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Il corretto utilizzo del succhiotto 6 Giugno 2008

Posted by Giuseppe Ferrari in : Educazione, I luoghi comuni, Le grandi apprensioni, Leggende metropolitante , trackback

Torniamo a parlare del succhiotto, come abbiamo fatto nel post precedente.

 

 

Nel momento in cui i genitori scelgono di dare al proprio bambino il succhiotto è opportuno osservare qualche precauzione, ma senza esagerare. Prendiamo ad esempio l’aspetto igienico. Sicuramente non è sufficiente lavare sotto l’acqua del rubinetto un succhiotto caduto per terra. Ancora peggio è quello che vedo fare da alcune madri, che lo raccolgono, lo mettono in bocca, lo lavano con la loro saliva e lo rificcano in bocca al bambino. Per avere un comportamento igienico più sicuro è necessario ricorrere alla immersione in soluzioni antisettiche o addirittura alla bollitura. Ma mi chiedo: è proprio necessario ricorrere a metodi così rigorosi?
Nelle normali tappe dello sviluppo e della crescita del bambino è prevista anche l’acquisizione della immunità, cioè dalle capacità di difendersi dai comuni germi. Ed il metodo migliore per acquisirla è venire a contatto con questi germi. Consiglierei quindi di non esagerare. Se cade il succhiotto, lavatelo con l’acqua del rubinetto. Vi suggerisco una certa attenzione in caso di mughetto al cavo orale. In questo caso dopo averlo lavato e bollito, ponete il succhiotto a bagno in acqua bollita con l’aggiunta di bicarbonato.

 

 

 

Un errore da evitare è invece quello di intingere il succhiotto nello zucchero o nel miele, ciò non è assolutamente richiesto dal bambino ma è un vizio indotto dai genitori che hanno dato il succhiotto nel modo sbagliato.

Il succhiotto è stato messo sotto accusa come fonte di alcuni guai per i bambini quali

 

 

Qualche ricercatore sta conducendo studi per verificare se succhiare tutto il giorno il succhiotto può essere causa di infezioni all’apparato orofaringeo (bocca, naso, gola ed orecchie). Non conosco il metodo utilizzato per questo ricerche, per cui posso solo dirvi: attendiamo l’esito di questi studi. Sicuramente la persistenza di un oggetto estraneo a lungo in bocca potrebbe favorire la colonizzazione e le moltiplicazione di germi. Personalmente ho il timore che, ma non mi riferisco a questo caso di cui non conosco il metodo utilizzato, che sui bambini vengano condotte ricerche per ottenere i risultati che si è prefissato di ottenere. L’importante che queste ricerche non siano invasive per i bambini, e questa sui succhiotti non mi sembra certamente invasiva.

Ritorneremo presto sull’argomento succhiotto, occupandoci della paura diffusa che crei delle deformazioni all’arcata dentaria.

A presto
Giuseppe Ferrari

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