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Il pianto 1 Febbraio 2010

Posted by Giuseppe Ferrari in : I luoghi comuni, Le grandi apprensioni , trackback

Il pianto è il mezzo più efficace ed energico che il bambino usa per comunicare. Tuttavia è un atto che spaventa molto i genitori ma che in realtà, quando è vigoroso, non  indica mai un malessere fisico (infatti se i bambino sta male non ha la forza di piangere… ma si lamenta!), ma indica un suo fabbisogno, una sua necessità, una sua esigenza non soddisfatti. Per esempio il bambino piange se ha fame, oppure piange se si è sporcato, cioè in situazioni certamente non dolorose, ma che semplicemente creano in lui uno stato di bisogno. Il bambino infatti sa esprimere, molto di più di quanto pensino gli adulti e con estrema precisione le sue necessità, ovviamente non ancora con le parole ma con i suoi comportamenti. Il pianto è una delle forme più importanti di questo suo linguaggio. Genitori attenti e soprattutto ben guidati ed edotti dagli “addetti ai lavori” in genere riescono ad imparare a distinguere il pianto del loro bambino entro il primo mese di vita.Esistono diversi tipi di pianto per comunicare sensazioni e situazioni diverse che richiedono anche provvedimenti diversi:

Il pianto da fame

In questo caso il bambino piange alla fine della poppata, appena allontanato il seno o il biberon, oppure comincia a piangere prima dell’ora presunta della poppata (ricordo come ho già detto che non bisogna costringere i bambini a orari rigorosi). In questa circostanza il pianto cessa appena riesce a succhiare qualunque cosa capiti a tiro della sua bocca: dita, succhiotto, lenzuolino, salvo riprendere subito appena si accorge che, pur succhiando, non entra nulla nella sua bocca. E’ un pianto discretamente vigoroso con una nota di irritazione, che varia di intensità a seconda che riesca a succhiare qualcosa o no.

Il pianto per senso di disagio fisico

Per esempio il bambino, quando è sporco, si mette a piangere, specie se ha emesso feci da latte materno che sono molto liquide, abbondanti (lo inondano) e acide. E’ sufficiente cambiarlo. E’ buona norma svestire comunque il bambino che piange, perché qualche volta può capitare che la cattiva posizione dei vestiti o dei pannolini gli crei, con pieghe fastidiose, un vero e proprio disagio. Può piangere per il caldo, quando è molto vestito. Più difficilmente piange per il freddo. I rumori violenti lo fanno “saltare via”. La radio a tutto volume, le grida, le luci intense sono fonti di eccitazione e di irritazione. Mentre i normali rumori casalinghi, anche la TV a volume normale, sono per lui una grande compagnia.

E’ un pianto non molto forte ma particolarmente irritato.

Il pianto da stanchezza

E’ un pianto non vigoroso con una caratteristica di monotonia che tende a finire per poi… ricominciare. Si manifesta quando i bambini vengono sottoposti ad un eccesso di stimoli esterni che non riescono a controllare. Il volerli far giocare a tutti i costi, il volergli parlare in continuazione, mettergli i carillon, la musichette ecc

 Il pianto da noia.

Compare nel lattante di qualche mese. Succede, al contrario del caso precedente, quando il bambino non viene molto stimolato, viene lasciato per molto tempo solo. E’ un pianto poco vigoroso, francamente “annoiato”. Si calma appena sente la voce di un adulto. Ha bisogno di non sentirsi solo.

Il pianto per scaricare la tensione

Quanto esposto sopra, in una certa maniera, è la classificazione di alcuni tipi di pianto legati ad alcune fra le più frequenti e più facilmente individuabili cause. Purtroppo, però, esistono numerosi casi di bambini che piangono senza alcuna ragione evidente. Ci troviamo di fronte al grande e incerto capitolo del pianto apparentemente immotivato. Questo è uno dei capitoli più controversi e più discussi della puericultura.

