La Meningite batterica 29 Gennaio 2008
Posted by Giuseppe Ferrari in : I luoghi comuni, Le grandi apprensioni, Salute , 45 commentsA proposito di argomenti sanitari di cui si sono occupati i media negli ultimi tempi, nel silenzio delle istituzioni, desidero chiarire con voi alcuni punti fondamentali sul problema meningite batterica (che è la meningite di cui tanto si parla e si è parlato).
- La meningite è una infezione batterica che nella stragrande maggioranza dei casi, se diagnosticata tempestivamente, si cura bene in 48 ore con una terapia adeguata (antibiotici e cortisone) ed arriva alla guarigione in 8/10 giorni;
- Se si verifica un caso in una scuola, se entro 7/8 giorni non ne compaiono altri tra i bambini della stessa scuola non c’è più nessun pericolo di contagio;
- Se si verifica un caso in una classe è consigliabile dare ai bambini un antibiotico specifico per alcuni giorni (fatevelo prescrivere dal vostro pediatra);
- La meningite batterica non è una malattia altamente contagiosa. Per fare un esempio la varicella ha una contagiosità del 90%, mentre nel caso di meningite batterica, come abbiamo visto in questi ultimi tempi, non sono mai stati segnalati due casi in una stessa scuola. Questo vi può far capire come la contagiosità sia molto scarsa;
- Responsabili della meningite batterica sono tre batteri: Hemophilus influenzae, Meningococco, Pneumococco contro i quali esistono vaccini specifici;
- Bisogna fare i vaccini. Non sull’onda della emotività per alcuni casi sporadici come in questo momento, ma per una decisione ed una programmazione consapevole. In altre parole i genitori, in accordo possibilmente con il pediatra di fiducia, decidono di vaccinare i bambini e lo fanno!
Oggi i bambini sono quasi tutti vaccinati contro uno dei batteri responsabili, cioè l’Hemophilus influenzae (è uno dei vaccini contenuti nell’esavalente che viene fatta a partire dal 2°/3° mese di vita ).
A presto
Giuseppe Ferrari
La digestione 8 Gennaio 2008
Posted by Giuseppe Ferrari in : Alimentazione, Le grandi apprensioni , 282 comments
Quello della digestione è uno degli argomenti più “dibattuti” nei primi mesi di vita di un bambino. Non capisco perché le mamme, e, ahimè!, qualche volta anche gli “addetti ai lavori” spesso attribuiscano genericamente alla digestione problemi o problemini dei bambini che con la digestione non hanno nulla a che fare. Molto spesso sento dire:Il mio bambino non digerisce il latte perché non fa il ruttino, oppure perché è agitato, oppure perché ha delle pustoline in faccia, o ancora perché butta delle boccate di latte ecc. Conviene quindi, prima di esaminare i singoli aspetti della presunta non digestione, intenderci su cosa sia la digestione o meglio con quali parametri si può valutare una buona digestione. La risposta è unica: lo specchio della digestione sono le feci, quindi l’unica cosa di cui ci si deve preoccupare è l’aspetto, la consistenza e il numero delle evacuazioni, perché solo così possiamo avere un vero reale riscontro della capacità digestiva del bambino, cioè , in pratica, la sua capacità di assorbimento intestinale.
Il ruttino
Quasi tutti i bambini dopo pochi secondi o minuti dalla fine della poppata fanno il classico ruttino. Perché i bambini fanno il ruttino? Perché durante la suzione, specie se è vigorosa, ingurgitano insieme al latte una notevole quantità d’aria. Questa tende a ritornare fuori con il ruttino. Se un bambino mangia correttamente, senza introdurre molta aria, può anche non farlo. Non è quindi obbligatorio che il bambino faccia il ruttino e ricordiamo soprattutto che il non farlo non significa non digerire. In ogni caso alla fine del pasto non è sbagliato tenere per qualche minuto il bambino in posizione eretta, appoggiato sul petto, dandogli piccoli colpi sulla schiena.
Il singhiozzo
Nella maggior parte dei casi dopo la poppata compare il singhiozzo. Questa manifestazione, normale per il neonato, spesso dà fastidio alla mamma, al papà e anche ai nonni. Il singhiozzo è un meccanismo naturale che il bambino mette in moto per “aggiustarsi” lo stomaco dopo un buon pasto, in special modo se ha mangiato molto avidamente! È perfettamente normale per il bambino, e non deve destare nessuna preoccupazione. Non sottoponete il “malcapitato” bimbo a nessuna pratica, nel tentativo di farglelo passare. Si risolve spontaneamente in poco tempo.
I rigurgiti del neonato e del lattante
Per rigurgito si intende l’emissione di una piccola quantità di latte, che in genere cola dalla bocca e sporca il bavaglino o il vestitino del bambino. mentre con vomito si intende l’emissione violenta, spesso rumorosa, di una notevole quantità di latte. Sia il rigurgito che il vomito non sono, se non in rarissimi casi, causati da cattiva digestione o intolleranza al latte, ma riconoscono altre cause: nervose, di motilità gastrica, anatomiche.
Con il rigurgito vengono emesse piccole quantità di latte. Tale emissione può avvenire subito dopo il pasto oppure durante il periodo che intercorre fra un pasto e l’altro o addirittura poco prima del pasto successivo. Le mamme si preoccupano in modo particolare per i rigurgiti che avvengono a distanza dal pasto e ancor di più per i rigurgiti che precedono il pasto successivo. In realtà non c’è nessuna differenza tra il rigurgito che avviene subito dopo il pasto e quello che avviene a distanza. L’unica diversità è rappresentata dal fatto che nel rigurgito subito dopo il pasto viene emesso un latte pressoché inalterato, mentre invece più il pasto è lontano, più il latte presenta un processo avanzato di digestione.
Bisogna quindi preoccuparsi dei rigurgiti? No, se il bambino cresce regolarmente. Se non cresce, vi consiglio di valutare la situazione con il vostro pediatra.
A presto
Giuseppe Ferrari
