di nuovo a picchiarmi a volte devo nascondere la testa sotto il cuscino per schivare i colpi. Purtroppo lui più di una volta si è lanciato dalla culla, per fortuna senza conseguenze, e quindi lo faccio venire nel lettone con me.
Il bambino da quando è nato ha sempre avuto problemi con il sonno poiché si svegliava ogni mezz’ora piangendo ma tutte le volte che ho parlato con il pediatra mi ha sempre detto che il bambino ha poco sonno e che non poteva certo darmi sonniferi. Secondo me c’è qualcosa che non va. La cosa strana è che più si va avanti e più la cosa peggiora.
Vorrei tanto il suo consiglio, anche perché sono quasi 2 anni che non dormo più bene e sono sull’orlo di una crisi. Grazie mille Giulia.
Giulia
se non ti sentissi disperata, sorrideri al tuo racconto. Forse il tuo bimbo, in conseguenza ad una lieve sofferenza legata al parto, è un bimbo di per se iperreattivo ed ipereccitabile (non è una cosa grave che passerà, ma che , non so perchè , i pediatri non riescono quasi mai a ravvisare). Ma anche l’ambiente in cui cresce, che tu mi hai descritto dettagliatamente, non lo aiuta. Peverino anche lui è vittima del moderno stile di vita. Non so cosa consigliarti perchè non mi sembra un comportamento abnorme. Tu mi dirai . “ma sono io che da due anni non dormo!!” ma putroppo al tuo bimbo giustamente non interessa. A lui interesserebbe stare con la sua mamma e con il suo papà. Se fossi il tuo pediatra cederei alla tue richieste e ti darei uno sciroppo che si chiama Nopron (senza avere troppe speranze che funzioni) che però potrebbe essere di aiuto. Lo farei sopratutto per la componente derivante dalle conseguenze del parto.
Un consiglio comportamentale potrebbe essere questo : lascialo nelle sua camera o reagisci al suo comportamento aggressivo. Non dare retta ai suoi capricci. Questa tua passività , mi fa pensare che hai dei sensi di colpa nei confronti del bimbo. . Non averli , anche tu hai i tuoi diritti!! in fondo fate tutti questi sacrifici per lui !
Insomma acquisisci una tua doverosa severità! Auguri e se vuoi, fammi sapere
Giuseppe Ferrari
Gentilissimo professor. Ferrari
innanzi tutto la ringrazio tanto per avermi ascoltato e per avermi risposto prontamente.
Mi era sembrato di non aver menzionato i problemi che ho avuto durante la gravidanza prima e al parto successivamente. Sì, ebbene ho portato avanti una gravidanza con placenta previa centrale totale “ACCRETA”. Tengo a precisare che il problema della placenta era stato evidenziato già dai primi mesi ma tutto quello che doveva succedere mi è stato spiegato solo verso il 7 mese per cui l’ansia e la preoccupazione sono arrivate alla fine anche perché il parto è avvenuto all’ottavo mese. Il parto cesareo è stato abbastanza lungo a causa del sanguinamento che hanno fronteggiato con l’inserzione dello zaffo e ovviamente con trasfusioni. Lo zaffo mi è stato tolto dopo 3 giorni durante i quali io purtroppo non potevo tenere il piccolo con me e non potevo neanche allattarlo.
Solo quando mi tolsero tutto potetti attaccare il piccolo al seno e di lì poi sono iniziati gli 11 mesi di allattamento.
Sinceramente professore le dico che nessun dottore mi ha mai detto che il bambino potesse “risentirne” per tutto quello che è successo a me, soprattutto perché i pediatri non mi hanno mai chiesto che tipo di gravidanza avessi avuto.
Per questo le chiedo se ci sia qualche connessione tra comportamento del bambino (e soprattutto il fatto che la notte si sveglia di continuo) e la mia gravidanza o addirittura i primissimi giorni di vita.
Grazie per la sua disponibilità e per la sua professionalità.
Giulia.
Giulia,
non la gravidanza , forse il parto , ma non è dimostrabile.
In ogni caso è ormai successo , non pensarci , sappi però che quella lievissima sofferenza procura una specie di ipererattività nei primi mesi , poi i bambini diventano più intelligenti negli anni successivi.