In genere questo pianto apparentemente immotivato viene attribuito a una particolare situazione in cui si viene a trovare il bambino che viene considerato affetto dalle famose o famigerate “coliche”. Coliche che vengono variamente chiamate: coliche gassose, coliche dei primi tre mesi, coliche della quarantena ecc. Circa le cause alcuni invocano cause organiche (cioè vere e proprie disfunzioni quali problemi gastroenterici che determinano un eccesso di fermentazione intestinale o allergia al latte vaccino) e cause psicologiche.  In realtà le cause organiche, pur essendo talvolta presenti, intervengono in una minima parte dei casi mentre una grande importanza riveste la situazione psicologica dell’ambiente in cui vive il bambino e cioè la relazione psicoaffettiva tra madre e bambino. Molti psicologi infantili ritengono che le coliche del lattante siano una manifestazione che si estrinseca nel bambino, ma che riflette una non corretta situazione ambientale. Tratteremo l’argomento coliche la prossima volta in modo più dettagliato

E per finire…

Il pianto che non esiste (o pianto da mal di pancia)

Il mal di pancia è la causa più frequentemente invocata dai pediatri per fornire una giustificazione del pianto immotivato del bambino. E’ una diagnosi, che se fosse vera sarebbe tutt’altro che tranquillizzante, ma che, incredibilmente, invece rasserena e soprattutto convince di più la mamma. Non si capisce perché, ma se il pianto viene attribuito al mal di pancia, la mamma si ritiene in genere soddisfatta, e quasi mai pretende di sapere perché mai il suo bambino dovrebbe avere mal di pancia! Noi pediatri, forse per questo motivo, “astutamente” spesso formuliamo questa diagnosi, pur essendo certi che il bambino non ha mal di pancia!. Infatti il reale mal di pancia deve avere una causa : per esempio diarrea, vomito, ecc. Ed allora come possiamo spiegarcelo in assenza di questi disturbi e soprattutto dopo aver palpato attentamente l’addome? Questo è un mistero, ma è un altro di quei misteri che funziona psicologicamente per le mamme! C’è chi (spesso sono le nonne) pensa di dedurre la presenza del mal di pancia dal fatto che il bambino piangendo si rannicchia su se stesso, raccogliendo sia gli arti superiori che inferiori sull’addome. In realtà durante il pianto, il bambino di pochi mesi, qualunque ne sia la causa, si rannicchia sempre con gli arti piegati sulla pancia. Ciò è dovuto al fatto che essendo stata la sua posizione fetale a braccia e gambe flesse, nei primi mesi di vita, sotto stimolo il bambino tende a riprenderla.

A presto
Giuseppe Ferrari

Commenti»

1. paola - 21 Febbraio 2010

Gentile Prof. Ferrari il mio bimbo di 10 anni, Willebrand di I° grado l’11 di questo mese è stato operato al Regina Margherita di tonsille e adenoidi. Non gli è stato somministrato l’Emosnit un’ora prima dell’intervento in quanto dagli esam del sangue icontrollati anche dalla equipe della Dr.ssa Messina non è risultato necessario. E’ stato trattato con il tranex (3 al die) interrotto il mercoledì successivo. Tutto bene sino a ieri quando al risveglio mi sono accorta che aveva piccole crosticine di sangue coagulato ai lati della bocca. Chiamato il reparto il medico di turno ha voluto vederlo e mi è stato detto che in effetti ha un coagulo a destra dovuto a un piccolo sanguinamento. Non lo ha voluto aspirare ma mi ha prescritto nuovamente fino a mercoledì prossimo il Tranex 1 ogni otto ore giorno in cui lo vuole rivedere. Siamo stati messi al corrente del fatto che il coagulo è destinato a staccarsi e che questo porterà ad un sanguinamento con parechia preoccupazione da parte mia. Ora Le chiedo: essendo trattato con il Tranex ci sono comunque rischi di sanguinamento importante quando il coagulo si staccherà? Ed è pericoloso aver ripreso a somministrare il Tranex a queste dosi? Il bimbo pesa 29 Kg. Le sarei grata se potesse rispondere alle mie domande. Una mamma in ansia.

2. Giuseppe Ferrari - 23 Febbraio 2010

Paola,
mi sembre che il tuo bimbo sia seguito bene.
La terapia principale della malattia di von Willebrand consiste nella somministrazione di una sostanza, detta “desmopressina” (Emosint). La terapia è prescritta in via continuativa per i casi più gravi, mentre è necessaria esclusivamente in circostanze eccezionali (ad esempio prima di un intervento chirurgico, anche banale), qualora si tratti di forme più lievi della coagulopatia in questione. Si dimostrano un valido aiuto anche farmaci antifibrinolitici, tra cui l’acido tranexamico (tranex) e l’acido epsilon-aminocaproico.
Stai tranquilla ed affidati a quanto ti consigliano.
Giuseppe Ferrari

3. Claudia Rasetti - 8 Marzo 2010

Ho letto su “Repubblica ” di domenica 7 marzo la sua opinione relativa all’allattamento e la politica della Regione Piemonte. Volevo complimentarmi con lei per la sua sensibilità e onestà pofessionale:ho quattro figli e dal secondo parto in poi mi sono trovata nel girone infernale del rooming-in e nella pretesa di equiparare la dignità di una persona a quella di una mucca. Ma io non ho mai allatato, ho tenuto duro, ho dovuto litigare, sentirmi dare dell’irresponsabile e della psicopatica (sì, mi hanno mandato la psicologa) per un scelta per me naturalissima e compatibile con il mio stile di vita. Grazie, continui a difendere la correttezza dell’informazione e la serenità di momenti così unici della nostra vita.
Cludia Rasetti.

