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Gli incubi notturni. Il “pavor nocturnus” 31 Ottobre 2007

Posted by Giuseppe Ferrari in : Psicologia , 385 comments

“Il mio bambino da qualche tempo si sveglia di notte improvvisamente urlando e singhiozzando. Perché gli succede questo?”
Questo è un problema che alcuni genitori devono affrontare in quanto il bambino li costringe spesso a fastidiosi risvegli notturni. Il bambino si sveglia improvvisamente gridando e piangendo disperatamente. Ai genitori che accorrono, racconta tra le lacrime il brutto sogno che lo ha spaventato. A volte, invece, non risponde ai genitori e, in preda al terrore, emette frasi sconnesse come se non fosse cosciente. Dopo 5/10 minuti si calma e si addormenta. Di solito si tratta di bambini dai 2/3 ai 6/8 anni di età. Questi incubi notturni rispecchiano le fantasie del bambino e i suoi conflitti interiori che si proiettano nel sonno. Egli ha, a quella età, tanti piccoli problemi. Momenti di conflittualità con i genitori, momenti di separazione, frustrazione da parte di compagni più aggressivi, scoppi di ira di fronte alle contrarietà o alle regole che gli vengono imposte e, parallelamente, sensi di colpa per le proprie “cattiverie” in realtà solo immaginarie o purtroppo insinuate nelle loro mente dagli adulti (”sei cattivo!!” “non ti voglio più bene!!” “ti mando via!”ecc.). Quindi la cosa brutta, il mostro che lo insegue nel sonno è in realtà il suo impulso aggressivo che ritorna e di cui si sente inconsciamente colpevole.

Che cosa fare?
Non esistono molti rimedi, anche perché si tratta di un fenomeno fisiologico, espressione di una normale tappa dell’evoluzione del pensiero infantile.
Consiglio ai genitori di tranquillizzare il bambino aiutandolo ad addormentarsi serenamente. Il giorno dopo sarete un po’ assonnati, ma avrete aiutato il vostro bambino a superare un momento difficile del suo sviluppo.
Con il trascorrere del tempo, il bambino diventerà più sicuro di sé, meno timoroso, più equilibrato e avrà superato questi fenomeni che vengono definiti pavor nocturnus.
Almeno in questo la televisione non c’entra: il pavor nocturnus è sempre esistito!

Il sonno

Posted by Giuseppe Ferrari in : Le grandi apprensioni , 102 comments

È purtroppo un problema degli adulti.
Quante mamme temono di perdere il sonno alla nascita di un bambino!
In realtà un bambino nei primissimi mesi di vita mangia e dorme (ovviamente se lo si gestisce bene), se lo si fa mangiare quando vuole, se gli si dà il latte giusto e il quantitativo giusto nel modo a lui più gradito. In effetti il neonato ben gestito nel primo mese dorme circa 20 ore al giorno ed è normale che abbia appetito anche di notte. Non dimentichiamo che nella pancia della mamma traeva nutrimento quando ne aveva bisogno (quindi giorno e notte) per cui è ovvio che con la nascita sia difficile cambiare improvvisamente abitudini.

Quanto dormono mediamente i bambini ?


Il problema “sonno” nei primi anni

Il sonno del bambino ha un andamento oscillante: sonno profondo, seguito da sonno leggero (o risveglio momentaneo).
Durante la notte il bambino ha 4/5 risvegli (viene considerato un buon “dormitore” un bambino che dorme 5 ore filate). Ad ogni risveglio il bambino mette in atto una serie di suoi meccanismi per superare il difficile periodo di transizione che sta fra la veglia e il sonno (succhiare il ciuccio, il dito, il lenzuolino, abbracciare il pupazzo ecc.).
Se un adulto (madre, padre, nonna, tata) accorrono durante questi risvegli, la loro presenza o il loro intervento diventano un ulteriore meccanismo indispensabile per il “riaddormentamento” (meccanismo che purtroppo dovrà intervenire ogni volta che si sveglia). In questo caso sono gli adulti a creare la dipendenza nei bambini e non viceversa. (Se ci seguirete, porteremo tanti altri esempi in proposito).

Richieste assurde di alcuni genitori:
prescrizione e somministrazione di sedativi, tranquillanti ecc.

Ricordate:
Il bambino non soffre per mancanza di sonno, infatti dorme per una sua esigenza fisiologica e non perché il giorno dopo deve essere riposato per andare a lavorare!! Quindi se non dorme significa che non ha bisogno di dormire! A questo punto chiediamoci perché non ha bisogno di dormire.