Stai tranquilla.
Giuseppe Ferrari
Gentile Dottore,
ho una bimba di quasi 2 anni di nome Emma da quando è nata passa gran parte del tempo con me, il papà lavora tutto il giorno e spesso torna tardi la sera. Ho scelto di non rientrare al lavoro per crescerla io e godermela fino a quando non inizierà la scuola materna. Premetto che è stata da sempre una bimba molto sensibile e diffidente verso tutti, conoscenti ed estranei, ma ultimamente la situazione è peggiorata. Dai nonni paterni non vuole più andare, loro sono anziani e hanno piacere a passare qualche tempo con la nipotina più piccola, quindi prima di cena gliela lascio 2 orette, tra urla e pianti. Io a malincuore me ne vado e dopo 5 minuti fortunatamente smette di piangere. La scena si ripete tutti i giorni. In casa con me e tutto un ‘no’, ‘ho detto no’ lasciami stare’ quando magari le vieto qualcosa o le impongo qualcosa del tipo ‘andiamo a lavarci in bagno’. Fa capricci per qualunque cosa, io non cedo e lei si butta per terra, scalcia e batte i pugni. Per quanto riguarda la nanna, sia pomeridiana che notturna, Emma è stata abituata ad addormentarsi da sola con i suoi soliti rituali. Ha sempre dormito tutta la notte tranquilla, tranne sporadici episodi, ma ultimamente si sveglia, soprattutto nel pomeriggio, molto irritata, dopo averla presa in braccio, è successo che si dimeni e non voglia essere toccata, chiamandomi, urlado e piangendo ‘mamma! mamma!’. Ora tutte le notti mi chiama e piange, e non capisco se sia sveglia o se stia sognando. Il fatto è che se vado nella sua cameretta e mi vede, difficilmente si riaddormenta, ma piange e si dispera ancora di più, anche se cerco di rassicurarla. Allora la prendo in braccio e mi siedo con lei sul divano e cerco di farle capire che è notte e che tutti dormono e che è ora di fare la nanna. Appena si calma la rimetto nel suo lettino. (Non la porto con me nel letto per paura che poi prenda il vizio). A volte se piange di notte aspetto un pò prima di andare da lei, spesso smette di piangere e si riaddormenta. Ma ora mi chiedo se sia giusto…non vorrei che questo la portasse a pensare che la mamma non c’è e la portasse ad essere ancora più insicura. Giocare da sola non gioca, io devo essere onnipresente, altrimenti piange e viene da me, a volte cucino con lei attaccata alla gamba che mi chiede di prenderla in braccio. Anche quando andiamo da amici con bimbi della sua età io devo giocare comunque con lei, devo essere lì vicino a lei, e con i suoi coetanei è aggrssiva e dice continuamente ‘mio mio’, e quando un bambino le prende qualcosa che voleva lei si butta per terra e fa i capricci. So che questa fase dai 2 a i 3 anni è molto difficile sia per loro che per noi genitori, ma ultimamente mi sento come se tutto quello che ho fatto per lei sia stato inutile. Dedicandomi totalmente a lei pensavo di darle più sicurezza ma sicuramente da qualche parte ho sbagliato. Non sono una mamma permissiva, anzi, ho cercato di darle delle regole, forse troppe, forse le ho detto troppi no..Non nego di essere nervosa e a volte mi spazientisco, sono consapevole che da genitori nervosi nascono bimbi nervosi. Quindi cosa posso fare per rimediare? Grazie per aver ascoltato il mio sfogo.
Chiara
Gentile Dottore, ho un figlio di quasi 5 anni da circa 20 giorni ha degli attacchi di paura notturni, si mette seduto sul letto, alterna urla a pianto spesso rifiuta il nostro tentativo di consolarlo cercando di abbracciarlo e avvolte indica qualcosa e dice cose senza senso. Da quando è nato si è sempre svegliato cercandomi, anche più volte a notte, ma era sufficiente una carezza, qualche parola, avvolte mi chiedeva di restare un po con lui, ma poi si riaddormentava subito. Ora quando ha queste crisi io mi accorgo che non si sveglia non è coscente. leggendo su internet mi sembra di riconoscere le sue crisi in un terrore notturno, che mi sembra di capire non sia poi tanto preoccupando e tutto finirà con la crescita, la cosa che un pò mi turba è che da circa 20 giorni gli accade tutte le notti quasi sempre alla stssa ora do po circa 2/3 ore di sonno.