4. Annalisa - 8 Maggio 2010

Buongiorno, scrivo per un consiglio circa l’addormentamento di mia figlia. Ha 10 mesi, é vivace, allegra, non sta mai ferma, mangia e sta con tutti. Di sera si addormenta subito e dorme di notte  (21.30-7.30). 
Il problema è che fa molta fatica ad addormentarsi di giorno. Nonostante i segni di sonno (sbadiglia e si frega gli occhi) appena la metto nel lettino inizia a gattonare, sedersi, giocare con il suo orsetto per almeno mezz’ora prima di dormire. Cerco di calmarla in braccio per 10 minuti prima di coricarla, ma appena tocca il letto ricomincia e non c’è modo di calmarla. Io  provo a lasciarla e torno ogni 5 minuti per sdraiarla finchè arriva il momento che resta sdraiata e si addormenta.  Da sola non cede mai, muore di sonno ma non crolla.
Mi piacerebbe trovare un modo per calmarla e vederla tranquilla (visto che ha sonno e poi dorme da 1 a 2 ore) ma non ci sono ancora riuscita. È come se dovesse scaricare tutte le sue energie prima di abbandonarsi.
Grazie    

5. Giuseppe Ferrari - 10 Maggio 2010

Annalisa ,
non crearti falsi problemi . Più i bambini sono intelligenti , meno dormono ( lo dice anche il proverbio ) . Fai solo attenzione a non crearle i problemi col sonno in modo tale da rovinare anche quello notturno. Lacsi che la bimba si comporti come vuole.
Giuseppe Ferrari

6. Geti - 12 Giugno 2010

Buon giorno professore.Le srivo per chiederle un consiglio.Mia figlia di 4 anni ha la diarrea da 5 giorni,si era fermata un giorno e pensando che stia meglio ha iniziato a mangiare un po e dopo mezza giornata la situazione e peggorata,cioe ieri è andata piu di 8 volte.Ho letto tutto i suoi consigli visto che ho tutti i suoi libri e ora mi sento un po preoccupata perche sento che sono al estero non posso ne meno contattare la pediatra.Se lei puo mi dia un consiglio.
La ringrazio di cuore

7. Giuseppe Ferrari - 16 Giugno 2010

Geti ,
penso che la bambina abbia una virosi intestinale di questi tempi molto diffusa. Credo che basti una dieta rigorosa . Riso bollito patate bollite e the. Mangi quello che vuole . Non insistere per farla mangiare . Bere molto (se lo richiede) : acqua, the , cocacola e bevande lievemente zuccherine, Vedrai che quando leggerai queste righe sarà tutto terminato. Scrivimi ancora se sei in difficoltà
Giuseppe Ferrari

8. Nunzio - 29 Giugno 2010

Gentile Prof. ho un bambino di 21 mesi. Ogni volta che si sveglia, specialmente dopo il riposino pomeridiano, piange a dirotto. A volte piange per circa un’ora senza nessun motivo apparente. Anche con le coccole non riesco a calmarlo. Quando lo decide lui smette di piangere e divenda un bambino affettuosissimo senza dimostrare alcun problema. Saprebbe indicarmi la causa di questo tipo di manifestazione o è da attribuirla a qualcosa di più grave? . Grazie

9. rosanna - 1 Luglio 2010

salve prof.mio figio di 2 mesi,e nato con un calcolo alla colicisti,di 8 mm,volevo chiedere se provoca dolore o fastidi digestivi.e se si puo’ riassorbire.lui di notte dorme e mangia tranquillo.ma di giorno non riposa bene e piange spesso.grazie.

10. Giuseppe Ferrari - 12 Luglio 2010

Nunzio ,
nulla di grave . Spesso i bambini molto sensibili ed intelligenti , hanno crisi nel passaggio dal sonno alla veglia.
Giuseppe Ferrari

11. Giuseppe Ferrari - 12 Luglio 2010

Rosanna, mi dai poche notizie :Peso alla nascita condizioni alla nascita , ha avuto un ittero , la crescita , presenza di rigurgiti o vomiti ???. Ti invito ad essere più dettagliata
Giuseppe Ferrari