Avrei bisogno di un cosiglio, almeno per capire se vista la frequenza devo preoccuparmi.
grazie per il suo tempo
Valentina
Chiara ,
“Grazie per aver ascoltato il mio sfogo.” Queste tue ultime parole parole ti assolvonoe mi fanno pensare a te come una potenziale brava mamma. Purtroppo sei tu con tutte le tue incertezze , con la fissazione di essere una mamma perfetta , di cercare di razionalizzare il rapporto con la tua bimba ecc.ecc. che hai insinuato nella tua bimba una grande insicurezza che si manifesta con i comportamenti che mi descrivi nella tua molto dettagliata lettera. I bambini hanno bisogno di amore e non di una mamma perfetta. Ma non mi sento di accusarti, mi sembra più colpevole chi avrebbe dovuto seguirti e consigliarti (ovviamente se lo hai consultato).
Se fossi stato il tuo pediatra ti avrei detto queste cose e ti avrei guidata nel costruire il rapporto con la tua bimba . Se conoscessi i miei scritti, sapresti che io affermo che nei primi anni di vita : “ogni mamma ha il bambino che si merita”. Mi spiace di averti detto queste cose che forse ti faranno arrabbiare , ma io ho il dovere di dire le cose che penso e che ritengo essere utili per i bimbi.
Cosa fare ? Cerca di essere naturale e non fare la “prima della classe”, dedica amore alla tua bimba e…..basta, ne ha molto bisogno. Vedrai che il suo comportamento si addolcirà , l’aggressività diminuirà ed anche tu diventerai più serena. Se condividi quello che dico, ti consiglio il mio ultimo libro. ” I bambini crescono nonostante gli adulti” Ed. De Agostini. Penso possa esserti utile.
Giuseppe Ferrari
Grazie Dottore,
sono consapevole di voler ‘essere la prima della classe’ e di pretendere molto da me stessa e dagli altri, accetto molto volentieri tutto quello che mi ha scritto, non mi arrabbio affatto, sono una mamma alla prima esperienza e posso solo imparare da chi ne ha più di me!Leggerò sicuramente il suo libro lo sto già cercando, ho letto molto su di lei su internet e voglio provare ad applicare i suoi consigli con la mia bambina. Ce ne fossero di pediatri come Lei che dedicano tanto tempo non solo alla salute dei bambini, ma anche ai problemi che possono avere i genitori..crescere un bambino è l’esperienza più bella ma anche più difficile, senza una guida a volte ci si sente persi..Grazie ancora!
Chiara ,
brava e grazie.
Giuseppe Ferrari
Buongiorno Dott.Ferrari
ho un bambino di 10 anni e da un paio di mesi soffre di maldi stomaco notturno, tutte le notti regolarmente si sveglia alle ore 3/4 con un forte dolore allo stomaco e si riaddormenta solo dopo una o due ore dopo una limonata o camomilla, allora ho pensato per sicurezza di fare un prelievo e controllare ma, purtoppo è terrorizzato dall’ago, ha le occhiaie ed è pallido, cosa potrebbe essere? cosa devo fare in alternativa al prelievo?
in attesa di un suo gentile e cortese consiglio le auguro una buona giornata
Cordiali Saluti
Paola ,
spiegami che prelievo volevi fare?
Mi dici troppo poco per avere una risposta adeguata. Penso però che siano disturbi di natura psicosomatica e non reali . Ma è una diagnosi fatta a distanza con pochi punti di riferimento. Se lo desideri dammi più dettagli (scuola , famiglia , carattere del bimbo, eventuali motivi di stress o di disagio ecc.).
Giuseppe Ferrari
Buongiorno Dott. Ferrari,
ho una bambina di due anni e mezzo, vivace, sensibile e intraprendente.
Ha uno spiccato senso di indipendenza che assecondo con piacere pur cercando di monitorarlo per evitare “passi più lunghi della gamba”. Va al nido da quando aveva 11 mesi e io e il papà lavoriamo a tempo pieno. Sono circa tre mesi che quando è con noi, a casa o fuori casa non fa differenza, ha scoppi di pianto molto violenti, spesso per motivi banali. Ad esempio, questa mattina le ho chiesto se preferiva il latte oppure lo yogurt (è qualche giorno che il latte non le va) e lei mi ha risposto che voleva il latte. quando mi sono messa a prepararglielo è scoppiata a piangere moltissimo e tra i singhiozzi mi ha detto che non lo voleva. L’ho abbracciata e consolata, e ovviamente non le ho dato il latte, ma in me è rimasto lo smarrimento e la domanda di come può un semplice cambio di idea provocare una “tragedia”. Vorrei fare qualcosa per renderla più serena nell’affrontare la quotidianità, ma se consolo sempre ho paura di non “fortificarla”, se le dico che non è il caso di piangere sono certa di svalorizzare i suoi sentimenti e i suoi stati d’animo perchè se in quel momento le va di piangere è perchè qualcosa la fa piangere e ha tutto il diritto di farlo. Mi scusi per il discorso contorto. Vorrei capire se è solo un momento di transizione dettato dall’età e dalle esperienze che sta vivendo oppure devo preoccuparmi dell’ambiente “casalingo” che la circonda. Per il resto è una bambina serena e socievole. Complimenti per i suoi libri e grazie mille.
Sivana,
……Silvana ….. Silvana…. ti cito “Mi scusi per il discorso contorto. Vorrei capire se è solo un momento di transizione dettato dall’età e dalle esperienze che sta vivendo oppure devo preoccuparmi
dell’ambiente “casalingo” che la circonda.”.
Mia diagnosi
1) bimba particolarmente intelligente e sensibile che sta lanciando messaggi alla sua mamma di darle più sicurezza
2) mamma altrettanto intelligente , ma molto insicura , forse culturalmente “eccessivamente attrezzata” , ma in modo disorganico . Avresti bisogno di un pediatra sensibile alla problematiche psicologiche del rappotro mamma /bambina con cui condividere questi (permettimi di dirlo) falsi problemi. Ma spesso i pediatri non hanno tempo per questi aspetti fondamentali della crescita di una bambina. Lascerei stare gli psicologi (almeno per il momento). Cosa ti posso dire . Sii te stessa, normale, non porti ogni volta il problema se quello che fai va bene o no . Fallo! Sai che io dico che si impara a diventare bravi genitori seguendo quanto ti suggeriscono i bambini ed anche (quando non si è stati “addestrati” a capirli ) anche dai prorpi errori! Fammi sapere , se concordi con me.
Giuseppe Ferrari
Buona sera Dott. Ferrari sono la mamma di un meraviglioso bambino di 2 anni che non e’ mai stato un gran dormiglione e da due settimane sta e stiamo vivendo una “strana” fase che non so esattamente come affrontare, diciamo che vado un po’ ad istinto, ma un suo suggerimento sarebbe davvero di supporto e conforto. Premetto, se puo’ essere d’aiuto, che all’eta’ di 4/5 mesi impiegavo piu’ di mezz’ora per addormentarlo la mattina o il pomeriggio e puntualmente dopo appena mezz’ora si risvegliava. A 8/9 mesi si svegliava ogni ora perchè perdeva il ciuccio e non riusciva a rimetterlo da solo. Ovviamente siamo andati piano piano migliorando, anche se le notti in cui ha dormito senza mai svegliarsi si contano sulla dita di una mano. Venendo al dunque, dopo il solito rituale che comprende lavaggio , cambio, pigiamino e la buona notte a me o al babbo (a seconda di chi lo addormenta ), andiamo nella sua camerina e ci sediamo insieme ( lui in braccio) su una sedia davanti al suo lettino e leggiamo i soliti libretti ( io leggo e lui osserva le figure e fa i suoi commenti ). A volte si addormenta durante la lettura percio’ lo metto nel suo lettino successivamente, a volte terminati i libretti lo tengo ancora un po’ in braccio, gli canto una canzone e quando sta per addormentarsi lo adagio nel suo lettino, altre volte ancora, mi chiede lui di andare nel suo lettino e li’ si addormenta con o senza carillon (lo chiede lui) con carezze o comunque un contatto. Durante la notte si sveglia e mi chiama, a volte piangendo a volte no, e lo trovo in piedi, lo invito a rimettersi giu’, ma se vedo che non c’è versi , lo prendo e lo porto con noi nel lettone, dove di solito si riaddormenta fino a mattino. Da un paio di settimane, e finalmente arrivo al punto, lo porto nel lettone nel cuore della notte e lo sento che si agita, si gira e rigira fino a che non mi chiede “mamma voglio andare in camerina mia” e io le confesso che mi sento morire perche’ ovviamnete vuole che vada con lui e vuole solo me, e li’ comincia il calvario: vuole che lo metta nel suo lettino e che io stia con lui ovviamente (sulla sedia), che lo accarezzi e dopo un po’, non riuscendo a riaddormentarsi, mi chiede di venire in collo e io lo prendo e lo coccolo, poi dopo un po’ vuole tornare giu’ e vuole il carillon e continua a strifinarsi il ciuccio (ne ha 2) su tutto il viso, a sbarbottare qualcosa da solo, a parlare con 2 pupazzi che ha attaccati al letto, fino a che dopo piu’ di un’ora ( stanotte un’ora e 20 min ) riesce a riaddormentarsi e anch’io posso tornare a letto. Non e’ che vuole giocare, o che vuole andare in soggiorno, o chissachè, secondo me perde proprio il sonno e non sa come ritrovarlo. Io credo che mi chieda di tornare in camerina sua perchè è lì che in realtà si addormenta sempre la sera e non riusciendo piu’ ad addormentarsi, anche se è nel lettone, credo che sia come se mi dicesse, “mamma, RI portami a letto, cosi mi addormento” . A questo punto le mie domande sono molteplici: perche’ si sveglia e non ritrova piu’ il sonno? La mia interpretazione (del tornare nel suo letto per ritrovare il sonno) e’ corretta o sto sbagliando qualcosa che mi sfugge? Forse metà notte nel lettino e meta’ nel lettone, crescendo lo confondono? E poi, secondo lei, dovrei addirittura ricominciare , anche a metà notte, con la lettura dei libretti, per riavviarlo alla nanna o rischio di fare peggio e sviarlo di piu’? Io cerco di immedesimarmi il piu’ possibile nella sua testolina di appena due anni di vita per capirne i bisogni, le richieste, per rispondere al meglio, ma ho sempre paura di commettere un errore, di peggiorare la situazione, di dargli un segnale sbagliato e la notte tutto sembra piu’ pesante e difficile, piu’ angosciante…e il sonno si fa sentire. Mi scusi se mi sono dilungata, e le confesso che ho cercato di riassumere, ma ho voluto descriverele al meglio la situazione per avere un suo parere che mi aiuterebbe molto in queste lunghe ed estenuanti notti! La ringrazio infinitamente e la saluto. Silvia
Silvia ,
quando vedo lettere lunghe come la tua provo un senso di scoramento che mi viene purtroppo confermato dalla loro lettura. Scusami la franchezza , ma tu mi sembri una donna di ottimo livello intellettivo, per cui devo essere franco , ma lettera lunga = segno di insicurezza nella mamma. Se conosci i miei libri, sai che io dico che se si danno certe abitudini ai bimbi (non ho detto brutte abitudini) purtroppo bisogna essere prepararati a doverle mantenere . Tu lo hai fatto e per il bene del bimbo , ma anche (devi ammetterlo) per te stessa ( e non la considero una colpa). In genere con le mie mamme , che prevedo avviate su questa china , spiego come devono comportatrsi e riesco a prevenire molti problemi , che sono falsi problemi per i bimbi (che stanno benissimo) ma lo sono reali per le “povere” mamme. Purtroppo i pediatri spesso sottovalutano i rapporti psicologici tra mamma e bambino. Se hai voglia di leggere ti consiglio il mio ultimo libro “I bambini crescono nonostante gli adulti” Ed. De Agostini , che, trattando di questo ed altri problemi, ti potrà essere utile. Vivi con serenità questo momento che durerà ancora per un anno, pensando che, quando sarà grande, tu ed il tuo meraviglioso bambino riderete insieme , pensando con nostalgia a queste “disavventure” .
Giuseppe Ferrari
Gentile Dottore, La ringrazio per la sua tempestiva risposta e per la sua franchezza. Lei ha perfettamente ragione, sono una mamma che ha sempre paura di sbagliare, che ha paura, anche solo con un gesto, con un comportamente, di compromettere l’educazione e la serenita’ di oggi e di domani di mio figlio. Forse perche’ sono cresciuta con una mamma che mi voleva “perfetta” ( per lei…) e di conseguenza mi sono sentita spesso “sbagliata”. La mia insicurezza mi ha portato a leggere molto sui bambini e sull’essere genitori e devo riconoscere che sono stata spesso vittima della maggior parte delle letture che vedono forse i bambini come piccoli robot da dover programmare. Infatti ci ho messo un po’ ad accettare serenamente e anzi a gioire del fatto di portare a meta’ notte il mio bambino nel letto con me, ho dovuto liberarmi di quei pregiudizi che vedono questa cosa come sbagliata e compromettente per il bambino e ho capito che per ME non c’era niente di sbagliato, ma anzi, lo era costringerlo al suo lettino. Cerco (o almeno ci provo) sempre di “ascoltare” solo mio figlio, ma la mia ricerca di approvazione, le mie insicurezze spesso mi “inquinano anima e cervello” specie , come in questo caso, quando nascono problemi (che siano miei o del bambino). Questo blog, le sue argomentazioni, le sue risposte ai genitori, mi hanno ispirato una grande umanita’ ed ascolto verso queste piccole creature e leggerò sicuramente il suo libro che mi ha suggerito. Come vede ho scritto un altro mezzo poema…non potrò certo cambiare a 37 anni…ma spero comunque di riuscire ad essere una buona madre e di trasmettere un po’ piu’ di sicurezza e serenita’ a mio figlio. La ringrazio ancora moltissimo. Silvia
Salve Dottore, sono la mamma di un bimbo di quasi 2 anni, e’ molto intelligente, vispo e gioioso ma a volte quando non vuole fare qualcosa come andare via dal parco oppure cambiare il pannolino, urla in una maniera assurda tanto che mi sto preoccupando per il mio e altrui udito! non c’è modo di farlo smettere ed è una cosa che mi fa stare male.
Un altro problema è quello della nanna (che vuole fare solo con me), per addormentarsi mi pizzica il collo e mi creda che quando stringe con le unghiette fa un male cane!!! e non c’è modo di farlo desistere…se provo ad allontanare le manine urla o piange…può aiutarmi? Grazie, Isa
Silvia ,
perchè devi cambiare? sei una buona mamma e ci sei arrivata ad esserlo nonostante le numerose “letture”. Il tuo istinto e la tua disponibilità intellettiva ti hanno portato a fare le cose giuste. Ora devi prenderne coscienza e sentirti più sicura.
Ne vorrei tante di mamme come te!
Giuseppe Ferrari
Grazie Dottore per la risposta che mi ha dato.
Ha ragione, sono insicura soprattutto rispetto agli aspetti emotivi del rapporto tra me e mia figlia. La “praticità” va meglio. Cerco sempre di “ascoltare” Susanna anche quando non parla e spesso mi è riuscito. Le grandi scelte della sua vita finora le ha fatte lei (l’abbandono del ciuccio di giorno, poi di notte, il termine dell’allattamento, sono solo esempi) e io credo fermamente che “il bambino è competente”. Ho solo molta paura di sbagliare, di fare danni alla sua crescita emotiva senza rendermene conto. Quanto mi piacerebbe parlarne tranquillamente con la pediatra di Susanna, ma come lei ha intuito non è proprio così scontato. Comunque la ringrazio ancora per la sua risposta e cercherò di ricordarmene nella routine quotidiana. GRAZIE
Silvana ,
non certo per promuoverlo , ma visto che sei una mamma con tante caratteristiche positive , mi permetto di consigliarti il mio ultimo libro “i bambini crescono nonostante gli adulti” Ed. De Agostini. penso che ti potrà essere di aiuto.
Giuseppe Ferrari
Grazie ancora, infatti sono riuscita a reperirlo e sto iniziando a leggerlo.
Nel frattempo i “pianti disperati” si sono dissolti come un vero falso problema, come lei aveva previsto.
Buon lavoro!
grazie lo stesso……
Isa , “dimenticata” !!
il tuo bimbo sta facendoti capire che tu sei , per lui , una mamma meravigliosa. Ed in realtà lo sei anche per me. Ma il merito ( o la causa) di questo e che tu gli hai dato una serie di abitudini ( non ho detto vizi) che gli danno piacere e sicurezza , ma che a lungo andare possono essere pesanti da mantenere. Tratto nel mio ultimo libro “I bambini crescono nonostante gli adulti” Ed. De Agostini, questo argomento nel capitolo “Le abitudini”.
Non ti biasimo , anzi, ma mi rendo conto che il comportamento del tuo bimbo ti pone qualche problema. Tutte le mamme come te alla fine se ne lamentano. Cerca di resistere perchè crescendo spontaneamente le smetterà , ma deve vessere liui farlo e non tu a costringerlo.
Giuseppe Ferrari
Rieccomi caro prof., questa volta per sapere come ci si comporta in caso di eccessiva timidezza di un bambino di 4 anni. In verità si tratta di manifestazioni che si sono acuite ultimamente…non ha mai amato recite a scuola per evitare l’imbarazzo provocato dagli sguardi di tutti i genitori, ma ultimamente ho l’impressione che voglia evitare luoghi o persone a lui sconosciuti, non vuole farsi fotografare se le altre persone lo osservano o rifiuta la presenza anche mia o di mio marito durante gli allenamenti, perchè dice di vergognarsi.Fino ad oggi ho pensato di assecondarlo:niente recita, vado agli allenamenti quando ha terminato, ecc…ma mi chiedevo se il suo atteggiamento possa essere peggiorato dal fatto che, in modo inconscio, avverta una pressione su di lui, ha paura di non essere all’altezza delle nostre aspettative o ha paura di fallire. Penso questo perchè i suoi progressi e il suo sviluppo cognitivo sono stati sempre notevoli, è già capace di leggere e scrivere per esempio, con grande stupore da parte delle maestre che mi raccontano di un bambino con un intelligenza superiore alla norma.
La domanda è semplice: posso rivedere qualcosa del mio comportamento per aiutarlo a superare la sua timidezza ed affrontare alcune situazioni con più leggerezza? Rassicurarlo del fatto che non ha importanza se sbaglia o che nessuno lo giudicherà non serve molto…
Grazie mille
Gent.mo Prof
Le scrivo perchè spero di avere una qualche risposta che mi aiuti a capire e ad agire nella maniera più corretta per tutti noi (genitori e figli). Dando uno sguardo attento al suo blog, mi sono da una parte rasserenata,visto che il problema del sonno mi accomuna a molte mamme, e dall’altra preoccupata dato che Federico (7 mesi domenica) è decisamente più piccolo rispetto all’età media dei bambini le cui mamme si sono rivolte a lei per problemi di insonnia. Che dire!! tutto bene fino ai sei mesi, Federico ha sempre dormito nella culla prima e nel suo lettino dopo, senza dover tanto “ninnolarlo”. Si addormentava sul cuscino dell’allattamento, continuava il suo sonno una volta coricato nel suo giaciglio per poi svegliarsi una sola volta a notte per la poppata e poi tirare ancora ore ed ore di beato sonno. Poi le prime pappe, e ancora tutto bene, fino ai sei mesi e mezzo quando d’improvviso ha iniziato ad avere un sonno molto agitato, sempre con le sue gambe in movimento, che lo portano a girare tutto il letto fino al risveglio. La situazione è andata peggiorando, ora si muove meno ma, tra le undici e l’una di notte (generalmente si addormenta ancora al seno intorno alle dieci di sera), si agita e poi GRIDA fortissimo, piange sembra molto spaventato e risulta sempre più difficile consolarlo. Dorme sempre meno e incomincia a risentirne anche il riposo pomeridiano (prima dormiva sempre due ore dopo il pranzo) ora dorme solo una mezz’ora per poi crollare alle sei di sera e tirare anche 1 ora. Di giorno è allegro e vivace, curioso e divertente, la notte terrorizzato. A niente sono valse le nostre tecniche di rilassamento, luci soffuse, musica dolce, massaggi, carezze ect… Sono una sostenitrice del dormire ognuno nel suo letto (per evitare anche vizi difficili poi da togliere) ma non voglio nemmeno fargli mancare una rassicurazione se questa lo potesse aiutare a superare un momento difficile che magari, lei esperto, mi potrebbe spiegare con una qualche motivazione logica/medica legata alla sua età. Se fosse successo due settimane fa avrei dato la colpa di questo cambiamento al fatto che sono rientrata a lavoro, ma i problemi sono iniziati in tempi sono sospetti! Credo di essere una mamma lavoratrice serena (Federico e in buone mani) e di non trasmettere particolari ansie, ma mi preoccupa il suo nuovo compartamento . A lei la parola..io forse, ne ho usate anche troppe…
grazie mille
Michela
Cristina,
concordo con tutto quello che mi scrivi. La diagnosi è : hai la fortuna di avere un bimbo di intelligenza superiore !
Non mi porrei nessun problema circa il tuo ( e vostro) comportamento. Comportatevi con spontaneità e naturalezza ( andate a vederlo ecc.). Non è un problema vostro , è suo e scomparirà quando la sua intelligenza comincerà ad essere “controllata” dalla razionalità (verso i 7/8 anni)
Giuseppe Ferrari
Gent.mo Prof mi scuso in anticipo ma ad oggi non trovo ancora pubblicata la sua risposta al mio intervento del 06 di Aprile.Nella speranza che ciò sia dovuto ad un disguido tecnico, le rinnovo i miei saluti e le anticipo i ringraziamenti più sinceri per le preziose nozioni che ho trovato nel suo libro (lo avessi letto solo prima!!!).
Michela
Cara Michela,
sono stato all’estero per 15 giorni e la tua lettera richiedeva una risposta ponderata ed articolata.
Premetto subito che tu hai un bambino straordinariamente intelligente. Come faccio a dire questo ? ma stando alle tue parole “ Di giorno è allegro e vivace, curioso e divertente, la notte terrorizzato.” Cosa vuoi di più da un bimbo?
Mi diresti che vuoi dormire di notte. E hai ragione , ma non devi dimenticare che :
1) il bambino cresce e dopo i 6 mesi comincia delinearsi le sua personalità
2) tu hai ripreso a lavorare ed anche se tu sei convinta che sia in buone mani ( sicuramente lo è) , non pensi che lui vorrebbe essere nelle “tue”mani?
4) l’allattamento protratto (e lo è a 7 mesi) è una cosa bellissima (specie per la mamma) ma accentua sempre di più il legame consolatorio e sentimentale con la mamma .
Insomma mi pare che il bimbo abbia tutti i diritti di avere questo comportamento. Io non ho nulla contro il dormire nel “lettone” , anzi alle volte lo consiglio. Non lo considero un vizio ma una “abitudine” . Per questo metto in guardia le mamme dicendo loro che se danno questa abitudine devono continuare a darla fino a quando non sarà il bambino a rifiutarla e non siano i genitori a decidere di sospenderla.
Giuseppe Ferrari
Gent.mo Prof.
grazie ancora per i preziosi consigli.
Solo due parole per descriverle come in realtà tutto sia una evoluzione continua.
Mentre attendevamo la sua risposta molte cose sono cambiate: gli eventi di risveglio notturno sono piano piano diminuiti e ora Federico dorme tranquillo tutta notte, sempre nel suo lettino (tre volte l’abbiamo fatto dormire con noi ma, in nessuna delle tre volte questo ha voluto dire sonno più tranquillo; quando non dorme non dorme nemmeno nel lettone!! e senza che questa, poi, diventasse una abitudine). Non vuole più il latte della mamma che piano piano ha cessato di cercare (nonostante il pediatra mi dica ancora: ma la mattina prima di andare a lavoro non potrebbe allattarlo…ha già compiuto gli 8 mesi!!!! che sia un membro dei famosi Talebani del latte!!!!!!!!) e nemmeno il latte artificiale, preferisce lo yogurt. Con questo è tutto, la ringrazio ancora e consiglierò il suo libro a tutte le future mamme che avrò modo di incontrare…..Un solo rimpianto, come vorrei che fosse il pediatra del mio bimbo….
Un caro saluto
Michela
Michela,
O.K.
Giuseppe Ferrari